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POTENZIARE L'ASSISTENZA DOMICILIARE, SI' DEL CONSIGLIO AD ODG

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POTENZIARE L'ASSISTENZA DOMICILIARE, SI' DEL CONSIGLIO AD ODG
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27-05-2017 -

 

E’ stata approvato con 8 voti favorevoli della minoranza, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Tiferno Insieme, Lega Nord, Castello Cambia e del Movimento Cinque Stelle che l’aveva presentato, e l’astensione della maggioranza (Psi, Pd, La Sinistra), un ordine giorno per il potenziamento dell’assistenza domiciliare in Umbria. Nel dispositivo, illustrato dal capogruppo della forza proponente Marco Gasperi, si impegna sindaco e giunta anche a dare effettiva libertà di scelta alle famiglie attraverso piani personalizzati, ad erogare un assegno di cura senza assistente obbligatorio, un contributo badante con obbligo di rendicontazione. Oltre all’attuazione dei diritti del disabile contenuti nella convenzione Onu, Gasperi ha chiesto il riconoscimento del care-giver, come allargamento e ulteriore integrazione delle rete socio-sanitaria regionale. “In Umbria se un familiare deve assistere un parente, è costretto a sacrificare reddito e lavoro. L’assistenza domiciliare, o indiretta, è un bisogno non solo un dovere” ha concluso, dopo un excursus sulla legislazione di settore e sulla situazione locale: “Il sistema nazionale eroga 30-35 mila euro a testa per gli anziani, 40 mila per gli adulti e 45mila per i gravissimi - ha detto Gasperi “da un punto di vista finanziario può significare anche 272 euro al giorno in struttura e un operatore per più pazienti. Le persone non autosufficienti non hanno la possibilità di scegliere se stare a casa o in struttura, perché i comuni, le regioni o lo stati erogano il servizio tramite operative e onlus private con un sistema inefficace, obsoleto e dispendioso. Si scelgono gli orari (con un monte ore bassissimo) non gli operatori che sono inviati dalla cooperativa. Sopra un Isee di 4800 euro l’anno bisogna compartecipare in Umbria mentre, in Sardegna e in altre regioni sfiora i 30 mila. Se in Umbria si decide di assumere un assistente, sotto 4800 di Isee, riceviamo 50 euro al mese, nelle Marche 900 euro a settimana, in Lombardia e Valle d’Aosta circa  20mila anno. Tutte le regioni tranne Umbria, Calabria e Campania, coprono molteplici soluzioni per dare libertà di scelta. Nonostante essere assistiti al proprio domicilio concerne vantaggi innegabili in costi e prolungamento della vita con buona qualità”. L’assessore ai Servizi sociali Luciana Bassini ha annunciato che è stato “già approvato e finanziato dalla Regione Umbria un progetto sulla vita indipendente. Le persone disabili potranno non solo essere partecipi ma protagonisti di una scelta. Per il percorso verrà scelto un consulente alla pari, per il sostegno e l’accompagnamento della persona con disabilità. Il 21 febbraio del 2017 sia stati chiamati in Regione in quanto sta predisponendo linee guida per attivare tali progetti. La strada è ancora in salita e qualcosa si sta facendo e per la nostra zona siamo già in possesso del nostro progetto approvato”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, si è detto d’accordo con l’ordine del giorno: “Molte famiglie ci chiedono interventi essendo in difficoltà con un congiunto disabile, perché il reddito in tali circostanze diventa insufficiente”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha definito “lodevole la proposta. La Regione potrebbe migliorare le condizioni per operare nel territorio. Obiettivo che mi sembra condiviso da tutti”. Per Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd “Le famiglie hanno problemi quasi insormontabili in presenza di una disabilità. Questa amministrazione non ha mai smesso di porre il problema alle istanze superiori. Mi complimento con il Comune per il finanziamento di 80mila euro per il progetto sperimentale sulla vita indipendente a vantaggio della zona sociale n.1. Assistenza diretta e indiretta debbano marciare di pari passo, va implementata la rete. A fronte delle risorse, tutto quello che ha fatto questo comune è encomiabile. Sono favorevole, le chiedo di stralciare il contributo al badantato e l’assegno di cura, che sono specificità. Fermiamoci al piano personalizzato”. Il capogruppo della Lega Nord Riccardo Augusto Marchetti si è detto favorevole: “L’assistenza diretta ci costa 100mila euro a testa, con la diretta scendiamo a 50mila. La sinistra non si è fatta promotrice di questa proposta perché con l’indiretta lavorano le cooperative. Siamo favorevoli”. Nella replica Gasperi ha replicato che “l’emendamento proposto dal Pd riguarda punti essenziali. Se tolgo assegno di cura e di badantato, il documento perde senso”. Nelle dichiarazioni di voto, il consigliere della Lega Nord Valerio Mancini ha confermato il sì: “Anche noi abbiamo presentato un progetto di vita indipendente. Presentate una proposta, innaffiando la stessa catena per cui al bisognoso non arriva nulla. I parametri dei bandi lasciano indietro le famiglie con i portatori di handicap”. Zucchini ha ribadito la vicinanza politica allo spirito del documento: “Non vogliamo depotenziare ma ampliare le possibilità di intervento. Nel piano di ambito il finanziamento dell’assistenza personale è di 60mila euro per le tipologie varie di assistenza indiretta, che è già nei fatti”. Gasperi: “Il Pd di Perugia ha votato favorevole allo stesso identico testo. Quello che vede lei, il resto del mondo non lo vede. Non siete vicino a chi ha bisogno ma alle cooperative”. Bucci: “Non mi sembrano dirimenti i due punti contestati. Noi votiamo a favore di tutto il complesso”.  “Non esiste il discorso della copertura politica alle cooperative rosse anche perché non ci sono più. Ci sono invece militanti del Movimento Cinque Stelle in quelle che lavorano per noi” ha detto il sindaco Luciano Bacchetta “da questa Amministrazione non è mai arrivato un invito di voto alle cooperativo, da voi sì. Li avete anche candidati nelle liste. Andiamo in commissione e approfondiamo l’argomento, visto che la pensiamo in modo simile. La Regione ha tagliato tanti fondi, che provenivano dalla Ue. A cascata si sono ripercossi sui comuni. Chiedo alla maggioranza di astenersi”.

 


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