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IL FESTIVAL DELLE NAZIONI IN COMMISSIONE "PROGRAMMAZIONE"

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IL FESTIVAL DELLE NAZIONI IN COMMISSIONE "PROGRAMMAZIONE"
Comune Palazzo
22-10-2016 -

 

“La gestione del Festival delle Nazioni va promossa, per il lavoro serio di questi anni che garantisce una manifestazione di alto livello artistico con un bilancio in sostanziale equilibrio, ma il venire meno di due soci pubblici come la Provincia di Perugia e la Comunità Montana e le difficoltà economiche generali, che hanno comportato la riduzione dei contributi dello Stato e delle sponsorizzazioni, richiedono un salto di qualità per coinvolgere maggiormente i privati e dare prospettiva futura all’evento”. Sono i termini nei quali il sindaco Luciano Bacchetta, insieme al vice sindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli, ha inquadrato la situazione del Festival delle Nazioni nella seduta di ieri della prima commissione consiliare “Programmazione economica”, sottolineando l’azione che l’amministrazione comunale intraprenderà, insieme al consiglio d’amministrazione che guida l’evento, per garantire continuità alla kermesse. La riunione, convocata dal presidente Massimo Minciotti sulla base del dibattito in consiglio comunale originato dall’interrogazione del consigliere Vincenzo Bucci (Castello Cambia), ha visto la partecipazione del presidente dell’Associazione Festival delle Nazioni Giuliano Giubilei, del vice presidente Massimo Ortalli e dei consiglieri Venanzio Nocchi e Patrizia Cesaroni. “Come consiglio comunale abbiamo condiviso la necessità di comprendere come si presenterà il Festival delle Nazioni al traguardo dei 50 anni di vita, come si intenda sopperire alla mancanza di due soci pubblici e all’esigenza di coinvolgere in modo più consistente i privati”, ha detto il presidente Minciotti, introducendo l’intervento del presidente Giubilei, che ha sottolineato la disponibilità dell’Associazione a intraprendere un’azione di rinnovamento e ha rassicurato sulla situazione economica della manifestazione, che è stata condizionata dalla riduzione del contributo annuale del Ministero (da 150 mila a 115 mila euro) per la modifica dei criteri di assegnazione dei contributi, sulla cui legittimità si pronuncerà il Consiglio di Stato, dopo il positivo ricorso al Tar cui il Festival delle Nazioni si è rivolto insieme ad altri enti. “Il bilancio è stato comunque salvaguardato grazie al sostegno dei soci e dei privati e alla riduzione di alcune spese – ha detto Giubilei - chiudendosi con un deficit di 12 mila euro, perfettamente gestibile, rispetto a un costo complessivo dell’ultima edizione di 520 mila euro, di cui 180 mila euro di spesa per gli artisti”. “Per la 50^ edizione avremo come ospite la Germania e, sperando in un sostegno dello Stato degli sponsor locali più consistente dell’anno scorso, ci sono tutte le condizioni per una manifestazione di alto livello, grazie al lavoro del nostro direttore artistico Aldo Sisillo”, ha puntualizzato Giubilei, che ha anticipato la presenza il prossimo anno del maestro Salvatore Sciarrino. “Il Festival è oggi una delle 3-4 manifestazioni più importanti del settore in Italia e negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento medio dei biglietti del 15-20 per cento e addirittura del 40 per cento nel 2014 – ha puntualizzato Giubilei – che testimonia come la kermesse sia apprezzata per il livello artistico che esprime e sappia intercettare il gusto del pubblico”. Nel dibattito, il consigliere Vincenzo Bucci (Castello Cambia) ha invitato a “ripensare la manifestazione”, coinvolgendo maggiormente la città, investendo su produzioni proprie, spingendo di più sulla formazione musicale, e a lavorare per garantire “una più consistente ricaduta turistica dell’evento”. “In Umbria tutte le città hanno strutture adeguate agli eventi più importanti – ha eccepito Bucci – una cosa che da noi manca e sulla quale si deve lavorare”. Il consigliere Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia) ha stigmatizzato l’allarmismo per la situazione economica generato in sede di assemblea dei soci alla vigilia della manifestazione, condividendo l’esigenza di “un maggiore supporto dei privati, che va ricercato con eventi di rilievo, ma anche con un’azione dell’amministrazione comunale che indirizzi verso la kermesse le disponibilità economiche del territorio”. Sulla necessità di attrarre sponsor locali ha insistito anche il consigliere Mirko Pescari (Pd), che ha sottolineato come “il tessuto socio-economico del comprensorio potrebbe tranquillamente sopperire al venir meno dei due soci pubblici, ma a patto che la manifestazione venga fatta percepire come espressione dell’identità della vallata”. A suggerire “la strada delle contaminazioni musicali, magari con ospiti di rilievo internazionale come accade a Umbria Jazz”, è stato il consigliere Benedetta Calagreti (Psi), che ha sottolineato come “sarebbe più facile in questo modo attrarre anche il pubblico giovanile”, trovando la condivisione del consigliere Giovanni Procelli (La Sinistra per Castello), che ha evidenziato l’opportunità di allargare il contributo della musica classica, pur prendendo atto della difficoltà a condurre simili eventi “in un contesto nazionale nel quale non si investe in cultura”. In sede di replica, il presidente Giubilei ha invitato a tenere presente l’importante differenza di budget con altre manifestazioni umbre prese a riferimento, sottolineando come non esistano chiusure alle contaminazioni, ma anche il fatto che non tutte le nazioni permettano di disporre di personaggi come Bregovic o Noah. “Non facciamo più cose solo per addetti ai lavori, ma per portare più pubblico - ha puntualizzato Giubilei - e la manifestazione, solo con artisti e giovani che partecipano ai corsi, ha portato quest’anno 600 ospiti nelle strutture ricettive, che, anche grazie a uno specifico progetto con la Regione, abbiamo coinvolto molto”. Il vice presidente Ortalli ha fatto presente che “basterebbero 70-80 mila euro in più per fare un salto di qualità, che ci permetterebbe di sperimentare e promuovere un’immagine più internazionale”. “Grazie al supporto dell’amministrazione comunale – è intervenuto il consigliere Nocchi -  abbiamo già avuto contatti importanti con imprenditori locali, che diventano determinanti in un contesto nazionale nel quale la crisi ha portato a una desertificazione degli enti che fanno cultura, evidenziando ancor di più il fatto che il Festival delle Nazioni abbia retto”. A tirare le somme del dibattito è stato il vice sindaco Bettarelli, che ha invitato a parlare della manifestazione con maggiore consapevolezza. “Il Festival ha un pubblico in crescita, specialmente per quanto riguarda i giovani, coinvolge moltissime strutture turistiche, organizza corsi di formazione di alto livello, assicura il coinvolgimento della città, dei suoi luoghi centrali, è una delle poche manifestazioni di valenza comprensoriale, visto che organizza eventi in tutti i centri della vallata”. “Le cifre però fanno la differenza ed è improprio paragonare la manifestazione ad eventi con bilanci di 10-20 volte maggiori”, ha puntualizzato il vice sindaco, che ha chiarito di non condividere i nuovi parametri adottati dal Ministero per il finanziamento degli eventi culturali. “Il Comune dà un contributo fisso, che è consistente e che non credo potrà aumentare, ma possiamo lavorare sui privati e sui soggetti che fanno riferimento al Comune – ha sottolineato Bettarelli - bisogna certamente dare nuovo slancio,  ma anche aver ben presenti le dimensioni della città e del bilancio della manifestazione,  che è comunque una risorsa per la città e che dunque verrà sostenuta adeguatamente”.

 


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