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NUOVE SFIDE PER I SERVIZI SOCIALI: AUTONOMIE PER I DISABILI, SERVIZI PER LE FAMIGLIE E UN WELFARE DI COMPRENSORIO. GIA 35 I PROGETTI DEL SIA

giovedì 23 novembre 2017
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NUOVE SFIDE PER I SERVIZI SOCIALI: AUTONOMIE PER I DISABILI, SERVIZI PER LE FAMIGLIE E UN WELFARE DI COMPRENSORIO. GIA 35 I PROGETTI DEL SIA
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14-01-2017 -

 

 

 

 

La zona sociale 1 è una realtà: dopo l’approvazione della convenzione da parte del Consiglio comunale, il 2017 si apre con una buona notizia che mettendo in rete i Servizi sociali pone le basi per un welfare di comprensorio in Alto Tevere Umbro” dichiara l’assessore ai Servizi sociali del comune di Città di Castello Luciana Bassini, stilando un bilancio di quanto fatto e le priorità del lavoro per l’anno in corso. “Entrare nella fase operativa della zona sociale era un obiettivo strategico volto a garantire, in modo efficiente ed omogeneo, livelli uniformi di prestazioni su tutto il territorio di riferimento, offrendo pari opportunità ai cittadini e migliorando l’organizzazione dei servizi e le competenze specialistiche sopratutto in settori come la non-autosufficienza con una domanda in espansione. Su questo segmento di assistenza siamo attivi con punti di ascolto presso i Centri di Salute e da gennaio anche con il Segretariato sociale, che orienta e accoglie il cittadino fin dal primo contatto e che è reduce dalle procedure finali di assegnazione per la Casa Verde e la Casa albergo Vivo in centro”. I numeri degli Uffici di cittadinanza danno l’ordine di grandezza dell’intervento pubblico: con 100 accessi mensili, 1600 utenti in carico, 13600 prestazioni e 900 domande di contributo assistenziale. 600 utenti in assistenza economica. Nel segmento anziani in particolare i cittadini in assistenza sono 45, le domande soddisfatte 13 su 15, 44 gli alloggi a disposizione e 20 utenti di telesoccorso. “Ci sono categorie di utenti su cui negli ultimi anni abbiamo affinato gli strumenti di azione: per i disabili minori è stato potenziato il servizio domiciliare e per l’impegno scolastico, affiancando a questo l’attività per bambini autistici o con ritardi mentali nei centri di Riabilitazione di Città di Castello ed Umbertide. Agli adulti il “Progetto Vita Indipendente” offre un percorso di autonomia grazie alla figura innovativa dell’assistente personale, un professionista, assunto e istruito ad aiutare i disabili adulti, solo per quanto necessario affinché esprimano le proprie capacità. Una simile finalità è quella perseguita dalla Fattoria sociale,  nel circuito commerciale “ a chilometri zero” grazie al lavoro dei disabili e l’inserimento di 6 persone nella Comunità Alloggio di Muzi Betti con altri due posti dedicati ai ricoveri di sollievo. Sugli anziani l’impegno dei Centri diurni per l’Alzheimer avrà un significativo vantaggio dal potenziamento della struttura dentro Muzi Betti, che è parte del programma della legislatura attuale. Scendendo nello specifico l’assessore Bassini focalizza l’attenzione sulle politiche per i minori con il progetto presentato alla Regione Umbria per 62mila euro nell’ambito del piano europeo per ridurre il rischio di allontanamento dal nucleo familiare da bambini tra zero ed undici anni. Insieme al Protocollo d’intesa per l’inserimento scolastico del bambino adottato, l’affido familiare sarà rivisitato alla luce delle linee guida della Regione Umbria. “Ci aspettiamo risultati importanti anche dal Sia, lo strumento a contrasto della povertà che punta non solo sull’assistenza ma sull’inclusione attiva attraverso un sostegno complesso, economico ma non solo, che coinvolge in prima persona il soggetto e razionalizza le prestazioni verso i 35 beneficiari per i quali il Sia è già in corso di attivazione.  Ad integrazione rimane l’intervento della Regione Umbria che si concentra su famiglie con minori o persone adulte” precisa la Bassini, sottolineando come “il Sal, Servizio di accompagnamento al Lavoro, coniugato alla Garanzia Giovani, ha prodotto nel 2016  tra i 108 utenti in carico 6 assunzioni a tempo determinato. Nel corso dell’anno 2016 sono pervenute 42 nuove schede di segnalazione e 73 nuove aziende delle quali 32 hanno dato la disponibilità per realizzare i progetti SAL. Sul solco della tradizione Cosmopolis, un asse della pianificazione europea da sempre finanziato a Città di Castello: nella fase attuale si articola in laboratori di italiano, interculturali e di mediazione culturale. Fa capo alla stessa logica Mappa…mondo, ormai alla sua terza edizione, uno spazio aperto a 35 ragazzi e ragazze, tra gli 11 e i 15 anni, che hanno potuto migliorare il proprio apprendimento tramite lo sviluppo di un personale metodo di studio e la conoscenza di strategie per affrontare le difficoltà specifiche quali la dislessia, la discalculia, la disgrafia”. “Cogliamo le opportunità che ci offre l’Europa e l’Italia ma ci sono alcune variabili di disagio locale su cui il Comune sta intervenendo con proprie progettazioni: è il caso, su gestione dell’associazione di volontariato ecclesiale Ave, di un servizio di pronta accoglienza per  2 posti letto, riservati a situazioni di grave stato di emergenza, rivolto a persone adulte, italiane e straniere, di un servizio mensa per persone in difficoltà con almeno 40-50 pasti giornalieri per sette giorni la settimana, e di uno sportello immigrazione, per  5 giorni la settimana, per i servizi di consulenza, orientamento, segretariato, assistenza e disbrigo pratiche amministrative relative al rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno”. “Negli ultimi mesi l’emergenza internazionale dell’immigrazione ha riguardato anche Città di Castello: stiamo lavorando con le associazioni che gestiscono i cittadini di stanza nel territorio perché la convivenza e l’integrazione siano reali e in vista del 21 marzo, pensiamo a dei laboratori di abiti ed accessori, a mostra fotografiche, eventi e sport per promuovere la cultura della tolleranza e del rispetto reciproco, insieme ai molti soggetti sensibili a questo tema”. In chiusura di bilancio l’assessore parla dei giovani, impegnati nel servizio civile con il progetto di assistenza ai disabili e dei centri ricreativi “che rappresentano una risposta reale per le famiglie con i tre punti di La Tina, Rioseco e Trestina. La famiglia rimane il perno di una società equilibrata, armoniosa e dove nessuno rimanga indietro, dobbiamo aiutarla a svolgere questo compito essenziale. I 67 bambini tra 6 e 14 anni che ogni settimana frequentano i centri ricreativi sono un contributo alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro”.  (allegata foto)

 

 
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