Comune di Città di Castello (PG)

RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 27 NOVEMBRE 2014

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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 27 NOVEMBRE 2014
Comune Palazzo
28-11-2014 -

PARCELLA PER IL LEGATO MARIANI

Nelle comunicazioni che hanno aperto la seduta, il sindaco Luciano Bacchetta ha informato il consiglio comunale che è pervenuta al Comune una ulteriore comunicazione dell’avvocato che ha rappresentato l’ente nel procedimento giudiziario del legato Mariani, che raddoppia l’importo della prima parcella presentata, stabilendo un onorario di circa 500 mila euro. Il primo cittadino non ha nascosto l’amarezza per questa nuova pagina della vicenda, ribadendo che l’amministrazione comunale ha compiuto atti doverosi rispetto a quanto richiesto dal legale, invitando le stesso a trasmettere la documentazione all’Ordine degli Avvocati di Perugia, cui il Comune ha chiesto un parere di congruità sulla parcella. Bacchetta ha difeso la scelta di affrontare la questione in consiglio comunale, evidenziando che, in attesa delle conclusioni dell’Ordine degli Avvocati e di eventuali altri passi che l’amministrazione dovesse decidere di intraprendere, la somma richiesta è stata accantonata nel bilancio 2014 a titolo precauzionale. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha espresso al sindaco la solidarietà di tutto il consiglio comunale e l’invito a continuare l’azione intrapresa dall’amministrazione. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha manifestato disagio per le azioni legali  ventilate nei confronti degli amministratori e dei consiglieri comunali ogni volta che viene affrontato l’argomento. L’esponente della minoranza ha detto di sentirsi pressato e condizionato e ha chiesto all’amministrazione comunale di verificare attraverso il proprio ufficio legale se tale comportamento nei confronti di chi esplica attività politica nell’interesse della comunità sia perseguibile a termini di legge. Il consigliere del Pd Gionata Gatticchi ha detto di non potersi esprimere sul merito della questione in quanto iscritto all’ordine professionale coinvolto nella vicenda, ma ha comunque condiviso il disagio di essere sottoposto a certi condizionamenti nell’esercizio di un mandato politico popolare, tanto più doveroso nel caso di risorse economiche dei cittadini. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha chiesto al presidente del consiglio comunale di valutare la redazione di un documento, a firma di tutti i capigruppo, che rivendichi la libertà del ruolo di consiglieri comunali rispetto a chiunque voglia condizionarne l’esercizio. Il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha proposto di valutare anche l’eventuale ricorso all’istituto della mediazione per arrivare a contemperare gli interessi dell’ente e del legale.

 

 

