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UNIVERSITA', UNESCO, SCUOLA MONTESSORIANA. LE PROSPETTIVE DELLA FORMAZIONE A CITTA' DI CASTELLO

sabato 25 novembre 2017
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UNIVERSITA', UNESCO, SCUOLA MONTESSORIANA. LE PROSPETTIVE DELLA FORMAZIONE A CITTA' DI CASTELLO
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03-02-2017 -

 

 

 

 

“L’anno del centenario del barone Leopoldo Franchetti sarà occasione per ripensare e rilanciare l’offerta formativa di Città di Castello”: in attesa di presentare il calendario di iniziative che ricorderà la figura del filantropo, morto il 4 novembre 1917, il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli, parla dei progetti di rilancio di Villa Montesca e Tela Umbra, “che sono obiettivi di governo delineati nelle linee programmatiche di legislatura. Il patrimonio dei baroni Franchetti da strumentale è diventato monumentale, determinando limiti nel loro utilizzo economico. Per questo sono allo studio ipotesi per la ricollocazione degli arredi, la promozione della struttura di accoglienza e l’utilizzo di alcuni spazi anche a fini economici. Villa Montesca in tutto il mondo della pedagogia è un simbolo e sarebbe il luogo ideale per attività convegnistiche e formative. Nel nostro progetto di sviluppo integrato, ogni sito ha una funzione: Villa Montesca nei saperi, Tela Umbra nel mercato delle eccellenze artistiche, la scuola rurale di Rovigliano nella ricerca. Per Villa Montesca, luogo delle conoscenze attive e sede della Fondazione Hallgarten-Franchetti, pensiamo ad un ruolo di coordinamento e programmazione nel circuito delle agenzie cittadine di formazione con l’apertura di nuovi corsi di natura universitaria nell’alta formazione, nel segmento dei master e con l’esperienza innovativa della Summer School. Contestualmente stiamo lavorando sul riconoscimento del profilo internazionale che Villa Montesca ha avuto fin dall’inizio, ospitando la sperimentazione del Metodo Montessori ed negli ultimi decenni come punto di riferimento in Europa per la formazione e la pedagogia grazie al Centro Studi omonimo. In particolare stiamo terminando la redazione dell’istanza all’Unesco per l’inserimento tra i beni patrimonio dell’umanità dell’esperienza educativa di Villa Montesca. Infine, come è noto, tra i progetti di Agenda Urbana, è inserita la catalogazione dell’archivio Franchetti-Hallgarten, con la digitalizzazione della Biblioteca storica. Secondo polo della prospettiva di rilancio del patrimonio Franchetti è Tela Umbra,  portatrice di un potenziale economico, che la nuova dirigenza sta mettendo a leva, affinché la produzione acquisti, oltre al valore culturale, un valore aggiunto riconosciuto dal mercato. L’opera di rilancio non può prescindere dalla convergenza, non prossima ma tendenziale, all’ l’autosufficienza della produzione e della vendita. Terzo polo della rinascita dell’eredita dei baroni Franchetti è la scuola di Rovigliano, destinata a diventare, una volta delineate le risorse e le modalità per l’intervento di recupero, nodo di raccordo storico tra le esperienze educative delle scuole rurali e le frontiere più avanzate della didattica 2.0. L’ultimo tassello del mosaico è l’attivazione all’interno della rete scolastica tifernate di una scuola di metodo montessoriano, sulla scia di altri istituti simili, attivi anche in Umbria, che stanno raccogliendo un intesse sempre maggiore da parte di famiglie e mondo scientifico”. Nel quadro formativo della città deve continuare a svolgere una funzione di collegamento tra impresa e scuola il centro G. Bufalini, “una scuola dei mestieri” sottolinea Bettarelli, per il quale il coordinamento tra domanda ed offerta di lavoro rimane centrale anche attraverso un tavolo di consultazione permanente nel quale siedano anche soggetti capaci di assorbire figure con qualifiche superiori, spesso condannate a spendere le proprie competenze su contesti esterni, deprivando il territorio di una risorsa umana essenziale. Il buon lavoro svolto nel cogliere le opportunità europee ha permesso al centro di strutturare percorsi nelle professioni emergenti e nelle qualifiche meno tradizionali, dando risposte ai giovani a rischio di finire nell’esercito dei cosidetti Neet, ragazzi fuori dal lavoro, fuori dalla formazione, fuori dalla scuola. Il passaggio della Bufalini ad azienda di servizi alla persona, conservando nell’ambito della riforma, un profilo giuridico pubblico non potrà se non consolidare la collaborazione con le istituzioni in un frangente ancora molto critico per l’occupazione giovanile”.

 

 

 


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