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REGOLAMENTO SULL'UTILIZZO DEI PRODOTTI FITOSANITARI: OK ALLA STESURA DI UNA PROPOSTA E ALL'ORGANIZZAZIONE DI UN'INIZIATIVA PUBBLICA. L'ARPA: NESSUN SUPERAMENTO DEGLI STANDARD QUALITATIVI NELLE ACQUE

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REGOLAMENTO SULL'UTILIZZO DEI PRODOTTI FITOSANITARI: OK ALLA STESURA DI UNA PROPOSTA E ALL'ORGANIZZAZIONE DI UN'INIZIATIVA PUBBLICA. L'ARPA: NESSUN SUPERAMENTO DEGLI STANDARD QUALITATIVI NELLE ACQUE
CAmpanili
06-10-2017 -

 

Saranno la redazione di una proposta di regolamento comunale e l’organizzazione di una iniziativa pubblica entro la fine di ottobre con Regione, Usl Umbria 1, Arpa, associazioni agricole, mondo ambientalista e tutti i soggetti portatori di interessi, le prossime tappe del lavoro che porterà all’approvazione definitiva in consiglio comunale della nuova disciplina in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari nel territorio comunale di Città di Castello. E’ la conclusione cui sono giunti i lavori della commissione “Servizi e Partecipazione” che il presidente Giovanni Procelli ha riunito ieri sera nella residenza municipale alla presenza degli assessori Massimo Massetti e Luca Secondi, dei rappresentanti delle associazioni agricole e ambientaliste e di Arpa Umbria. “E’ giunta l’ora di mettere un punto fermo sul lavoro che stiamo facendo, tirando le somme delle valutazioni e dei contributi raccolti in questi mesi attraverso il confronto con tutti i soggetti coinvolti per arrivare a una revisione del regolamento comunale vigente che ci permetta di disporre di uno strumento in linea con le nuove normative in materia, chiaro, agile e di facile applicabilità, tramite il quale dare un segnale del senso di responsabilità e del dovere civico con cui vogliamo tutelare, sia la salute pubblica, che i legittimi interessi economici in campo”, afferma l’assessore Massetti nell’evidenziare che “il positivo confronto con le forze politiche e i rappresentanti del mondo agricolo e ambientalista continuerà con un passaggio doveroso anche con Regione e Usl Umbria 1”. Ieri sera, infatti, un contributo importante alla discussione è venuto da Arpa Umbria, che ha introdotto nuovi elementi conoscitivi nel dibattito in commissione. Riportando i risultati preliminari e non ancora definitivi del monitoraggio di prossima pubblicazione che l’agenzia umbra ha condotto negli anni 2014-2016 in base alle linee guida dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra), Paolo Fabbriciani ha chiarito che le rilevazioni effettuate non hanno evidenziato superamenti degli standard di qualità delle acque superficiali e di falda nel territorio a Città di Castello e nel territorio dell’Alta Valle del Tevere. Le analisi, effettuate da tre centraline sul Tevere all’ingresso in Umbria, alla foce del Sovara e nel territorio comunale di Perugia e con alcuni campionamenti annuali, hanno registrato tracce di prodotti fitosanitari, che sono risultate comunque nella norma. A sollecitare una rapida conclusione dell’iter di redazione del regolamento comunale sono stati i consiglieri Vincenzo Bucci e Manuela Arcaleni (Castello Cambia), che hanno depositato una proposta scritta e hanno ribadito la necessità del confronto con Regione e Usl Umbria 1 insieme a Nicola Morini (Tiferno Insieme) e Marco Gasperi (M5S), che ha ritenuto “indispensabile ricevere risposte dall’esecutivo regionale sull’adeguamento del metodo contributivo a fronte della possibile riduzione delle superfici coltivabili che potrebbero essere determinate dal nuovo regolamento”. Della necessità di ragionare dell’eventuale “riconoscimento del mancato guadagno degli agricoltori per l’eventuale adeguamento alle fasce di rispetto individuate dal regolamento” ha parlato Vincenzo Tofanelli (Pd), con l’assessore Secondi che ha invitato a considerare, su questo versante, la difficoltà a ragionare con un orizzonte ristretto come quello della scadenza nel 2020 della Politica Agricola Comune (Pac) dell’Unione Europea e ha difeso la tempistica dei lavori della commissione, “che – ha detto - ha permesso un dibattito inedito tra tutte le componenti coinvolte in funzione di un regolamento comunale sul quale possiamo aprire un confronto politico con la Regione, fermo restando che sta a noi compiere le scelte”. “Con la presentazione della mozione per il nuovo regolamento in consiglio comunale abbiamo compiuto un atto di grande responsabilità, che ora va tradotto in fatti concreti con la redazione di una disciplina che salvaguardi la salute pubblica e l’ambiente e sia la meno impattante possibile su chi lavora con professionalità e senso di responsabilità nel settore agricolo”, ha detto Gaetano Zucchini (Pd), nel ricordare il lavoro della collega Francesca Mencagli sul documento e nel tratteggiare la road map dei lavori della commissione a partire dalla formulazione di proposte scritte da parte di tutti i soggetti partecipanti ai lavori, sulla base del regolamento di Citerna nell’ottica di una uniformità di vallata. “Salute e ambiente sono fondamentali, ma anche conto economico di chi lavora in agricoltura”, ha sottolineato Cesare Sassolini (FI), che ha indicato l’esigenza di dettare “regole semplici, maggiormente controllabili, che diano più sicurezza”. Sauro Rossi (Cia) e Carlo Biondini (Coldiretti) hanno sottolineato che gli agricoltori sono tenuti alla formazione obbligatoria e sottostanno a controlli particolarmente incisivi sull’utilizzo dei fitofarmaci, in un contesto come quello altotiberino che è all’avanguardia nell’innovazione tecnologica ed è punto di riferimento internazionale nel settore, mentre Luca Stalteri (Pro.Bio) ha evidenziato la crescita dell’agricoltura biologica e la necessità di intraprendere le iniziative, anche attraverso il regolamento comunale, che permettano di rendere efficaci gli investimenti della Regione in questa tipologia di coltura. Luca Nocentini e Alessandro Zangarelli (Comitato per la difesa della terra Valtiberina) hanno ribadito la necessità che la nuova regolamentazione passi per il confronto con la Regione, anche sulle incongruenze in merito al recepimento del Piano di Azione Nazionale sui prodotti fitosanitari, e hanno sottolineato l’importanza di informare la collettività, chiamando in causa l’Usl Umbria 1, “dalla quale – hanno detto – deve venire una voce autorevole sull’impatto dei prodotti fitosanitari”, mentre Nicola Venturini (Progetto Valtiberina) ha depositato una bozza aggiornata di regolamento, che tiene conto di aspetti specifici come l’effetto deriva, le barriere, la cartellonistica, invitando a non sottovalutare i dati sulla presenza di fitofarmaci rilevati dall’Arpa.

 


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