Comune di Città di Castello (PG)

RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 SETTEMBRE 2014

giovedì 23 novembre 2017
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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 SETTEMBRE 2014
Comune Palazzo
19-12-2014 -


RIFIUTI: SODDISFAZIONE PER L’AVVIO DELLA GARA NELL’ATI 1

In apertura di seduta il sindaco Luciano Bacchetta ha informato il consiglio comunale della recente deliberazione con cui l’assembla dell’Ati 1 dell’Umbria ha formalmente avviato le procedure di gara per l’affidamento della gestione integrata del servizio dei rifiuti in Alta Umbria. “Si tratta di un passo molto, molto importante per la nostra comunità”, ha osservato Bacchetta, che ha preannunciato il prossimo esame dell’atto in consiglio comunale, insieme al progetto di potenziamento dell’impiantistica, “che per Belladanza – ha puntualizzato il sindaco - ha già visto un importante finanziamento da parte della Regione”.


SEDUTA MONOTEMATICA SULLA SANITA’

Il sindaco Luciano Bacchetta ha preannunciato in via ufficiosa la convocazione di una seduta monotematica del consiglio comunale sulla sanità che, anche se la data è da confermare, dovrebbe tenersi il 16 ottobre prossimo. Il primo cittadino ha puntualizzato che alla riunione prenderanno parte anche i vertici dell’Usl Umbria 1 guidati dal direttore generale Giuseppe Legato.


PARCELLE PER IL LASCITO MARIANI

Il sindaco Luciano Bacchetta ha dato conto al consiglio comunale della situazione del lascito Mariani, con particolare riferimento alle parcelle presentate dai due avvocati che hanno rappresentato il Comune e la Comunità Montana, oggetto di recenti interventi politici. Il primo cittadino ha confermato la consistenza delle parcelle, nell’ordine dei 240 mila euro lordi l’una, senza voler fare commenti, pur non nascondendo perplessità di ordine morale in considerazione della destinazione del lascito alla beneficenza. “Approfondiremo la situazione”, ha chiarito Bacchetta.


SENTENZA DEL TAR SULLE NOMINE ALLA FONDAZIONE ALBIZZINI

La recente sentenza del Tar dell’Umbria che ha respinto il ricorso presentato da alcuni esponenti di minoranza del Consiglio comunale sulle nomine del Comune nella Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri è stata oggetto di intervento da parte del sindaco Luciano Bacchetta, che ha precisato come l’istanza sia stata respinta per infondatezza. “Per il futuro – ha detto il sindaco – invito a non esagerare e coprirci di ridicolo sollevando questioni che rimpiccioliscono il ruolo del consiglio comunale”. Bacchetta ha preannunciato che è stato convocato per il prossimo 20 ottobre un nuovo incontro con i rappresentanti del Comune nella Fondazione Albizzini, i quali relazioneranno i consiglieri sul programma delle celebrazioni del centenario della nascita di Alberto Burri. “Mi auguro che non venga creato di nuovo un clima da processo”, ha sottolineato il sindaco, che ha ricordato: “una fase della storia della Fondazione si è chiusa definitivamente e deve essere considerata chiusa da tutti”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, tra i firmatari del ricorso, ha replicato che l’atto presentato al Tar “non era per fare fumo, ma per fare arrosto, per affermare cioè principi che vanno al di là dei suoi obiettivi di sindaco”. L’esponente della minoranza  ha poi contestato l’idea di fare un gemellaggio tra Città di Castello e Gibellina, invitando l’amministrazione tifernate a valutare bene questo passo, anche alla luce di presunte carenze dell’amministrazione siciliana proprio in relazione alla tutela dell’opera d’arte lasciata da Burri. A questo proposito, Busatti ha citato l’articolo di un deputato del Pd che lo scorso agosto denunciava lo stato di incuria del famoso “Cretto di Gibellina”, in particolare della strada di accesso che sarebbe da tempo bloccata da una frana. Il sindaco Bacchetta ha espresso la convinzione che, qualunque sia la reale situazione, il Comune di Gibellina certamente avrà modo di provvedere anche grazie all’ingente finanziamento concesso dalla Regione Sicilia per il restauro dell’opera di Burri, escludendo che la questione possa condizionare l’atto del gemellaggio. Il capogruppo del Psi Marco Mearelli ha espresso “soddisfazione per il fatto che il Tar abbia riconosciuto che ci sia stato un operato trasparente e rispondente al nostro dovere istituzionale”. L’esponente della maggioranza ha ribadito che il centenario della nascita di Burri rappresenterà una grande opportunità per la città e, in questo contesto, ha giudicato “necessario e importantissimo” il gemellaggio con Gibellina. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha dato atto all’amministrazione comunale della correttezza del percorso effettuato per le nomine, che è stata ribadita dal Tar, invitando a riflettere “sulla logica di contrapposizione politica che porta a fare certi ricorsi”. Il rappresentante della maggioranza ha, inoltre, sottolineato che “è il momento di guardare al 2015 con uno spirito diverso, condensando i nostri sforzi per un’azione univoca finalizzata a dare alle celebrazioni del centenario della nascita di Burri il massimo dell’efficacia e della considerazione”.


IL CAPOGRUPPO MANCINI RESTA CON LA LEGA NORD

Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha comunicato al consiglio comunale che, a differenza di quanto fatto recentemente da alcuni esponenti locali, non è sua intenzione  abbandonare il partito. “Rispetterò l’impegno preso con i cittadini”, ha detto Mancini.


INTERVENTI SULLA SR 221

Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha portato a conoscenza il consiglio comunale di aver appreso da un funzionario dell’ente che la Provincia di Perugia ha depositato in Regione un progetto di riqualificazione della strada regionale 221, chiedendo all’amministrazione comunale di favorire un confronto con gli enti coinvolti, anche per dar seguito alla mozione approvata dalla massima assise cittadina. L’assessore ai Trasporti Luca Secondi ha accolto l’invito dell’esponente della minoranza, facendo presente l’esigenza di attendere che venga compiuta l’imminente riorganizzazione della Provincia per avviare un confronto su modalità e tempi dell’intervento sull’arteria stradale.

