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INIZIA IL PERCORSO VERSO IL PRG OPERATIVO. PIAZZA BURRI, NUOVA DANTE ALIGHIERI, STOP AL CONSUMO DI SUOLO

mercoledì 13 dicembre 2017
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INIZIA IL PERCORSO VERSO IL PRG OPERATIVO. PIAZZA BURRI, NUOVA DANTE ALIGHIERI, STOP AL CONSUMO DI SUOLO
Comune Palazzo
10-10-2017 -

E’ cominciato in commissione il percorso che porterà il consiglio comunale di Città di Castello all’adozione del piano operativo nell’ambito della revisione della variante generale al prg. Simboli di questa nuova fase di pianificazione urbanistica: la rigenerazione di Piazza Garibaldi e dei Molini Tifernati in vista di Piazza Burri, la nuova Dante Alighieri, la concentrazione delle aree in trasformazione l’interno dei confini già stabiliti dal vecchio prg, senza altro consumo di suolo e quindi senza mettere in gioco le Zauni, le zone agricole utilizzabili per nuovi insediamenti. “Una prima disamina della città che esiste e di dove l’operativo andrà ad incidere, modificando le norme vigenti e individuando alcuni grandi progetti, intorno a cui ruota la nuova immagine della città” ha detto il presidente della Commissione Assetto del Territorio Luciano Tavernelli mentre l’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini ha ricordato “il cammino compiuto attraverso l’adozione e poi l’approvazione dello strutturale”, sottolineando “L’importanza di lavorare per dare quanto prima risposte ai cittadini e strumenti alla città per riqualificare le proprie funzioni in senso sociale, culturale ed anche economico”. “Il piano operativo rispetto allo strutturale è di competenza esclusiva del comune” ha detto Francesco Nigro, architetto progettista della variante generale “Disciplina lo spazio urbano e le eventuali espansioni o trasformazioni. Alcune principali trasformazioni riguardano il quadrante compreso tra Piazza Garibaldi-Piazza Burri e i Molini Tifernati, previsioni già presenti nel piano vigente ma non attuate, grandi aree destinate a standard e dotazioni che il piano del 2000 aveva contabilizzato in misura eccessiva sia perché dipendenti da una proiezione di crescita che non si è avverata sia perché in quell’epoca la disponibilità nella pianificazione di aree pubbliche era considerata un elemento di qualità. Con realismo ne abbiamo preso atto e dal punto di vista urbanistico, proponiamo una riclassificazione. L’operativo affronta poi le aree produttive tenendo conto dei fenomeni che ci sono stati e delle leggi di derivazione europea. Un altro tema in evidenza è lo spostamento della scuola Dante Alighieri nell’ottica più generale del piano integrato dell’edilizia scolastica e dei contenitori che rimarrebbero vuoti, prevedendo funzioni compatibili. Un ultimo asse riguarda i centri a caratteri semiurbano, geograficamente posti nel territorio agricolo, come aggregazioni esistenti di insediamenti o di previsioni del piano previgente. In questi centri e solo in questi centri sono individuati i piccoli investimenti di zone agricole utilizzabili per nuovi insediamenti, le Zauni. Tale localizzazione, corrispondente ad un preciso indirizzo del piano strutturale, deriva da necessità di assetto quali ad esempio la previsione di una strada o la necessità di reperire alcune dotazioni territoriali, quali piccoli parcheggi o aree a verde. Nel complesso della variante generale l’ impegno di queste porzioni di ZAUNI risulta minimale rispetto alla sommatoria. Nessuna Zauni è interessata da nuove previsioni perché la quantità di aree della ripianificazione è una quota importante e già comporta margini di manovra sufficiente a far partire gli insediamenti che esistono ovvero già oggetto di pianificazione pregressa”. “Il piano - ha proseguito Nigro - affronta capoluogo frazioni e centri e nuclei semi rurali secondo alcune grandi categorie di intervento: la realizzazione di dotazioni (circa 70 aree nel corpo degli insediamenti) necessarie dal punto di vista funzionale, il completamento di previsioni del piano previgente che l’operativo riclassifica