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DALL'AMERICA A CITTA' DI CASTELLO PER FARE LA PASTA A MANO: RIPARTONO GLI STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DI WASHINGTON "MA GLI SCAMBI CONTINUERANNO NEL NOME DI MARIA MONTESSORI"

mercoledì 24 maggio 2017
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DALL'AMERICA A CITTA' DI CASTELLO PER FARE LA PASTA A MANO: RIPARTONO GLI STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DI WASHINGTON "MA GLI SCAMBI CONTINUERANNO NEL NOME DI MARIA MONTESSORI"
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28-04-2017 -

 

Dall’America a Città di Castello per imparare a fare la pasta: grande entusiasmo degli studenti americani della University of Washington di Seattle, a Città di Castello in visita di studio, per il laboratorio di pasta fatta in casa, proposto al Centro di Formazione G. O. Bufalini nell’ultimo giorno della loro permanenza. Tagliatelle e ravioli, assistiti e guidati dallo chef Andrea Cesari, “per un’esperienza che non dimenticheranno” a detta dei docenti che guidavano la delegazione statunitense, Giuseppe Leporace e Ruggero Taradel. Se ne sono andati questa mattina alla volta della Calabria ma torneranno perché il soggiorno è servito anche per riprendere e sviluppare i contatti intercorsi qualche anno fa, quando il prestigioso ateneo statunitense nella ricerca di una nuova sede in Italia aveva valutato anche Città di Castello.  “I progetti rispetto ad allora sono diversi ma non meno interessanti” dichiara il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli, impegnato direttamente nella gestione dei contatti insieme alla collega con delega alla Scuola Rossella Cestini, “c’è spazio per lavorare fin da subito su due piani: il consolidamento della formula sperimentata in questi giorni con successo e reciproca soddisfazione che prevede la partecipazione delle famiglie dei nostri studenti nell’accoglienza, scambi didattici dentro le scuole e approfondimento degli usi e costumi italiani. I ragazzi americani conoscono per cose notevoli e spesso per luoghi comuni il nostro paese, anche se alcuni di loro hanno cognomi familiari. Imparare a comporre il loro nome con i caratteri mobili della Tipografia Grifani Donati o fare la pasta con le proprie mani al Centro di formazione Bufalini sono esperienze impensabili e per questo molto formative. L’altro piano è la pedagogia montessoriana, che in America è popolare ed attrattiva. Villa Montesca da questo punto di vista rappresenta un centro simbolico per sviluppare programmi di formazione superiore verso cui il mondo accademico statunitense potrebbe essere molto recettivo. Per ora sono prospettive aperte su cui riflettere insieme a tutti i soggetti del territorio, mobilitati in questa settimana di prova generale”. Oltre alle tappe alla Tipografia Grifani Donati e a Tela Umbra, ai Musei Burri e a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, la delegazione della Washington ha partecipato ad un atelier su Burri insieme ai bambini della International primary school di San Filippo e toccato con mano il progetto di educazione alimentare che ruota intorno alla ristorazione scolastica, attraverso ingredienti certificati, lo smaltimento differenziato ed il self service, contro lo spreco. “I ragazzi sono rimasti molto colpiti da Villa Montesca e dalla storia dei baroni Franchetti a cui li lega il filo di Alice Hallgarten, un’ebrea americana,  e di Maria Montessori, che è un faro della didattica statunitense” dichiara Giuseppe Leporace “Mettere le mani in pasta come hanno fatto alla Bufalini è rispondente all’approccio empirico che fa della scienziata italiana un riferimento attuale e autorevole. Il fine della visita in Italia è fare pratica della lingua ed entrare in contatto con la cultura materiale italiana, attraverso una full immersion nella vita di tutti i giorni. In questo Città di Castello con la sua dimensione a misura d’uomo, permette un inserimento più veloce e incisivo. Siamo intenzionati a tornare”.  Molto istruttiva per la delegazione è stata la partecipazione al corteo e alla cerimonia del 25 aprile e la visita alla sede dell’Agenzia delle Utopie concrete. Commozione e scambio di doni hanno caratterizzato invece la cena di saluto, ieri (giovedì 27 aprile) alla Bufalini, dove, il direttore di sala Emilio Sabatini e gli studenti del centro hanno curato il servizio dei piatti preparati con il contributo degli stessi ospiti. La più grande degli studenti, Susanna, pensionata ex medico pediatra a Seattle, ha voluto scrivere e leggere in italiano una lettera molto toccante. Tanti abbracci e qualche lacrima per ospiti e ospitati, con la promessa di rivedersi presto e di continuare anche a distanza il rapporto di amicizia nato in questa intensa settimana tifernate. “Fondamentale il ruolo svolto dal polo liceale Plinio il giovane e le famiglie coinvolte - conclude Bettarelli - E’ nato un bel rapporto che deve continuare perché Città di Castello è pronta a questo tipo di scambi, che sono utili ed edificanti sia per chi viene sia per chi accoglie”. Il prossimo step è a stretto giro di posta: a giugno la prima ricognizione sul programma del 2018.

Grazie inoltre a il presidente Marsilio Sinatti della Società rionale “Quelli di là dal ponte”, il dirigente del polo liceale Plinio il Giovane Eva Bambagiotti, Massimo Belardinelli, direttore didattico dell’international primary school di San Filippo, la Tipografia Grifani Donati di Gianni Ottaviani, il presidente di Tela Umbra, Pasquale La Gala, il presidente della Fondazione Franchetti-Hallgarten Angelo Capecci, il Centro di formazione G. O. Bufalini del presidente Stefano Briganti, la Fondazione Burri del presidente Bruno Corà, Italo Cesarotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, Karl Ludwig Schibel, direttore dell’Agenzia delle Utopie Concrete, a titolo amichevole Gaetano Zucchini e Carlo Reali.  

 


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