APPROFONDIMENTO SULL’EX OSPEDALE

“Ho scritto all’assessore regionale Fabio Paparelli sull’ex ospedale e quanto prima avremo una risposta, fermo restando che ritengo sia da escludere che la Regione dell’Umbria, come si dice, possa cedere a titolo gratuito l’immobile al Comune, visto che il valore corrispondente è stato iscritto a bilancio dalla giunta regionale stessa”. Il sindaco Luciano Bacchetta si è espresso così in merito alla sollecitazione del capogruppo dell’Idv Roberto Colombo in merito all’esigenza che il Comune verificasse le effettive intenzioni della Regione, alla luce della disponibilità data dall’assessore Paparelli a concedere l’ex ospedale in presenza di un progetto del Comune che coinvolga anche l’Usl Umbria 1. Il rappresentante della minoranza aveva anche sostenuto che “la valutazione con cui l’immobile è stato messo all’asta, che il sindaco ha sempre ritenuto alta, in realtà è frutto di una stima fatta dallo stesso Comune nel 2004”. “E’ questa valutazione, fatta in collegio peritale dai tecnici del Comune e dai tecnici dell’Asl, che ha attribuito all’ospedale il valore di 4 milioni 750 mila euro poi messo come base d’asta”, ha chiarito Colombo, che ha deplorato anche il fatto che in tanti anni l’amministrazione comunale non abbia presentato un progetto, a differenza di altri comuni umbri, così come riferito dallo stesso Paparelli. Il sindaco Bacchetta ha chiarito che la stima del 2004 è stata ritenuta dall’attuale amministrazione non più adeguata ai tempi, al punto da richiedere due anni fa una nuova valutazione all’Agenzia delle Entrate, che stabilì il valore dell’immobile in 3 milioni e 700 mila euro. “Il fatto è che la Regione ha continuato a mettere a bilancio la veccia stima e, dunque, a indicare la cifra come base d’asta”, ha puntualizzato Bacchetta, che ha invitato il consigliere Colombo a un incontro con il dirigente comunale di settore per ricevere tutti i chiarimenti necessari. “Il Comune non poteva fare un progetto finché non fossero state effettuate le due aste obbligatorie per legge – ha sottolineato Bacchetta – ma ora che sono state fatte e sono andate deserte, possiamo vedere di elaborare una proposta”. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha avanzato la proposta di “esperire un’asta al valore di base di un euro, dando di concerto con la Regione indicazioni ben precise su cosa realizzare nell’edificio, cosicché chi comprerà ristrutturerà secondo quanto stabilito in partenza”. “In questo modo sicuramente molti privati sarebbero interessati all’investimento – ha concluso Sassolini – per cui chiedo al sindaco una valutazione sull’idea”. Il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno ha ribadito di “non poter considerare semplici dichiarazioni dell’assessore regionale come un impegno preciso, in mancanza di una delibera della giunta regionale, che peraltro è impossibile che conceda gratuitamente l’immobile”. “Mi preoccupa un utilizzo così demagogico della politica da arrivare a far intendere che il Comune non è in grado di produrre progetti, nonostante la Regione darebbe gratis l’immobile”. “Quando c’è di mezzo un bene della collettività ci vorrebbe onestà politica”, ha concluso l’esponente della maggioranza. A richiamare l’attenzione sul fatto che una proposta per la riqualificazione dell’ex ospedale sia stata avanzata anni fa dal Pd è stato il consigliere del partito Gionata Gatticchi, che ha puntualizzato come la proposta stessa, essendo espressione del partito di maggioranza nella coalizione di governo, potesse a pieno titolo rappresentare l’amministrazione comunale. “Non è corretto dunque che si dica che non abbiamo espresso alcuna progettualità”, ha precisato Gatticchi, che ha giudicato necessaria una valutazione sulla legittimità, dal punto di vista della Corte dei Conti, dell’asta a un euro proposta dal consigliere Sassolini. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha parlato di “una responsabilità politica molto molto grave a livello regionale sulla situazione dell’ex ospedale, che è palese come è palese il fallimento della gestione della vicenda”. “Il percorso della ex Fat deve essere d’insegnamento per il futuro – ha aggiunto Mancini – e farci capire che ora è il momento buono di muoversi per l’ex ospedale, per cui è necessario che ci diamo da fare e prendiamo di petto la situazione, dando nuovo impulso al tutto”. D’accordo con questa impostazione si è detto il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni, che ha sollecitato un nuovo protagonismo sulla vicenda del Comune, pur non addebitando all’ente “alcuna una responsabilità  per non aver agito finora su un bene che è di proprietà della Regione”. “La Regione, piuttosto – ha osservato - che ha fatto in 14 anni?”. “Se ci sono delle idee facciamole venire fuori a voce alta per coinvolgere anche la Regione”, ha affermato Cuccaroni, giudicando percorribili strade che permettano di affidare in forme particolari l’immobile al Comune. “Quella parte di città dovrà diventare una delle zone più belle della città”, ha chiarito Cuccaroni.

 

 

REGOLARITA’ DEL DIBATTITO SULLA EX FAT

Il capogruppo dell’Iv Roberto Colombo ha sollevato una questione di regolarità dei lavori dell’aula in occasione del dibattito sulla ex Fat dell’ultima seduta, ai sensi dell’articolo 29 del regolamento della massima assise cittadina, in base al quale i membri dell’assemblea devono assentarsi dall’adunanza per tutto il tempo della discussione e della votazione, quando siano esaminati argomenti in cui gli stessi abbiano un interesse proprio o quando si tratti di interessi dei loro congiunti od affini, fino al quarto grado civile, sostenendo che alcuni consiglieri non abbiano ottemperato a quanto stabilito. A replicare sono stati il presidente Stefano Nardoni, il quale ha chiarito che il grado di parentela con l’amministratore della società proprietaria dell’area è di sesto grado e, quindi, oltre le previsioni del regolamento, e il consigliere del Psi Stefano Pulcinelli, che ha spiegato: “ho sposato politicamente il progetto della ex Fat nel 2011 all’inizio della consiliatura, quando non si sapeva che la ditta per cui lavoro avrebbe preso l’appalto, e non vedo quale possa essere la problematica legata al mio lavoro di operaio”. Colombo ha, però, chiesto anche un’interpretazione del segretario generale Bruno Decenti, il quale, riguardo alla compatibilità dell’attività lavorativa, ha sostanzialmente evidenziato che, laddove il ruolo rivestito nell’ambito di organizzazione aziendale non sia da tale da comportare una sovrapposizione degli interessi dell’azienda a quelli dell’esercizio del mandato politico, una interpretazione estensiva del divieto sarebbe lesiva del mandato stesso. Il consigliere del Pd Gionata Gatticchi è intervenuto per difendere le prerogative dei consiglieri comunali e soprattutto la libertà di esprimere il proprio pensiero nell’esercizio delle loro funzioni.

