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Notizie dal Comune

TUBERCOLOSI A CITTA' DI CASTELLO: "NON C'E' RISCHIO SANITARIO"
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04.10.2016 -

 

Il caso risale a giugno ma per Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Città di Castello, avere sicurezze sul rischio sanitario connesso alla più intensa circolazione delle persone è sempre d’attualità: nella seduta di ieri ha ribadito il contenuto dell’interrogazione sull’idoneità degli interventi su malattie infettive, la presenza di misure di protezione per gli operatori, la specializzazione delle professioni attive presso l’ospedale in queste materie, chiedendo se l’incidenza è collegata all’arrivo di migranti e quali misure sono state intraprese per la tutela dell’infanzia e delle fasce deboli dal contagio. Il sindaco Luciano Bacchetta, sulla scorta della relazione dei vertici della Asl Umbria 1, a cui Sassolini si era rivolto con le stesse domande, ha dichiarato che “il trend delle malattie infettive è nella media: un caso nel 2015 e 5 nei primi sei mesi del 2016, in linea con l’andamento oscillatorio di sindromi dovute a fattori molto diversi. I migranti sono controllati all’arrivo e assegnati ai medici di base, con accesso alla sanità pubblica. L’ospedale è una struttura normalmente deputata a gestire patologie infettive, la TBC ma anche ad esempio la Meningite e infezioni da germi multi resistenti, con personale sia medico che infermieristico specializzato e protetto da dispositivi individuali e precauzioni standard. Per le misure di isolamento sono state riservate due camere al quinto piano. Se la malattia necessitasse di interventi particolari, i pazienti sono trasferiti ad altra sede. Molti malattie infettive vengono poi trattate in ambulatorio. Quanto alle informazioni, la ASL rimanda al sito della Regione dove sono pubblicati tutti i dati mentre nelle emergenze è stata la stessa Unità sanitaria locale a diffondere un’informazione puntuale e esaustiva su eventuali precauzioni o profilassi”. A latere della relazione, il sindaco ha aggiunto che “quando si parla di migranti, il problema sono le risorse: non ci sono. Nei prossimi tempi circa 150mila migranti in Italia non avranno il supporto necessario alla loro sopravvivenza dignitosa in Italia. Dovremmo compiere un atto politicamente significativo e serio, senza allarmismi e senza razzismo, mettendo al primo posto nell’agenda nazionale la gestione dei migranti. Abbiamo evitato due arrivi ma siamo in balia delle onde. L’Italia, come la Grecia, è isolata. L’Europa chiude i confini”. Sassolini si è detto insoddisfatto della risposta della ASL Umbria 1: “Passare da un caso a 5 significa aver quintuplicato l’incidenza. Dobbiamo alzare il livello di attenzione. Non chiediamo che venga aperta un’ala per le malattie infettive, che attrarrebbe mobilità esterna, ma che non sia sottovalutato questo aspetto, salvo l’opportunità di prendere provvedimenti verso i dirigenti della Asl incapaci di gestire l’emergenza. Inoltre è assurdo che in Umbria si paghino vaccinazioni gratuite in Toscana, a pochi chilometri da qui”.

 

 

 

 

 

 

 

 


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