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ILLUSTRATO IL PROGRAMMA DEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI BURRI LUNEDì 20 OTTOBRE 2014

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ILLUSTRATO IL PROGRAMMA DEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI BURRI LUNEDì 20 OTTOBRE 2014
Burri
19-12-2014 -

 

“Il centenario della nascita di Alberto Burri sarà una opportunità tanto più grande per Città di Castello quanto più le risorse politiche, sociali, economiche, turistiche della città sapranno fare sistema per sviluppare le potenzialità del territorio”. E’ in sintesi il messaggio rivolto dal vice presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Rosario Salvato ai componenti della commissione consiliare permanente Servizi del Comune di Città di Castello nella seduta di ieri pomeriggio convocata per un aggiornamento sulle iniziative del Centenario di Alberto Burri. Il presidente della commissione Cesare Sassolini ha introdotto i lavori sottolineando “l’importanza per il consiglio comunale di conoscere approfonditamente le iniziative attraverso le quali, in occasione di una ricorrenza così significativa, verrà promossa l’opera di Burri in quella che sarà una vetrina di livello mondiale per la città”. Il vice sindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli ha spiegato che il taglio delle celebrazioni del centenario di Burri sarà quello di promuovere, da un lato, eventi per far conoscere e affermare l’opera del maestro nel mondo e, dall’altro, iniziative finalizzate ad aumentare la consapevolezza della sua arte nella comunità locale, in particolare tra le nuove generazioni. In questo contesto, Bettarelli ha portato l’esempio del progetto che coinvolgerà 3.600 bambini e insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado del comune, rivolgendosi anche alle famiglie degli studenti, e ha informato i consiglieri anche sugli incontri tematici  con le associazioni degli albergatori per creare pacchetti turistici. “La Fondazione Albizzini sta dimostrando piena apertura alla città e al suo consiglio comunale”, ha osservato l’assessore.

Relazione vice presidente Salvato. Il vice presidente della Fondazione Albizzini Collezione Burri Rosario Salvato ha fatto una panoramica del programma delle iniziative del centenario della nascita di Burri, partendo dalla redazione del catalogo generale dedicato all’opera del maestro, che sarà composto da sei volumi (tre dedicati alla pittura, uno al Burri scenografo e scultore, uno alla grafica, uno all’inventario cronologico delle opere), “che – ha puntualizzato - raccoglieranno oltre il 90 per cento della produzione dell’artista, perché ci sono anche opere andate perdute e  quelle di cui i proprietari non desiderano pubblicizzare il possesso”. “Ci saranno sostanzialmente tutte le opere autentiche del maestro, raccolte in una pubblicazione che ha finora richiesto quattro anni di lavoro, che sarà edita in italiano e inglese, con un prezzo accessibile, fermo restando il suo oggettivo valore”. Perno fondamentale del programma del centenario sarà la mostra antologica retrospettiva al museo d’arte R. Solomon Guggenheim di New York, che verrà aperta il 9 ottobre 2015. “Con oltre cento opere del maestro – ha spiegato Salvato – la mostra sarà la più ampia ed esauriente mai realizzata in America, con testimonianze dell’arte di Burri acquistate da collezionisti del nuovo continente agli inizi della produzione e, dunque, mai viste in Europa”. “Un grande evento – ha chiarito il vice presidente della Fondazione Albizzini – che permetterà di avere una critica dell’opera di Burri di assoluto valore per noi sul mercato americano”. In Italia le iniziative più importanti saranno rappresentate dalla ricostruzione del Teatro Continuo a Milano vicino al Castello Sforzesco, dopo la sua demolizione nel 1989, con la donazione al Comune e alla Fondazione La Triennale e dal completamento e del restauro del Cretto di Gibellina, i cui lavori sono iniziati da circa un mese e termineranno tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Sul Cretto Salvato ha dato conto del positivo rapporto instaurato con il nuovo sindaco, dopo le difficoltà con la precedente amministrazione, e delle iniziative per promuovere l’opera d’arte e la sua fruibilità. Il rappresentante della Fondazione Albizzini non ha nascosto in questo contesto le attuali difficoltà legate alla viabilità, esprimendo comunque la fiducia che verranno superate principalmente mediante il ripristino della vecchia provinciale che collegava l’abitato di Gibellina, distrutto dal terremoto del 1968, all’autostrada A29. A fare da anteprima agli appuntamenti del centenario sarà la mostra dedicata all’incontro tra Burri e Piero della Francesca che verrà inaugurata al museo civico di Sansepolcro il 31 ottobre prossimo e proporrà un’inedita riflessione sul concetto di classicità, grazie a quattro opere tra le più significative di Burri che richiamano la produzione dell’artista biturgense. Nell’illustrare il programma del centenario, Salvato ha dato risalto al ruolo di Città di Castello, “che – ha detto - sarà sede del primo parlamento dell’arte mondiale con i 60 interpreti contemporanei più importanti della scena internazionale che si confronteranno sull’attualità dell’arte moderna e ospiterà in un’altra iniziativa analoga critici di livello internazionale che dibatteranno sull’arte di Burri e sull’arte contemporanea”.

