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Notizie dal Comune

COMMISSIONE ASSETTO DEL TERRITORIO SU COLOR GLASS: L'AZIENDA "DISPONIBILE A VALUTARE LA DELOCALIZZAZIONE MA AL LAVORO PER RIPRENDERE L'ATTIVITÀ NEL SITO DI TRESTINA". SINDACO E ASSESSORE REGIONALE:"OVUNQUE VADA, DEVE ESSERE SANA"
Centro Storico
24.09.2018 -

 

Color Glass è disponibile a valutare la delocalizzazione: questa la novità emersa in seno alla Commissione Assetto del territorio di Città di Castello, riunita nella serata di venerdì 21 settembre sulla base dell’odg Zucchini, ora delibera n.65 del Consiglio comunale, che impegnava le parti ad esprimersi su un’eventuale cambio di sede e sulle modalità di tale trasferimento. Il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini hanno ribadito che tale ipotesi è comunque subordinata all’accertamento che Color Glass sia in regola con le leggi e con l’ambiente: “Si delocalizzi se a Trestina esiste un problema di sfiducia ma ovunque vada deve essere sana. Altrimenti il problema si trasferisce sul territorio e non si risolve”. Color Glass era rappresentata dai due consulenti tecnici, Mauro Mariotti e Patrick Paterno, che hanno confermato come “pur se impegnata nel sito attuale a superare le criticità, migliorando il processo di lavorazione, l’azienda sia disponibile a valutare l’ipotesi di una delocalizzazione, non punitiva e condivisa”. A questo fine, hanno annunciato nelle prossime due settimane una ripresa dell’attività, limitatamente all’effettuazione di test di verifica sull’adeguamento alle prescrizione della Regione. Assente il comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina e Altotevere sud, presenti alcuni cittadini della zona. Della decisione di non esserci, affidata ad una nota letta integralmente, il presidente della Commissione Luciano Tavernelli, gli amministratori, le forze politiche hanno preso atto con rammarico, “soprattutto perché non aveva mai interrotto la linea di dialogo e di confronto. Si è persa un’occasione, la Commissione non può imporre ma può orientare”. Sara Passeri, responsabile Arpa dell’Umbria Nord: “All’oggi l’unico pericolo reale a Trestina è la contaminazione da tricloroetilene delle acque sotterranee”.

 

 

I lavori della commissione. Dopo l’introduzione del presidente, ha preso la parola l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti, il quale ha ribadito come “l’Amministrazione stia rispettando gli impegni presi con i cittadini e, nel rispetto delle norme, non si sia mai sottratta al dialogo; in questa sede apriamo un’ulteriore pagina”. Per Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, “era importante che la discussione su cronoprogramma, ripresa della Conferenza dei servizi, monitoraggio ambientale, eventuale delocalizzazione, tempi dell’operazione avvenisse intorno al tavolo istituzionale  Quando emergono tali problematiche, c’è bisogno di un confronto sincero per valutare il rischio, il suo contenimento alla luce del principio di precauzione”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto che “Il rapporto fiduciario tra azienda e Trestina è venuto meno. L’obiettivo della delocalizzazione è giusto, tuttavia non è più il tempo della politica ma della diplomazia tra sindaco azienda e comunità di Trestina. Se c’è un danno ambientale, è antecedente alle ultime prescrizioni. Oggi non cambia niente se l’azienda continua a produrre”.  Luciano Domenichini, consigliere del Pd, ha sottolineato come “la zona Sud stia vivendo con una certa angoscia la mancanza di notizie. C’è malessere e la maggioranza in consiglio comunale lo ha recepito, anche se in ritardo. Valutiamo una delocalizzazione, rispettando il valore dell’azienda e i lavoratori. Va tolto il velo per capire situazione reale e per dare ai cittadini una sicurezza sulla salute”. Per Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, “Se l’azienda deve essere delocalizzata, vuol dire che i problemi persistono. Se la sposterete nascerà un altro comitato. Bisogna risolvere il problema. La fiducia di Trestina non c’è più. Quando abbiamo fatto sopralluogo c’erano già problemi e ci sentiamo raggirati. Quello che succede a Trestina è la normale reazione della cittadinanza delusa da politica, tecnici, azienda”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha detto che “gli esiti delle analisi dicono che c’è monossido di carbonio ma non è nulla rispetto alla probabile presenza di diossine. C’è disponibilità a delocalizzare ma l’azienda dice voler ripartire. Quale delle due? E quali tempi per un trasferimento?”.

