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Notizie dal Comune

CAMPING LA MONTESCA: INTERPELLANZA DI TIFERNO INSIEME SULLA RIMOZIONE DELLE STRUTTURE NON IN REGOLA
Documento
08.06.2018 -

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A partire dall’osservazione che neanche quest’anno il camping della Montesca riaprirà”, Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, con un’interpellanza, è tornato, a parlare della situazione della struttura nel consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 4 giugno. Ricapitolando la storia del campeggio, dagli anni 80 e fino all’affidamento all’attuale gestore, Morini ha chiesto “perché la diffida dell’Afor per rimuovere i manufatti non in regola sia stata rivolta solo ai campeggiatori e non ai gestori che si sono avvicendati o a chi sapeva che c’erano. In futuro la Regione li autorizzerà?”. Per Morini si pone un problema di mancata vigilanza per Comunità Montana, Comune e Sogepu mentre per “La cosiddetta Limonaia, assegnata al gestore per uso ristorante o similare, è passata per un bando e un cambio di destinazione d’uso?”. “Quali condizioni ostative negli ultimi due anni non hanno consentito l’apertura del Bar, del Ristorante, della piscina, del parco interno, considerando che fino all’autunno 2015 le strutture risultavano aperte e autorizzate?”. 

 

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “il problema vero è che il campeggio da due anni è chiuso e ci sono contenziosi in atto, tra cui con l’affidatario. Non si può fare a scaricabarile. Ci sono responsabilità dello stesso comune, che non ha rispettato le normative, sugli ampliamenti ad esempio. I campeggiatori hanno i documenti. Perché i campeggiatori hanno dovuto subire così come la città che da due anni non ha il campeggio? Se ci sono illeciti vanno perseguiti. L’affidatario ha trovato un accordo che comprende anche la disponibilità della Limonata, che però è del parco. Mi auguro che ci siano risposte e che il campeggio sia valorizzato. La valutazione deve essere anche politica”. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha chiesto “quale sarà l’uso finale di questa attività? Dando l’utilizzo anche di strutture come la Limonaia? Stabiliamo il concetto che se la destinazione è campeggio saltuario va bene ma se vuole snaturarlo non va bene”. Valerio Mancini, consigliere della Lega, ha evidenziato che “il campeggio è un’opportunità di valorizzazione del territorio. Non si ha consapevolezza delle potenzialità del luogo. Dovremmo pensare a quello che si può fare piuttosto che a quello che si è fatto. Proponiamo qualcosa di nuovo con spirito costruttivo. Organizziamo campi estivi per i ragazzi in quella zona. Se qualcuno ha fatto qualche sbaglio, paghi. Sono a disposizione ed abbiamo idee da mettere a disposizione”. Il sindaco 

 

Luciano Bacchetta, leggendo una relazione del segretario comunale Bruno Decenti, ha detto che “il campeggio è governato dalle modalità di Afor e il comune non ha mai rilasciato autorizzazioni. L’area è sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico e deve sottostare alle normative. Le costruzioni affisse al suolo non essendo mobili e provvisorie sono state rimosse in autotutela da campeggiatori e affidatario. Le strutture fisse, se denotano una mancanza di vigilanza nel passato, questa non trova avallo negli atti del comune. Detto questo, ritengo che la strada scelta sia stata giusta. Quel campeggio era diventata una specie di proprietà privata. Non c’era speculazione ma illeciti. La gestione del campeggio era anarchica; proprietari del campeggio erano alcuni campeggiatori non la città. Il problema vero è della riapertura: gli affidatari stanno lavorando molto, investendo risorse. L’obiettivo vero oggi è la valorizzazione della struttura in senso turistico e trovare condizioni per il ritorno dei campeggiatori. L’anno prossimo, senza meriti nostri, Città di Castello si troverà in condizioni ottimali: riapriranno le Terme ed il campeggio. Invitiamo gli affidatari in commissione”.

 

Nella replica Morini ha detto che “l’intenzione non era di proporre idee sul campeggio ma fare chiarezza. Il sindaco ha parlato di illeciti del campeggio, di una specie di proprietà privata, di una situazione di anarchia con campeggiatori-proprietari, della mancanza di turisti e del ripristino non più rimandabile della legalità. Però dal documento del funzionario comunale del 2007 la Giunta è responsabile della mancata vigilanza. Qualcuno ha fatto finta di non vedere. Perché le responsabilità devono ricadere solo sui campeggiatori? Il sindaco non può fare il gioco di rimandare le responsabilità politiche ad altri. Ha una responsabilità politica essendo da venti anni in Giunte che non hanno mai cambiato colore e i protagonisti sono stati sempre quelli. La pizzeria, il bar, la piscina, le pertinenze: le hanno costruite i campeggiatori? Sono abusive o no?”.

Il sindaco ha ribadito che “la situazione individuata è stata la più ragionevole. I responsabili non sono solo chi ha costruito strutture abusive. La vicenda, antipatica, è finita nei migliori dei modi. Meglio finirà quando il campeggio sarà riaperto. Anche le strutture a cui lei fa riferimento sono state rimosse, perché erano abusive anche quelle”. 

 

 


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