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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 7 OTTOBRE 2014

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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 7 OTTOBRE 2014
Comune Palazzo
19-12-2014 -

INTERVENTI PER LA SICUREZZA STRADALE A FABBRECCE

La Provincia di Perugia ha già effettuato interventi sulla segnaletica orizzontale per migliorare la sicurezza stradale all’altezza della strettoia di Fabbrecce e l’amministrazione comunale solleciterà l’installazione di segnaletica luminosa e speed-check, mentre verrà approfondito in sede di commissione Assetto del Territorio l’eventuale inserimento nel Prg di una variante stradale alla strada provinciale 105 che attraversa l’abitato, finora, comunque, non richiesta esplicitamente dalla popolazione residente. E’ in sintesi quanto hanno affermato il vice sindaco e assessore all’Urbanistica Michele Bettarelli e l’assessore ai Trasporti Luca Secondi in risposta all’interpellanza del consigliere del Polo Tifernate Manuel Maraghelli relativa alla situazione della strada provinciale 105 che attraversa Fabbrecce. L’esponente del Centrodestra aveva chiesto all’amministrazione chiarimenti circa l’eventuale volontà di installare “cartelli stradali ed avvisi luminosi che segnalino adeguatamente la strettoia all’interno dell’abitato di Fabbrecce” e “rilevatori di velocità e speed-check per il controllo della velocità” e aveva sollecitato l’inserimento nell Piano Regolatore Generale del Comune di Città di Castello della variante di Fabbrecce “affinché in futuro si possano trovare fondi per l’infrastruttura ed evitare che il traffico passi all’interno dell’abitato di Fabbrecce”. Maraghelli aveva ricordato di aver sollevato la problematica della sicurezza stradale nell’abitato della frazione tifernate fin dal 1999, quando la richiesta di installazione di dissuasori di velocità venne giudicata inattuabile in base alle normative dalla Provincia, aveva indicato le principali criticità, rappresentate dall’insufficiente segnalazione del restringimento di carreggiata all’interno dell’abitato e dalla velocità sostenuta dei veicoli e aveva ricordato l’incidente mortale dello scorso 24 giugno proprio nel tratto in esame. “Gli abitanti sono molto preoccupati per la situazione – aveva detto Maraghelli – c’è bisogno di interventi immediati e di programmare una eventuale variante stradale”. L’assessore Secondi ha giudicato inopportuno il riferimento all’incidente mortale, “che è stato una fatalità”, chiarendo che la normativa impedisca l’installazione di rallentatori.  “Sarà mia cura chiedere alla Provincia di considerare l’installazione di speed-check, sollecitando l’attivazione dell’ente nei confronti del prefetto”, ha garantito l’assessore, che ha comunque sottolineato come sia già presente la segnaletica orizzontale che avverte di rallentare prima della strettoia. “Solleciteremo anche una valutazione sulla segnaletica luminosa di rallentamento, tenendo presente che non sempre sortisce gli effetti sperati”. Nemmeno il consigliere del Pd Luciano Domenichini ha condiviso il richiamo all’incidente mortale nel documento e ha ricordando che “i cittadini, quando sono stati consultati, hanno bocciato la proposta di una variante stradale”. “Con le minori risorse disponibili oggi, per chi ha una visione del territorio complessiva progettare una variante stradale lì sarebbe progettare un’opera ciclopica che è impensabile”, ha sostenuto Domenichini, il quale ha espresso la convinzione che “una variante sarebbe la morte della frazione”. Il consigliere del Pd Vittorio Massetti ha ricordato come, all’epoca in cui prestava servizio come vigile urbano ebbe modo di intervenire a Fabbrecce per l’istituzione del senso unico di marcia lungo via Pincardini. “Quando intervenimmo con questa misura ci fu una ribellione dei residenti”, ha ricordato Massetti per testimoniare come l’intervento finalizzato a una maggiore sicurezza non venne affatto apprezzato. Dal capogruppo del Psi Marco Mearelli è venuta la richiesta di rimuovere ogni riferimento al recente tragico incidente a Fabrecce dall’interpellanza, “perché altrimenti – ha detto - sembra che il sinistro sia avvenuto per colpa dell’amministrazione comunale”. “Non possiamo discutere un documento impostato in questo modo”, ha puntualizzato Mearelli. Nel