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VARIANTE: A MARZO L'APPROVAZIONE DELLA PARTE STRUTTURALE

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VARIANTE: A MARZO L'APPROVAZIONE DELLA PARTE STRUTTURALE
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01-02-2016 -

In dirittura finale la variante generale al Piano regolatore di Città di Castello, che, terminato il complesso iter amministrativo, alla fine di marzo giungerà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva della parte strutturale: lo annuncia l’assessore all’Urbanistica Michele Bettarelli che, nel ripercorrere le tappe che hanno scandito il 2015, ricorda i numerosi passi in avanti compiuti negli ultimi mesi dalla variante a partire dall’esame delle 430 osservazioni in circa venti sedute della Commissione consiliare Assetto del Territorio e a maggio l’esame del Consiglio Comunale prima del visto di Regione Umbria e Provincia, che, ottenuto il parere positivo a fine dicembre, ha aperto la strada all’approvazione definitiva, prevista, appunto, alla fine del mese di marzo.

“Finalmente - prosegue Bettarelli -  dopo aver superato un lungo percorso burocratico, Città di Castello avrà uno strumento di governo del territorio, attuale, rispettoso dell’ambiente, incentrato sulla qualità e non sulla quantità del costruito, flessibile alle diverse tipologie abitative.

La variante, frutto del lavoro congiunto di Giunta, Consiglio, Uffici e professionisti incaricati, è destinata a incidere profondamente sia sul volto che sugli equilibri della città, grazie ad alcuni criteri generali che faranno la differenza in termini di edilizia pubblica e privata. In primo luogo abbiamo privilegiato la riqualificazione dell’esistente ai nuovi insediamenti. Inoltre abbiamo voluto dare una prospettiva ventennale alla variante, introducendo la possibilità di ampliamenti edilizi al di sotto della soglia prevista dalla normativa vigente, per evitare ritocchi in corso d’opera e allo stesso tempo dare certezze ai cittadini e alle imprese.

“Nell’economia della variante, la parte strutturale, che licenzieremo a breve, è fondamentale perché tiene insieme i grandi complessi urbanistici con le aree agricole, con l’edilizia residenziale pubblica o con spazi comunità. Non riguarda, per così dire, solo le murature ma rappresenta una direzione generale della politica di questa amministrazione: grazie al Contratto di quartiere e al Puc II negli ultimi anni sono stati rigenerati interi quartieri del centro storico e sono state aggiornate le funzioni di contenitori come l’Auditorium di Sant’Antonio, Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, Palazzo Vitelli a San Giacomo, sede della nuova Biblioteca. Su questo piano la variante, una volta licenziata la parte strutturale, innesterà la parte operativa, aprendo una fase di dialogo con tutti gli attori sociali che potranno presentare istanze e progetti per contribuire a dare forma alla città di domani”.

“La parte operativa - spiega Bettarelli -   ordinerà gli insediamenti esistenti del capoluogo e delle frazioni, subordinando gli interventi ai parametri stringenti del rispetto del contesto, del risparmio di territorio e del recupero di situazione a rischio. In particolare sia gli incentivi che i bonus in cubatura saranno condizionati alla ecosostenibilità, alla coerenza tra ambito occupato e funzioni, all’accessibilità e alla bellezza che l’intervento conferirà allo spazio urbano. Trattandosi di una materia strategica e su cui ogni livello istituzionale ha diritto di parola, abbiamo proceduto condizionati da scadenze e transizione di altri enti: dall’entrata in vigore di una nuova legge di settore, che ci ha costretto a passare sotto la lente delle nuove prescrizione l’intero impianto della variante, alla devoluzione delle competenze delle province fino agli avvicendamenti dirigenziali della Regione”. “La variante, avendo alle spalle un serio lavoro di studio, ascolto e sensibilità ambientale - conclude il vice sindaco - accoglie e adatta alla realtà locale le posizioni più avanzate in fatto di urbanistica, governo del territorio, principio di precauzione, valorizzazione paesaggistica. Ma allo stesso tempo contiene indicazioni circostanziate e chiare per i cittadini, recepisce e armonizza all’interesse generale le legittime aspirazioni di chi abita o lavora nel territorio, cercando di essere uno strumento utile a realizzare non solo progetti edilizi ma anche progetti di vita”.

 


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