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NO A VOUCHER E BUONI LAVORO: ODG DI BUCCI

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NO A VOUCHER E BUONI LAVORO: ODG DI BUCCI
Comune Palazzo
24-08-2016 -

 

Contro I voucher e i buoni lavoro: va in questa direzione l’ordine del giorno presentato dal consigliere tifernate di Castello Cambia Vincenzo Bucci, in cui si chiede alla Giunta di non utilizzare tali forme di ingaggio, considerato dallo scrivente “un ulteriore strumento di sfruttamento e di precarizzazione del lavoro”. “Negli ultimi anni vi è stato un incremento consistente dei buoni di lavoro o voucher: circa un milione e mezzo nel 2015, secondo le stime di Inps. Tale situazione, si è manifestata a seguito dell'introduzione della Legge Fornero e del Jobs Act che hanno reso più agevole il ricorso a tale strumento, aumentando la soglia economica precedente di 5.000 euro agli attuali 7.000 euro. Il valore del vaucher è di 10 euro di cui solo 7,5 euro quelli percepiti realmente dal lavoratore per ogni ora di lavoro”. “Con questi buoni” prosegue Bucci “di fatto, sono cancellati tutti i diritti, dalla maternità alle ferie, la malattia ed il TFR; l'INPS stima che un lavoratore pagato con i voucher dovrebbe lavorare 10 anni per accumulare un anno di pensione. L’Umbria non è immune da questo fenomeno tanto che nel 2015 sono stati venduti 2 milioni di voucher coinvolgendo 17.000 persone. Il comune di Assisi vi avrebbe fatto ricorso e la Regione dell'Umbria ha recentemente stanziato 3 milioni di euro per finanziare, nei prossimi sette anni, interventi volti al sostegno delle famiglie che hanno in casa persone bisognose di cure e che i soggetti idonei per tali lavori sono ricompresi all'interno di un elenco regionale denominato Family Helper, di conseguenza saranno retribuiti con i buoni di lavoro Inps quindi di fatto incentivando l'uso di prestazioni sottopagate per badanti, assistenti domestiche, colf e baby sitter”. Secondo Bucci, l’Amministrazione comunale di Città di Castello dovrebbe astenersene “e non far uso né promuovere l'utilizzo di forme di lavoro pagate mediante buoni di lavoro o voucher” come si legge nel dispositivo dell’odg.

 
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