 

 

 

 

 


SOLUZIONE PER IL CINEMA EDEN

“Ho personalmente messo in contatto un grande operatore umbro con la proprietà del cinema Eden per rilevare l’attività o affiancare la proprietà nella gestione e non sono ancora a conoscenza della risposta, ma se la trattativa non andasse avanti e il cinema non rimanesse aperto, l’amministrazione comunale si sentirebbe libera di fare altri passi in altre direzioni”. Così il sindaco Luciano Bacchetta è intervenuto sugli scenari futuri legati alla gestione del Cinema Eden, rispondendo alla sollecitazione del capogruppo del Pdl Davide Pazzaglia, che ha aveva chiesto se rispondessero al vero le voci di una prossima chiusura dell’unico cinema cittadino e quali fossero le intenzioni dell’amministrazione comunale. “Mi sembra doveroso attendere che ci sia un’evoluzione per rispetto di chi ha garantito la presenza del cinema per tanti anni”, ha osservato Bacchetta, che ha ribadito: “noi la soluzione l’abbiamo offerta, se non ci fosse una risposta, dovremmo pensare a ipotesi diverse che garantiscano la permanenza di questa possibilità in città”.

INTERVENTI PER LA BONIFICA DELLE AREE URBANE

“Fermo restando che esistono già regolamenti e ordinanze che prevedono espressamente di mantenere il decoro delle aree da parte di soggetti pubblici e privati, abbiamo rilevato alcuni problemi di tipo organizzativo che abbiamo cercato di risolvere, migliorando ad esempio il coordinamento tra Sogepu e privati in occasione della raccolta degli sfalci, e attivandoci verso le istituzioni o le società responsabili per sollecitare gli interventi di bonifica urgenti, come lungo la linea ferroviaria o alla ex Fat”. Così l’assessore alle Aree Verdi Enrico Carloni ha risposto all’interpellanza del consigliere del Pd Luciano Tavernelli, che chiedeva di conoscere le eventuali responsabilità dell’abbandono di sfalci, potature, erbe infestanti, ramaglie in grandi quantità a ridosso di abitazioni civili e quali provvedimenti intendesse prendere l’amministrazione, anche per la bonifica di tutto il tracciato ferroviario all’interno del comune tifernate e di alcune aree come il parco archeologico all’interno della ex Fat, l’ex ospedale, l’area degli ex molini Brighigna, pensando anche ad eventuali ordinanze. L’assessore Carloni ha spiegato che insieme a Sogepu sia stato stabilito di concordare con i proprietari che le ramaglie e gli sfalci non vengano esposti all’esterno in attesa del ritiro da parte dell’azienda, mentre ad Umbria Mobilità sia stato sollecitato l’intervento lungo i binari, che avverrà tenendo conto di ritardi che ci sono nelle operazioni lungo l’intera tratta. Per il parco archeologico dell’ex Fat il Comune ha attivato una aspecifica manutenzione della cooperativa Il Poliedro nelle aree di competenza, mentre verranno sollecitati analoghi adempimenti nelle aree private. Il consigliere del Pd Luciano Domenichini ha evidenziato che l’esistenza di una situazione del verde alquanto carente, non solo per responsabilità del Comune, invitando l’amministrazione a stimolare, tra gli altri soggetti, la Provincia di Perugia per quanto di competenza lungo le strade che attraversano il territorio tifernate. Nel condividere il richiamo a sollecitare Provincia e Regione, il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha invitato il Comune a farsi dare direttamente le risorse economiche per provvedere, “perché – ha detto - faremmo certamente di meglio”. In sede di replica, il consigliere Tavernelli ha preso atto delle parole dell’assessore, ribadendo l’urgenza di intervenire lungo l’asse ferroviario e sottolineando come il patrimonio rappresentato dalle ramaglie potrebbe essere utilmente sfruttato per la produzione di energia ad esempio attraverso una centrale a biomasse.


NUOVO ACCELERATORE LINEARE PER RADIOTERAPIA ALL’OSPEDALE

“L’ospedale di Città di Castello verrà dotato del nuovo acceleratore lineare per la radioterapia, grazie a un consistente finanziamento regionale che complessivamente darà la possibilità di effettuare importanti interventi strutturali sul nosocomio”. E’ l’annuncio che ha dato il sindaco Luciano Bacchetta rispondendo all’interpellanza del capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni, che aveva chiesto al primo cittadino di rappresentare alla Direzione generale dell’Usl Umbria 1  l’esigenza di sostituire in tempi brevi l’attuale acceleratore in servizio presso il Dipartimento di Oncologia dell’ospedale tifernate. “La Regione dell’Umbria ha recentemente stanziato dieci milioni di euro per nuovi investimenti nel sistema sanitario – aveva sottolineato l’esponente della minoranza - speriamo che una parte giusta ed equa di questa somma venga indirizzata verso il nostro ospedale, dove c’è bisogno di sostituire un macchinario di fondamentale importanza nella lotta ai tumori, che dopo dieci anni è ormai vetusto e non ha l’efficienza delle moderne strumentazioni per la radioterapia”. “Ci chiediamo cosa potrebbe succedere se il limite del funzionamento del macchinario venisse oltrepassato lasciando tutto il comprensorio privo di questa opportunità di cura”, aveva aggiunto Cuccaroni, che aveva ricordato come fosse già stato previsto nel vecchio piano investimenti dell’Asl 1 l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare. “E’ ufficiale che l’acquisto verrà perfezionato – ha affermato il sindaco Bacchetta – grazie alla richiesta specifica che abbiamo fatto alla direzione generale dell’Usl Umbria 1 come amministrazione comunale, insieme al mondo del volontariato tifernate”. “Si tratta di una strumentazione molto costosa, che il volontariato tifernate, da sempre molto generoso, non poteva sostenere da solo e che sarebbe stato imbarazzante per enti pubblici non riuscire a sostenere”, ha aggiunto Bacchetta, che ha evidenziato come “il nuovo acceleratore permetterà all’ospedale di continuare ad essere un’eccellenza in Umbria e nell’Italia centrale per questo tipo di terapia e di mantenere e accrescere le professionalità che lavorano al suo interno”. Il sindaco ha colto l’occasione per anticipare che il 16 ottobre, anche se la data è al momento ancora ufficiosa, verrà convocata la seduta monotematica preannunciata in estate per aprire una riflessione sulla riforma sanitaria regionale, sui risultati ottenuti e sulle sue prospettive. “Credo che sia fondamentale un confronto molto serio e molto chiaro sulla qualità dei servizi del nostro ospedale e sulle ricadute della riforma”, ha sostenuto Bacchetta, informando l’assemblea che alla seduta parteciperà il direttore generale dell’Usl Umbria 1 Giuseppe Legato per relazionare sull’azione svolta dall’inizio del suo incarico. “Ho avuto modo di dire più volte che la riforma per come è nata e per come è stata gestita ha creato alcune difficoltà, principalmente derivanti dall’aver concentrato un territorio così grande sotto l’unica Usl Umbria 1 – ha affermato Bacchetta – per cui è doverosa una riflessione, in considerazione del fatto che certamente dal punto di vista organizzativo alcune cose possono essere riviste”. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha condiviso l’istanza del consigliere Cuccaroni, salutando con soddisfazione la conferma del finanziamento regionale per l’acquisto  del nuovo acceleratore lineare. “Si tratta di una notizia assolutamente positiva – ha osservato Zucchini – anche tenendo conto che non tutti gli ospedali della regione e del centro Italia hanno strumentazioni per la radioterapia, sulla quale al nostro ospedale è sempre stata riconosciuta un’alta specializzazione”. “Resta comunque l’esigenza di continuare a garantire dignità al nostro presidio ospedaliero, che è il quarto ospedale regionale e, tolta l’azienda ospedaliera di Perugia, è l’ospedale più grande della neonata Usl Umbria 1”, ha sottolineato Zucchini, che ha sostenuto: “gli investimenti non possono essere negati, dobbiamo rivendicare il ruolo importante del nostro ospedale nel sistema sanitario regionale”. In sede di replica, il capogruppo di Fdu Cuccaroni ha espresso soddisfazione per l’importante investimento che verrà garantito all’ospedale tifernate.