riconoscere come il problema sia oggettivo, il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha invocato una maggiore presenza nelle frazioni della Polizia Municipale, anche in funzione di deterrente rispetto a certe situazioni pericolose. “E’ nostro dovere fare in modo anche che gli automobilisti si conformino alle regole della strada – ha concluso -  c’è bisogno di una presenza fisica del Comune”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha sostenuto che “quando si parla di un giovanissimo ragazzo morto perché la strada non è sicura, la politica non c’entra”, sottolineando che la provinciale 105 all’altezza di Fabbrecce “è di una pericolosità assoluta e c’è la primaria e indispensabile necessità di intervenire”. “Bisogna almeno programmare nel Prg, indipendentemente dalla possibilità di realizzarla ora, una variante stradale”, ha affermato Busatti, che ha invitato ad acquistare “attrezzature reali di contrasto della velocità, anziché attrezzature finte come quelle che sono state installate recentemente”. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha ricordato l’impegno del partito per promuovere la sicurezza lungo le strade del territorio, “con diverse raccolte di firme per interpretare i messaggi che arrivano dalla cittadinanza”. “Ci sono dei problemi, iniziamo a risolverli  - ha sostenuto Mancini – coinvolgiamo la Provincia, sollecitiamo progetti come quello per la strada 221 presentato alla Regione e facciamo in modo che vengano attuati”.  A parlare di “un taglio inadeguato dell’interpellanza” è stato il capogruppo de La Sinistra per Città di Castello Alessandro Alunno, che ha ribadito come l’incidente mortale di Fabbrecce abbia avuto la propria causa nella fatalità e non in altri fattori, “tantomeno nella negligenza di qualcuno”. “Non è accettabile un documento proposto con certe premesse – ha insistito Alunno – per cui invito il consigliere Maraghelli a riformulare l’interpellanza per aprire una discussione diversa”. L’assessore Bettarelli ha ricordato come sia stato “quantomeno antipatico veder presentare un’interpellanza pochi giorni dopo la sciagura di quest’estate”. Quanto alla ipotesi di by-passare l’abitato, l’assessore ha spiegato che “alcune varianti stradali sono state inserite nella variante generale alla parte strutturale del Prg perché ci sono state raccolte di firme e sollecitazioni molteplici, come ad esempio a San Secondo”. “Su Fabbrecce le sollecitazioni sono state alla rovescia – ha chiarito Bettarelli - cioè di togliere il braccio stradale ipotizzato per aggirare l’abitato, che è tecnicamente molto complicato da realizzare, e non ci sono state osservazioni alla variante generale al Prg”. “Questo – ha puntualizzato l’assessore -  non toglie che in sede di commissione Assetto del Territorio, se il consiglio lo ritenesse utile, si possa prevedere ancora una variante stradale”. L’assessore Secondi ha preso di nuovo la parola per ribadire che sia stato fatto il possibile per migliorare la situazione, evidenziando però che l’incidentistica sia maggiore in strade di più elevato scorrimento, come a San Secondo e San Maiano. Sugli speed-check l’assessore ha chiarito che sono stati installati nel territorio comunale dalla Provincia, che ne ha la piena disponibilità, e che i rapporti con il Comune siano disciplinati da una convenzione che lascia comunque la competenza all’ente sovraordinato. In sede di replica, il consigliere Maraghelli ha ribattuto: “nell’interpellanza nessuno accusa nessuno e tanto meno l’amministrazione, cui semmai chiedo di sollecitare la Provincia”. “Il mio intervento è stato di chi da 15 anni cerca di affrontare il problema a nome dei cittadini che subito dopo l’incidente mi hanno tempestato di richieste, spingendomi a farmi di nuovo carico della situazione”, ha spiegato Maraghelli, il quale ha lamentato il fatto che un’analoga iniziativa intrapresa nei mesi scorsi dal consigliere Mancini dopo un altro incidente mortale a Lerchi non sia stata bollata nella stessa maniera dalla maggioranza. “C’è bisogno di controllare la velocità, c’è bisogno anche della polizia municipale – ha aggiunto Maraghelli – le persone che abitano al centro del paese non ne possono più di certi pericoli ed è per questo che bisogna tenersi anche pronti a sfruttare eventuali finanziamenti futuri, ipotizzando fin d’ora nel Prg una variante stradale”.


