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CONSIGLIO COMUNALE: APPROVATA LA PARTE STRUTTURALE DELLA VARIANTE AL PRG

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CONSIGLIO COMUNALE: APPROVATA LA PARTE STRUTTURALE DELLA VARIANTE AL PRG
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05-04-2016 -

 

Con sedici voti a favore e sei contrari il consiglio comunale di Città di Castello ha approvato nella seduta di ieri, lunedì 4 aprile, la parte strutturale della variante al piano regolatore di Città di Castello.

Assessorato Urbanistica. Diamo ai tifernati uno strumento di governo che regolamenta circa il 90 per cento del territorio, all’insegna di tre criteri: risparmio di suolo, ristrutturazione dell’esistente e riqualificazione edilizia” ha detto l’Assessorato all’ Urbanistica, presentando il piano, “che non è diverso da quello su cui ci stiamo confrontando dall’inizio della legislatura e che si allinea ai documenti di indirizzo e di programmazione, all’adozione da parte del consiglio comunale nel dicembre 2013 e alla controdeduzione, sulla base delle osservazioni presentate dai cittadini, nel maggio 2015. Il passaggio odierno, anche se significativo, è una ratifica di quanto già scritto e condiviso, perché le prescrizioni della Regione Umbria di cui prendiamo atto, non hanno inciso sulla sostanza. Ad esempio l’indice di edificazione, su cui si misura la coerenza del piano ai presupposti, è rimasto al di sotto del dieci per cento del costruito del 1988, ed è contenuto prevalentemente nelle cosiddette Zauni, zone agricole utilizzabili per nuovi insediamenti,  individuate per una potenziale, ma tutta da definire nella fase operativa del piano, espansione edilizia. La variante ha risentito dei molti avvicendamenti istituzionali e normativi intercorsi dalla sua redazione: le competenze in materia di pianificazione urbanistica sono state trasferite dalle Provincia alla Regione e la legge di riferimento, il testo unico regionale, è cambiata. Questi imprevisti hanno rallentato ma non bloccato il cammino della variante, oggi giunta all’approvazione finale”. Ricordando Gianluigi Nigro, sotto la cui guida la variante cominciò ad essere pensata, l’assessorato ha specificato come “Adeguarsi in divenire al nuovo è stata un’impresa improba anche se abbiamo potuto contare sulla professionalità dei progettisti, gli architetti Francesco Nigro e Paolo Ghirelli, degli Uffici, sul contributo della commissione Assetto del territorio e dei consiglieri comunali, di maggioranza e d’opposizione, che hanno seguito e discusso la variante in ognuna delle sue numerose tappe. Consegniamo alla città uno strumento all’avanguardia, aggiornato ai criteri più recenti, che si dispiega su un arco temporale di circa venti anni e che metteremo al servizio della parte operativa,  per svilupparla sulle solide basi di questo strutturale che oggi votiamo”.

Relazioni tecniche. Francesco Nigro, architetto progettista, ha illustrato le coordinate generali della variante, parlando “di una previsione per ridurre il consumo di suolo, circoscrivendo l’aree dove può essere prevista l’edificazione ex novo; questo limite stimolerà la riqualificazione del costruito aumentando gli standard edilizi e dando nuove missioni ad aree in crisi di funzione. La variante inoltre prende in considerazione l’uso nel tempo del dimensionamento in particolare con il controllo sull’attivazione di operazioni urbanistiche che entrano nel mercato, per evitare progetti non concretamente attuabili, e la mitigazione degli effetti fiscali sul patrimonio immobiliare soggetto a previsioni urbanistico - edilizie”. Sulle modifiche chieste dalla Regione, Nigro ha precisato come prevalentemente si sia trattato di adeguare nomenclature e metodi tecnici alle nuove dizioni del Testo Unico, che spesso hanno semplificato le carte ma non modificato volumi, perimetri o proporzioni. Entrando nello specifico Paolo Ghirelli ha tracciato un parallelo tra questa variante e i precedenti strumenti, parlando di un uso del suolo aggiuntivo inferiore dieci per cento e di un incremento simile per la volumetria residenziale, computato su una domanda di miglioramento abitativo potenziale che si aggira sui 5000 abitanti.  A questa espansione sono riservati 800mila metri cubi, insediabili con il residuo del piano vigente”.  Alla relazione riassuntiva dei tecnici è seguito il dibattito, al termine del quale il sindaco di Città di Castello ha risposto alle numerose sollecitazioni venute dal consiglieri.

Dibattito. Le critiche più ricorrenti hanno riguardato il consumo di suolo, “sovradimensionato” è stato detto “in presenza di zone industriali snaturate in insediamenti commerciali, appartamenti sfitti e un centro storico poco attrattivo”. Al centro dei rilievi le Zauni, denominazione tecnica con cui si intendono le zone agricole utilizzabili per nuovi insediamenti, la cui previsione sarebbe per alcuni “una concessione alle lobbies del settore edilizio”. Da questo punto di vista anche le prescrizioni della Regione dell’Umbria sono state lette come “una bocciatura per gli indici edificatori troppo alti e per inadeguatezza del progetto”. Altri consiglieri hanno appuntato i rilievi invece sulla poco utilità rispetto alle vere questioni cittadine e sulla mancanza di scelte nella variante che lascerebbe senza risposta tanti nodi”. In particolare è stato citato il fenomeno della “migrazione di aziende locali in altri paesi dell’Ue e lo svuotamento del tessuto produttivo locale mentre è in costruzione la piastra logistica, che giungerà a compimento troppo tardi”.

Sindaco. “Voterò la variante con convinzione perché è un lavoro ben fatto ed intellettualmente molto onesto” ha detto il sindaco, facendo riferimento ai dettami dell’Ue, “a cui, specie in materia di commercio, dobbiamo sottostare, anche se ingenerano localmente situazioni di sovradimensionamento o soluzioni poco appropriate al contesto. Ad esempio le zone industriali dismesse possono riconvertirsi in commerciali e l’Amministrazione in questa deregulation non ha margini di discrezionalità. La stessa filosofia permette a comuni anche confinanti di variare tasse e oneri in capo agli imprenditori. Nessuno può negare l’imponente lavoro di rigenerazione urbana che abbiamo compiuto nel centro storico per stimolare il turismo e una nuova stagione di residenzialità. Accanto al pubblico, anche gli ultimi incompiuti del privato sembrano aver trovato una via di esecuzione: il cantiere del Cinema Vittoria inizierà a giorni. Schierarsi a favore della variante significa schierarsi con il consiglio comunale, che ha sostenuto il piano sia in fase di adozione che di controdeduzione e che rimarrà l’ago della bilancia, in vista dell’operativo, per qualsiasi decisione impattante”.

 

 

 

 

 


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