CORREZIONE DELLE ALIQUOTE DELLA TASI

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), tre voti contrari di Pdl, Fratelli d’Italia e Lega Nord e l’astensione di Fdu e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha deliberato di procedere alla correzione, in sede di autotutela e in adempimento alle indicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di alcune aliquote per l’applicazione della componente Tasi per l’anno 2014.La correzione azzera l’aliquota prevista inizialmente allo 0,08 per cento per l’abitazione principale, nonché fattispecie equiparate ai sensi del regolamento dell’Imu, limitatamente alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8, A9  e relative pertinenze; alle unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale D5; alle aree edificabili. La correzione delle aliquote ha determinato una riduzione del gettito complessivo del tributo stimabile in circa 74 mila euro, che ha determinato l’esigenza di riequilibrare le previsioni di introito nella variazione di bilancio n.4. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha spiegato come la scelta iniziale dell’amministrazione comunale sulla Tasi sia stata di “applicare aliquote diversificate, escludendo la totalità degli affittuari, sia che si trattasse di abitazioni, imprese, attività artigianali, esercizi commerciali e uffici. “Di fatto la Tasi è stata applicata solo ai possessori di prima casa”, ha puntualizzato l’assessore, che ha sottolineato come siano state aumentate le aliquote per un valore di 290 mila euro, somma che abbiamo dato in detrazioni alle per cercare di fare in modo che la tassa fosse uguale o minore all’Imu 2012”. “Per fare questo – ha chiarito Alcherigi - avevamo deciso di applicare la Tasi allo 0,08 alle ville, alle banche e ai terreni edificabili per 74.000,00 oltre che allo 0,33 sugli immobili A7 che già pagavano l’Imu allo 0,6 e allo 0,28 su A2”. “Il Ministero delle Finanze ad agosto ci ha comunicato che la loro interpretazione non consentiva questo aumento diffuso nelle categorie”, ha affermato l’assessore, che ha fatto presente come molti Comuni abbiano di fatto portato la Tasi sulla prima casa per tutti allo 0,33 per cento o le seconde case all’11,4 per cento. “Se lo avessimo fatto noi, sia nell’uno che nell’altro caso avremmo avuto un gettito di 1 milione di euro – ha detto Alcherigi – mentre la nostra applicazione di aumento dello 0,08 per cento di Tasi produceva un aumento di gettito di solamente 290 mila euro”. “Purtroppo ci è stata  bocciata perché applica a troppe categorie l’aumento”, ha concluso l’assessore, che ha spiegato come i 74.000,00 euro che arrivavano per le detrazioni “sono assorbiti dentro la revisione delle entrate e delle uscite, garantendo tutti i servizi ed i programmi approvati nel bilancio di previsione 2014”.


RICONOSCIMENTO LEGITTIMITA’ DEBITI FUORI BILANCIO

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), tre voti contrari di Pdl, Fratelli d’Italia e Lega Nord e l’astensione di Fdu e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha riconosciuto la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da due sentenze del tribunale civile di Perugia che hanno condannato il Comune al pagamento delle spese legali, per un ammontare complessivo di 4 mila 85,54 euro.


APPROVATA VARIAZIONE N.3 AL BILANCIO 2014-2016

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), tre voti contrari di Pdl, Fratelli d’Italia e Lega Nord e l’astensione di Fdu e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha ratificato la variazione n.3 al bilancio di previsione 2014-2016 deliberata dalla giunta l’11 agosto scorso. La variazione si è resa necessaria principalmente per contabilizzare alcuni contributi regionali e adeguare capitoli in entrata e uscita alla nuova contabilità finanziaria sperimentata dal Comune e ai nuovi fabbisogni emersi rispetto al bilancio di previsione, in particolare nel settore sociale, cui sono stati assegnati 159 mila euro in più. Con la variazione è stata anche utilizzata una quota di avanzo di amministrazione relativa al 2013 per complessivi 29 mila 679 euro per le spese relative all’acquisizione di beni mobili.