APPROVATO ODG SUL GEMELLAGGIO CON GIBELLINA

Il consiglio comunale ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), Fdu, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Polo Tifernate e l’astensione di Idv e Patto Civico per Città di Castello l’ordine del giorno del consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli (Pd) per la proposta di un gemellaggio Città di Castello-Gibellina.

Dispositivo. Con l’ordine del giorno approvato, il consiglio comunale propone di valutare, anche dopo un approfondimento in commissione ed aver interpellato il sindaco di Gibellina Rosario Fontana, il gemellaggio Città di Castello — Gibellina”.

Dibattito. Il consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli ha introdotto l’ordine del giorno rimarcando l’approvazione in commissione Affari Istituzionali del regolamento per i gemellaggi, in considerazione degli incentivi in questo senso che derivano dall’Unione Europea, anche sotto il profilo delle agevolazioni nella richiesta di finanziamenti. “Poiché nel 2015 ricorre il centenario della nascita del maestro Alberto Burri, che ha promosso a Gibellina la sua più grande opera – ha osservato Tofanelli – sarebbe importante fare questo atto come riconoscimento di un legame nato grazie al maestro tifernate”. Ad evidenziare come sia importante che il consiglio comunale sviluppi una sensibilità particolare sulle iniziative del centenario della nascita di Burri è stato il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza dei gemellaggi per determinare in maniera ufficiale l’unione tra due comunità, lo sviluppo di legami, lo scambio di esperienze. “Questo consiglio ha una responsabilità molto grande nel fare questa scelta, che, se va fatta, va fatta con serietà, costituendo un comitato di gemellaggio e investendo risorse”, ha osservato Zucchini, che ha chiarito: “sono favorevole, ma dobbiamo ragionarci in termini seri, considerando anche che questi rapporti non sono infiniti, ma hanno una durata e c’è da valutare l’importanza della concomitanza con festeggiamenti del centenario della nascita di Burri”. L’assessore alla Cultura Michele Bettarelli ha preso la parola per precisare che “parlare di Burri e della sua importanza sottolinea il ruolo del consiglio comunale nell’azione finalizzata a fare l’interesse e il bene della città”. L’assessore ha dato atto al consigliere Tofanelli di aver presentato “una proposta molto aperta, che non impone nulla” e punta a dare importanza ai rapporti già esistenti con Gibellina. “Tutto quello che ci proietta al centenario è sicuramente rilevante – ha puntualizzato Bettarelli – per cui vedo di buon occhio l’iniziativa, considerando anche la valutazione della proposta rimessa alla commissione Affari Istituzionali”. Nel premettere di non essere contro Burri e la sua opera, il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha avanzato perplessità sull’opportunità dell’operazione, “alla luce del fatto che quotidiani nazionali e anche deputati del Pd critichino l’attuale condizione in cui l’amministrazione locale conserva il cretto”. “Quando 12 anni fa sono stato a Gibellina, l’opera di Burri era in condizioni pietose a testimonianza di come in 30 anni l’amministrazione comunale locale non si sia curata molto del patrimonio rappresentato dal cretto, ma lo abbia abbandonato a se stesso”. “Oggi ci sono i fondi per il restauro, ma mancano le infrastrutture di servizio, c’è una frana che impedisce di raggiungere il cretto – ha sostenuto Busatti - per cui invito ad andare molto cauti e verificare la situazione, perché ci sono carenze sulla tutela e la fruizione dell’opera del maestro”. In questo contesto, l’esponente della minoranza ha chiesto anche di avere informazioni sul coinvolgimento della Fondazione Albizzini nel restauro del cretto. Il sindaco Luciano Bacchetta ha replicato: “mi sfugge il nesso tra il gemellaggio con Gibellina e quello che ha detto il consigliere Busatti”. Pur non nascondendo di “essere molto freddo verso i gemellaggi, che spesso sono momenti superficiali di rapporti tra città che non hanno legami e non portano nulla alle rispettive comunità”, il primo cittadino ha chiarito che il caso di Gibellina sia molto diverso. “Abbiamo previsto la possibilità di fare gemellaggi, che non c’era in precedenza, proprio per questo motivo”, ha spiegato Bacchetta, che ha riferito come il gemellaggio sia stato chiesto proprio dal sindaco di Gibellina, il quale ha vinto le elezioni proprio puntando sul rilancio turistico della città. “Sarebbe un grave errore non fare questo gemellaggio, un grave sgarbo istituzionale, perché ci è stato richiesto, e sarebbe una grande opportunità gettata via, perché parliamo di un gemellaggio culturale, che riguarda il centenario della nascita di Burri e non ha senso metterlo in discussione per una frana”. Il sindaco ha, quindi, colto l’occasione per confermare che la direzione artistica del recupero del cretto, finanziato dalla Regione Sicilia con fondi europei, è stata affidata ai responsabili della Fondazione Albizzini. “Questo ci dovrebbe inorgoglire – ha puntualizzato  Bacchetta - non sollecitare polemiche, perché dovremmo essere tutti contenti che tecnici tifernati seguano i lavori del cretto”. In sede di replica, il consigliere Tofanelli ha ribadito che “l’odine del giorno porta in votazione una proposta che va approfondita, ma rappresenta una cosa importante che arricchisce le celebrazioni del centenario, senza implicazioni politiche”. Il consigliere Busatti ha replicato che la sua contrarietà fosse sulle modalità con cui è stata gestita l’iniziativa, “che viene proposta già dicendo che va a approfondita”. “Se la giunta si impegna a portare elementi conoscitivi concreti sull’effettiva fruibilità del monumento, voterò in modo favorevole all’ordine del giorno”, ha chiarito Busatti. Il sindaco Bacchetta ha, quindi, ribattuto che “il gemellaggio o si fa prima del centenario o non si fa”. “Le procedure del gemellaggio passano per la commissione deputata e per il consiglio comunale, oggi non votiamo nessun gemellaggio, ma solo una proposta”, ha spiegato il sindaco che ha sostenuto: “potremmo incontrare il sindaco di Gibellina, che è una persona di valore, seria e appassionata, in modo che sia lui stesso a illustrarci le sue idee e i suoi progetti”. Il consigliere Zucchini ha ribadito la necessità di valutare bene tutti gli aspetti, concordando che il gemellaggio, che peraltro è tale da comportare una partnership esclusivamente culturale, sarebbe un atto di correttezza nei confronti della municipalità che ce lo chiede”. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha eccepito che “sarebbe stato interessante parlare di gemellaggio in commissione prima di discuterne qui”. “Voterò comunque a favore perché seguo con amore la nostra città e tutto ciò che la riguarda, come il centenario – ha dichiarato Mancini – fermo restando che per me l’attenzione deve essere in rapporto mille a uno tra quella per Burri e quella per Gibellina”.