 

Una disamina a parte ha riguardato gli abusi edilizi riscontrati nell’immobile: Federico Calderini, dirigente del Settore Urbanistica del comune, ha ricordato l’accertamento di “un abuso relativo relativo alla tettoia e altre situazioni non conformate alle molte autorizzazioni che dagli anni 70, quando l’opificio si insedia, hanno rilasciato gli uffici. Non sono gradi abusi, bagni interni, pensilina di ingresso, oppure finestrature, alcuni non pertinenti all’area locata da Color Glass. Non sappiamo se gli abusi siano stati compiuti da proprietari o affittuari. Ma sono tutti sanabili, tranne la tettoia che va demolita, ed hanno ancora un mese di tempo per farlo. Se ottemperano, nulla osta alla riapertura”.                                               

                                                              

La responsabile dell’Arpa Umbria Nord, Sara Passeri, ha sostenuto che “a Trestina c’è un pericolo sanitario denunciato da anni: la contaminazione delle acque sotterranee. Quando abbiamo fatto un’analisi storica per capire da dove veniva, non abbiamo trovato molta collaborazione tra i cittadini. La Color Glass ha avuto un’importanza più mediatica che reale. Noi non abbiamo chiuso, la proposta è della Asl. Nel principio della massima precauzione, abbiamo detto di rivedere il ciclo produttivo e non è stata accertata una contaminazione dell’ambiente da questa attività. Speriamo di poter togliere a brevissimo il segreto istruttorio. Non ci sono danni né pericoli accertati ma nel concetto di massima precauzione abbiamo fatto delle scelte. Lavoriamo nell’ottica del miglioramento”. Sollecitata da Bucci e da Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, sui controlli, ha dichiarato che “Color Glass non rientra tra le tipologie di aziende critiche. Il primo è stato nel 2014 per un esposto. Le centraline per il monitoraggio dell’aria non sono lo strumento più adatto al caso di Trestina”.

 

“L’azienda ha scelto di mandare tecnici e non avvocati perché vuole riprendere il dialogo” ha detto il consulente di  Color Glass Patrick Paterno: “la parola giusta è quella usata dal sindaco, prudenza. Su Color Glass c’è stato un accanimento che non c’è per altre aziende. Quando analizzeremo i dati, più di una persona dovrà fare un mea culpa. A noi interessa dare lavoro alla gente e salvaguardare la salute dei cittadini. Siamo disposti a ragionare su tutti i fronti e quindi anche dell’eventuale delocalizzazione, ma deve essere costruttiva e permettere all’azienda di andare avanti e di vivere. Se questo tavolo è un punto di partenza e non ci trattate più come criminali, l’azienda c’è. Aspettate gli esiti delle inchieste perché stiamo cercando di risolvere la situazione, stiamo facendo dei test e sarà tutto documentato dai dati. Stiamo migliorando tutto quello che possiamo per riacquistare la fiducia che, non solo per colpa nostra, è stata perduta”. Per l’altro consulente in sala, Mauro Mariotti “Il percorso di questi mesi è stato difficile per tutti. Abbiamo commissionati ad enti universitari gli studi su odori e processo produttivo, non avevamo intenzione di nascondere niente a nessuno. Color Glass non ha sforato l’autorizzazione se non per il monossido di carbonio e non ha nascosto niente a nessuno, attendendo in silenzio la fine del processo di controllo. Nelle problematiche che sono emerse sta facendo un percorso per risolvere un problema. Non è stato trovato nessun inquinamento riconducibile a Color Glass. Per quanto riguarda la questione edilizia, in parte l’ha vissuta come vittima. Stiamo facendo una serie di prove e aumenteremo i presidi di tutela verso l’ambiente, che porteremo con noi, ovunque andremo. Non abbiamo un interesse morboso a rimanere lì, perché c’è un clima di sfiducia, che va comunque recuperato. Se il comune vuole, siamo disponibili a valutare la delocalizzazione ma a Color Glass è stata attribuita un’immagine negativa che forse non si meritava”.