APPROVATA LA VARIAZIONE N.4 AL BILANCIO 2014-2016

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), tre voti contrari di Pdl, Fratelli d’Italia e Lega Nord e l’astensione di Fdu e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha approvato la variazione n.4 al bilancio di previsione 2014-2016. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha spiegato che la variazione di bilancio, oltre a tenere conto di modifiche dettate dallo Stato su Imu, Tasi e Tari e dell’aumento di 752 mila 785, 76 euro del contributo ministeriale per allineare gli introiti derivanti dall’Imu e dalla Tasi rispetto all’Imu 2013 e di spese per i diversi settori amministrativi, considera in particolare alcune voci: il minor gettito della Tasi per 74 mila euro derivante dalle correzioni di alcune aliquote indicate dal Ministero competente; i debiti fuori bilancio per complessivi 4 mila 85,54 euro derivanti da due sentenze del tribunale civile di Perugia; i proventi per 336 mila 700 euro derivanti dall’asta per l’alienazione di terreni di proprietà comunale; l’incremento per 358 mila euro per il Puc 2, di cui 350 mila euro vincolati alla riqualificazione di piazza Gabriotti; il risultato negativo di 446 mila 780,09 euro generato dal riaccertamento straordinario dei residui. Alcherigi si è soffermato in particolare sull’operazione di riaccertamento straordinario dei residui effettuato ai sensi del D.Lgs. 118/2011, che ha determinato un risultato tecnico finale negativo, rideterminato al 31/12/2013 e riferito alla sola quota di accantonamento obbligatorio al fondo crediti di dubbia esigibilità, che è stato ricalcolato per la quota residui nei modi previsti dalla normativa nell’importo di 1 milione 37.865,42 euro, cui si è aggiunto l’accantonamento obbligatorio al fondo spese per indennità di fine mandato per 6.225,53 euro, per complessivi 1 milione 44.090,95 euro. L’assessore ha spiegato che, come richiesto dai principi contabili sull’armonizzazione, il disavanzo che deriva dall’operazione di riaccertamento deve essere coperto entro gli esercizi del bilancio di previsione e, comunque, non oltre  la durata del mandato amministrativo. E’ stato pertanto deciso che tale somma venga finanziata in parte nel corrente esercizio finanziario, attraverso il totale utilizzo della quota di avanzo libero disponibile e pari a 597.310,86 euro, mentre la restante cifra di 446.780,09, costituendo il reale disavanzo tecnico, viene finanziata in uguali quote nel 2015 e 2016. Alcherigi ha evidenziato che, aggiungendo al fondo crediti di dubbia esigibilità già presente nel bilancio con 789.099 euro quello prodotto dal riaccertamento dei residui pari a 1 milione 37 mila euro più 6 mila 225 euro, viene raggiunta  la somma totale di 1 milione 832.000 euro. “Significa – ha osservato Alcherigi - che una posta di poco meno di 2 milioni di euro è ferma sul bilancio a garantire eventuali scostamenti tra crediti e residui”. “Tutto ciò negli anni passati non esisteva e quindi per abbassare questa posta inutilizzata bisognerà lavorare sulla riscossione – ha osservato l’assessore - e questo, in un momento complicato della vita del Paese, oltre che più difficile è anche sbagliato”.


APPROVATA LA RICOGNIZIONE SU PROGRAMMI ED EQUILIBRI DI BILANCIO

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), tre voti contrari di Pdl, Fratelli d’Italia e Lega Nord e l’astensione di Fdu e Patto Civico per Città di Castello, il consiglio comunale ha approvato la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio per l’esercizio finanziario 2014 e per il bilancio 2014-2016. Con identiche espressioni di voto è stata approvata la delibera per le correzioni delle aliquote della Tasi in sede di autotutela, è stata riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da due sentenze del tribunale civile di Perugia, sono state approvate le variazioni n.3 e n.4 di al bilancio di previsione 2014-2016.