APPROVATA DELIBERA SUL METANODOTTO BRINDISI-MINERBIO

Con 18 voti favorevoli della maggioranza di Pd, Psi, Fdu, Patto Civico per Città di Castello, Polo Tifernate, il voto contrario della Lega Nord e le astensioni dei consiglieri Alunno (La Sinistra per Castello), Celestini e Gatticchi (Pd), il consiglio comunale ha approvato la delibera richiesta dal Ministero dello Sviluppo Economico con cui il Comune di Città di Castello esprime il proprio parere motivato sulla costruzione e sull’esercizio del metanodotto Brindisi-Minerbio nella tratta Foligno-Sestino.

Dispositivo. Con l’atto il consiglio comunale delibera di “esprimere parere contrario al progetto per la realizzazione e l’esercizio del metanodotto Brindisi-Minerbio nella tratta Foligno-Sestino”; “di condividere tuttavia le obiettive necessità di pubblico interesse sottese al progetto e di sollecitare pertanto SNAM Rete Gas e Ministero dello Sviluppo Economico ad individuare un diverso percorso al di fuori delle aree appenniniche interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico”; “di riservarsi, nel caso in cui il parere come espresso venga disatteso, la richiesta di adeguate misure compensative a favore dal territorio”.

Dibattito. L’assessore all’Ambiente Luca Secondi ha ricordato che l’infrastruttura interessa il territorio di Città di Castello per 1.400 metri nel tracciato attuale, “quindi con un impatto limitato, che va però considerato in una dinamica e in base a implicazioni che vanno al di là dei confini del nostro comune”. “Con la delibera proponiamo un atteggiamento senza pregiudizi, nel quale evidenziamo di ritenere opportuno che venga realizzata l’infrastruttura, ma anche che ci sono  criticità di natura idrogeologica, questo in conformità con tutti i comuni contrari all’attuale tracciato, nella convinzione che  ci possa essere un percorso alternativo”. L’assessore ha sottolineato la condivisione delle posizioni espresse dalle Regioni, dai Comuni interessati e in ultimo anche dalla commissione Ambiente della Camera dei deputati “che – ha detto Secondi - all’unanimità ha chiesto un ripensamento del tracciato per valutare una soluzione alternativa”. “Abbiamo condiviso la preoccupazione e la contrarietà all’unica soluzione offerta, ma anche la convinzione che, se venisse confermato il tracciato, dovrebbero spettarci delle compensazioni”, ha concluso Secondi. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha ribattuto: “stiamo per votare una delibera che non informa correttamente”. “A me non risulta che tutti i comuni interessati dal tracciato abbiano manifestato grandi perplessità, visto che non è così a Nocera Umbra, dopo il cambio di amministrazione, e a Mercatello”, ha chiarito l’esponente della minoranza, che ha invitato ad usare coerenza politica. “Dobbiamo pensare a intervenire dove c’è bisogno, non si può parlare di bisogni che noi non abbiamo, rispetto a chi ha aziende che non hanno metano e ne hanno bisogno, come Mercatello – ha sostenuto Mancini - il metano deve passare dove può servire, non lungo l’Adriatico dove non serve”. A ritenere inutile la discussione è stato anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, che ha chiarito: “sarebbe meglio discutere di temi più concreti, visto che il nostro parere non cambia nulla”. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo è intervenuto per sottolineare che “non si tratta di rinunciare all’infrastruttura, ma di trovare tracciati alternativi”. Il rappresentante della minoranza ha evidenziato come l’attuale percorso attraversi la regione in luoghi con problemi geologici e in siti di valore archeologico e culturale. “Il Governo si rifiuta di ascoltare, non c’è disponibilità per un tracciato alternativo”, ha osservato Colombo, che ha invitato a considerare l’impatto ambientale di un’opera che comporterà una fascia di rispetto di 50 metri. Il consigliere del Polo Tifernate Manuel Maraghelli ha chiarito che “si tratta di una grossa infrastruttura, che è un asse portante e che non ci sono derivazioni che possano sfruttare le popolazioni locali, che sfrutteranno semmai altre derivazioni, non questa”. L’esponente del Centrodestra ha sottolineato le preoccupazioni legate all’attraversamento di zone sismicamente attive, “mentre – ha detto – si potrebbe pensare a un percorso alternativo sulla dorsale adriatica, lungo la A14, dove convergono già altre infrastrutture”. “Perché non è stata utilizzata l’altra via che era più agevole?”, si è chiesto Maraghelli, che