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LAVORI ALLA BIBLIOTECA: RILIEVI ANAC SULLE PROCEDURE DEGLI INCARICHI PER LA DIREZIONE DEI LAVORI.

lunedì 20 novembre 2017
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LAVORI ALLA BIBLIOTECA: RILIEVI ANAC SULLE PROCEDURE DEGLI INCARICHI PER LA DIREZIONE DEI LAVORI.
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02-11-2017 -

 

“Perché il consiglio comunale non è stato messo a conoscenza dell’istruttoria e poi della delibera del’Autorità Anti Corruzione sulla conduzione dei lavori di Palazzo Vitelli a San Giacomo, dove sono in corso gli interventi per la nuova Biblioteca”? Il tema è stato affrontato nel consiglio comunale di lunedì 30 ottobre da un’interpellanza del capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani in riferimento ad un’indagine dell’Anac “su un'opera sensibile come Palazzo Vitelli a San Giacomo, spesso al centro dell'interesse pubblico per i continui ritardi riguardo la sua riconsegna alla Città”. “La delibera ANAC, che si è mossa su segnalazione di un imprenditore attivo nel cantiere - puntualizza Lignani - censura in più parti la gestione dei lavori, in particolare la lacunosità delle perizie di variazione degli importi dei lavori avvenute nel 2012 e nel 2014 redatte dalla direzione dei lavori e dal RUP, il responsabile unico del procedimento, la condotta non conforme del RUP nel non evidenziare la conferma della stipula di polizze assicurative da parte dell'appaltatore, il conferimento per affidamento diretto contra legem dell'incarico alla direzione dei lavori considerato l'importo superiore a 100.000 euro dei compensi per la stessa, l'affidamento della direzione dei lavori a soggetto plurimo invece che ad unico professionista così come previsto dalla legge”. Fatti questi rilievi, Lignani è giunto all’attualità: “La delibera del 1 agosto concede 30 giorni al Comune, a decorrere dal 6 settembre 2017, per comunicare le determinazioni conseguenti alle proprie comunicazioni; la Giunta comunale finora si è limitata a revocare l'incarico alla direzione dei lavori e solo per la parte non svolta, sottovalutando evidentemente il contenuto della Delibera dal momento che Anac ha trasmesso le sue risultanze alla Procura della Repubblica con tutte le possibili conseguenze del caso”. Per l’esponente di Fratelli d’Italia “il fatto che il consiglio non sia stato informato è grave. Siete stati voi in occasione della mia contestazione di un incarico di Sogepu, a dire che Anac è la verità e nelle carte se non c’è dolo, c’è colpa. L’ANAC si è mossa nel 2015: perché il consiglio non è stato informato. Non mi aspetto un mea culpa, perché questa classe politica si assolve sempre. Esemplare la posizione pubblica dell’onorevole Walter Verini che sulla condanna definitiva dell’ex governatrice Maria Rita Lorenzetti e del suo assessore Maurizio Rosi, ha detto che non si può condannare l’adamantina storia di queste persone. Il problema è Anac ma anche se questa vicenda determinerà un ulteriore allungamento dei tempi per l’apertura della Biblioteca”.

Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto di sentirsi “parte in causa. Mi sento preso in giro dalla giunta, io e i cittadini che mi hanno chiesto come mai la biblioteca è ancora chiusa. Più volte nel 2015 e nel 2017 chiedevo lumi su contenzioso con la ditta, motivo dei ritardi e responsabilità: ho avuto risposte elusive e nemmeno una parola su Anac. Potrà finire con un niente di fatto ma è evidente che non si doveva nascondere”. Il sindaco Luciano Bacchetta è intervenuto per dire che “io non devo essere assolto da nulla. La parte politica non c’entra. Il lavoro del comune è stato encomiabile in una situazione difficilissima. La Biblioteca aprirà, la legislatura è appena iniziata”. Dando conto di una relazione tecnica, ha aggiunto “l’ANAC nel 2015 ha chiesto specifica documentazione sul contratto rescisso dal Comune, perché il contenzioso con la ditta, che ha aperto il caso, avrebbe allungato i tempi. Questo episodio è noto. Nel frattempo abbiamo ribadito all’Autorità le nostre ragioni. La deliberazione contiene raccomandazioni, limitandosi ad eccepire alcuni punti. Sulla mancata informativa al consiglio: l’attività ispettiva dell’ANAC è sempre possibile e non è stata sottratta alle procedure di pubblicazioni ordinarie. La Giunta ha preso atto della delibera, consultabile nell’Albo pretorio, e si è adeguata alle indicazioni. La vicenda della Biblioteca non nasce oggi ma è lunga e datata. Ho totale fiducia umana, professionale ed intellettuale sui dirigenti comunali che hanno seguito questa vicenda. Il parere dell’ANAC non è vincolante. Noi lo abbiamo fatto per un eccesso di zelo, con una delibera di Giunta che ha dato indirizzi ai dirigenti per conformarsi ai rilievi dell’Anac, determinando l’annullamento in autotutela del mandato, risalente al 2001, allo Studio Ottanta per la parte non ancora eseguita dei lavori. Due su tre degli architetti hanno eccepito la decisione, sostenendo che le prestazioni oggetto di annullamento erano già state espletate. Parliamo comunque di procedure superate: attualmente la decisione di avvalersi di un professionista è separata dal suo reclutamento. Inoltre per incarichi sotto i 100mila euro, il comune fa riferimento all’elenco regionale dei professionisti. Quanto alla Biblioteca la direzione è stata assunta dalla dirigenza del comune. E’ stato sufficiente qualche passaggio amministrativo perché le contestazioni sono relative esclusivamente alle procedure. Ora la direzione dei lavori è stata assunta dalla dirigenza comunale e continuiamo il percorso che porterà all’apertura della Biblioteca. Allo stato sono in corso le procedure l’acquisto dei corpi illuminanti, gli arredi e alcune operazioni accessorie. Stamattina (lunedì 30 ottobre) in giunta abbiamo approvato circa 320mila per il completamento di quanto in sospeso. Per la gestione del calore sono previste le attività per la messa in esercizio del primo, secondo piano e sala convegnI. Il piano terra è già parzialmente occupato dai contenitori per libri e lì sarà collocato anche il Digipass”.

Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, si è detta stupita “della mancata comunicazione al consiglio delle procedure non conformi che nel caso di soldi e beni pubblici sono dirimenti. Se nel 2014 non avesse sollevato questo elemento noi avremmo avuto procedure non conformi sotto silenzio. Ma sono proprie queste continue richieste di varianti ad aver allungato i tempi, ad aver aumentato le spese, generato incarichi doppioni. Dal punto di vista politico non avete dato risposte. Anche gli ordini deontologici dovrebbero verificare la condotta in questo caso dei propri iscritti. Vogliamo una ricognizione degli incarichi dati a questi nomi, che ricorrono spesso. Infine per quanto riguarda la scelta dei prossimi incarichi, quali criteri adotterete?”. Andrea Lignani Marchesani nella replica ha confessato di “aspettarsi un dibattito più articolato. Ma alla fine i problemi rimangono: la colpa è davvero del Rup? I nominativi degli incarichi ricorrono. Il dirigente si sarà confrontato con gli organi politici. Nel caso in oggetto la direzione era in house ma anche in altri contesti, dove il comune ha un coinvolgimento diretto od indiretto, tali nomi tornano. Non c’è niente di penale nel dossier dell’ANAC ma è davvero un atto dovuto? L’ANAC ha eccepito non archiviato, inviando le carte alla Procura della Repubblica. Non possiamo sostenere che non sia successo niente. Per la prossima volta, il dirigente faccia valere che le norme vengono prima dei desiderata degli organi politici”.

 


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