Relazione assessore Alcherigi. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha presentato la ricognizione sull’attuazione dei programmi e gli equilibri di bilancio sottolineando come l’atto sia la testimonianza di “un bilancio virtuoso”, in un contesto nel quale “non c’è alcun aumento dell'imposizione fiscale, non c’è alcuna riduzione dei servizi alle persone e c’è, invece, un ulteriore miglioramento nella velocizzazione dei pagamenti alle imprese fornitrici, che ora avviene in media tra 30/45 giorni dal ricevimento della fattura”. “Questo – ha puntualizzato l’assessore - avviene nonostante il perdurare di una fase estremamente critica per la finanza degli enti locali, su cui gravano soprattutto i tagli dei trasferimenti pubblici, che dal 2010 sono stati pari a 11 milioni 135 mila euro, il Patto di stabilità e i minori introiti dagli oneri di urbanizzazione, che sono passati da 1 milione 800 mila euro del 2007 a 1 milione 125 mila euro nel 2014”. Alcherigi ha messo in evidenza che la somma data dalle entrate tributarie e dai trasferimenti nel 2010 ammontasse a 30 milioni di euro e sia scesa, nella ricognizione in esame relativa al 2014, a 28 milioni 477 mila euro, mentre la spesa corrente ha subito una contrazione dai  37 milioni 97 mila euro del 2010 ai 36 milioni 880 mila euro del 2014. “In questa situazione, comunque – ha affermato Alcherigi - non aumenteremo il disagio delle famiglie con tagli dolorosi e indiscriminati o con incrementi del carico fiscale, non correremo il rischio di sottrarre ai cittadini servizi utili, ma continueremo a contrastare la crisi senza scimmiottare le logiche che hanno caratterizzato la spending review, per puntare a un riesame selettivo degli interventi, da eseguire in modo analitico, critico e attento alle priorità delle persone e della comunità”. L’assessore ha richiamato l’attenzione sul fatto che con il bilancio 2014 si sia aperta una fase che punta principalmente alla manutenzione e alla cura dei luoghi e degli edifici pubblici, proseguendo nella riqualificazione degli spazi urbani e nella valorizzazione del patrimonio pubblico, e ha sottolineato come “la velocizzazione dei pagamenti alle imprese, insieme anche alla scelta di comprimere l’azione  tributaria, se non quella del recupero costante dell’evasione”, sia un’azione “a beneficio del sistema economico e del lavoro delle famiglie”. Sul versante della tassazione, Alcherigi ha evidenziato come nel 2010 le tre voci autofinanziamento, tributi locali e trasferimenti dallo Stato fossero equivalenti, mentre oggi i trasferimenti statali sono al 5 per cento, perché è stato scelto un sistema diverso di prelievo fiscale. “Dire che è aumentata la tassazione locale significa raggirare i cittadini – ha chiarito l’assessore - facendo loro credere che non siamo riusciti a ridurre la spesa, mentre i numeri dimostrano il contrario”. “Non si può, inoltre, far passare la spesa pubblica come di per sé improduttiva – ha aggiunto - perché serve a garantire servizi ai cittadini”. Alcherigi ha sostenuto che la ricognizione sugli equilibri di bilancio confermi l’appropriatezza della strada intrapresa su riorganizzazione della spesa, estensione della rete sociale e dei servizi, con il mantenimento delle tariffe e un piano straordinario di investimenti e manutenzioni, a fronte della diminuzione della pressione tributaria e della spesa corrente. “L’amministrazione conferma l’attenzione a una visione d’insieme della città, partendo dalla considerazione che una equa distribuzione delle risorse è fondamentale per mantenere coesione sociale, maggiore sicurezza, più opportunità per tutti i cittadini, potenzialità di carattere imprenditoriale, sociale e culturale – ha affermato Alcherigi - nell’ottica della realizzazione di una città sempre più consapevole del ruolo che riveste nell’Alta Umbria”. L’assessore ha invitato a considerare l’importanza della scelta strategica compiuta dall’amministrazione di approvare il bilancio di previsione ad aprile 2014, a fronte di una scadenza fissata al 30 settembre. “In un quadro di incertezza nel panorama della finanza locale – ha puntualizzato Alcherigi – questa amministrazione si è assunta la responsabilità di programmare in anticipo, sia per il piano manutenzioni ed investimenti, sia per le scelte relative ai servizi e ai tributi”. “Scelte che al fianco dell’aumento dei servizi e al mantenimento inalterato dei costi dal 2011 hanno prodotto per la nostra comunità un notevole beneficio”, ha aggiunto l’assessore. Tra le opzioni qualificanti del bilancio 2014, l’assessore ha sottolineato il segnale di fiducia nel futuro dato con l’accensione di un mutuo di 2 milioni 859 mila euro e investimenti complessivi per poco meno di 9 milioni di euro, dei quali 5 milioni a carico del Comune; il calo della tassazione di 2 milioni di euro rispetto al 2012 e la riduzione del carico fiscale complessivo sull’abitazione principale rispetto al 2012, con un sistema di detrazioni che permetterà al cittadino contribuente di pagare un importo uguale o inferiore alla vecchia Imu. A proposito dei tributi, l’assessore ha  rimarcato alcuni interventi fondamentali, quali la riduzione dell’aliquota dell’Imu per i comodati da 0,90 a 0,79  sulle seconde case affittate a canone concordato, l’innalzamento a 12 mila euro della soglia di esenzione dell’Irpef, con 11.623 cittadini esentati e  14.400  persone che avranno un beneficio per redditi fino a 28 mila euro lordi, in un quadro nel quale le tariffe per i servizi restano invariate per il quarto anno consecutivo, senza nemmeno l’applicazione dell’inflazione. “La ricognizione degli equilibri – ha concluso Alcherigi – ci consegna un bilancio che guarda al futuro, vicino alle persone, alle imprese e a tutta la nostra comunità”. “Un bilancio – ha aggiunto – che vuol dare speranze a una comunità laboriosa che ha saputo sempre rimboccarsi le maniche”.

Dibattito. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha aperto il dibattito sostenendo: “sono state aumentate le tasse, la verità è che gli incrementi nei confronti di alcune categorie di cittadini e di edifici determinano un aumento della pressione fiscale e non una diminuzione”. L’esponente della minoranza ha lamentato che sia stata disattesa l’istanza di favorire le categorie produttive e lo sviluppo economico, “mentre  per scelta politica le aliquote sui tributi sono state applicate al massimo, con pochi sgravi fiscali”. Busatti ha quindi evidenziato che “il buco di 450 mila euro aperto nel bilancio per il riaccertamento dei residui costringa il Comune a cercare quattrini su bilanci 2014 e 2015 per non sforare il patto di stabilità, una manovra che anche i revisori dei conti hanno invitato a effettuare con attenzione”. “Continuano a gravare sul bilancio voci che potrebbero essere dedotte per riequilibrare la spesa, come Polisport, nel quadro di scelte orientate solo a fini elettoralistici, che non danno speranza ai cittadini”. Dal capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini è venuto l’invito all’amministrazione a opporsi alla “logica dei governi tecnici nazionali di trasferire costi da un posto all’altro, tasse da un posto all’altro, pensioni da una generazione all’altra”. “Si prendono soldi da territori virtuosi e corretti per darli altrove – ha puntualizzato – questo non va bene, dobbiamo dire basta a una simile logica”. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha dato atto all’amministrazione comunale di un’azione seria che permette a Città di Castello di essere ancora tra i Comuni virtuosi. “Abbiamo di fronte un riequilibrio di bilancio che non determina sconquassi di carattere economico e finanziario, cosa che è molto positiva – ha osservato Zucchini – ma bisogna riflettere sulla costante esigenza di fare variazioni, perché denota difficoltà sempre maggiori a corrispondere alle richieste dello Stato”. “Il nostro comune ha margini operativi di manovra che via, via, si riducono – ha affermato il capogruppo del Pd - dobbiamo pensare a una azione che ci permetta di recuperare i crediti dell’amministrazione, fermo restando l’impegno morale di perseguire l’applicazione più bassa possibile delle tasse”. “Diventa, comunque, indispensabile – ha concluso Zucchini - procedere a una razionalizzazione delle municipalizzate e adottare politiche ancora più virtuose sulla raccolta differenziata dei rifiuti in modo da abbattere le tariffe”. In sede di replica, l’assessore Alcherigi ha spiegato che il riaccertamento straordinario dei residui è disciplinato dalle normative, anche dal punto di vista delle modalità per ripianare la somma conteggiata che prevedono al momento attuale non più di tre anni. L’assessore ha chiarito che dall’anno prossimo la norma dovrebbe prevedere un periodo di dieci anni e a quel punto anche Città di Castello avrebbe un impatto più basso sul bilancio. L’assessore ha, poi, difeso l’azione dell’amministrazione sul versante dello sviluppo economico, evidenziando che per il 2014 ci sono 10 milioni di euro di investimenti, “che – ha detto – rappresentano un’azione importante a sostegno dell’economia, come sono importanti gli sgravi per il tessuto artigianale sulla Tari”. Quanto alla pressione tributaria, Alcherigi ha ribadito: “i dati sono incontrovertibili, le entrate tributarie del 2012 erano superiori, c’è stata riduzione della pressione e, anche l’azione sul recupero dell’evasione è propedeutica alla riduzione dei tributi”. “Per il futuro l’impegno è di anticipare ancora l’approvazione del bilancio di previsione per cogliere i vantaggi derivanti da una programmazione a lunga scadenza”, ha detto Alcherigi, che ha diviso il merito dei positivi riscontri di bilancio con chi siede in consiglio comunale e con i cittadini.


AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DELLA TARI A SOGEPU

Con 13 voti favorevoli di Pd e Psi, il voto contrario di Lega Nord, Pdl, Fratelli d’Italia e l’astensione di Fdu e Patto Civico per Città di Castello (il capogruppo de La Sinistra per Castello Alunno e il consigliere del Pd Tavernelli non hanno partecipato al voto), il consiglio comunale ha approvato le integrazioni alla deliberazione dell’assise dell’aprile scorso con cui veniva affidata a Sogepu la gestione della nuova tassa sui rifiuti Tari. Con l’atto, il consiglio comunale dispone la modifica del Contratto di Servizio, introducendo l’articolo 8 bis che disciplina gli aspetti legati all’inesigibilità del tributo, anche rispetto all’affidatario del servizio. L’integrazione risponde alla necessità e all’opportunità di garantire che, in particolare nell’attività di riscossione, la società affidataria ponga in essere tutti gli adempimenti ad essa correlati, attraverso la previsione di meccanismi rigorosi che tutelino l’ente da eventuali mancate riscossioni riconducibili all’azione dell’affidataria stessa. Con la deliberazione, il consiglio comunale ha anche confermato che Sogepu è tenuta ad assolvere, senza oneri a carico del Comune, tutti gli adempimenti previsti dal contratto correlati alla gestione, al recupere dell’evasione, alla riscossione ed a quant’altro riguardi il tributo.


RESPINTA MOZIONE PER L’ARMAMENTO DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Con 17 voti contrari della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu e Patto Civico per Città di Castello e tre voti favorevoli di Lega Nord, Fratelli d’Italia e Pdl, il consiglio comunale ha respinto la mozione del capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini sull’armamento e sulle dotazioni della Polizia Municipale. Con la mozione si chiedeva di impegnare il sindaco, la giunta e il consiglio comunale “affinché quanto riportato nelle Leggi e nei Regolamenti sia pienamente attuato” e che la Polizia Municipale, “oltre alla dotazione in essere, sia dotata del corretto armamento, di un giubbotto antiproiettile e di idonee protezioni per arti superiori ed inferiori, il tutto atto a svolgere con serena professionalità e piena sicurezza tutte la mansioni ad essa affidate, in ogni situazione”. Con la mozione si chiedeva anche che i vigili urbani venissero dotati di “un autovelox con pistola laser per avere un controllo flessibile cd economico nel territorio” e che nelle auto venisse installato “un computer per effettuare collegamenti in tempo reale con Ania e Motorizzazione civile per svolgere il controllo sui veicoli e sulle relative polizze R.C. Auto, nonché con l’Anagrafe per controllare residenza e cittadinanza”.

