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LINEE PROGRAMMATICHE DI GOVERNO: LA RELAZIONE DEL SINDACO

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LINEE PROGRAMMATICHE DI GOVERNO: LA RELAZIONE DEL SINDACO
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15-11-2016 -

 

Approvate dal consiglio comunale di Città di Castello le linee programmatiche di mandato con i 14 voti della maggioranza e i 7 voti contrari della minoranza.

La relazione del sindaco. “Ho cercato di fare un programma elettorale prima e linee programmatiche poi realistiche”. questo l’incipit del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta nel presentare le linee programmatiche di governo al Consiglio comunale. “Dobbiamo proporre punti e obiettivi raggiungibili. A partire dalle infrastrutture, uno dei nodi da sciogliere.  La e45 va potenziata e la e78 terminata. Le informazioni che abbiamo sono rassicuranti sia per l’impatto che per le risorse. Dobbiamo adoperarci perché la Due Mari veda la luce entro questa legislatura. La Fcu merita una valutazione diversa: per quanto mi riconosco nella maggioranza regionale, la mobilità su gomma non ha avuto l’attenzione dovuta e le scelte compiute hanno riguardato più la salute delle aziende che delle infrastrutture. Il dato è drammatico, va invertito. La chiusura della tratta Città di Castello-Umbertide prelude a quella tra Sansepolcro Città di Castello. La battaglia è per il potenziamento. Sulla sicurezza sismica: sette scuole sono state adeguate, stiamo lavorando per Lerchi. Le nostre cifre sono superiori a quelle nazionali ma questo non ci mette al di sopra del rischio. Nella lista dei prossimi interventi ci sono scuole e edifici pubblici, un carico economico che il comune non può sostenere da solo: la sicurezza sismica ha bisogno della Regione e dello Stato per tradursi in fatti. Negli investimenti è significativa l’Agenda Urbana: oltre 4 milioni di euro, risorse importanti finalizzate alla conversione della città. Dal punto di vista urbanistico è centrale il vecchio ospedale: la proprietà è della Regione, sarebbe inutile acquistarlo ma possiamo utilizzare il lascito Mariani, insieme alla Asl, per trasformarlo in una cittadella della Salute. A gennaio verrà trasferito l’Ufficio delle Entrate a Palazzo del Podestà, dove come il Giudice di Pace avrà sede nell’ex Tribunale, messa a disposizione del comune per rilanciare la vita e le funzioni del centro storico. Stiamo lavorando molto anche per cogliere l’obiettivo di Piazza Burri, che darebbe un respiro europeo alla città. E’ un traguardo difficile ma che vale la pena, per le ricadute positive, di perseguire fino in fondo e in piena trasparenza. Archivierebbe un Centenario molto positivo per il livello delle manifestazioni e perché ci lascia il terzo museo Burri, la cui inaugurazione è prevista il 12 marzo, in coincidenza con il compleanno del Maestro”.  Tra i lavori pubblici il sindaco ha citato il completamento delle mura urbiche, del progetto definitivo di exFat e della Piazza dell’Archeologia, i cui lavori cominceranno il prossimo mese di dicembre.  Parlando di partecipate, “In campagna elettorale c’è stata molta polemica” ha detto “il quadro si sta progressivamente semplificando, Polisport sarà oggetto di gara, Sogepu rimarrà con un’impiantistica in grado di aumentare la raccolta differenziata. Rispetto ai servizi, il Sociale è un settore all’avanguardia: c’è chi cambia residenza per usufruire di tale livello, sempre più difficile da mantenere. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno, lavorando ad una funzionalità diversa e pesi diversi. Gli anziani sono una priorità: per questo abbiamo previsto il potenziamento del Centro diurno per l’Alzheimer presso Muzi Betti. Sul piano regolatore, sarà il consiglio comunale a decidere la parte operativa del Prg. Siamo oggetto di interessi importanti con la liberalizzazione commerciale assoluta del settore e dobbiamo farvi fronte con i pochi strumenti che abbiamo. L’obiettivo vero del prg è che sia condiviso nella sua gran parte e nelle scelte strategiche. Ci apprestiamo a vivere cinque anni difficili sul piano locale, nazionale e internazionale: la vicenda migranti è drammatica. Sullo fondo c’è il problema delle risorse: oggi lo Stato finanzia l’accoglienza ma per quanto continuerà a farlo, dato che la maggiorana dei migranti si riveleranno economici e non politici? Al di là dei programmi sarà un nodo dirimente. Lo Sprar se ci fosse una garanzia sarebbe valutabile, all’oggi non lo è e le modalità di organizzazione spesso non coinvolgono debitamente gli enti locali”. 

