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CASI E SEGNALAZIONI IN AUMENTO - DOPO PERUGIA E FOLIGNO ANCHE A CITTA' DI CASTELLO APRE I BATTENTI LO SPORTELLO "ANTISTALKING"

mercoledì 13 dicembre 2017
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CASI E SEGNALAZIONI IN AUMENTO - DOPO PERUGIA E FOLIGNO ANCHE A CITTA' DI CASTELLO APRE I BATTENTI LO SPORTELLO "ANTISTALKING"
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13-10-2017 -

Crescono le segnalazioni per “stalking” praticamente tutte al femminile: sono 88 i casi (vittime solo donne), di cui 6 riferiti al territorio tifernate nel corso dei primi otto mesi mesi del 2017. 162 inoltre i casi che si riferiscono al mobbing sempre nell’anno in corso, di cui 9 in ambito locale. Una tendenza che sia per stalking e mobbing porterà a superare i casi segnalati negli anni scorsi: per lo stalking 93 (di cui 4 uomini nel 2015), 97 (di cui un uomo) nel 2016. Per quanto riguarda il mobbing sono stati 158 i casi segnalati nel 2015 e 165 nel 2016. E' quanto emerge dal bilancio annuale dello Sportello Antistalking dell'Adoc (Associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei cittadini), gestito in collaborazione con la Provincia di Perugia, che questa mattina, ha inaugurato un nuovo presidio territoriale presso lo Sportello Polifunzionale della Provincia, in Via Martiri della Libertà (casa verde), con il patrocinio del comune di Città di Castello. Sarà un servizio a disposizione di tutti coloro che vorranno fare segnalazioni o richiedere informazioni sulla legislazione vigente ed ottenere risposte a quesiti in materia, direttamente presso l’ufficio ubicato all’interno della struttura tutti i martedi dalle ore 14,30 alle ore 17, prenotando l’appuntamento al numero 075-3682120 – fax 075-8523180 o per mail sportellocastello@provincia.perugia.it. Alla inaugurazione del nuovo sportello, che va ad aggiungersi a quelli di Perugia e Foligno, sono intervenuti il Vice-Presidente della Provincia di Perugia, Roberto Bertini, il consigliere delegato alle Pari Opportunità, Erika Borghesi, , il sindaco, Luciano Bacchetta, l’assessore alle Politiche Sociali, Luciana Bassini, il Presidente regionale ADOC Umbria, Angelo Garofalo e l’avvocato, responsabile dello sportello tifernate ADOC Umbria, Ursula Masciarri assieme alla psicologa, Silvia Meacci. Presenti all’incontro anche l’assessore ai Servizi Educativi, Rossella Cestini e il direttore di Distretto della Asl 1, Daniela Felicioni. “L’Adoc – ha precisato il presidente regionale Garofalo - si pone verso una nuova etica, per il rispetto della persona e a garanzia della democrazia. Lo sportello dovrà essere utile non solo a chi è vittima di stalking, ma anche per i potenziali stalker, per renderli consapevoli di un comportamento corretto. Il fenomeno dello stalking non riguarda solo persecuzioni di tipo sentimentale, ma è in crescita anche quello condominiale, accentuato dall’attuale crisi economica. Ora anche presso lo sportello tifernate sarà possibile rivolgersi a esperti nei rapporti comportamentali, avvocati e psicologi. Garofalo ha rimarcato la collaborazione fondamentale ed il supporto delle forze dell’Ordine, Polizia, Polizia Postale in particolare ed anche Carabinieri e Guardia di Finanza.““I dati forniti dagli Sportelli antistalking ci dicono che anche il nostro territorio non è esente dal fenomeno” – ha affermato il vicepresidente della Provincia di Perugia, Roberto Bertini – e il presidio che inauguriamo oggi a Città di Castello riveste quindi un’importanza strategica in quanto sarà un punto di ascolto per tutto l’Alta Umbria. Diventerà, grazie anche al patrocinio del comune, sono certo, un avamposto per la sicurezza delle persone vittime del fenomeno. Un impegno della Provincia di Perugia che, grazie alla collaudata collaborazione con l’Adoc, fornisce un utile servizio come testimoniano il crescente numero di persone che si rivolgono ai qualificati operatori attivi sul campo”. “In maniera subdola lo stalker – ha dichiarato il consigliere delegato alle Pari Opportunità della Provincia di Perugia, Erika Borghesi – pratica una forma di violenza psicologica che può procurare seri danni a chi ne è vittima. Se da un lato quindi è fondamentale denunciare tale reato, altrettanto importante è creare sinergia tra istituzioni, mondo delle associazioni e della scuola, professionisti ed esperti per creare soprattutto tra le nuove generazioni la cultura del rispetto senza il quale la società è destinata a deteriorarsi sotto il profilo morale e umano. Saluto quindi con soddisfazione l’apertura dello Sportello di Città di Castello che costituisce un altro importante tassello nella lotta a questo inquietante fenomeno”. “Chi subisce atti persecutori o molestie assillanti ha spesso difficoltà a parlarne con qualcuno ed a chiedere aiuto, per paura, vergogna o nella speranza che tutto finisca al più presto o perchè viene sottovalutato il rischio – hanno precisato sindaco Luciano Bacchetta e assessore alle Politiche Sociali, Luciana Bassini - ma è utile ricordare che quasi tutte le oltre cento donne che ogni anno a livello nazionale sono vittime di femminicidio sono state prima a lungo perseguitate. Oggi con questo sportello e nuovo servizio pubblico la rete locale di assistenza e sostegno a coloro che si trovano in difficoltà si amplia e si potenzia grazie alla presenza di professionisti e addetti che a vari livelli forniscono il loro apporto spesso fondamentale alla risoluzione di problemi e situazioni a rischio che trovano comunque e sempre nelle forze dell’ordine e nella magistratura, che ringraziamo sentitamente, punti di riferimento indispensabili per la conclusione positiva dei casi stessi”. “Riconoscendo la gravità del fenomeno – ha sottolineato l’avvocato Ursula Masciarri, responsabile dello sportello - l'apertura di questo ulteriore presidio sul territorio fornirà alle vittime uno strumento efficace inserendosi nella già importante rete di assistenza presente nella nostra realtà locale”. L’avvocato, Paola Jole Spinelli, che segue per conto di ADOC Umbria la zona del Folignate e Perugia (in collaborazione con Maria Cristina Zenobi e Foteini Giochtsi, Psicoterapeuta) ha evidenziato la netta prevalenza di vittime femminili e che “nei più sporadici casi inversi, cioè di uomini colpiti da atti persecutori perpetrati da parte di donne, soltanto una minima parte (un paio di casi) ha riguardato vere e proprie azioni reatuali qualificabili come “stalking” e per le quali vi è in corso procedimento penale mentre. Nella maggior parte dei casi, siamo riusciti a “sedare” sin da subito il tentativo di atti persecutori o ad arrestarne i prodromi”

 


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