CDCNOT11/28/14CON142/MABAR

 

 

CONFRONTO SULLA STRADA STATALE 221

Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha informato il consiglio comunale che sono stati effettuati recentemente dalla Provincia di Perugia alcuni lavori lungo la strada statale 221 nei pressi di Lerchi, in particolare nel tratto teatro dell’incidente costato la vita al maresciallo dei Carabinieri Daniele Casini. “Siamo ancora in attesa, però, che venga data attuazione alla previsione della mozione approvata dal consiglio comunale di attivare un tavolo tecnico sulla situazione dell’arteria”, ha puntualizzato Mancini, che ha ricordato anche l’impegno preso dal presidente della commissione Programmazione Luciano Tavernelli di esaminare la questione dell’apertura della galleria della Guinza. “E’ necessario che sia dia seguito concreto ai documenti approvati in consiglio comunale”, ha sottolineato il rappresentante del Centrodestra.

 

 

 

APPROVATA VARIAZIONE DI ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2014-2016

Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), il voto contrario di Polo Tifernate e Idv e l’astensione di Lega Nord e Patto Civico per Castello, il consiglio comunale ha approvato la variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2014-2016.

Relazione assessore Alcherigi. La variazione di assestamento generale è stata illustrata dall’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi, che ha parlato di una operazione con cui sono state contabilizzate maggiori entrate per 6 milioni 69 mila euro e minori entrate per 3 milioni 52 mila euro, con un saldo positivo di 3 milioni 17 mila euro, maggiori uscite per 6 milioni 213 mila euro e minori uscite per 1 milione 249 mila euro, con un saldo di 4 milioni 963.693 euro. La differenza contabile tra entrate e uscite di 1 milione 946.606 euro è stata finanziata dall’avanzo vincolato in parte investimenti per 1 milione 827.000 euro e in parte corrente per 118 mila euro. Dopo questa variazione  l’avanzo vincolato ancora disponibile è di 4 milioni 41.269 euro. La spesa corrente si è attestata a 43 milioni 601 mila euro, somma che, depurata del fondo crediti e del lascito Mariani, scende a 37 milioni 700.000 euro. L’assessore ha, quindi ricordato come la rinegoziazione  dei mutui abbia prodotto 207 mila euro di risorse risparmiate nel 2014, che hanno consentito di mantenere tutti i programmi negli investimenti. Alcherigi ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’amministrazione abbia saputo operare nell’interesse della collettività nonostante i tagli costanti dei trasferimenti dello Stato, che nel quadriennio 2011-2014 hanno raggiunto la somma complessiva di  11 milioni 135 mila euro. L’assessore ha sottolineato il fatto che l’indebitamento pro capite sia sceso progressivamente dai 680 euro del 2010 ai 520 euro del 2014, con una riduzione complessiva del 24 per cento. Nel 2015, per effetto di mutui che verranno accesi per una cifra tra i 2 milioni e 300 mila euro e i 2 milioni e 700 mila euro, la pressione pro capite subirà un rialzo a 529 euro. L’assessore ha puntualizzato che in questo contesto la pressione tributaria pro capite 2013, pari a  480 euro, continua ad essere una delle più contenute in Umbria. In tema di risparmi, è stata sottolineata l’azione compiuta in particolare sul personale dell’ente, che nel 2010 comportava una spesa di 11 milioni 296.696 euro e nel 2014 si è attestato a 9 milioni 921.584 euro, con una riduzione di 1 milione 375.112 mila euro, pari al 12,17 per cento. I dirigenti in servizio sono passati nello stesso periodo da 12 a 7, con una riduzione del 45 per cento che si è riflettuta anche sulla spesa per queste figure apicali, calata del 32 per cento, mentre i dipendenti sono passati da 280 a 258 unità, con una diminuzione del 7,85 per cento. Questi dati hanno comportato un abbassamento dell’incidenza sulla spesa per il capitolo del personale dal 29,76 per cento del 2010 al 25,37 per cento del 2014, con un costo medio che si è ridotto del 6,82 per cento e un costo pro capite per residente ridotto dell’11,48 per cento (da 278,47 euro del 2010 a 246,49 del 2014). Alcherigi si è quindi soffermato sui costi della politica, con gli organi istituzionali che registrano una costante diminuzione dei costi, passati dai 235 mila euro del 2009 ai 194.500 del 2014  pari al 27 per cento in meno, e dell’incidenza sul bilancio, che è ora pari allo 0,35 per cento, contro lo 0,45 del 2009, su un volume di complessivo di 56 milioni di euro. Tra le principali integrazioni al bilancio operate con l’assestamento, Alcherigi ha citato i 24.000 mila euro in più derivanti dalla costituzione del fondo previdenza integrativa per la Polizia Municipale, prevista dalla normativa nazionale e regionale e sollecitato anche dalla stessa Corte dei Conti, e l’incremento di 316.722,89 euro della previsione di spese legali relative al legato Mariani, a seguito della variazione della bozza di parcella comunicata dall’avvocato del Comune, che, sommati ai 250 mila già accantonati, porta il totale a 566.722,89 euro. “Con il bilancio 2014, nonostante i tagli subiti, abbiamo continuato a fare scelte politiche forti e decise per sostenere le persone, le famiglie, le imprese”, ha puntualizzato Alcherigi, che ha citato gli interventi per differenziare e attenuare la tassazione; mantenere invariate per il quarto anno le tariffe dei servizi mensa, trasporto e nidi, potenziando allo stesso tempo le prestazioni e agevolando le famiglie numerose; sostenere le famiglie e le imprese con fondi sociali; riqualificare il centro storico; manutenere e potenziare le infrastrutture, con particolare riferimento a nuovi investimenti sulla scuola per circa 6 milioni di euro. “Questo assestamento di bilancio ci vede già  rivolti ai conti del bilancio preventivo 2015, che dovrà tenere conto di un ulteriore sacrificio per la spending review dovuto al taglio di trasferimenti ipotizzato tra 1 milione e 600 mila euro e 2 milioni 600 mila euro, che – ha detto Alcherigi -  produrrà una riduzione del bilancio del prossimo anno di quasi il 7 per cento rispetto all’ultimo bilancio assestato e comporterà uno sforzo comune alla ricerca di soluzioni coraggiose, responsabili ed innovative”.  “Non vogliamo sottrarci al ruolo di governo e alle responsabilità – ha chiarito Alcherigi - ma  vogliamo esercitarli nel pieno della nostra autonomia e soprattutto nel rispetto della nostra storia e di tutti i cittadini che rappresentiamo, per questo chiediamo all’Anci, alla Regione dell’Umbria ed al governo italiano che i comuni che abbiamo operato nel rispetto dei bilanci e abbiano speso bene le risorse a disposizione siano rispettati e tutelati, non penalizzati”.

