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REFERENDUM DEL 28 MAGGIO: LIGNANI (FRATELLI D'ITALIA) INTERROGA LA GIUNTA SULL'OPPORTUNITA' DI AVVIARE LA MACCHINA ORGANIZZATIVA

lunedì 24 aprile 2017
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REFERENDUM DEL 28 MAGGIO: LIGNANI (FRATELLI D'ITALIA) INTERROGA LA GIUNTA SULL'OPPORTUNITA' DI AVVIARE LA MACCHINA ORGANIZZATIVA
CAmpanili
15-04-2017 -

 

Con un’interrogazione il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani chiede al sindaco Luciano Bacchetta di conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale circa l’attivazione delle procedure organizzative necessarie a garantire lo svolgimento dei due referendum abrogativi che il Consiglio de Ministri ha fissato per il 28 maggio 2017 sulle disposizioni limitative della responsabilità in tema di appalti e sulle disposizioni relative al lavoro accessorio (voucher). “Ad oggi tutto lascia presupporre che detti referendum non si svolgeranno a condizione che i decreti del Governo siano convertiti dal Parlamento”, osserva l’esponente del Centrodestra, che ritiene necessario comprendere come il governo cittadino agirà dopo la convocazione da parte del sindaco dei comizi elettorali il 13 aprile scorso, in ottemperanza alle disposizioni di legge. Attraverso l’interrogazione, Lignani chiede quale sia “la volontà di procedere da parte dell'amministrazione comunale alla messa in funzione della macchina organizzativa, con i conseguenti oneri per le casse pubbliche, nonostante la volontà politica espressa da governo e maggioranza parlamentare di voler scongiurare lo svolgimento del referendum” e sottopone a sindaco e giunta una riflessione sulla “necessità, di concerto con Anci ed altre amministrazioni comunali, di far pressione su Governo e Parlamento per avere al più presto la certezza effettiva di non svolgimento dei referendum”. In questo contesto, l’esponente della minoranza ritiene doverosa una valutazione “sulla possibilità di non procedere all'autorizzazione del lavoro straordinario in materia, al fine di non renderlo inutile, di concerto con lavoratori ed organizzazioni sindacali e di spalmarlo su più risorse umane in un tempo più concentrato nel caso i referendum si dovessero svolgere”. A motivare l’istanza di Lignani è la constatazione che l’attivazione della macchina organizzativa per le consultazioni comporti “oneri pesanti per le casse comunali, sia in forma diretta, che in anticipazioni, soprattutto per quanto concerne il lavoro straordinario dei dipendenti comunali”, considerando che “almeno un terzo del lavoro straordinario viene svolto tra i 45 e i 20 giorni antecedenti la giornata delle votazioni”.                            

 


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