Chiusa. “Nella prima legislazione - concludendo - ho provato a fare più cose possibile nella seconda ne vorrei fare meno ma meglio, anche se le risorse, specie dopo il sisma, saranno minori: centro storico finalmente rivitalizzato, sanità migliore, servizi sociali efficienti. L’elezione americana deve insegnare a tutti: l’elettore non capisce male; è chi espone le sue idee che non è credibile. Se non governiamo bene, i cittadini non ci votano. Se non diamo risposte ai meno abbienti, la gente prova altre soluzioni. Anche nel nostro piccolo dobbiamo essere concreti e non fare demagogia. La mia coalizione è di Centrosinistra ma nessuno ha mai pensato che esistano steccati ideologici così marcati da non accettare il contributo di altre posizione politiche”. 

 

Il dibattito. “Se c’è un cambio di orientamento sullo Sprar mi rallegro” ha detto il capogruppo di Castello Cambia Roberto Colombo: “Città di Castello ha un migrante ogni mille abitanti, non sono molti e non siamo i soli ad accoglierli. Polisport non è remunerativa perché non esige i suoi crediti dalle società sportive”. Entrando nel merito delle linee: “Sono una mera esecuzione di un obbligo di legge. Ciò che ci allontana da voi non sono i valori di riferimento ma la prassi amministrativa. E’ un libro delle buone intenzioni che non avrà seguito nelle scelte quotidiane. Vi guiderà l’aderenza a piccoli gruppi di poteri e di interessi, la rispondenza alle lobbies che vi hanno sostenuto. Rappresentate la continuità a ciò che è stato e che non ha messo i cittadini tutti sullo stesso piano. Le linee sono un atto propagandistico e per pochi eletti. Dove leggiamo tutela del territorio, vediamo un territorio svenduto. Opportunità economica significa apertura a multinazionali attraverso varianti al prg. Questi soggetti portano fuori regione il denaro dei cittadini e uccidono le piccole realtà, che facevano rete sociale, davano risorse alle famiglie. Quanto va alla rendita e quanto a stipendi? Alla destra va bene ma a noi non va bene ciò che rende i ricchi più ricchi e i poveri più poveri. Dobbiamo tutelare chi produce con fatica, qua. Nei nuovi centri commerciali quanti prodotti locali si vendono? Negli ultimi anni il settanta per cento di ditte edile ha chiuso a causa del cartello dei grandi costruttori, che fagocita tutti gli interventi. L’Amministrazione va a braccetto con i privilegiati o con i poveri? Non si ha il coraggio di abbandonare il tabacco, una monocoltura tipica dei paesi colonizzati. Dove va questo reddito, si ripartisce come trenta anni fa oppure produce poco reddito da lavoro? C’è bisogno di linee programmatiche e di aprire un confronto. C’è un obbligo istituzionale comune: dare risposte alle persone indifese. Le linee sono coriandoli ma non formano un’immagine. Noi ci impegneremo a promuovere un progetto partecipato che aiuti la comunità e vi inviteremo a discuterle”. 