Dibattito. Il consigliere dell’Idv Roberto Colombo ha chiesto di sapere quali siano le stime della Fondazione sulle presenze a Città di Castello nell’anno del centenario e quale sia la soglia minima di visitatori per ritenere che il programma abbia avuto successo, mentre il presidente della commissione Servizi Cesare Sassolini (Polo Tifernate) ha domandato come sia nata la collaborazione con Sansepolcro e se l’evento che verrà promosso sia da considerare rappresentativo per Città di Castello o più utile alla promozione della cittadina biturgense. Il vice presidente della Fondazione Albizzini Rosario Salvato ha citato il presidente del sodalizio Bruno Corà che ha espresso l’aspettativa di richiamare alle Collezioni Burri di Città di Castello 70-80 mila visitatori, facendo comunque presenti le difficoltà a raggiungere una simile quota che potrebbero essere determinate dal seguito, comunque ridotto, che può assicurare l’arte contemporanea in questo momento, ma soprattutto dal limite rappresentato dalla disponibilità di strutture ricettive. E’ a questo proposito che Salvato ha fatto appello alla città e alle sue risorse, perché vengano garantite le condizioni idonee ad alimentare ed accogliere un movimento di appassionati d’arte che possa essere realmente commisurato all’importanza della ricorrenza. “La città deve poter fare la propria parte sul versante della promozione, saper creare un sistema capace di accogliere a livello regionale un movimento come quello che stimiamo possa essere generato dall’arte di Burri”, ha affermato Salvato, che ha chiarito: “credo che la politica debba essere l’elemento che stimola il sistema a crescere, perché non si può pensare che 80 mila persone vengano a Città di Castello solo grazie alla Fondazione”. Sull’accostamento a Piero della Francesca, Salvato ha ricordato che del progetto si fosse parlato già nel 2001, ma che all’epoca l’ipotesi fosse difficile e addirittura improponibile dal punto di vista culturale. “Oggi invece la proposta è venuta dai cittadini, più dai privati che dalle istituzioni, e si sono create le condizioni per questo incontro, che rende giustizia alle inclinazioni e anche all’arte stessa di Burri, nella quale anche la critica riconosce molti elementi ispirati da Piero della Francesca”. In rappresentanza del comitato organizzatore della mostra, Riccardo Lorenzi ha puntualizzato che l’idea di mettere a confronto i due artisti abbia preso forma compiuta nel 2012, “quando – ha detto - un gruppo di persone ha ripreso proprio un’idea che era di Burri”. “In gioventù mi capitò di incontrare Burri a Città di Castello mentre scattavo delle fotografie e, dopo aver capito che ero di Sansepolcro, mi disse: abbiamo due cose in comune, la fotografia e Piero”. “E’ un sogno che si avvera poter ospitare quattro opere di Burri nel museo civico, accanto a quelle di Piero della Francesca – ha detto Lorenzi- e crediamo che la mostra possa rappresentare un ideale invito a raggiungere Città di Castello per vedere dal vivo le 260 opere del maestro custodite nelle sue collezioni”. Lorenzi ha anche parlato di una campagna promozionale della mostra a Sansepolcro che, attraverso una società informatica, punta a contattare dai 4 ai 16 milioni di persone e della possibilità che in futuro possano essere le opere di Piero della Francesca a compiere il percorso inverso fino a una delle collezioni tifernati di Burri.

 


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