Il sindaco Luciano Bacchetta ha preso la parola per puntualizzare ancora che le risorse messe a bilancio per la parcella dell’avvocato del Comune in merito al legato Mariani rappresentano un atto prudenziale, non ancora un’accettazione della richiesta.

 

PRESA D’ATTO DELLE DECISIONI DELL’ATI 1 PER LA GARA SUI RIFIUTI

Con 14 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), il voto contrario dell’Idv e le astensioni di Polo Tifernate, Lega Nord e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha preso atto della deliberazione dell’assemblea dell’Ati 1 dell’Umbria n.8 del 24 settembre 2014 con cui è stato disposto l’avvio delle procedure di gara per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in Alta Umbria Con il voto, la massima assise cittadina ha anche approvato le linee guida del bando di gara e l’atto di impegno alla sottoscrizione del contratto di servizio, dando mandato agli uffici comunali competenti di perfezionare le procedure amministrative e finanziare connesse e agli organi dell’Ati 1 di provvedere agli adempimenti necessari alla gara. Gli uffici dell’Ati 1 sono stati anche incaricati di mettere a gara, nell’interesse del Comune di Città di Castello, una serie di servizi accessori e opzionali che saranno inseriti nel bando.

Dibattito. L’assessore all’Ambiente Luca Secondi ha spiegato che la deliberazione faccia seguito all’approvazione da parte dell’Ati 1 dell’Umbria degli indirizzi per l’avvio della procedura di gara europea per l’affidamento della gestione integrata del servizio dei rifiuti nel territorio dell’Alta Umbria. L’assessore ha ricordato che i Comuni abbiano optato per la gara nel rispetto del percorso avviato con il Piano d’Ambito, del quadro normativo e delle implicazioni economiche, ma dopo una doverosa riflessione sulla possibilità dell’affidamento in house del servizio”. Secondi ha, quindi, indicato alcuni degli obiettivi principali che saranno posti al nuovo gestore unico del servizio in coerenza con lo stesso Piano d’Ambito e con il Piano Regionale dei rifiuti: la realizzazione dell’impiantistica per il trattamento dei rifiuti, il raggiungimento del 65 per cento di raccolta differenziata, la promozione della riduzione e del riutilizzo dei rifiuti. Secondi ha informato i consiglieri che il servizio verrà affidato in base a una valutazione che al 70 per cento terrà conto degli aspetti progettuali e al 30 per cento degli aspetti economici dell’offerta, in maniera tale da perseguire la migliore gestione possibile e omogeneizzare il servizio nell’intero comprensorio di riferimento. L’assessore ha, inoltre, evidenziato come la delibera del consiglio comunale serva, in particolare, a individuare i servizi opzionali (spazzamento festivo, sanificazione e allontanamento di animali molesti, servizi in occasione di grandi eventi, fiere e manifestazioni, sgombero neve, pulizia di caditoie e pozzetti stradali ecc.) che il Comune potrebbe affidare al nuovo gestore, stabilendone in sede di gara i prezzi, in base all’offerta del soggetto che si aggiudicherà il bando. “In sostanza con la delibera mettiamo a disposizione uno strumento in più per attuare i servizi opzionali a prezzi concordati, con il vantaggio economico di definire ora per il futuro i costi di queste prestazioni”, ha concluso Secondi. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha chiesto chiarimenti sul presupposto di legge alla base della scelta di fissare ora le condizioni per una gestione dei servizi opzionali ancora in divenire. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha dichiarato il proprio voto contrario preferendolo all’astensione, cui era inizialmente orientato non avendo partecipato al procedimento che ha definito l’avvio della procedura di gara e gli altri aspetti della futura gestione del servizio. Dal capogruppo del Pd Gaetano Zucchini è arrivata la condivisione dei criteri formulati per fare una gara corretta e per gestire il servizio dei rifiuti. “Si tratta di una sfida importantissima per la nostra comunità – ha sottolineato Zucchini – che ci permetterà di perfezionare la gestione del ciclo dei rifiuti e della discarica di Belladanza, ottimizzando le opportunità economiche derivanti dalla raccolta differenziata”. Il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti ha espresso le proprie perplessità per l’estrema eterogeneità dei servizi opzionali previsti, evidenziando come per alcune prestazioni, quali lo sgombero dalla neve, siano necessari mezzi specifici, magari a disposizione di alcune aziende che operano già nel territorio, e investimenti apparentemente poco compatibili con la gestione dei rifiuti. A giudicare corretto il percorso che ha portato alla gara, “che – ha detto – è sinonimo di maggiore trasparenza”, è stato il consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli, che ha sottolineato come il gestore unico “sarà il primo passo per migliorare i servizi dei rifiuti”. L’assessore Secondi è intervenuto di nuovo per spiegare che la scelta politica di fondo sulla questione l’ha compiuta l’assemblea dell’Ati 1 deliberando l’avvio della procedura di gara e che, dunque, non sussistano i motivi per votare contro quello che è un mero aspetto tecnico, riguardante i servizi opzionali. “A determinare i prezzi di questi servizi sarà il mercato, perché l’offerente dovrà presentare una proposta che verrà valutata in sede di gara”, ha evidenziato l’assessore, che ha chiarito come l’Ati 1 abbia scelto di rendere più ampio possibile il ventaglio dei servizi per rispondere alle diverse esigenze dei Comuni, che avranno la facoltà di affidarsi o meno al gestore alle condizioni stabilite, ma avranno il vantaggio di definirle in sede di gara. Il dirigente dell’Area Rifiuti dell’Ati 1 Paolo Gattini ha ulteriormente spiegato come sia stato ritenuto opportuno prevedere una serie molto ampia di attività utili ai diversi comuni, anche in conformità con quanto fatto da altre stazioni appaltanti,  vincolando l’aggiudicatario del servizio al rispetto di condizioni predeterminate, senza alcun condizionamento degli enti interessati. Il responsabile ha aggiunto che, in questo contesto, sia stato consigliato di inserire nelle deliberazioni dei consigli comunali tutte le scelte opzionali di servizi perché e un elemento di garanzia per le future esigenze.

 

 

APPROVATA MOZIONE SUL LOGGIATO GILDONI

Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione dei consiglieri Mancini (Lega Nord), Braganti (Patto Civico per Città di Castello) e Colombo (Idv) sulla fruibilità, sulla manutenzione e sulla pulizia del loggiato Gildoni. Al momento del voto è uscito dall’emiciclo il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno. L’argomento è stato anche al centro di una interpellanza presentata dal consigliere del Psi Luigi Bartolini sulla garanzia del decoro e della fruibilità della struttura.

Dispositivo della mozione. Con la mozione approvata, il consiglio comunale chiede “che si espongano (anche in una commissione dedicata) le modalità con cui sono svolte le attività di manutenzione e pulizia degli spazi”; “che si valuti in quest’aula, o in subordine all’interno dell’apposita commissione consiliare permanente, la possibilità di chiudere e proteggere il loggiato Gildoni mediante delle porte in vetro allo scopo di rendere fruibile l’interno della struttura anche nei mesi invernali. Si favoriranno così le attività e le associazioni già operanti nella struttura e non mancheranno idee per poter godere di un’opera architettonica che ha radici secolari, che un popolo illuminato volle rendere salotto cittadino già un secolo fa”.