“Giudico le linee un insulto al buon senso e alla verità”: Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia ha sostenuto che “Il documento descrive la città che inventiamo non che vogliamo. Io uscirò per protesta: da cinque anni date le stesse soluzioni che non diventano mai realtà. Gli eventi sono già precipitati, rispetto a quanto è scritto. E il tempo per concretizzare i progetti più importanti - Piazza Burri, Cittadella della Salute - non c’è. L’edilizia scolastica viene messa in primo piano con cinque milioni di investimenti: ma ci sono già le firme di 345 genitori che chiedono sicurezza nella scuola Dante Alighieri e smentiscono le linee”. Sul rilancio del termalismo, Sassolini ha giudicato insufficienti gli elementi espressi, sulle infrastrutture aleatorio ipotizzare il completamento della e78, non realistico ipotizzare lo sviluppo della Fcu o della piastra logistica. 

“Siamo in disaccordo con lo Sprar” ha dichiarato Riccardo Augusto Marchetti, capogruppo della Lega Nord, puntualizzando rispetto alle linee che “nonostante nelle linee ci sia un passaggio sulla protezione dei cittadini italiani, avete bocciato la nostra mozione di modifica del regolamento sulle case popolari. Gli indici dicono che i costi dei servizi sociali sono aumentati insieme al numero degli immigrati. Rispetto all’Agenda Urbana, nell’abbattimento delle barriere architettoniche propongo un meccanismo che permetta ai disabili di accedere direttamente alle scale mobili”. Per Marchetti “Senza infrastrutture Città di Castello non potrà diventare una meta compiutamente turistica. Iniziamo dalla asfaltatura delle strade”. 

Per Vittorio Morani, capogruppo del Psi, “se ci atterremmo alle linee, alla fine della legislatura, Città di Castello sarà certamente la città che vogliamo. Nella elaborazione delle linee si è cercato di contrastare la crisi economica in atto e di presentare tutte le linee strategiche che una città vorrebbe avere anche per la velocità con cui si modificano: si basano sul programma elettorale che i cittadini hanno votato. Se non si rimette in moto il mercato immobiliare, nessuna economia riparte. Due punti sono fondamentali per la città: Piazza Burri e Cittadella della Salute. Un obiettivo è il prg che nella parte operativa rappresenta la vera sfida per una ripresa decisa, dando possibilità a giovani coppie ed imprese. In queste linee le azioni e i progetti rispecchiano la fiducia che ci hanno dato gli elettori”. 

Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, contestando la visione del rilancio della ferrovia come “non realistico”, ha condiviso l’impostazione di Città di Castello tra Rinascimento e Contemporaneità criticando però che non sia stata declinata in modo preciso. “Non vedo la luce dell’avvenire” ha precisato “mi preoccupa quello che non c’è scritto più che quello che c’è scritto. Nel documento manca un’analisi approfondita, attenta, demografica economica di Città di Castello, degli indicatori critici, che vanno tenuti in maggior conto e che ci dicono che la nostra società è in sofferenza. Soprattutto la famiglia che non è protetta dalle istituzioni. Il saldo naturale è preoccupante e neanche l’immigrazione riesce a rivoltarlo a nostro favore. 14mila pensionati, dicono le linee, su 40mila persone: pensiamo a loro ma anche a chi non ha continuità del lavoro. L’analisi che proponiamo riguarda l’Italia e Città di Castello in particolare. Non è il comune che è fermo ma la società tifernate che si sta fermando. Anche politicamente la società viene sempre prima dello stato. La parola è sussidiarietà: le istituzioni devono liberare la comunità perché le risorse che famiglie ed imprese hanno possano esprimersi. La società si salva da sola, l’amministrazione deve accompagnarla in un contesto solidaristico. Ripropongo gli slogan della campagna elettorale: dare valore alla persona, alla famiglia, alla comunità. Non sono parole astratte soprattutto se la ricetta passa per una scelta che bypassa le convenienze politiche. L’amministrazione se penserà solo a chi l’ha votata, fallirà. Dirigenza e politici sono le due colonne della gestione amministrativa: dirigenti traducono input dall’alto e politici non sanno sfruttare i piccoli margini di manovra che rimangono loro. C’è spazio per una visione diversa della città, non facendo solo azione di sindacato ispettivo ma dando il nostro contributo, sulla base dei punti di luce delle linee ma anche del nostro progetto”. 