ha riconosciuto l’errore di aver votato all’epoca un atto urbanistico che sembrava dovuto e con implicazioni trascurabili per il territorio comunale. Il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno ha espresso forti perplessità sulla logica e sul modus operandi. “Prevedere a priori l’esproprio di terreni per il passaggio di una conduttura individuata con una semplice riga sulla piantina denota una mancanza totale di lungimiranza e la carenza di un elemento fondamentale, che è l’utilità e il beneficio per i territori attraversati”. “La priorità è la deviazione del percorso, ma soprattutto ci deve essere una modalità diversa di agire, perché la politica è per i cittadini”, ha detto Alunno, che ha puntualizzato: “la delibera è condivisibile nel suo impianto – ha aggiunto – ma non sono d’accordo con l’apertura con cui si anticipa ora che si chiederanno compensazioni, perché snatura il senso oggettivo del documento”. “Non credo che la logica della compensazione sia utile – ha concluso Alunno - se resta il terzo punto mi asterrò”. Contrario al metanodotto anche il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti, che ha richiamato le perplessità per la natura sismica e le problematiche geologiche del territorio prescelto per l’infrastruttura, pur ammettendo “il grosso dubbio e il rammarico di approvare un documento che non trova nessun riscontro effettivo”. “Questo progetto che anche per Snam ha il suo punto più critico nel tratto appenninico – ha rilevato Braganti - sarà comunque portato avanti, per cui mi sembra una gran perdita di tempo affrontare questa discussione, perché non ci sarà alcun ritorno concreto”.  A condividere le perplessità sull’itinerario del gasdotto è stato anche il consigliere del Pd Luciano Tavernelli, che ha  evidenziato come “tra Umbria, Marche e Lazio, l’infrastruttura interessi 28 comuni, metà classificati in zona sismica 1 e metà in zona sismica 2”. “Sembra un tracciato disegnato apposta sulle aree più pericolose, come se Snam avesse voluto andare lontana dai centri abitati per realizzare un’opera che per l’Italia è inutile e dannosa”, ha sostenuto il rappresentante della maggioranza, che ha parlato di “vantaggi solo per Snam”. “Le compensazioni di cui si parla sono impossibili – ha chiarito Tavernelli – la Snam avrà profitti enormi e i costi saranno pagati dai cittadini”. Il vice sindaco e assessore all’Urbanistica Michele Bettarelli ha sottolineato che la delibera faccia seguito alla discussione avvenuta in consiglio comunale, dove nel 2011 è stato approvato un ordine del giorno dei consiglieri Zucchini e Tavernelli. “E’ un atto dovuto su una vicenda che passa comunque sopra di noi, visto che i comuni hanno un potere limitatissimo, perché il Ministero agisce indipendentemente dai pareri che possono venire da questi enti”, ha detto Bettarelli, che ha in ogni caso ribadito la necessità di “chiedere che il progetto, almeno sul nostro territorio per come è stato proposto, non venga realizzato”. “Chiariamo che non lo vogliamo nel nostro territorio e, qualora venisse disattesa questa richiesta, ci attiveremo per tutte le forme compensative”, ha concluso l’assessore. Il capogruppo del Psi Marco Mearelli ha espresso la contrarietà al progetto e, dunque, parere favorevole alla delibera, in considerazione che “l’opera non serve al nostro territorio e palesa leggerezze nella progettazione”. In sede di dichiarazione di voto, il consigliere Mancini ha affermato: “andrebbero ringraziati tutti gli abitanti dell’est europeo perché hanno consentito il passaggio delle condotte con cui ci riscaldiamo”. “Non è miglior progetto possibile, ma il Comune deve essere coerente con la propria iniziale deliberazione, per giunta di fronte al fatto che il Ministero dice che deve passare il tubo e che ha detto altrettanto a suo tempo anche la Regione Umbria”, ha sostenuto Mancini, che ha aggiunto: “si parla di impatto ambientale, ma la stessa maggioranza che ne parla ha accolto favorevolmente la trasformazione della E45 in autostrada”. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha replicato che “la questione dell’approvvigionamento energetico non è mai stata messa in discussione, ma abbiamo il dovere di pensare a quella che può essere un’opera di pubblica utilità con ricadute pesanti sulla comunità”. “Con la delibera votata a suo tempo impegnavamo la giunta a promuovere soluzioni alternative e oggi chiediamo di evitare un impatto ambientale devastante”, ha concluso.