Dibattito. La discussione è iniziata con l’intervento del consigliere del Psi Luigi Bartolini, che ha illustrato la propria interpellanza, chiedendo al sindaco e alla giunta se ci sono dei progetti in atto per riqualificare il loggiato Gildoni e di provvedere, comunque, al più presto ad effettuare gli interventi necessari “per dare ai cittadini la giusta considerazione e mostrare che l’amministrazione è sensibile a certi problemi”. “Dopo il restauro il loggiato doveva essere il salotto della città e questo deve essere”, ha affermato Bartolini, che ha sollecitato “l’installazione di porte a vetri con fotocellule per dare la possibilità anche ai portatori di handicap di potervi accedere”. “Sarebbe opportuno installare anche un sistema di videosorveglianza e coinvolgere in questi lavori i nostri imprenditori, che potrebbero anche partecipare alle spese”, ha detto Bartolini. L’esponente della maggioranza ha, quindi, chiesto la sistemazione dei bagni, con un addetto per la sorveglianza e la pulizia come accade in altre città per i servizi pubblici. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha ricordato la storia secolare dell’immobile e la funzione sociale di luogo di ritrovo per la cittadinanza. “L’obiettivo che ci proponiamo è di aprire un dibattito sulla struttura nelle commissioni deputate – ha affermato l’esponente della minoranza – per individuare le soluzioni che permettano di rendere operativo questo luogo, che appartiene al vissuto di tutti i tifernati”. Mancini ha giudicato utile l’insediamento dei vigili urbani, anche in funzione della promozione della sicurezza, ma ha ravvisato la necessità di liberare il loggiato dai volatili che lo infestano, “che possono trasmettere gravi malattie e deteriorare le strutture con il guano”. “Concordo sull’opportunità di chiudere i tre accessi, dedicandone uno al passaggio delle persone disabili – ha affermato Mancini – ma servono anche l’installazione di arredi, la copertura wi-fi e magari l’insediamento di attività, come una piccola biblioteca e un bar, rendendo così appetibile la struttura per coinvolgere nella sua riqualificazione i privati”. L’assessore al Patrimonio Andreina Ciubini ha sottolineato l’attenzione con cui l’amministrazione guarda all’esigenza di valorizzare il loggiato, informando i consiglieri degli interventi effettuati a partire dal 2008 per la manutenzione e la riparazione della copertura, la tinteggiatura e l’installazione di cancelli, la riparazione dei bagni, cui si aggiunge l’elemento di valorizzazione rappresentato dall’intitolazione al colonnello dei Carabinieri Valerio Gildoni. “Abbiamo cercato di rendere questo spazio vivo e vissuto – ha spiegato Ciubini – facendo in modo che si potessero insediare al suo interno associazioni, come gli Amici del Cuore che offrono risposte importanti per la salute con controlli e prelievi, e abbiamo trasferito da un mese anche il presidio dei vigili urbani per tutelare meglio anche la sicurezza”. L’assessore ha, quindi, toccato il tema dell’igiene del luogo, dando conto dell’intervento avviato con Sogepu per la sanificazione e la pulizia degli spazi, anche con l’adozione di un sistema antipiccioni, mentre per quanto riguarda la pulizia dei bagni si sta provvedendo con il personale che si occupa della pulizia degli uffici comunali. “Concordo sul fatto che la chiusura possa dare la possibilità di creare uno spazio più fruibile anche nei mesi freddi – ha concluso Ciubini – l’auspicio è di trovare anche con la collaborazione dei privati le modalità per dare questa e altre risposte che valorizzino la struttura”. