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PROGETTO TERZO TEMPO: INCONTRO UNICO TRA RUGBY E PERSONE DOWN. CIUBINI: "PROMOZIONE DELL'AUTONOMIA GRAZIE ALLO SPORT"

venerdì 24 novembre 2017
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PROGETTO TERZO TEMPO: INCONTRO UNICO TRA RUGBY E PERSONE DOWN. CIUBINI: "PROMOZIONE DELL'AUTONOMIA GRAZIE ALLO SPORT"
CAmpanili
20-04-2016 -

“E’ una iniziativa che sottolinea la sensibilità e l’attenzione della nostra comunità per le persone più fragili, che in questo caso sposa lo sport e i suoi più sani valori alla promozione dell’autonomia delle persone con sindrome di Down, all’interno di un percorso nel quale l’amministrazione comunale da anni contribuisce con progetti specifici a valorizzare la loro diversa abilità come risorse per la nostra comunità”.  L’assessore al Sociale Andreina Ciubini commenta così il “Progetto Terzo Tempo”, che vede il gruppo Altotevere Stefano Bianconi dell’Associazione Italiana Persone Down-onlus e il Città di Castello Rugby protagonisti di un’esperienza senza eguali nel panorama umbro e nazionale, nella quale si incontrano sport e sociale. In occasione di ogni gara casalinga della squadra tifernate che milita nel campionato regionale di Serie C2, dopo aver tifato insieme al pubblico per i propri beniamini, le persone Down dell’associazione entrano in scena da attori principali nel cosiddetto “Terzo tempo”, la riunione conviviale di giocatori e tecnici delle due squadre che, dopo essersi affrontati senza esclusioni di colpi in campo, condividono il pranzo con dirigenti e accompagnatori in un clima amichevole e sereno. Con grande entusiasmo imbracciano piatti, posate e bicchieri per apparecchiare la tavola e con i vassoi in mano si trasformano in camerieri provetti per servire le pietanze e le bevande, senza mai risparmiare energie, ma neanche sorrisi e battute con i commensali. Una originale opportunità di rendersi utili e mostrare la precisione e l’accuratezza nel fare le cose che li caratterizza, con le quali i volontari dell’Aipd guadagnano sempre consensi e dispensano allegria. Sportività e socialità si incontrano così in un momento assolutamente unico, nel quale vengono superate tradizionali e inadeguate barriere che la società erige per ignoranza all’insegna della condivisione di una sana passione agonistica e della voglia di stare insieme.  “Negli ambienti dove si sentono importanti e utili i nostri figli sono contenti e questo fa crescere in loro l’autostima e la capacità di relazionarsi con persone e situazioni diverese”, spiega Tiziana Pescari, responsabile del Gruppo Stefano Bianconi dell’Aipd, che sottolinea la soddisfazione per essere stati coinvolti dal Città di Castello in un’esperienza che rappresenta un importante momento di crescita per i componenti dell’associazione. “Per noi è un ulteriore sviluppo del nostro progetto madre legato al laboratorio abitativo presso la Casa Verde – puntualizza Pescari - dove in un appartamento messo a disposizione dall’amministrazione comunale dal 2008, i nostri figli possono lavorare sulla propria autonomia, vivendo in tutto e per tutto la quotidianità della gestione della casa”. “Per le persone Down è fondamentale dimostrare di poter essere una risorsa per la società – evidenzia Pescari -  e lo sport è un ambiente nel quale la spontaneità e la passione che mettono in tutte le cose trova ancora maggiori stimoli”. Partita sotto i migliori auspici, l’esperienza ha letteralmente conquistato nel corso dei mesi giocatori, tecnici e dirigenti del Città di Castello Rugby, che hanno stabilito un fortissimo legame con i componenti dell’associazione. “Riceviamo davvero tanto da loro ogni volta che possiamo stare insieme, sono persone davvero fantastiche, dalle quali si può solo imparare”, commenta il presidente della società Marco Notarianni, sottolineando come “ormai la famiglia del rugby si è allagata con  questi nuovi amici, dai quali siamo inseparabili”.

 


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