Per Marco Gasperi, capogruppo Movimento 5 stelle, “le linee sono un meccanismo per confrontarsi. Criticate i voucher e poi votate contro la mozione che la critica. Parlate di beni pubblici e di rifiuti zero ma poi non avete azioni conseguenti. Chi ha dato le autorizzazioni per i centri commerciali?”. Anche Marco Gasperi è stato critico rispetto alla piastra logistica mentre ha condiviso l’ipotesi del salario di cittadinanza. Al centro dell’intervento, sulla base di quanto scritto rispetto alle politiche abitative, anche la poca disponibilità al confronto della maggioranza. Per l’esponente del Movimento 5 stelle “la maggioranza non ha votato pregiudizialmente documenti delle opposizioni che nella sostanza erano molto simili ai contenuti delle linee”. 

“L’autonomia fiscale di Città di Castello è al 90 per cento: potremmo fare a meno di Roma, che ci ha tolto altri milioni per ripianare un bilancio dello stato che ha aumentato il debito pubblico di 100 miliardi” ha detto Valerio Mancini, consigliere della Lega Nord. “Le linee chiedono che la e45 funzioni, la e78 promessa sia fatta, la Fcuresa efficiente anche se, stando a quanto dice il Ministro del Rio, non sarà finanziata. Dobbiamo compensare la liberalizzazione commerciale, rendendola compatibile con la vita cittadina, riportando turismo e valorizzando la qualità del commercio attraverso agevolazioni fiscali, servizi e reti integrate. Ci sono vulnus nel centro storico che penalizzano gli operatori, per esempio il Cinema Vittoria. I Servizi sociali registrano l’aumento dei contributi agli affitti e ai bisognosi ma chi ha vissuto sempre qui deve avere una via preferenziale. L’equità implica che il cittadino residente deve essere premiato. Sulla sanità Città di Castello ha tristi primati: qui è necessaria un’azione politica forte su una domanda impellente. Infine la piastra logistica: 20 milioni per una infrastruttura che non è collegata a nulla. Domani voteremo un documento in consiglio regionale sulla manutenzione ordinaria nel Tifernate: auspico che sia approvata perché Città di Castello se lo merita”. 

“La favola delle lobby e il pregiudizio sulle linee di potere deve finire” ha detto il capogruppo Gaetano Zucchini, rivolgendosi a Colombo “noi mettiamo i cittadini tutti sullo stesso piano. Ormai questa critica è datata. Il piano programmatico delle linee è quello del fare: i motivi ispiratori del primo mandato trovano strada nel secondo. Apprezzo la continuità e anche gli elettori che ci hanno premiato il primo turno. Le difficoltà economica sono molte e progressive ma si dimentica che questa amministrazione ha operato nel bel mezzo di una crisi epocale. Avere consegnato ai cittadini un bilancio in equilibrio è il segno di un buon lavoro. Nella storia di tutte le amministrazioni ha avuto capacità attrattiva verso i fondi europei. Anche in questa occasione, raccogliamo la sfida. I programmi devono essere di prospettiva: altrimenti diventano un obbligo di legge. Vogliamo accompagnare famiglie e imprese fuori dalla crisi, introdurre il bio, osservare l’equità e se possibile anche la riduzione delle tasse. Ora siamo in sofferenza e la zona industriale non deve essere abbandonata. Questa è anche la città dei Vitelli e di Burri, del Rinascimento e della Contemporaneità: una cultura che può diventare ricchezza economica. L’azione politica su questo è già partita: la Valle Museo, il termalismo, il turismo religioso, le manifestazioni di riferimento. Il prg sarà a difesa dell’ambiente: prima rivalutazione dell’esistente. Le infrastrutture sono una nota dolens ma le responsabilità non sono locali. La Lega non ha parlato di sicurezza: il comune si è impegnato per mantenere la Caserma dei Carabinieri di Trestina, ha installato le telecamere, riqualificato la Polizia Municipale. Un’amministrazione che ha quattro asilo nido, due Centri Alzheimer, il salario di cittadinanza mette il sociale al primo posto. In sanità è necessario il potenziamento dell’ospedale e una vera filiera oncologica, il pronto soccorso e la Cittadella della salute, una battaglia del Pd da sempre, come sfida della programmazione sanitaria pubblica e non come riempitivo per un contenitore”.