APPROVATA DECLASSIFICAZIONE DI STRADA

Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), Fdu, Patto Civico per Città di Castello, Idv e le astensioni di Lega Nord e Polo Tifernate, il consiglio comunale ha approvato la declassificazione del tratto di strada vicinale di Casa Varzo, il località Varzo e la classificazione di un tratto alternativo.


 

 

 

DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI GESTIONE E CONTROLLI INTERNI

Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e le astensioni di Fdu, Idv, Patto Civico per Città di Castello, Lega Nord e Polo Tifernate, il consiglio comunale ha preso atto della deliberazione n. 59/2014/PRSP assunta dalla Corte del Conti – Sezione Regionale di Controllo per l'Umbria e ha dato mandato agli uffici del Settore Finanziario di integrare il vigente regolamento comunale di contabilità in adeguamento alle disposizioni del TUEL, secondo la richiesta dello stesso organo di controllo.

 

 

 

 

CONSIGLIO COMUNALE

DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI SUL BILANCIO 2012

Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e le astensioni di Fdu, Idv, Patto Civico per Città di Castello, Lega Nord e Polo Tifernate, il consiglio comunale ha preso atto della deliberazione n. 79/2014/PRNO assunta dalla Corte dei Conti - Sezione Regionale di Controllo per l’Umbria, con la quale, In relazione al rendiconto del Comune dl Città dl Castello per l’esercizio 2012, l’organo di controllo ha deliberato di non dar luogo ad alcuna segnalazione al sensi dell’art. 1, comma 166 e segg. della citata legge 266/2005.

 


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