Dibattito.  Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha introdotto la mozione sottolineando “l’anomalia di nostro corpo di Polizia Municipale che non ha armamento”, in un contesto normativo, anche regionale, che prevede questa dotazione. “Dobbiamo approvare la mozione perché la legge ce lo chiede”, ha sostenuto l’esponente della minoranza, evidenziando alcune situazioni nelle quali, al di là dell’ordine pubblico, rappresenta un limite per il corpo non disporre di armi. Mancini ha evidenziato che le risorse potrebbero derivare dai proventi delle contravvenzioni stradali, grazie alle quali il corpo potrebbe essere dotato anche di un telelaser che permetta una più corretta attività di controllo e sanzione del superamento dei limiti di velocità dei veicoli. Il rappresentante del Centrodestra ha infine chiesto conto all’amministrazione del destino del progetto che prevedeva l’installazione di un impianto di videosorveglianza nel centro storico. L’assessore alla Polizia Urbana e alla Sicurezza Luca Secondi ha spiegato al consiglio comunale gli interventi effettuati dall’amministrazione comunale per migliorare l’operatività del corpo, dalla nuova sede, all’acquisto di nuove auto e della strumentazione per il controllo dell’abuso di alcol. L’assessore ha informato che è in atto una valutazione sull’opportunità di acquistare un telelaser, evidenziando che molto si stia facendo anche sul versante della formazione, puntando anche a dare specifiche competenze, come quelle di carattere culturale che saranno utili in occasione del centenario della nascita di Burri. “Per quanto riguarda il miglioramento della professionalità degli agenti – ha puntualizzato Secondi – abbiamo programmato in collaborazione con le forze dell’ordine locali un corso di autodifesa e un corso di avviamento all’armamento, nell’ottica di una possibile futura integrazione del corpo di Polizia Provinciale, che è armato, con i corpi di Polizia Municipale”. L’assessore ha puntualizzato che le iniziative rivolte all’armamento sono al momento solo propedeutiche ad eventuali future esigenze e che per procedere a un eventuale dotazione del corpo ci vorrebbe un mandato politico preciso, ferme restando le implicazioni anche economiche dell’intervento. Per quanto riguarda la videosorveglianza, Secondi ha infine puntualizzato che è stato richiesto un cofinanziamento alla Regione per l’installazione di un impianto che possa avere anche una valenza di controllo della Ztl. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha espresso il proprio disaccordo sull’armamento della Polizia Municipale, ponendo alcune questioni formali rispetto alle previsioni di legge circa il riconoscimento o meno del corpo come forza ausiliaria nella tutela dell’ordine pubblico. “Armare i vigili urbani porta vantaggi nel controllo del territorio in una città dove abbiamo caserme quasi tutti i  corpi militari e di polizia?”, ha chiesto l’esponente della maggioranza, che ha avanzato perplessità, anche di natura economica, per l’ingente esborso che comporterebbe un equipaggiamento completo. “Per me queste risorse dovrebbero essere aumentate per migliorare la sorveglianza, con colonnine di emergenza collegate alle forze dell’ordine, linee telefoniche dedicate, un presidio del territorio aumentato”, ha detto Zucchini, che ha rilevato: “se ci sarà un’integrazione con la Polizia provinciale le cose possono cambiare, ma questo non mi farà cambiare idea”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha espresso la propria soddisfazione per la prospettiva dell’installazione della videosorveglianza, “che – ha detto – premia una nostra battaglia di sempre”, ma anche per l’apertura che finalmente viene espressa dall’amministrazione all’armamento della Polizia Municipale. “La necessità della Polizia locale è di stare al passo con i tempi – ha affermato l’esponente della minoranza - l’arma è purtroppo uno strumento di difesa e non dotarne un tutore dell’ordine che si possa trovare in pericolo è una grande responsabilità”. “I vigili probabilmente non vengono ascoltati abbastanza dall’amministrazione se qualcuno sente il bisogno di venire a parlare con noi anche di certe problematiche e manifesta disagio per come viene gestito il corpo”, ha detto Busatti, che ha rivendicato “la capacità del corpo di essere di supporto all’azione delle forze dell’ordine, anche nelle ore notturne”. Il capogruppo del Psi Marco Mearelli si è detto in disaccordo sul fatto che “più uomini armati significhino maggiore sicurezza”. “A Città di Castello abbiamo tutte le forze dell’ordine, non è necessario armare i vigili urbani, si creerebbe una sovrapposizione nei compiti, oltre che costi consistenti”, ha rilevato Mearelli, che ha sottolineato come la Polizia Municipale “debba essere un biglietto da visita per la città, con compiti di informazione e supporto maggiori rispetto alle mansioni abituali”. Il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha condiviso il fatto che l’immagine del vigile debba essere quella di un operatore che accoglie, piuttosto che intimorisce. “Reputo necessario dotare i vigili di attrezzature per potenziare i compiti di polizia giudiziaria, come quelli relativi alle violazioni del codice della strada – ha sostenuto Cuccaroni – ma non sono d’accordo sulle pistole”. L’esponente della minoranza ha quindi invitato il consigliere Mancini a portare in commissione l’argomento, ritirando il documento, anche per far luce piena sulle incertezze interpretative delle norme. Il consigliere del Pd Vittorio Massetti ha portato la propria esperienza di ex vigile urbano, sottolineando di essere d’accordo sul fatto che “non è assolutamente necessario armare la Polizia Municipale”. “I vigili non devono fare gli sceriffi, hanno 20 compiti di polizia e le armi non sono un deterrente, sono invece un pericolo in più per gli agenti del corpo”, ha affermato Massetti, che ha piuttosto invitato a investire per ridurre il sottodimensionamento del corpo. “Sono invece d’accordo sulla dotazione del telelaser, perché la contravvenzione si contesta sul posto, nel pieno della legalità”, ha concluso Massetti. In sede di replica, il consigliere Mancini ha confermato che le disposizioni di legge e dei regolamenti che disciplinano il corpo implicano compiti di vigilanza a tutti gli effetti. “Perché altre polizie municipali sono armate e noi continuiamo a dire di no?”, ha ribadito Mancini, che ha sottolineato: “non ho detto che dobbiamo armare il corpo da domani, ma che dobbiamo formare persone e dare attuazione alla legge”. L’assessore Secondi ha preso di nuovo la parola per puntualizzare che, anche se l’organico polizia municipale è in sofferenza, “negli ultimi due anni è stato rimpinguato e in divenire sarà implementato attingendo dalla graduatoria in essere, mentre saranno liberate le mansioni all’esterno mediante l’ulteriore ricorso alla mobilità interna per le funzioni amministrative”. Secondi ha anche chiarito che “tutte le richieste fatte dal corpo sono state esaudite dall’amministrazione “. “Abbiamo anche attivato un sistema integrativo della pensione per il personale, su richiesta della Rsu – ha detto - per cui sono prontissimo ad affrontare qualunque confronto anche in commissione”. In sede di dichiarazione di voto, il capogruppo del Pdl Davide Pazzaglia ha biasimato “il retaggio culturale che impedisce di cogliere esigenze dell’attualità legate all’armamento”. “E’ importante capire che la formazione e la dotazione del corpo deve essere a 360 gradi, per cui reputo importante l’apertura fatta dall’assessore per migliorare formazione sull’autodifesa”.


INTERVENTI NELL’AREA DI VIA ARETINA

“E’ sicuramente necessario intervenire su una disciplina del traffico che risale a oltre quarant’anni fa e richiede provvedimenti ai quali stiamo già pensando e che, ragionevolmente, potremo mettere in atto come ipotesi di lavoro nel 2015, per poter attuare le azioni individuate nel 2016, quando sarà completo intervento di riqualificazione ambientale dell’area che circonda il Tevere”. Così l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Massetti ha risposto all’interpellanza del capogruppo del Psi Marco Mearelli sull’incrocio tra via Cortonese e via Aretina. Con il documento l’esponente della maggioranza chiedeva “se l’amministrazione ritenesse necessario realizzare una rotatoria in sostituzione del dispositivo-incrocio esistente, in modo da rendere più sicura ed efficiente la funzione di tale tratto di strada”. L’assessore Massetti ha condiviso la valutazione di uno scenario del traffico veicolare decisamente cambiato rispetto alle iniziali previsioni, sia per i nuovi insediamenti urbanistici, sia per la presenza della sede operativa di Sogepu e delle squadre comunali a ridosso dell’incrocio, evidenziando come l’area che circonda il corso del Tevere sarà oggetto di un intervento di riqualificazione già finanziato, che sistemerà i percorsi pedonali sulle sponde del fiume e la zona della sede del canoa club. “E’ logico guardare avanti e pensare anche alla riqualificazione e alla fruibilità veicolare dell’area, che sicuramente miglioreremo”, ha concluso Massetti. In sede di replica il consigliere Mearelli si è detto soddisfatto dell’impegno assunto dall’assessore,  auspicando che si trovi una soluzione in grado di tutelare prima di tutto la sicurezza.