 

I cittadini, che hanno partecipato ai lavori, sono intervenuti ponendo alcune problematiche relative soprattutto alle emissioni dal camino; in particolare è stata sottolineata l’eventualità di danni compiuti e non rimediabili o il pericolo che la zona venga considerata inquinata e quindi sia marginalizzata sul fronte della residenza ed economico. I tecnici di Color Glass hanno dato rassicurazioni sul futuro anche rispetto ai valori oltre la norma riscontrati dallo studio dell’Università di Perugia, di cui ha chiesto conto Bucci. Nessuna previsione sui tempi di una delocalizzazione, oggetto di una domanda di Gasperi, da parte dei due tecnici: “Troppe le variabili in questa fase; se c’è un’intesa però si accorcerebbero”.

 

In chiusura dei lavori, a cui hanno partecipato il vicesindaco Michele Bettarelli e l'assessore Rossella Cestini,  l’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini ha fatto il punto sull’azienda “che, stando alle dichiarazioni, vuole riprendere l’attività, adeguandosi a tutte le prescrizioni. Nella nuova autorizzazione ci saranno le massime garanzie e per funzionare c’è bisogno di rispettarle, altrimenti i controlli la farebbero di nuovo fermare. Quando in un territorio c’è una forte preoccupazione, bisogna lavorare per tranquillizzare i cittadini. Laddove avessimo colto che c’era un momento di forte stress, ci sarebbe stato un intervento più tempestivo. A volte c’è qualcuno che strumentalizza ma dove c’è un’attenzione alta bisogna tenerne conto. Il muro contro muro non funziona, è vero in tutti i fronti aperti regionali. Dobbiamo tutelare azienda, i lavoratori ma come istituzioni dobbiamo tutelare anche l’ambiente. Nei prossimi giorni ci saranno dei campionamenti, poi ci fermeremo in attesa dei risultati. La cittadinanza lo deve sapere. Contemporaneamente c’è la Conferenza dei servizi in corso e la vicenda urbanistica sarà fondamentale per il rinnovo. Laddove una azienda produce nel rispetto delle norma vigenti, non inquina. Se Color Glass riprende l’attività ed è a posto, il tema della delocalizzazione non c’è. Il nostro obiettivo è riprendere attività e che per l’ambiente e la salute non porti alcun nocumento”. 

 

Il sindaco Luciano Bacchetta ha parlato della commissione come “un momento di confronto importante. Forse la vicenda Color Glass è stata caricata in modo notevole e forse strumentale, però c’è un dato indiscutibile: il comune ha firmato l’ordinanza di chiusura e di apertura in base alle indicazioni della Asl. Forse la Color Glass c’entra poco, in realtà a pesare è stato il precedente della Splendorini di Calzolaro. La delocalizzazione può essere utile per il clima locale di incertezza ma dobbiamo farlo qualora non ci siano più dubbi sulla salubrità. I controlli e la riorganizzazione produttiva devono garantire la totale tutela della salute. Dal punto di vista politico, va recuperato rapporto fiduciario attraverso la comunicazione ai cittadini di quanto l’azienda sta facendo, anche in questa fase”.

 

 

 


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