“Le linee programmatiche sono molto ambiziose perché i traguardi sono tanti” ha dichiarato Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra. “E’ necessario il coinvolgimento dell’amministrazione e delle istituzioni superiori - dalla Regione alle banche - a causa dei tagli consistenti. Sulla Tasi il governo ha deliberato una normativa per cui chi ha messo il massimo delle tasse ha avuto il massimo del risarcimento mentre chi ha tassato meno non è stato premiato, perdendo circa un milione, che avrebbe potuto essere investito nel sociale. Alla Sinistra interessa la tutela delle fasce deboli, del diritto alla casa, delle infrastrutture e il lavoro. Oggi c’è una povertà nuova che sta colpendo anche i redditi medi. La Sinistra non è contraria al cemento ma alla cementificazione. Teniamo molto ad una prospettiva di integrazione sociale perché le migrazioni sono dovute alla disperazione anche economica di chi fugge dal proprio paese, sfruttati da secoli e impoveriti. Tra le priorità c’è il ripristino della Fcu e il lavoro. Una volta qui si concentrava un terzo del Pil dell’Umbria: la precarizzazione e la disoccupazione sono aumentati e a niente è servito il Job Act. Dobbiamo abbassare le tasse sul lavoro e la lotta all’evasione fiscale. Siamo soddisfatti della soluzione che si profila per l’ex ospedale: produrrà nuovo dinamismo e risparmi. Noi voteremo a favore”. 

“Celebriamo un rito” ha detto Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, “tra i molti di cui sono stati caricati i consiglieri. Ho rispetto dei cittadini e le linee programmatiche sono uno sviluppo del programma elettorale. In realtà tante competenze del consiglio sono soltanto formali. Ben più importante delle linee è il Dup, il documento unico di programmazione, che voteremo tra poco, dove ci sono anche le partite contabili”. Nel merito Lignani ha detto “quello che trasforma un’amministrazione in una buona amministrazione è la politica: come si relazione e si pone nel sistema istituzionale. Questo ruolo di Città di Castello è andato scemando a partire dalla e78 a cui è stata preferita un’altra dorsale. Poi c’è stato il terremoto del ‘97 che ha spostato equilibri economici verso altre parti rispetto a Città di Castello. Ora dobbiamo salvare il salvabile: farla finita con le conferenze di servizi e decidere. Chi l’ha preceduta ha svenduto il territorio” ha detto rivolgendosi al sindaco “anche sulla e78. Dobbiamo rinsaldare il tessuto comunitario: è stata la sua popolarità a non spazzare via il Pd. Dobbiamo mettere in riga alcune situazioni perché le risorse vengano impiegate per il benessere dei cittadini: la gara dei rifiuti deve servire a sgravarli da pressione fiscale e incentivare i servizi. La Sogepu è diventata la cassaforte delle sponsorizzazioni, Farmacie tifernati è diventata lo sponsor della Mostra dei presepi. A fronte di un’offerta di estrema qualità, i musei Burri erano vuoti anche nell’ultimo fine settimana. L’ondata ennesima di furti riporta in primo piano la sicurezza su cui dobbiamo cambiare marcia e programmare congiuntamente al Servizio di Protezione civile, sulle cui associazioni c’è stata una guerra. Ora c’è un gruppo comunale di cui non si nota l’operatività. Mi dissocio dalla Cittadella della Salute: usare impropriamente il lascito Mariani per una parte dell’immobile di proprietà della Regione non risolverà la situazione. Siamo d’accordo nell’augurarsi un futuro migliore per la nostra comunità ma è necessaria una dialettica migliore con la Regione, dato che non possiamo contare sui tre parlamentari”. 