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha condiviso l’esigenza di “definire una proposta di revisione della funzionalità e dell’utilizzo del luogo, che contemperi anche l’indispensabile recupero ambientale”. “Palazzo Bufalini è stato anche sede della pinacoteca comunale, quindi si capisce quale fulcro abbia rappresentato per la cultura tifernate”, ha osservato il rappresentante della maggioranza, che ha inquadrato i problemi principali della pulizia e dell’igiene, chiedendo la disinfezione e la disinfestazione per evitare gravi pregiudizi alla salute, e della fruibilità degli spazi, sollecitando la chiusura degli accessi, ma anche l’insediamento di attività e presidi che ne aumentino l’appeal. “Se lo rendiamo un ambiente fruibile e sicuro, potrebbe essere un contenitore ulteriore di cui la città ha bisogno”, ha concluso Zucchini. Nel ricordare di essere stato tra i contestatori più accesi del progetto di ristrutturazione del loggiato per le caratteristiche tecniche dell’intervento e le scelte compiute per gli insediamenti al suo interno, il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha sottolineato che “si è creato un luogo morto e indifeso, dando libero accesso ai vandali e ai piccioni che lo hanno deturpato”. “Gli ultimi interventi, con l’allestimento di  manifestazioni e iniziative per renderlo fruibile hanno creato maggiore attenzione, ma non è sufficiente”, ha rilevato il consigliere, che ha lanciato la proposta di “promuovere un concorso di idee aperto al contributo dei cittadini, perché si possano dare indicazioni su come rivitalizzare questo luogo”. Quanto ai piccioni, Sassolini ha proposto il ricorso a metodi anticoncezionali con cibo specifico per non farli proliferare. Il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti ha sottolineato che “spetta al Comune mantenere e garantire la pulizia” e ha chiesto di sapere se l’opera di manutenzione e pulizia interna del loggiato siano continue o meno. “In vista delle celebrazioni per Burri – ha evidenziato – è necessario avere un presidio fisso che garantisca costantemente la pulizia, perché il luogo si presta a diverse opportunità”. Il consigliere del Pd Gionata Gatticchi è intervenuto per esprimere perplessità sul ricorso ai metodi anticoncezionali  per eliminare i piccioni. L’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Massetti ha chiarito che esistono metodi anticoncezionali, sottolineando però che comportano costi esagerati, come già valutato dall’amministrazione, e non garantiscono risultati certi. L’assessore Ciubini ha preso di nuovo la parola per evidenziare come la soluzione del cibo anticoncezionale comporti il rischio che siano anche altre specie di volatili ad alimentarsi e subire gli effetti ricercati invece solo sui piccioni. L’assessore ha ricordato l’esistenza di una ordinanza del settore ambiente che nei periodi di caccia, fuori dalla città, consente di abbattere i piccioni, ma ha garantito che si cercherà una soluzione corretta e rispondente alle esigenze. Quanto alle pulizie, Ciubini ha precisato che gli addetti che operano in Comune la garantiscono al mattino anche nel loggiato e che con Sogepu è stato attivato un intervento di pulizia straordinario. “Sia la manutenzione che la pulizia del loggiato saranno inserite in un pacchetto che comprenderà anche i giardini del Cassero”, ha affermato Ciubini, che ha ribadito “l’obiettivo di far tornare il loggiato il bel salotto che è stato storicamente, con l’aiuto indispensabile, però, dei cittadini, che devono avere maggiore senso civico per contribuire a tutelare questi spazi”. In sede di replica, il consigliere Bartolini ha ringraziato l’assessore per le risposte soddisfacenti e ha formulato l’auspicio che al più presto vengano effettuati gli interventi necessari. Il consigliere Mancini ha dato appuntamento nelle commissioni deputate per continuare il dibattito, “che – ha detto - dovrà tenere conto anche dell’opportunità di favore una fruibilità serale del loggiato”. “Questo è un immobile dove chiudendo le porte la gente entra”, ha affermato Mancini, che ha invitato a valutare anche la possibilità di insediare servizi ai cittadini, comunali e anche sanitari, oltre che commerciali. 

