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CASE POPOLARI: BOCCIATA LA MOZIONE DELLA LEGA SULL'ATTESTAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE DEGLI STRANIERI TRAMITE L'AMBASCIATA

giovedì 23 novembre 2017
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CASE POPOLARI: BOCCIATA LA MOZIONE DELLA LEGA SULL'ATTESTAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE DEGLI STRANIERI TRAMITE L'AMBASCIATA
CAmpanili
25-10-2016 -

 

Non è passata la mozione della Lega Nord che chiedeva di “attestare tramite l’Ambasciata e non con l’autocertificazione lo stato patrimoniale degli stranieri per l’accesso alle case popolari”. In realtà, essendo la Regione Umbria competente, la mozione impegnava l’Amministrazione a farsene latrice, affinché fosse recepita nelle norme che regolano la materia.  Favorevoli i promotori, Vincenzo Bucci di Castello Cambia, Tiferno Insieme, Marco Gasperi del M5Stelle. Contraria la maggioranza e astensione di Roberto Colombo.

Prima del pronunciamento ufficiale, un lungo e movimentato dibattito ha accompagnato il dibattito sulla mozione, con la proposta dello stesso Marchetti di approfondire l’argomento in commissione, la presentazione di un emendamento da parte della maggioranza e quindi la decisione della Lega di andare subito al voto in aula.

“La Regione Umbria prevede che tutti i cittadini che fanno richiesta per le case popolari debbano presentare il proprio stato patrimoniale ma questo non è previsto per gli stranieri, perché i tempi per averli sono lunghi e costosi per il comune. Nella Regione Toscana invece è necessario produrre anche lo stato patrimoniale del paese di origine, rilasciato dall’Ambasciata e che supera l’autocertificazione. L’atto deve riguardare il richiedente e i componenti maggiorenni della famiglia. In Toscana dopo questo atto le case sono andate quasi esclusivamente agli italiani” ha spiegato Marchetti e, a fronte di un emendamento dei gruppi di maggioranza, ha proposto di parlarne in commissione: “Siamo d’accordo con il passaggio in commissione ma è strano che la Lega avendo anche un consigliere regionale, si rivolga al consiglio comunale per invitare la Regione a modificare le norme sulle case popolari. Noi abbiamo regole che danno una valutazione reale e razionale della situazione economica complessiva con un’ISEE stringente, verifiche che impediscano accessi impropri”. Il capogruppo di Tiferno Insieme Nicola Morini ha appoggiato la mozione della Lega, “anche se, quando una proposta ha questo marchio, è come un’infamia per la maggioranza. La pregiudiziale dovrebbe cadere davanti all’apertura in commissione. La proposta è di giustizia sociale non di discriminazione”. Ursula Masciarri, consigliere comunale del PSI, ha detto di “condividere la mozione, “è inappuntabile”, ma “il comune non ha competenze né può sopperirle. Ben venga la proposta che però, come spesso accade, non ha una valenza in ambito comunale. Troviamo soluzioni ma che siano tra le prerogative del comune”. “I parametri della Lega sono gli stessi dell’emendamento della maggioranza” ha detto Marco Gasperi, capogruppo del Movimento 5 Stelle “se la condividete, votatela”. “Condivido ma ritengo la proposta di difficile applicazione” ha aggiunto il consigliere di Castello Cambia Vincenzo Bucci: “Vorrei verificarne la fattibilità ma sì a commissione e mozione”. “Andare in commissione serve a confrontarci: il Pd ha una pregiudiziale verso di noi” ha detto Valerio Mancini al capogruppo del Pd Gaetano Zucchini “La proposta è stata presentata anche in Regione Umbria, dove il Pd ha guardato con interesse alla mozione. Noi chiediamo al comune, che rappresenta 40mila cittadini, di attivarsi con la Regione. Nella graduatoria delle case popolari ci sono solo sette italiani a partire dal 22° nominativo. Vuol dire che noi italiani stiamo tutti bene economicamente? Io metterò la mozione al voto. In commissione portate l’emendamento”. “Anch’io condivido la proposta” ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta “sta a voi decidere se andare al voto o in commissione, come io preferirei. I 22 nomi della graduatoria non avranno tutti le case popolari perché gli alloggi sono esigui. Il problema non è muoversi con la Regione ma come farlo efficacemente. D’altronde l’autocertificazione è vincolante e rilasciare false dichiarazioni in è reato”.  “Ognuno dovrebbe amministrare per quanto gli compete” ha detto il consigliere comunale PD Luciano Tavernelli “noi siamo d’accordo e nell’emendamento abbiamo integrato la revisione delle graduatorie se cambia la struttura familiare, una garanzia ulteriore”.  “Non è la prima volta che sindaco, giunta e consiglio si impegnano su materie non competenti ma rilevanti per il territorio. E’ la funzione di indirizzo” ha detto il capogruppo Nicola Morini mentre il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini “ha rilanciato il passaggio in commissione. Ho accettato subito la sua mozione e l’equità è un diritto fondamentale dei cittadini. Eviterei l’attivazione verso enti superiori”. “Siamo il megafono di questo territorio” ha replicato Riccardo Marchetti, sottolineando come “riportarne le istanze in Regione sia un dovere”.  Il Pd ha chiesto una sospensione per decidere il da farsi. Al rientro in aula “E’ assurdo, che, se il sindaco dice una cosa e il gruppo un’altra, non si voti per coscienza” ha detto Marco Gasperi, capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Abbiamo organizzato il lavoro per essere più efficaci nel sostenere gli argomenti della mozione” ha ribattuto Zucchini. “C’è un principio di equità difficile da applicare” ha aggiunto Roberto Colombo, capogruppo di Castello Cambia, annunciando un’astensione, la sua, e il voto favorevole di Vincenzo Bucci.

 


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