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"NO ALL'ABUSO MA SERVONO": IL CONSIGLIO COMUNALE CRITICA I VOUCHER E NON APPROVA L'ODG DI CASTELLO CAMBIA CHE IMPEGNA IL COMUNE A EVITARE TALE FORMA DI INGAGGIO

venerdì 24 novembre 2017
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"NO ALL'ABUSO MA SERVONO": IL CONSIGLIO COMUNALE CRITICA I VOUCHER E NON APPROVA L'ODG DI CASTELLO CAMBIA CHE IMPEGNA IL COMUNE A EVITARE TALE FORMA DI INGAGGIO
Comune Palazzo
06-10-2016 -

Bocciato dal consiglio comunale di Città di Castello (14 contro della maggioranza e i 6 sì di Vincenzo Bucci, Valerio Mancini, Riccardo Marchetti, Marco Gasperi, Giovanni Procelli, Nicola Morini) l’ordine del giorno contro l’uso di voucher da parte del comune di Città di Castello. Il documento, presentato dal capogruppo di Castello Cambia Vincenzo Bucci, in realtà riproduce una posizione proposta ad altre assemblee locali, in cui si afferma che “circa 1,5 milioni di lavoratori - secondo i dati Inps -  sono pagati con i voucher a seguito della Legge Fornero e del Jobs Act che hanno reso più agevole il ricorso a tale strumento aumentando la soglia economica precedente di 5.000 euro agli attuali 7.000 euro. Il valore del voucher è di 10 euro di cui solo 7,5 euro sono quelli percepiti realmente dal lavoratore per ogni ora di lavoro. Con i buoni di lavoro, di fatto, sono cancellati tutti i diritti, dalla maternità alle ferie, la malattia ed il TFR. Anche l'Umbria è stata interessata da questo fenomeno tanto che nel 2015 sono stati venduti 2 milioni di voucher coinvolgendo 17.000 persone”. Castello Cambia chiede al sindaco e alla Giunta di “non utilizzare i voucher, facendosi partecipi dello sfruttamento legalizzato del lavoro e dell’abrogazione dei diritti consolidati, soprattutto a fronte dei 3 milioni di euro stanziati dalla Regione Umbria per finanziare, nei prossimi sette anni un elenco regionale denominato “Family Helper”, che prevede la retribuzione con i buoni di lavoro INPS, incentivando l'uso di prestazioni sottopagate per badanti, assistenti domestiche, colf e baby sitter”. Giovanni Procelli, capogruppo di Sinistra per Castello, ha sostenuto l’odg: “dopo le conquiste dei lavoratori, ora siamo in una parabola discendente, che si dimostra anche nell’introduzione dei voucher. Doveva essere un modo per combattere il lavoro nero e invece è stato il contrario. Neppure ai fini pensionistici sono efficaci: servirebbero 126 anni di lavoro. La Sinistra è contraria a questo uso in ogni posto di lavoro. Chiediamo di superare questa retribuzione-offesa a vantaggio di un modello che tenga conto dell’offerta di lavoro occasionale e della dignità dei lavoratori”. Gaetano Zucchini, capogruppo del PD, ha ricordato che “il voucher nasca per il lavoro occasionale, esente dal fisco, che non incide su ammortizzatori sociali o pensione. Era pensato per lo studente durante le vacanze, le casalinghe, cassintegrati, extracomunitari con permesso per attesa occupazione. 31milioni di voucher venduti non sono una cifra compatibile con lo spirito originario. Propongo di emendare con un richiamo allo spirito con cui nacquero e che sia parametro per usarli”. Riccardo Augusto Marchetti, capogruppo della Lega, riportando una dichiarazione di un onorevole del suo schieramento, ha dichiarto che “finite le misure di incentivo, il Job Act si è trasformato in una proliferazione di voucher”. Ursula Masciarri, consigliera del PSI: “E’ l’abuso che deve essere condannato, non tagliando i vantaggi agli elementi più fragili del mercato del lavoro. Il comune non ha mai utilizzato voucher ma contratti a tempo determinato, che sono in fase di stabilizzazione. Sono d’accordo con l’emendamento di Zucchini”. Per Valerio Mancini, consigliere della Lega, “Il PD ha subito un’alterazione genetica e da partito dei lavoratori si è trasformato in partito contro i lavoratori. Avete tolto l’articolo 18, con la riforma Fornero il diritto ad andare in pensione ad un’età accettabile e quindi il Job Act. Io guardo al nostro sindaco socialista e dico che offende la sua tradizione. 7 euro e cinquanta di voucher l’ora sono schiavismo. Noi siamo contro la devastazione dei diritti che sta facendo Renzi”. Il capogruppo di Tiferno Insieme Nicola Morini ha focalizzato sul passaggio dell’odg che impegna la Giunta a non usare voucher: “Non sono pregiudizialmente contrario. Fa riferimento al Family Helper, progetto regionale, di cui il Comune partecipa nel redigere la graduatoria. Non è un no ideologico ma specifico: può il voucher essere un perno di un’azione di assistenza sociale? Può il comune avere variabili di programmazione tanto da ricorrere a voucher?”.“I voucher sono abusati in una apparente legalità” ha detto Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, “dire sì al voucher significa dire sì alle ingiustizie connesse. E’ una misura che permette a chi dà lavoro in maniera illegale di nascondersi”. Luciano Tavernelli, consigliere del Pd, ha ricordato che “il voucher serve ad evitare il lavoro in nero. Che si sia esagerato è vero”. 

 

 


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