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CITTÀ DI CASTELLO: VIA LIBERA AL NUOVO REGOLAMENTO PER LE STRADE VICINALI AD USO PUBBLICO.
News
07.06.2018 -


Approvato il nuovo regolamento per la gestione delle strade vicinali ad uso pubblico del Comune di Città di Castello. Il testo rivisitato ha ottenuto il via libera della maggioranza, PD, Psi e La Sinistra, l’astensione di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle, Tiferno Insieme e Castello Cambia, il voto contrario di Marcello Rigucci, capogruppo della Lega. L’assessore ai lavori Pubblici Luca Secondi ha introdotto il regolamento dicendo che “arriva al consiglio dopo l’esame della commissione. Riproduce atti similari e recepisce alcune indicazioni proposte dal presidente ed i commissari in particolare la maggiore attenzione alle strade che hanno risvolti di natura idrogeologica e la pubblicità potenziata sulle strade oggetto di classificazione, cioè del passaggio da strada vicinale a strada vicinale ad uso pubblico”. Nel dibattito Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha precisato che “le strade sono molte, più di cento. Le associazioni potrebbero chiedere il ripristino di strade dismesse da secoli, il cui onere ricadrebbe sui frontisti e sul comune”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha dato atto “di un lavoro approfondito ma sono d’accordo con Rigucci. Le associazioni nel regolamento hanno un semplice diritto di partecipazione ma mi preoccupa non la declassificazione ma il classamento, processo inverso, specialmente con la valorizzazione dei cammini ambientali o religiosi. Dobbiamo ponderarne gli effetti sui privati e sull’ente pubblico”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha precisato che “le associazioni non hanno diritto di voto e possono sensibilizzare sui punti di interruzione o di chiusura. Ci asterremo”. “Quando ci viene chiesto il declassamento di una strada vicinale, la motivazione deve essere forte” ha detto Vittorio Morani, capogruppo del PSI, “Le strade vicinali svolgevano un ruolo come confini e come passaggio. Oggi dobbiamo essere consapevoli dell’importanza che hanno avuto, cerchiamo di mantenerle in attività. In realtà molte di queste vie non esistono più. Bene il regolamento che fa chiarezza”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, lo ha definito “un momento di attenzione al territorio. Offre una valutazione approfondita e tecnica con il parere anche delle associazioni ambientaliste. Anche a fronte dello sviluppo del turismo dei cammini, il regolamento permetterà di valorizzare tale settore e le nostre bellezze ambientali. Possiamo emendare per recepire l’indicazione di Lignani con un’istruttoria più approfondita”. Nella replica Secondi ha specificato che “le associazioni sono un elemento per un’informazione maggiore non esprimono parere vincolante. Quanto alle procedure, nulla vieta di integrarlo qualora non fosse pienamente confacente alla nostra attività. Garantisce l’azione dei consiglieri comunali e contempla fattispecie nuove come la soppressione”. Nelle dichiarazioni di voto Lignani ha detto che “la verifica sarà fatta con l’arretrato. Il privato non deve essere penalizzato a priori. Sono d’accordo con il classamento ma approfondiamo il caso, se si porrà”. “Vivo su queste strade” ha aggiunto Rigucci. “Se ci sono, ci passano auto, moto, enduro, macchine agricole. Il comune partecipa per un quinto, il resto del ripristino è a carico del privato. La strada vicinale nasce privata non pubblica. La responsabilità per la legge 626 spetta al proprietario. Se c’è un divieto non si può entrare. Agli agricoltori, dopo il terreno tolto con il regolamento dei fitosanitari, gliene togliete altro per far passare chi si diverte a camminare il sabato e la domenica”. 

 

 


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