APPROVATO ORDINE DEL GIORNO SUL DIRITTO ALLA PACE

Il consiglio comunale ha approvato con i 17 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu e del Patto Civico per Città di Castello e l’astensione del Pdl (I capigruppo di Fratelli d’Italia Busatti e della Lega Nord Mancini non hanno partecipato al voto) l’ordine del giorno dei consiglieri Alessandro Alunno (La Sinistra per Castello), Gionata Gatticchi (Pd) e Vittorio Morani (Psi) per il riconoscimento internazionale del diritto umano della pace.

Dispositivo. Con l’ordine del giorno approvato, il consiglio comunale “plaude e sostiene l’iniziativa del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite tesa a riconoscere la pace quale diritto umano fondamentale della persona e dei popoli”; “chiede al Parlamento e al Governo italiano di partecipare attivamente alla messa a punto del testo della Dichiarazione”; “chiede altresì al Parlamento e al Governo di attivarsi presso le istituzioni dell’Unione Europea (Premio Nobel per la Pace 2012) e i governi degli Stati membri affinché, in coerenza con i valori proclamati nel Trattato di Lisbona e nella Carta dei Diritti fondamentali dell’UE, adottino una posizione comune favorevole all’iniziativa del Consiglio Diritti Umani e diano un fattivo contributo alla stesura della Dichiarazione sul Diritto alla Pace”; “invita le Commissione Diritti Umani del Senato e della Camera ad avviare una udienza conoscitiva riguardante il dibattito in corso sul riconoscimento del diritto alla pace, chiedendo al Governo di riferire al Parlamento”; “aderisce e si impegna a partecipare attivamente alla Campagna Internazionale per il riconoscimento del diritto umano alla pace promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani e dalla Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova e dalla Rete della PerugiAssisi”.

Dibattito. Il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno ha compiuto un excursus storico sulle guerre che hanno sconvolto l’umanità e caratterizzato anche i periodi più recenti, soffermandosi sulla necessità del rifiuto del conflitto bellico come mezzo per risolvere le questioni internazionali o affermare interessi delle superpotenze mondiali. L’esponente della maggioranza ha evidenziato che, una volta che la Dichiarazione sul Diritto alla Pace venisse adottata dall'Assemblea Generale, verrebbero conseguiti gli obiettivi di “rendere più evidenti e improcrastinabili gli obblighi degli stati, a cominciare dal disarmo reale e dal potenziamento e la democratizzazione delle Nazioni Unite e delle altre legittime istituzioni multilaterali”; “dare impulso a nuove iniziative per promuovere il rispetto di tutti i diritti umani per tutti, lo stato di diritto, lo stato sociale e i principi democratici”; “contribuire allo sviluppo della cultura universale dei diritti umani mediante la realizzazione di adeguati programmi di educazione e formazione, in particolare dei giovani, alla pace, ai diritti umani, alla cittadinanza democratica e al dialogo interculturale”. Il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti si è detto favorevole all’ordine del giorno, nella convinzione che “guerra chiama guerra, violenza chiama volenza” e della necessità di rompere questo meccanismo per affermare con coraggio la cultura dell’amore. Il consigliere del Pd Gionata Gatticchi ha biasimato il principio di fare guerra per la pace, sottolineando come ci sia stato anche da parte dei governi nel nostro Paese una criticabile attuazione delle disposizioni dell’articolo 11 della Costituzione. “La storia è ricca di guerre e povera di pace”, ha osservato il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, che ha sostenuto come sia la natura umana a far prevalere certe logiche per interessi quasi sempre economici. “Ora però le motivazioni si stanno spostando quanto mai sugli aspetti religiosi ed è molto preoccupante”, ha evidenziato Busatti. In sede di replica, il consigliere Alunno ha parlato di “un ordine del giorno pacifista, che persegue l’obiettivo di abolire le politiche interventiste armate per ripristinare la giustizia sociale tra i popoli”. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha invece ritenuto che il documento “porti una verità parziale e strumentale”.


ADESIONE ALLA CAMPAGNA EUROPEA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il consiglio comunale ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd,  Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu e Patto Civico per Città di Castello e l’astensione di Lega Nord, Pdl e Fratelli d’Italia la delibera con cui il Comune di Città di Castello aderisce all’iniziativa europea “Mayors Adapt- The covenant of mayors initiative on climate change”, lanciata nel 2014 per coinvolgere le città nello sviluppo di azioni sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Con la delibera, la massima assise cittadina delega il sindaco alla sottoscrizione del “Documento completo di impegno”, a dare seguito a politiche specifiche e all’integrazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile deliberato nel 2011 dal consiglio comunale con i principi dell’adattamento ai cambiamenti climatici. L’assessore all’Ambiente Luca Secondi ha sottolineato l’importanza dell’adesione all’iniziativa data dalla creazione di reti di rapporti con migliaia di comuni che permettono di acquisire crediti per la partecipazione a bandi europei.


AGGIORNAMENTO DELLE ZONE NON METANIZZATE

Il consiglio comunale ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd,  Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu e Patto Civico per Città di Castello e l’astensione di Lega Nord, Pdl e Fratelli d’Italia la delibera per l’individuazione, ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali sul costo del Gpl e del gasolio da riscaldamento, delle zone del territorio comunale metanizzate, non metanizzate e parzialmente metanizzate. L’assessore all’Ambiente Luca Secondi ha evidenziato che l’atto permetta principalmente agli utenti che risiedono nelle zone non servite dalla rete metanifera di accedere a sgravi per il pagamento del costo del metano.


RINVIATI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO

Il consiglio comunale ha deliberato di rinviare alla prossima seduta del 6 ottobre i punti all’ordine del giorno non esaminati.

 


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