Comune di Città di Castello (PG)

AVVIATE LE NUOVE SCALE MOBILI DEL BASTIONE DEL CASSERO. L'ITINERARIO INTITOLATO ALL'EX SINDACO GIUSEPPE PANNACCI. BAC-CHETTA: "TORNA ALLA CITTÀ UNO DEI PIÙ BEI PERCORSI DELL'UMBRIA"

venerdì 24 novembre 2017
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AVVIATE LE NUOVE SCALE MOBILI DEL BASTIONE DEL CASSERO. L'ITINERARIO INTITOLATO ALL'EX SINDACO GIUSEPPE PANNACCI. BAC-CHETTA: "TORNA ALLA CITTÀ UNO DEI PIÙ BEI PERCORSI DELL'UMBRIA"
CAmpanili
15-10-2016 -

Ispirate dal genio di Alberto Burri, imitate a Barcellona, le scale mobili di Città di Castello hanno ripreso stamattina una corsa che durerà trent’anni. Nel segno del suo artefice, l’ex sindaco Giuseppe Pannacci, al quale è stato intitolato il percorso pedonale del bastione del Cassero alla presenza del figlio Gianfranco, della moglie Dorotea Baldinelli, dei familiari e dei nipoti. “Oggi restituiamo alla piena fruibilità dei cittadini e dei turisti uno dei percorsi urbani più belli e suggestivi dell’Umbria, riavviando le scale mobili dopo il periodo di stop dovuto alla necessità di rispettare le normative in materia e di sostituire, quindi, il vecchio impianto, ormai giunto alla fine vita tecnica dopo 30 anni di attività”, ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta nella cerimonia pubblica che ha fatto da cornice alla riattivazione del sistema meccanizzato, alla quale hanno partecipato l’onorevole Walter Verini, l’assessore regionale Fernanda Cecchini, il consigliere regionale Silvano Rometti, gli assessori della giunta tifernate, i rappresentanti del consiglio comunale, tra i quali Gaetano Zucchini che a nome del gruppo del Pd ha presentato la proposta di intitolazione del percorso in commissione Assetto del Territorio, e i tecnici comunali responsabili del progetto. “Nel momento del recupero della piena funzionalità delle scale mobili – ha sottolineato il primo cittadino tifernate - abbiamo pensato che fosse doveroso ricordare Giuseppe Pannacci, rendendo omaggio, a nome  dell’amministrazione comunale e di tutta la città, all’intuizione con cui volle la realizzazione di un percorso importante per la città, che ha saputo destare interesse a livello nazionale e internazionale”. Insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi, Bacchetta ha ricordato come il ritorno alla completa fruibilità del percorso delle scale mobili “segni la prima tappa del lavoro finalizzato a garantire la piena accessibilità a tutte le persone della rinnovata piazza Gabriotti e al centro storico dal bastione del Cassero, che sarà completato con la riqualificazione di Pomerio Rodolfo Siviero, attraverso il quale disabili e invalidi potranno raggiungere il cuore della città usufruendo di un itinerario stradale rinnovato, spazi riservati alle auto e una nuova segnaletica dedicata”. “Per l’intero intervento – ha concluso Bacchetta – dobbiamo ringraziare la Regione Umbria, che ha cofinanziato al 50 per cento con il Comune l’investimento da 400 mila euro previsto dal progetto”. L’onorevole Verini ha definito “giusta e bella” la scelta di intitolare il percorso a Pannacci. “Questo spazio – ha osservato Verini -  simboleggia bene il tratto che Pannacci diede alla città negli anni in cui fu sindaco: innestare nelle solide radici tifernati, nel vissuto della comunità, forti dosi di coraggio e di innovazione”. “Intitolare in questo modo il percorso – ha osservato l’assessore regionale Cecchini – significa sintetizzare bene lo spirito e l’impronta della sua esperienza amministrativa di Pannacci, che fu un precursore e un innovatore, ma anche un tifernate che ha amato molto la propria città”. Lo storico Dino Marinelli ha letto un brano dell’articolo con cui Cesare Brandi, amico personale Pannacci e di Burri, storico e critico dell’arte, fondista culturale del Corriere della Sera, descrisse ed elogiò all’epoca, nell’ambito di un percorso alla scoperta delle bellezze artistico-culturali della città, le scale mobili ed il loro inserimento nel contesto del centro storico. Gianfranco Pannacci ha ringraziato pubblicamente per la decisione di intitolare l’itinerario delle sale mobili al padre, “di cui - ha detto – sarebbe stato molto contento”. “Non avrei potuto immaginare una scelta toponomastica più felice e più emblematica della sua vita e della sua esperienza amministrativa – ha sottolineato Pannacci - perché queste scale mobili sono il simbolo del suo amore per il centro storico, che uniscono al parco Langer, rappresentativo della sua esperienza ambientalista, e piazzale Ferri, specchio della sua esperienza come volontario della lotta di liberazione nazionale nel gruppo di combattimento Cremona”. Al termine dei discorsi ufficiali, il figlio e i familiari di Pannacci sono stati i primi ad avviare e calcare le nuove scale mobili insieme al sindaco Bacchetta, alle autorità e ai cittadini, tra l’emozione degli stessi protagonisti e di tutti i presenti. Tecnologia avanzata, sicurezza e risparmio energetico sono le caratteristiche salienti delle nuove scale mobili, che saranno in grado di trasportare 3.600 persone all’ora, con una dotazione tecnica capace di garantire la massima tutela degli utenti, a cominciare dal sistema di assistenza alla salita e alla discesa che agevolerà l’accesso e la fuoriuscita dalle rampe e a meccanismi di bloccaggio automatico di ultima generazione. Grazie alla erogazione costante di corrente elettrica, il sistema avrà anche un consumo energetico più contenuto che in passato e alla riduzione dei costi di esercizio concorreranno anche le luci a led, più economiche rispetto alle vecchie lampade. A contribuire alla sicurezza dell’impianto saranno le telecamere a circuito chiuso e il sistema audio installati su ogni rampa e collegati alla postazione di controllo nel bar di piazzale Ferri, dal quale il personale addetto potrà controllare in tempo reale il funzionamento delle scale mobili e intervenire al bisogno, e il sistema di videosorveglianza collocato lungo il percorso pedonale, connesso al comando della Polizia Municipale di Palazzo Bufalini, che monitorerà in tempo reale presenze e comportamenti lungo l’itinerario. Le scale mobili funzioneranno d’ora in poi tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00. A gestire l’impianto e a occuparsi della manutezione sarà l’Ed.ar.co., nell’ambito della convenzione già in essere da tempo con il Comune.

