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UNA MAPPA DEI SITI DOVE TRATTARE RIFIUTI: APPROVATA PROPOSTA DELLA MAGGIORANZA CON IL SOSTEGNO DI TIFERNO INSIEME E CASTELLO CAMBIA. NO DI FORZA ITALIA. ASTENUTI FDI, M5S E LEGA

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UNA MAPPA DEI SITI DOVE TRATTARE RIFIUTI: APPROVATA PROPOSTA DELLA MAGGIORANZA CON IL SOSTEGNO DI TIFERNO INSIEME E CASTELLO CAMBIA. NO DI FORZA ITALIA. ASTENUTI FDI, M5S E LEGA
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21-12-2017 -


Approvata con il voto a favore di Pd, Psi, La Sinistra, Castello Cambia e Tiferno insieme lla proposta di “Individuare appositi luoghi dove realizzare i trattamenti di rifiuti”. Astenuti Fratelli d’Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega. Contraria Forza Italia. La richiesta è stata presentata da tutti i consiglieri comunali tifernati di maggioranza (Pd, Psi, La Sinistra) con un ordine del giorno, proposto al consiglio comunale di lunedì 18 dicembre 2017, per chiedere che “il nuovo Prg possa individuare appositi luoghi dove realizzare tali attività, oppure quelle aree (zone industriali, artigianali, miste residenziali), a ridosso dei centri abitati, dove dovrà essere considerata vietata l’attività in quanto area di rispetto con un raggio di distanza adeguato al tipo di trattamento effettuato». “Servirà a determinare dove possono essere localizzati questi luoghi” ha spiegato il consigliere comunale del Pd Luciano Tavernelli, citando leggi e sentenze che si esprimono in questo senso a proposito delle industrie di lavorazioni dei rifiuti, che possono configurare indirettamente ma di fatto tali siti. “Il discrimine è capire quali sono quegli impianti, che secondo il Prg possono risultare dannosi alla salute e normarli in modo preciso nella mappa delle zone sensibili, come scuole, ospedali, aree residenziali”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha dichiarato “di essere in totale sintonia con il dispositivo, che in parte va incontro alle difficoltà incontrare con ColorGlass e Splendorini. Il problema è urbanistico. Approcciarsi al prg in questo modo, mettendo in atto tutte le tutele possibili è un buon modo di arrivare all’obiettivo finale del bene pubblico”. Anche Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, si è detto favorevole al documento: “Non basta dire da qua in avanti ma dobbiamo fare anche una verifica sull’esistente. Potremmo programmare trasferimenti delle attività”. Il capogruppo del Psi Vittorio Morani ha sottolineato come “smaltire il rifiuto oggi sia un problema di tutte le Amministrazioni anche per le molte leggi, sempre in fase di revisione. Tutti vorrebbero che il rifiuto fosse lavorato nel territorio dell’altro. Dobbiamo normarlo nel prg. Chiediamo norme specifiche e dettagliate”. Valerio Mancini, consigliere della Lega, ha detto che “diatribe tra cittadini ed imprese si stanno perpetuando da anni. Troppo spazio ad un’interpretazione tecnica. Su Calzolaro il problema era il piano industriale della partecipata. Andiamo in commissione per evitare che qualche impresa chiuda per andare dietro a qualche cittadino integralista. C’è poi un problema di cattiva progettazione come nell’area Eurospin, nella zona del Famila nuovo e nell’ex-Gasperini. La responsabilità è di chi ha gestito il prg in questi anni. No voto ma commissione, coinvolgendo anche le categorie e i comitati”. Per Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque stelle, “il tema è condivisibile ma ogni volta che la politica si è occupata di industria ha fatto danni. Riguardo all’esistente cosa si farà?”. Riccardo Marchetti, capogruppo della Lega Nord, ha dichiarato che “tutti vogliamo regolamentare questo aspetto, dopo i problemi nella zona sud. L’importante è non fare la caccia alla strega. Ben venga normare il futuro ma con un’attenzione al pregresso”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, si è detto “contrario ad un documento che regola una materia complessa e tecnica. Al tabacco non si fa caso, ma si lancia una crociata salutare sui rifiuti con una battaglia di facciata. Sono stupito che a presentare il documento sia un dipendente di un’azienda di smaltimento dei rifiuti. Si rischia che pochi se ne vanno e gli alcuni che potrebbero arrivare non si presentino. Molti della maggioranza sono dipendenti pubblici ma i vostri stipendi li pagano i privati. Non si può normare tutto a priori e massacrare il loro lavoro a meno che non si svolge allargare la base imponibile della Tari”. L’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini ha specificato che non si trarrerebbe di “non un nuovo regolamento ma inserire nel prg operativo le norme di tutela. Sarebbe opportuno coordinare preventivamente tutti i soggetti, prima di rilasciare l’autorizzazione, inserendo questa modalità come obbligatoria nelle norme. Nessuna vessazione dato che i controlli ci sono anche adesso. Le problematiche sullo smaltimento dei rifiuto nascono perché ora si rifiuto si lavora. Questo è un business ma anche un progresso nella cultura ambientale”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, si è detto “dubbioso sull’incardinamento dell’aspetto tecnico-normativo. Se il prg fosse fatto bene, non ci sarebbe il rischio di incompatibilità urbanistica. Se invece codifichiamo la possibilità di locare aziende che generano criticità ambientali, apriamo a tali attività e politicizziamo, con la conferenza dei servizi, tali decisioni. L’org chiude la stalla a buoi scappati. Non agisce sull’attualità. Andiamo in commissione”. 
Nella replica Tavernelli ha precisato che “sono dipendente della partecipata del comune che tratta rifiuti solidi e assimilati che non ha niente a che fare con le aziende insalubri di prima classe, che vogliamo normare. Sassolini è andato fuori tema. Il corretto recupero dei rifiuti è una buona cosa. Nel dispositivo diamo mandato ai tecnici del prg per inserire norme tecniche di attuazioni simili a quelle per circoscrivere le zone di inondazioni, dove passano gli elettrodotti o per altre situazioni a rischio. Chiediamo di verificare se questi contenuti ci siano o meno e nel caso di inserirli. Il prg verrà in commissione e allora ne discuteremo”. Nelle dichiarazioni di voto: no di Sassolini (“Ci si vuole ingraziare gli ecologisti. Non è retroattivo, discrimina”). Astensione di Gasperi (“No ingerenze politiche nella libera imprenditoria”). Bucci: “Il problema della tutela ambientale è altro. Il comune deve regolamentare i termini per le autorizzazioni. Voto a favore”. Morani: “il regolamento semplifica e tutela”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha sottolineato come “vogliamo introdurre nel prg norme tecniche a tutela dei cittadini non a ostacolo dell’imprenditoria”.  
 

 


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