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IMMIGRATI AL PRATO: "AUSPICABILE CONCERTARE ARRIVI E DISLOCAZIONI". IL SINDACO CHIEDERA' INFORMAZIONI ALLA PREFETTURA
Cooperazione
01.08.2016 -

 

“Alcuni cittadini e commercianti del rione Prato mi hanno informato della presenza in via San Florido di un gruppo di profughi  nell’ambito di un progetto di integrazione gestito dall’Arci, referente anche per le persone ospiti di altri appartamenti a La Tina e in Corso Vittorio Emanuele”: questa la premessa del capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini nel presentare un’interrogazione. “Tale concentrazione - ha specificato -  rallenta l’integrazione e crea criticità con i residenti”, alcuni dei quali erano presenti nella sala del consiglio. Sassolini ha invitato il sindaco ad attivarsi verso la Prefettura di Perugia, responsabile del programma governativo per l’accoglienza “perché le persone hanno paura e non tutti hanno un grado spirito civico tale da non preoccuparsi di eventuali conseguenze in termini di sicurezza e valore aggiunto per il commercio. Infine c’è tutto il fenomeno criminale che cresce e prospera sull’immigrazione del quale non dobbiamo essere complici”. “Caritas e Arci hanno la gestione concreta dei rifugiati che sono arrivati a Città di Castello nell’ambito di un programma che sta in campo alla Prefettura di Perugia” ha spiegato il sindaco Luciano Bacchetta “L’Amministrazione comunale non è coinvolta in nessun modo in questo tipo di accoglienza e spesso mi sono trovato ad apprendere da fonti del tutto informali della presenza di rifugiati, il cui arrivo non era stato notificato neanche alle forze di polizia. Nel frangente del primo arrivo mi sono attivato presso tutti i soggetti preposti ma la legge prevede la possibilità per i richiedenti asilo di avere un alloggio in qualsiasi luogo del territorio nazionale laddove i privati mettano a disposizione alloggi. Il sindaco è anche rappresentante periferico del governo e ha margini di manovra stretti sulle materie statali ma al monitoraggio permanente del coordinamento delle forze dell’ordine con l’Amministrazione comunale, assocerò anche una nuova richiesta di informazioni al Prefetto. Il nodo reale non attiene all’accoglienza, che è doverosa verso chi fugge dalla guerra e dalle persecuzioni, ma le soluzioni che il Paese ospite individua per fare fronte alle richieste di asilo. Ci sono città che si prestano meglio di altre e, al loro interno, luoghi che si prestano meglio di altri. Nel nostro caso il rione Prato ha una densità già alta di cittadini extracomunitari e forse non andrebbe gravato. Proprio per questo, oltre al il dettato della legge, concertare presenze e dislocazioni con le autorità locali sarebbe auspicabile nell’interesse di chi accoglie e di chi arriva”. Sassolini si è detto soddisfatto delle iniziative che il sindaco ha prospettato, aggiungendo che “in caso diverso la mobilitazione continuerà”.

 


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