 

Cenni storici. L’insediamento delle scale mobili del Cassero rientra nel progetto di realizzazione del parcheggio di piazzale Enrico Ferri e di sistemazione dell’area esterna a porta San Florido che venne redatto dagli architetti Alberto Bacchi, Paolo Polidori, Tiziano Sarteanesi, dall’ingegnere Enrico Vincenti e approvato dal consiglio comunale nella seduta dell’11 maggio del 1983. Al progetto, come ebbe modo di testimoniare pubblicamente lo stesso sindaco Giuseppe Pannacci, contribuì come consulente anche Alberto Burri, che prestò la propria visione artistica precorritrice dei tempi anche alle soluzioni urbanistiche per la città. Con il modello di riferimento dell’impianto della Rocca Paolina di Perugia sulla quale il sindaco Pannacci ebbe modo di confrontarsi con l’allora vice sindaco perugino Fabio Ciuffini, le scale mobili di Città di Castello rispondevano all’esigenza di dare soluzione al problema di connessione del parcheggio di piazzale Ferri con il centro storico, con l’obiettivo di ridurre la circolazione automobilistica all’interno delle mura urbiche e di collegarsi agli itinerari turistici per la visita della città e al cosiddetto “giro delle quattro porte”. L’investimento complessivo previsto per il progetto fu all’epoca di 700 milioni di lire, cui si aggiunsero 127 milioni di lire per la fornitura e la posa in opera delle due rampe di scale mobili, che venne affidata con trattativa privata il 6 giugno del 1983. Il percorso delle scale mobili venne, poi, inaugurato il 25 luglio del 1984. “Ora – scrisse all’epoca Cesare Brandi – Castello si appresta ad avere come Perugia una scala mobile, che permette di lasciare la macchina in basso, in modo che tutta la cittadina sarà isola pedonale: iniziativa quanto mai civile e che favorirà l’approdo, quando, con la ripresa del turismo, la gente che viene da Arezzo e si spinge a Borgo San Sepolcro e a Monterchi per Piero della Francesca, farà una breve digressione a Città di Castello, per vedere la collezione Burri e i due Musei, camminando per le strade intatte di un centro, che dal Trecento al Seicento, ha allietato case e palazzi di serena architettura”. Una delegazione di amministratori di Barcellona in visita a Città di Castello subito dopo la realizzazione del percorso delle scale mobili rimase colpita dalla soluzione urbanistica adottata, che ispirò, poi, l’installazione di impianti meccanizzati analoghi nella città spagnola.