in termini di 22 ambiti di trasformazione e, alcune più piccole con interventi urbanistici di completamento semplici e tre operazioni complesse, di cui l’operativo descrive una cornice generale, rimandando l’individuazione dei comparti a tempi differiti con cui questi potranno essere realizzati, proprio in ragione della loro complessità. L’operativo definisce tutti gli elementi (soglie minime, disegno di assetto, unità minime di intervento) per andare alla pianificazione attuativa, in relazione alle tre operazioni complesse delle quali la prima localizzata tra la città esistente e la variante apecchiese, la seconda operazione complessa prevede la rigenerazione focalizzata su alcune aree a cavallo del Tevere, nella zona del quartiere Pesci d’oro e del foro boario, Piazza Garibaldi- Burri ed i Mulini Tifernati”. “Il fine del piano operativo” ha concluso Nigro “è reperire gli spazi che servono alla comunità per realizzare la città pubblica e di conseguenza migliorare la qualità della vita urbana (es. spazi pubblici, verde, aree di protezione civile, le infrastrutture) anche attraverso sistemi perequativi. La concertazione è finalizzata all’interesse generale di realizzare le opere che sono previste dal piano. L’obiettivo generale è dunque una qualificazione dell’insediamento che esiste, mettendo in campo una serie di previsioni pubblico e privato con serenità e alla luce del sole, con regole del gioco chiare”. Accanto alla redazione del piano operativo, si muove la Vas, la valutazione ambientale strategica, illustrata dall’architetto Paolo Ghirelli: “Alla luce del Codice dell’Ambiente, la Vas valuta le componenti ambientali del piano e se gli effetti prodotti sono sostenibili. Il piano è uno, primo in Umbria integrato tra operativo e strutturale, con un’esperienza pilota, che vede la Regione autorità competente per la Vas ed il comune autorità proponente, mediato da Arpa. Si misura facilmente con i parametri quantitativi (consumo di suolo), e attraverso un set di indicatori di contesto (: inquinanti, gestione risorsa idrica, gestione rifiuti) ed altri di piano: (rete ecologica urbana, clima acustico, agricoltura di pregio, biopotenzialità ecologica, indice di dispersione e di frastagliatura). L’attenzione si concentra sulle aree in movimento. Il resto è stabile o in via consolidamento grazie alle regole del nuovo piano. Dall’analisi dei dati siamo dentro i parametri. L’approvazione della Vas sarà preordinata all’adozione della variante e questo permetterà di procedere alla pianificazione attuativa senza passaggi agli enti superiori, abbattendo i tempi delle procedure. Agli interventi tecnici è seguito il dibattito nel quale è intervenuto col capogruppo del Psi Vittorio Morani chiedendo informazioni sulla tempistica del piano operativo, e Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, sull’operazione Piazza-Burri- Molini Tifernati, sostenendo la necessità di una pianificazione unitaria per quale ricorrere a procedure che garantiscano una progettazione di qualità, come il concorso di idee. D’accordo su questo l’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini e lo stesso Nigro che ha ribadito come “la rigenerazione va affrontata complessivamente, cercando soluzioni che non sconvolgano la vita dei cittadini ma senza pensare che niente sia immodificabile”. In apertura di seduta la commissione aveva proceduto all’analisi di 8 osservazioni, presentate durante il periodo di pubblicazione a seguito della adozione della variante di assestamento alla parte strutturale del PRG “che corregge cose minime,e integra alcuni errori materiali ed inserisce una flessibilità in alcune regole, per consentire al piano di muoversi, dentro la legge ma anche dentro l’esistente” ha detto l’assessore Cestini. Tra i presenti Marco Gasperi non ha partecipato al voto, Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, si è astenuto; Nicola Morini ha votato a seconda del quesito astensione o favorevolmente; sì dei consiglieri di maggioranza.

 


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