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Notizie dal Comune

UMBRIACQUE: NO ALLO SCORPORO, SI' ALLA COMMISSIONE
News
23.02.2016 -

“Anche se uscire da Umbracque non è un’ipotesi praticabile molte delle critiche sollevate dal consigliere Marcello Rigucci hanno un fondamento e vorremmo approfondire in commissione con i vertici della società costi, progetti e modalità di erogazione del servizio idrico integrato”: la mozione di scorporo non è stata approvata ma il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ha raccolto le osservazioni emerse in fase di dibattito, proponendo una riflessione “su aspetti sia progettuali che organizzativi come la gestione del personale o la questione aperta degli investimenti” a partire dal documento presentato in aula dal capogruppo della Lega Marcello Rigucci, che ha evidenziato alcuni elementi del servizio e del rapporto con l’utenza critici, “ad esempio” ha detto “la penalizzazione economica dei cittadini che non hanno un conto corrente o di chi paga la tariffa sulla depurazione pur non essendo servito dal depuratore”. Rigucci ha anche asserito che la società non sia un regola con tutte le certificazioni richieste dalla legge per chi partecipa al capitale azionario e che impieghi il personale in modo decentrato rispetto alla provenienza, pur avendo un parco macchine che non consiglierebbe spostamenti quotidiani impegnativi. Infine la società non avrebbe corrisposto al comune le quote annuali previste e ormai giunte oltre la soglia dei 300mila euro”. Da queste considerazioni Rigucci ha mosso per proporre al consiglio di “uscire da Umbriacque e ricostituire il servizio in capo al comune, con gestione diretta”. Il consigliere del PD Luciano Tavernelli si è detto disponibile a convocare una commissione con i vertici di Umbracque, come già avvenuto nel 2012, per provare ad avere con la società un rapporto più diretto ed intenso perché, se uscire non è possibile, sono molti i versanti su cui lavorare per rendere migliore il servizio e il costo dell’acqua a Città di Castello”.

 


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