 

Il progetto. In vista del raggiungimento della fine vita tecnica delle scale mobili, scattato il 15 febbraio del 2015 con lo stop al funzionamento dell’impianto nel rispetto delle disposizioni di legge in materia, l’amministrazione comunale ha redatto un progetto di riqualificazione dei percorsi pedonali di accesso ai giardini del Cassero che comprendesse la sostituzione delle rampe e il miglioramento dell’accessibilità per persone disabili e invalidi. Approvato dalla giunta comunale l’11 agosto 2014, il piano di intervento, per un investimento di 400 mila euro, è stato trasmesso alla Regione dell’Umbria per accedere al bando per gli interventi sulle infrastrutture regionali. Nel marzo del 2015 la Regione ha ammesso a finanziamento il progetto, prevedendo un contributo di 195 mila euro, assegnato in via definitiva il 20 novembre. Con la copertura finanziaria necessaria, sotto il coordinamento del dirigente dei Lavori Pubblici Federico Calderini e del responsabile del procedimento Maurizio Melini, il 22 dicembre scorso sono stati appaltati i lavori del primo lotto (dell’importo di 274 mila euro, di cui 199 mila 707,29 per l’impianto e 74.292,71 per spese e oneri connessi), per la fornitura e la posa in opera dell’impianto meccanizzato, alla ITAL MS Srl di Porto San Giorgio, in provincia di Ascoli Piceno, che si è aggiudicata le opere per 176 mila 912,87 euro, Iva esclusa. Il 22 febbraio 2016 sono iniziati i lavori di smontaggio delle scale mobili, che hanno avuto il clou con la rimozione delle rampe tra l’11 e il 12 marzo. Tra il 26 e il 27 aprile sono state messe a dimora le nuove scale mobili e sono iniziate le operazioni di attivazione del sistema. L’11 maggio sono state installate le coperture e il 20 maggio sono stati avviati i lavori del secondo lotto del progetto (dell’importo di 126 mila euro, di cui 94 mila 968,26 euro per i lavori e 31 mila 031,74 euro per spese e oneri connessi), affidati alla Viventi Srl di Fossato di Vico, che si è aggiudicata l’appalto per 93 mila 486,18 euro, Iva esclusa. L’intervento ha comportato il rifacimento dei camminamenti orizzontali e delle due scale in cemento armato lungo il percorso delle scale mobili, e la sistemazione dell’itinerario destinato a disabili e invalidi lungo Pomerio Rodolfo Siviero, con il rifacimento del manto stradale, l’installazione della segnaletica verticale e orizzontale per la delimitazione degli stalli di sosta per i veicoli nel parcheggio sulla sommità del bastione. I lavori, in via di ultimazione, hanno ricompreso l’installazione lungo viale Nazario Sauro un portale dotato di cartello retroilluminato per segnalare l’attraversamento pedonale di collegamento a Pomerio Rodolfo Siviero, pensiline per le fermate dell'autobus e per il Bike-Sharing all'ingresso del Parco Langer.

 


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