 

 

APPROVATA MOZIONE SULL’AST

Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione del capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno per “la condanna delle violenze subite dai lavoratori dell’Ast da parte delle forze dell’ordine il 29 ottobre a Roma”.

Dispositivo. Con la mozione approvata, il consiglio comunale di Città di Castello “esprime la propria ferma condanna delle violenze inferte ai lavoratori dell'AST di Terni nel corso del corteo di Roma dello scorso 29 ottobre e dissente, alla luce delle testimonianze dei presenti e delle prove immediatamente resesi disponibili, dalla ricostruzione dei fatti offerta dal Ministero dell’Interno”; “esprime piena solidarietà alle motivazioni che hanno portato tutti i lavoratori dell’Ast ad intraprendere iniziative di protesta contro le misure economiche ingiuste ad esclusivo vantaggio di altre Nazioni della Comunità Europea”. Il consiglio impegna inoltre il sindaco a “trasmettere il documento alla Presidenza della Regione Umbria, alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti di Camera e Senato”.

Dibattito. Il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno ha illustrato la mozione evidenziando l’importanza di una discussione sui temi del lavoro in un contesto produttivo come quello tifernate. L’esponente della maggioranza ha tratteggiato la situazione dell’azienda, ricordando anche come rappresenti il 22 per cento del Pil regionale e ha ontestualizzato nella drammatica situazione di chi perde il lavoro, che perde anche la dignità e la possibilità di fare il ben che minimo progetto di vita, il diritto dei dipendenti di manifestare il proprio dissenso. “Quello che è successo a Roma è stata la distruzione del diritto di sciopero – ha osservato Alunno – in un contesto ambientale specchio del clima politico ostile a chi manifesta e al mondo del lavoro che registriamo in questo momento in Italia”. “Il tentativo di poter rendere le aziende competitive con una contrazione dei costi lavoro dal punto di vista economico è una sciocchezza”, ha contestato Alunno, che ha evidenziato l’esigenza di manifestare attraverso la mozione il dissenso verso le violenze di Roma, ma anche contro le scelte sul lavoro del governo. A parlare della mancanza cronica di lavoro come di una emergenza è stato il consigliere del Pd Riccardo Celestini, che ha lamentato l’assenza di attenzione ai problemi occupazionali che è stata testimoniata dalla reazione delle forze dell’ordine. “Trovarsi senza lavoro è un fatto così grave che in un paese democratico non può essere affrontato in un simile modo brutale e fuori luogo”, ha rilevato Celestini, che ha rimarcato come l’Ast di Terni sia “il simbolo della difesa del lavoro e delle sue prerogative, che anche da noi devono essere tutelate e promosse”. “Sono solidale con i manifestanti – ha concluso  il consigliere - azioni del genere delle forze dell’ordine devono essere condannate, specialmente da un governo di Centrosinistra”. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha evidenziato come la vicenda dell’Ast “dimostri che lo sviluppo economico idolatrato anche dalla Sinistra provoca nient’altro che l’accumulo della ricchezza in pochissime mani”. “Finché il Centrosinistra non farà un’analisi di sovversione di un sistema economico così ingiusto – ha detto Colombo - ci saranno mille Ast”. “Vedere operai bastonati quando al governo c’è un partito che li rappresenta non è accettabile”, ha concluso il consigliere. “L’Italia ha contribuito, da posizioni diverse, a far perdere la prima e la seconda guerra mondiale ai tedeschi e auspico che gli faccia perdere anche la terza, quella economica, che vede il mondo del lavoro subire una politica che mortifica l’uomo”, ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini. L’esponente della minoranza ha detto di condividere la necessità di “riconoscere il diritto dei lavoratori al loro posto di lavoro, contro le molte furbizie nelle aziende, che, anche se sono floride, oggi vengono troppo spesso svuotate”. A giudicare necessario esprimersi come quarta città dell’Umbria è stato il consigliere del Pd Gionata Gatticchi che ha sostenuto: “è sbagliato pensare che non abbia più senso di esistere la contrapposizione tra lavoratori e mondo datoriale come sento dire troppo spesso”. “La Sinistra italiana deve riuscire a tutelare le posizioni a sostegno del lavoro”, ha concluso Gatticchi. Della “gravità estrema di quello che succede all’Ast ed è successo a Roma” ha parlato il capogruppo del Psi Marco Mearelli, che ha giudicato “preoccupante il clima mediatico che sta dando quasi la colpa della crisi  economica ai sindacati, che sono invece alla base delle tutele sul lavoro oggi affermate”. “E’ necessario che la Sinistra torni a farsi promotrice e difenda le idee di tutela e promozione del lavoro e dei suoi diritti”, ha sostenuto Mearelli. Anche il consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli ha giudicato giusto porre l’attenzione con il documento anche sulla “gravità dell’emergenza occupazionale che stiamo vivendo, nella quale prima di tutto si perde la dignità, oltre al lavoro”. In sede di replica, il consigliere Alunno ha ringraziato per gli interventi, “che – ha detto - hanno compreso lo spirito della mozione” e ha ribadito “l’importanza di un pronunciamento che faccia comprendere chiaramente il modo di pensare del consiglio comunale su queste tematiche”. “E’ importante che un’amministrazione di Centrosinistra si esprima su fatti gravi che toccano tantissime famiglie”, ha concluso Alunno.

