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LASCITO MARIANI ED EX-OSPEDALE SONO COMPATIBILI? SI' PER LA MAGGIORANZA, DUBBI DALL'OPPOSIZIONE. IL SINDACO: "L'ULTIMA PAROLA SARA' DEL CONSIGLIO"

venerdì 24 novembre 2017
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LASCITO MARIANI ED EX-OSPEDALE SONO COMPATIBILI? SI' PER LA MAGGIORANZA, DUBBI DALL'OPPOSIZIONE. IL SINDACO: "L'ULTIMA PAROLA SARA' DEL CONSIGLIO"
Comune Palazzo
29-11-2016 -

  

Del futuro dell’ex ospedale deciderà il consiglio comunale di Città di Castello: la ha ribadito il sindaco Luciano Bacchetta al termine della discussione sull’interpellanza di Castello Cambia e Tiferno Insieme relativa al Lascito Mariani, le sorelle che negli anni Ottanta donarono per testamento ai tifernati consistenti risorse, affidate al comune per tre milioni e settecentomila euro alla fine di un lungo contenzioso. “Impegnare la Regione Umbria nella ristrutturazione dell’ex ospedale non è solo auspicabile, è lodevole” ha detto Vincenzo Bucci, consigliere comunale di Castello Cambia, nel presentare il documento. L’interpretazione testamentaria invece non è compatibile con la destinazione individuata dal Comune (recupero ex ospedale e potenziamento Centro Alzheimer, ndr). Il fatto che le sorelle citino l’ospedale significa che le risorse devono andare a chi si trova dentro quella struttura. I soggetti destinatari sono i tifernati che soffrono. E’ un’indicazione stringente: ogni altro tipo di proposta non va nel senso voluto dalle testatrici. Dove sono attualmente i soldi, come vengono valorizzati e come il comune intende rispettare la volontà delle Mariani?”  “Nessuno è depositario dell’interpretazione autentica del pensiero di due benefattrici, morte decenni fa” ha detto il sindaco Luciano Bacchetta: “Bucci come ex presidente della Comunità Montana, parte in causa negli anni Ottanta quando aveva competenza anche in sanità, dovrebbe saperlo”. Sulla base di una relazione tecnica, il sindaco ha aggiunto che “esiste una normativa ed un iter obbligato per questo tipo di introiti, che sono depositati presso il conto del comune alla Banca d’Italia al tasso di interesse fissato dal Ministero del Tesoro. E’ provvidenziale che il legato sia stato affidato al comune e non alla Asl 1 che ha molti ospedali ed un territorio ampio ma con cui dovremmo comunque confrontarci. La frase della testatrice sui destinatari è generica e di natura morale, rispetto ad altre citate nel lascito e individuabili. Nel caso di Città di Castello, io credo che debba essere il consiglio comunale a decidere. In campagna elettorale abbiamo detto quale sia la nostra idea e gli elettori hanno apprezzato. L’Amministrazione comunale deciderà in autonomia e dal punto di vista giuridico le affermazioni di Bucci non sono Vangelo. Starà a noi onorare il loro gesto di liberalità”.  “A lungo ci siamo occupati del lascito, abbiamo deciso come impiegarlo, possiamo ricordare la loro liberalità ma non rimettere in discussione tutto” ha dichiarato il capogruppo del Psi Vittorio Morani “Ne abbiamo parlato anche in un convegno che ha ricostruito le figure di Olga e Clara alla presenza del nipote nel febbraio scorso. Oltre all’ospedale, il lascito servirà a potenziare il Centro per l’Alzheimer di Muzi Betti. Difficile sostenere che le loro volontà non siano rispettate da tale destinazione”. “L’etica nella prassi politica viene prima” ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani  “dobbiamo rimanere anche attinenti al dettato giuridico. Il comune ha combattuto per il lascito ma si poteva fare di più, opponendosi alle parcelle esosissime dei legali di casa nostra. Io non mi scandalizzerei se si acquista un macchinario di cui si avvantaggia anche un cittadino di altri comuni ma non possiamo impiegare il lascito per progetti edilizi, come la ristrutturazione del vecchio ospedale. Il tradimento sarebbe giuridico e morale. Andiamo a investire su un bene che non è neanche nostro”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha sostenuto di avere una posizione vicina a Lignani, anche sulle “vergognose parcelle”: “Il lascito vuole alleviare le sofferenze, investire su immobili è un obiettivo troppo mediato rispetto all’indicazione. La soluzione è costituire una onlus, un’associazione senza scopo di lucro, che ogni anno investe gli interessi a favore di chi ha bisogno. Il nodo del vecchio ospedale si scioglie con un’ asta ad un euro e un regolamento che vincola l’acquirente ad un progetto”. “Vogliamo aprire un dibattito” ha annunciato Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme “in campagna elettorale lei ha parlato di trasformarlo nella Cittadella della Salute, io per l’ex ospedale ho preferito la parola partecipazione. Nessuno ha la verità sul lascito Mariani”. Definendo positivo l’annuncio che sarà il consiglio a decidere, Morini ha contestato “l’idea di finanziare la ristrutturazione di un immobile di altri. Questo proprio non ci sta con le parole finali delle sorelle Mariani. L’accordo preventivo con la Asl 1 non lo capisco. Il Centro Alzheimer potrebbe essere una buonissima prospettiva. Olga e Clara appartengono alla nostra storia, sta ai tifernati decidere del loro lascito. Allarghiamo la discussione ad esempio alle consulte”. “Pecunia non olet ma dobbiamo onorare chi ha avuto così a cuore il benessere della città”: per Valerio Mancini, consigliere comunale della Lega Nord, “le risorse potevano essere impiegate nella spesa corrente o su piani di lungo periodo come l’acquisto del vecchio ospedale, mettendolo a patrimonio con una stima che la Regione ha alzato da 2milioni e 900 a 4 milioni. La Regione sarebbe obbligata a rispendere la cifra sul nostro territorio, secondo norme specifiche. Dobbiamo coinvolgerla e magari trasferire in quella struttura sedi di uffici regionali, attualmente in affitto. Sono 17 anni che l’ex ospedale è abbandonato a se stesso con evidenti responsabilità politiche. Perchè i 3milioni e mezzo sono a Roma e non a Città di Castello? Non posso investire il capitale e farlo fruttare, come ipotizzava Sassolini? In realtà il lascito Mariani ad oggi è improduttivo. Ai cittadini tifernati bisognosi non produce alcune beneficio”. “Il dolore ha due aspetti: biologico ed emotivo. Dal 1978, morte della prima sorella, al 1984, morte della seconda sorella ad oggi, 2017, è cambiato tutto. La salute non è formata da scatole separate una dall’altra. La salute è benessere” ha aggiunto Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, “L’investimento sull’ex ospedale risponde al lascito. Il potenziamento del Centro Alzheimer è dentro le volontà delle Mariani. Noi abbiamo, come parte politica, la responsabilità di non esserci incatenati per sbloccare la situazione: qualche anno fa abbiamo prodotto una manifestazione e un progetto di recupero. Il lascito Mariani non va disperso in mille rivoli. La città della Salute non è un’invenzione del comune di Città di Castello: significa dare continuità assistenziale all’intervento primario, come già sperimentato in altri contesti. 3 milioni e mezzo non bastano. Dobbiamo mettere sul piatto questo investimento e la volontà comune di recuperare una struttura di pregio in un contesto di valore con una sanità pubblica efficiente e moderna”. In chiusura il sindaco ha ricordato il grande dibattito “che si è già svolto sul lascito. Sarà il consiglio comunale a decidere. Noi abbiamo aperto una trattativa con la Regione, che è proprietaria, sul futuro dell’ex ospedale non sul lascito Mariani. Altrove ha investito, deve farlo anche qui”. Nella replica, Bucci, ha detto “ben venga la Cittadella della Salute ma a Città di Castello non fa onore l’abbandono dell’ex ospedale e questo degrado. Non basta la Regione al recupero di una struttura enorme, ci vuole anche il privato. Gli orientamenti del consiglio sono diversificati e debbono far riflettere in vista del dibattito in consiglio comunale, che fino a questa sera non era così scontato. Le sorelle Mariani sono state molto precise nel destinare ogni cosa, non vorrei che una voce importante della loro volontà non venga onorata”. 

 


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