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MALAKOS LA RACCOLTA PRIVATA DELLE CONCHIGLIE PIU' GRANDE D'EUROPA SBARCA SULLA PIATTAFORMA GOOGLE CULTURA - BETTARELLI:" PALCOSCENICO VIRTUALE DI ASSOLUTO RILIEVO MONDIALE."

venerdì 20 aprile 2018
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MALAKOS LA RACCOLTA PRIVATA DELLE CONCHIGLIE PIU' GRANDE D'EUROPA SBARCA SULLA PIATTAFORMA GOOGLE CULTURA - BETTARELLI:" PALCOSCENICO VIRTUALE DI ASSOLUTO RILIEVO MONDIALE."
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14-12-2017 -

Il museo delle conchiglie di Città di Castello sarà sulla vetrina di Google Cultura: entro il mese di Gennaio 2018 a portata di “click”. “Un palcoscenico virtuale prestigioso di assoluto rilievo mondiale a livello culturale-scientifico e di accessi giornalieri che consentirà al museo e alla straordinaria raccolta privata di conchiglie, la più importante a livello europeo, di far conoscere ad un pubblico sempre più vasto un patrimonio naturalistico che valorizza ulteriormente il complesso di Villa Cappelletti ed il Centro delle Tradizioni Popolari, “Livio della Ragione”, che dovrà diventare un polo museale di respiro internazionale. Si tratta di uno dei pochi musei didattici presenti su google cultura a livello nazionale.” E’ quanto dichiarato dal vice-sindaco ed assessore alla cultura, Michele Bettarelli, nel corso dell’annuncio ufficiale dell’ingresso del Museo Malacologico, Malakos, sulla piattaforma mondiale Google presso la Camera dei Deputati alla presenza dell’Onorevole, Anna Ascani, membro della VII commissione, del Professor Gianluigi Bini, biologo e direttore del museo malacologico e di Enrico Bellini in rappresentanza di Google Arts and Culture (Google Cultural Institute). “Dopo l’inaugurazione del Museo Malacologico Malakos abbiamo raggiunto un grande risultato – ha precisato la deputata Anna Ascani -  infatti, dopo otto mesi, finalmente è stato firmato il protocollo tra Google e Malakos volto alla digitalizzazione dei contenuti, che saranno dunque online su Google Cultura”. “Grazie a Google – ha detto il Professor Bini - avremo una spinta ulteriore per realizzazione di questo progetto. Il museo non è per gli addetti ai lavori (per loro ci sono le collezioni, chiuse, ma visionabili su appuntamento) è per le scuole, le vetrine sono organizzate in maniera moderna per aree geografiche, per temi, per aspetti biologici, evoluzione; ogni vetrina un’aula didattica. Nel museo grazie anche alla dottoressa Debora Nucci, ci stiamo rivolgendo ad una platea di scuole più ampia. E dal prossimo anno ospiteremo due tesi di laurea sperimentali grazie alla convenzione stipulata dall’Università degli studi di Perugia con il comune e il museo: metteremo a disposizione i materiali e soprattutto l’esperienza.” Il progetto. La piattaforma Google Arts & Culture ospita le più grandi istituzioni museali mondiali. Entrando nella piattaforma si può entrare virtualmente e visitare i principali musei del mondo:. Il museo Malakos inizierà il percorso con varie sezioni dove esporrà le foto degli esemplari più pregiati. Oltre alle sezioni si possono creare delle storie in cui si approfondisce un tema in particolare. Infine con lo Street View si potrà varcare la soglia del museo da ogni parte del globo, dal proprio pc per osservare le meraviglie di Malakos. I fotografi che hanno preso parte al progetto sono Anna Fabrizi ed Enrico Milanesi. Il museo. Malakos, a piano terra di Villa Capelletti, nel complesso del Centro delle Tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione” si compone di quaranta teche e quasi 3000 esemplari, disposti come un viaggio esplorativo del mondo attraverso le conchiglie di tutti i mari. La sezione di biologia introduce al mondo dei molluschi con le loro incredibili curiosità; la sala di paleontologia ricostruisce come si è formata la terra con esemplari di invertebrati del lontano passato. Le sale di biogeografia illustrano la fauna e le abitudini di vita di ogni mare. Inoltre le teche propongono ambienti inusuali come i pericolosi mangrovieti e le zone abissali, esemplari curiosi come lumache di terra dalle dimensioni decisamente extralarge e predatori marini dal veleno mortale. Malakos ospita al suo interno anche un’imponente barriera corallina, ricostruita da materiali di un sequestro del corpo forestale dello stato con specie mai viste.

 


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