 

 

OK AL COMPLETAMENTO DELL’ITER PER GLI IMPIANTI A BELLADANZA

Con i 14 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), il voto contrario dell’Idv e l’astensione di Polo Tifernate, Lega Nord e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha approvato le determinazioni in ordine alla realizzazione da parte di Sogepu del progetto di adeguamento impiantistico nell’area di Belladanza. Con l’atto la massima assise cittadina ha autorizzato Sogepu all’avvio e al relativo completamento dell’iter procedurale per la realizzazione dell’impiantistica contenuta nel progetto definitivo presentato e conforme al Piano d’Ambito dei Rifiuti. Il consiglio comunale ha anche concesso a Sogepu il diritto di superficie sulle aree oggetto di intervento, ove richiesto dalle condizioni realizzative del progetto. L’assessore all’Ambiente Luca Secondi ha spiegato che con la deliberazione “viene dato mandato a Sogepu di iniziare il percorso autorizzativo n modo da accelerare l’iter anche per l’investimento dei circa 2 milioni di euro di fondi europei erogati dalla Regione per l’impianto di biodigestione anaerobica e di compostaggio, che devono essere rendicontati entro il 31 dicembre 2017”.

 

 

PROCEDURA PER L’IMPIANTO DI PRODUZIONE ELETTRICA A BELLADANZA

Con i 14 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), il voto contrario dell’Idv e l’astensione di Polo Tifernate, Lega Nord e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha preso atto del riavvio del procedimento in conferenza dei servizi in ordine al progetto definitivo relativo ad un impianto a biogas da discarica e alle opere connesse a Belladanza presentato da Sogepu; ha espresso parere favorevole al progetto e ha dato semaforo verde all’adeguamento delle strumento urbanistico comunale al fine di assicurare la coerenza del progetto proposto con la pianificazione urbanistica, oltre che con quella di settore. Con la deliberazione, la massima assise cittadina ha anche delegato il sindaco e il dirigente responsabile del settore urbanistico a prendere parte alla conferenza di servizi che sarà convocata dalla Provincia di Perugia per il rilascio dell’autorizzazione unica, dando mandato anche per l’adeguamento del Prg al progetto presentato. Il vice sindaco e assessore all’Urbanistica Michele Bettarelli ha spiegato che l’atto è propedeutico alla partecipazione alla conferenza di servizi convocata il 2 dicembre e a portare a termine il progetto anche dal punto di vista autorizzativo e urbanistico.

 

 

 

RINVIATO PUNTO ALL’ORDINE DEL GIORNO

Per l’assenza giustificata dell’assessore competente Carloni, è stata rinviata la trattazione dell’interpellanza dei consiglieri Braganti, Colombo e Mancini sulla manutenzione e sulla pulizia del loggiato Gildoni, dei giardini del Cassero e del parco di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio.

 


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