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CAMPING MONTESCA: QUALE FUTURO?

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CAMPING MONTESCA: QUALE FUTURO?
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05-10-2016 -

 

“La competenza è dell’Agenzia forestale ma la vicenda del camping La Montesca non può essere ignorata” ha esordito Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Città di Castello, sostenendo che la chiusura del campeggio ha avuto ripercussioni “economiche, di polarizzazione turistica, ma anche sociali per tante famiglie tifernati. Non approfondisco sulle responsabilità delle gestioni passate ma nell’immediato il camping ha saltato la stagione. E’ importante sapere perché l’aggiudicatario non ha aperto e se ci sono le condizioni per aprire il prossimo anno. Il campeggio fa parte dell’eredità dei baroni Franchetti ed il Comune potrebbe anche avocare a sé la gestione. Se il bene consegnato non aveva i requisiti presenti nel bando, il Comune deve aprire un’azione legale verso l’Agenzia”. “Riconosco che lei per primo si è mobilitato per evitare che il patrimonio dei baroni fosse dismesso” ha detto l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti “Il campeggio, proprietà della Regione Umbria, è nato nel 1974, Gestito da Sogepu, fino a quando la legge dei servizi in house l’ha reso possibile, seppure in un calo degli esterni, ha avuto una continuità nei soggetti che si sono avvicendati” Massetti ha ricondotto le criticità presenti anche ad alcune lacune nella redazione del bando, che non hanno agevolato il passaggio indolore all’attuale affidatario. “Sarebbe stato opportuno inserire alcuni requisiti come l’esperienza del gestore, il progetto di sviluppo, i regimi tariffari, il sopralluogo con presa visione dei beni. Tuttavia il gestore attuale, producendo alcuni rilievi sul livello delle attrezzature, che comunque evidenziano un’usura fisiologica, e su altri aspetti, ha assunto un impegno di nove anni. Ora manca un progetto su cui confrontarsi ma continueremo ad interloquire per una soluzione di equilibrio tra attività imprenditoriale e tariffe calmierate, che il nuovo gestore si è detto disposto a perseguire e che chiedono i campeggiatori indigeni. Il camping è un elemento portante dell’offerta turistica. Mentre prima la concessione era annuale, ora è di nove anni; abbiamo il tempo di pianificare. “La sintesi è che ci sono colpe dell’Agenzia forestale e colpe dell’Amministrazione che non ha vigilato” ha replicato Lignani Marchesani. “Sono soddisfatto della rispetta tecnica ma non del comportamento delle istituzioni in questa vicenda”.

 

 


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