Vincenzo Bucci, consigliere comunale di Castello Cambia, ha sostenuto che alle linee programmatiche va chiesto “più dell’ordinaria amministrazione per il benessere dei nostri cittadini. La maggioranza ha dato prova di cosa intende con collaborazione: dalla Mostra del cavallo al Festival delle Nazioni, dal camping Montesca e Sogepu, le nostre proposte sono state tutte bocciate. Il sindaco ha giustificato il rinnovo del Festival con un patto fra gentiluomini che si sarebbero dimessi dopo le elezioni. Non è avvenuto. Su Sogepu non c’è stato confronto sulle politiche aziendali e su quelle dei rifiuti che non salvaguardano il territorio. Le linee dicono che l’impiantistica sarà realizzata da chi vincerà la gara. Il sindaco sostiene che sarà Sogepu a farle. Su tali argomenti ci sarebbe spazio per un dibattito. Il prg è senza visione e somma cemento a discrezionalità, riduce la piastra logistica a mero piano edilizio, deindustrializza drammaticamente per insediare catene commerciali. Inoltre c’è l’incapacità dei rileggere l’esperienza delle partecipate, un’ipotesi fumosa sull’ex ospedale, impropria rispetto alle volontà del lascito Mariani. Piazza Burri riproposta con l’apporto degli Emirati arabi. La scuola Garibaldi in degrado… gli esempi sono molti. Ce ne occuperemo in consiglio comunale coinvolgendo i cittadini e le forze vive della città”. 

 

La replica. Nella replica il sindaco ha sostenuto che “le linee programmatiche disegnano un piano ambizioso ma realistico. Furono rispettate anche le precedenti. Noi stiamo cercando di fare, con limiti e difficoltà, il meglio per questa città”. A Sassolini, il sindaco ha risposto che “sulle terme esercitiamo una moral suasion, alcuni passaggi positivi ci sono stati ed altri dovrebbero esserci.”. A Marchetti “che l’aumento di bilancio nei servizi sociali è andato alle nuove povertà dei cittadini. Gli uomini divorziati sono ad esempio i nuovi poveri”. A Morini “Su Rinascimento e contemporaneità, Burri è un potenziale immenso e forse superiore alla nostra città ma passi in avanti sono stati compiuti. Dentro la Fondazione prevale una impostazione elitaria ma ci sono state molte aperture. Alle famiglie il comune può offrire una rete di servizi che in parte c’è. Conquiste degli anni Settanta che cerchiamo di mantenere. Sono un sostenitore delle scuole private, per la loro qualità, come le Salesiane a Città di Castello, che l’amministrazione supporta”.  A Gasperi: “La mozione proposta al consiglio parlava di voucher agli enti pubblici. Non ci riguarda, non li useremo mai. Per quanto riguarda i pozzi, il Comune ha dato un contributo economico per la bonifica. L’ambiente è patrimonio di tutti. Il problema della piastra è un problema annoso” ha detto a Mancini e Lignani “ erano tre in Umbria, ha decollato solo Città di Castello. La nostra è in fase di completamento perché dimensionata, collegata alla e45, al centro di interesse da parte di diverse aziende, sia della logistica che del commerciale. Sulle politiche fiscali, il comune ha tasse anche sotto la media umbra. Abbiamo diminuito alcune tassazioni, tra cui i rifiuti. Lignani parla di svendita del territorio e Bucci degli splendori in riferimento agli anni Ottanta e Novanta: non esiste un periodo dell’oro a cominciare dalle vicende di Sogepu. Molti dei nostri problemi sono cominciati li, a causa di tutta la classe dirigente, di maggioranza e di opposizione. Le linee sono espressione di un lavoro durissimo, passato al vaglio degli elettori, che non sono una lobby. Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto, in buona fede ed onestà senza guadagnare nulla”. 

Valerio Mancini, consigliere della Lega Nord, nelle dichiarazioni di voto ha ricordato che “il Pd non appoggiò da subito la candidatura del sindaco. Le sottigliezze politiche interessano poco fuori dal consiglio comunale. Noi voteremo no ma i comuni subiscono un’azione distorta e fraudolenta delle risorse che i cittadini pagano. Dobbiamo fare rete, ognuno con il suo ruolo. Sia il momento di chiedere ai parlamentari un impegno più costruttivo. 

 

 


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