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OMAGGIO AI 28 GIOVANI CADUTI A MORRA NELLA GRANDE GUERRA

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OMAGGIO AI 28 GIOVANI CADUTI A MORRA NELLA GRANDE GUERRA
CAmpanili
24-05-2016 -

 

Fu la vita di 28  giovani uomini il tributo che Morra pagò alla carneficina della Prima Guerra Mondiale; 28 ragazzi che andarono a combattere il fronti lontani per un’idea di patria senza tornare a casa e che domenica 22 maggio, a un secolo dal loro sacrificio, l’Amministrazione comunale di Città di Castello, insieme alla comunità di Morra, ha voluto commemorare, deponendo una corona al monumento con i loro nomi, che si affaccia sul sagrato della Pieve di Santa Maria. Biografie brevi, ricostruite da Alvaro Tacchini, presidente dell’istituto di Storia politica e sociale Venanzio Gabriotti. La battaglia non fu la causa principale della morte; spesso erano malattie e ferite non curate, la dura vita della trincea, le valanghe dovute ai bombardanti che hanno messo fine ad esistenze di cui si mantiene voce e tracce nelle lettere che inviarono ai familiari. Durante la commemorazione ne sono state lette due: una è stata scritta da Angiolo Nicasi, sottotenente di fanteria, caduto il 28 giugno del 1916 sul Monte Trappola, nel Trentino. Medaglia d’argento al valor militare, a lui è intestato il museo “Ricordi…amo il passato” in cui sono esposti documenti e oggetti che ricostruiscono la vita di Angiolo e di quel difficile periodo. Lo hanno voluto Aurelia ed Elvira Nicasi, custodi della memoria storia del loro congiunto e di tutti i morreggiani che morirono combattendo nel primo conflitto mondiale. Anche le associazioni combattentistiche erano presenti alla cerimonia: Anna Pacciarini, presidente dell’Anpi di Città di Castello, ha parlato del filo rosso che unisce le vittime della prima e della seconda guerra mondiale perché il loro sacrificio ha garantito settanta anni di pace e un paese democratico. A rendere ancora più suggestiva la cerimonia, che si è conclusa con la benedizione del parroco don Simone, gli interventi musicali di Cantus vocum che hanno accompagnato l’omaggio al monumento e ai nomi incisi sulla pietra: Giuseppe Mazzoni, il più giovane bersagliere, appena 19 anni, il mitragliere più anziano Pietro Alunno Conti, Giovanni Nanni, Aurelio Corneli, Gilberto Gianvincenzi e Giovanni Marconi, Giovan Battista Rossi e Ugo Taschini. Giovan Battista Bruschi, Lorenzo Mariotti, Pietro Pulcinelli, Giovan Battista Bassini, Pietro Scarabicchi, Angelo Bassini, Pietro Martini, Paolo Guerri e Angelo Magni, Bernardo Peli, Alfonso Onofri, Giovanni Pascucci, Erasmo Smirli, Lorenzo Persici, Andrea Tanzi, Giuseppe Vagnoni, Vincenzo Armati, David Radicati, Romolo Sergi e Angiolo Nicasi.  Tra le vittime riconducibili per origine al territorio anche se residente in un altra località Cherubino Nicasi Dari. (Allegate foto)

 


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