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Notizie dal Comune

ALLOGGI POPOLARI. LIGNANI: "RIVEDERE LE LEGGI". L'ASSESSORE: "CI STIAMO LAVORANDO"
consiglio
11.09.2018 -

 

 

 

 

 

 

 

«Il primo soggetto di origini italiane in graduatoria è quindicesimo e i primi 50 in graduatoria sono 32 di origine araba, 6 di origine est europea e solo 12 autoctoni»: nel question time del consiglio comunale di lunedì 10 settembre il capogruppo di Fratelli d’Italia a Città di Castello Andrea Lignani Marchesani ha parlato di una graduatoria per gli alloggi popolari che “rivela una situazione densa di criticità sul futuro demografico della comunità tifernate e la stringente necessità di modificare la legge regionale (e la normativa nazionale) in materia di accesso al bando e di punteggi».

«La legge regionale n 23 del 2003 e soprattutto le sue successive modificazioni infatti pongono come unica condizione temporale una residenza di 24 mesi nella regione e di 18 mesi nel Comune, di fatto privilegiando persone  residenti di breve  periodo e danneggiando soggetti vulnerabili di origine italiana che hanno soglie reddituali molto basse che sovente hanno le famiglie provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo - ha aggiunto - Una vergogna che alla fine inciderà anche sulla conformazione demografica ed etnica del nostro Comune minandone tradizioni e consuetudini. Il Comune ha il dovere di fare pressioni sulla giunta regionale e sul governo nazionale affinché vengano modificati i parametri e comunicare al Consiglio quante vecchie famiglie tifernati potranno usufruire dell’alloggio e soprattutto quando». L’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini ha replicato dicendo “di aver analizzato leggi e regolamenti. Non si può parlare di leggi inique ma alcune modifiche potrebbero essere apportate per esempio verificando se le persone siano proprietarie di immobili in altri Paesi. Gli items per l’assegnazione sono molti: a partire dall’Isee, da zero a 26mila euro; poi c’è il nucleo famigliare per l’affollamento; la qualità dell’alloggio; la presenza di minori. La legge regionale ha cambiato i requisiti, elevando le soglie temporali della residenza necessarie per l’assegnazione. In questo momento non ci sono disponibilità di alloggi; abbiamo emesso ordinanze che, quando andranno a buon fine, ci permetteranno di liberare appartamenti. Nella graduatoria, al di là della nazionalità, ci sono famiglie che hanno veramente bisogno di un alloggio. Capisco la difficoltà evidenziata dall’interrogazione, cercherò di ovviare”. Nella replica Lignani ha definito “inquietante la situazione descritta, lapalissianamente iniqua per i nostri concittadini. L’assegnazione è determinata dalla politica di natalità dei paesi di origine e dalla situazione economica, che penalizzano gli italiani. C’è bisogno di una revisione dei parametri. Prima gli italiani non è nazionalismo ma una premialità per chi si impegna per la crescita del nostro paese. Chi non lo fa, non paga tasse e non lavora invece risulta avvantaggiato. Non va bene”. 

 

 

 

 


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