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MENSE PLASTIC FREE A CITTA' DI CASTELLO

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MENSE PLASTIC FREE A CITTA' DI CASTELLO
News
10-02-2017 -


224mila pasti l’anno per 1900 alunni: sono numeri importanti quelli della ristorazione scolastica di Città di Castello che dal 2016 è plastic free, avendo eliminato al 100% la plastica delle mense.
“E’ un punto di non ritorno anche se ha implicato numerosi adattamenti nell’organizzazione del servizio” sottolinea l’assessore alle Politiche educative Rossella Cestini, in risposta ad una interrogazione del Gruppo Castello Cambia, “Grazie alla collaborazione delle Direzioni didattiche che hanno condiviso l’obiettivo, e alla ditta All Food, che si è resa disponibile anche oltre il capitolato d’appalto, a Città di Castello mangiare a scuola è una buona pratica, educativa e ambientale, dato che i costi sociali del servizio sono stati abbattuti. Da tempo nelle mense delle scuole tifernati le materie prime provengono solo dalla filiera corta e da produzioni biologiche; da un anno i piatti confezionati con tali ingredienti sono serviti su materiale biodegradabile ed ecocompatibile, come il Mater-Bi, o riutilizzabili come i patti di ceramiche e la posateria d’acciaio. A volte tornare indietro è il vero progresso, rinunciando a sistemi troppo impattanti sull’ambiente o convertendo abitudini alimentari non corrette”. Il servizio di ristorazione scolastica copre il fabbisogno di Città di Castello e di San Giustino, per circa 70mila dei 224mila pasti l’anno. La partita finanziaria si aggira intorno al milione e mezzo di euro.
“Togliere la plastica dalle mense ha significato rivoluzionarne l’aspetto” spiega la Cestini “abbiamo dovuto trovare posto a undici nuove lavastoviglie, lo spazio per 14 lavatoi, 24 carrelli inox e 6 per il bagnomaria, 19 armadi, cavalletti, ripiani per la sistemazione del materiale che prima diventava rifiuto ed invece ora è riutilizzato”. La Cestini aggiunge che “l’attuale contratto scade il 31 agosto 2017. In vista della gara pluriennale, l’Amministrazione sta valutando la logistica futura dei centri cottura - in particolare di Cerbara e di Cornetto - per razionalizzare le spese ed evitare duplicazioni. La conversione ecologica delle mense non deve contenere perdite di qualità: oltre al soggetto esterno, la Fosan Servizi, anche i genitori, attraverso i rappresentanti del nucleo di valutazione, esercitano il controllo ispettivo sulla qualità delle derrate, i regimi speciali di dieta, le certificazioni, l’organizzazione in generale”.
Nel 2016 sono pervenute  45 schede di rilevazione dalle famiglie sulla qualità reale e percepita; 56 invece le verifiche dell’organismo esterno, ripartite tra i tre centri di cottura e le 25 mense. “Abbiamo introdotto correttivi ai menù: la sostituzione dei preparati a base di pesce con filetti di pesce, l’inserimento di tacchino bio inizialmente non presente per indisponibilità di prodotto, la sostituzione della pasta senza glutine con un tipologia che tiene meglio la cottura, la riformulazione della ricetta della crostata con eliminazione degli additivi conservanti, l’introduzione di salumi umbri km0, impiego di carne umbra km0, l’impiego di latticini e prodotti da forno km0, la fornitura di frutta bio nazionale. “Le porzioni e la frequenza della carne sono state ridotte, pur rimanendo superiori ai valori guida delle linee regionali ed è stata potenziata la personalizzazione dei regimi alimentari per utente”. “Nonostante la materia sia dal punto di vista normativo e della gestione sempre più complessa, l’Amministrazione comunale ritiene importante non tirarsi indietro da sfide che, come la sicurezza alimentare e la correzione di stili di vita intensivi, sono un parametro della qualità di governo. La conversione ecologica dei 224mila pasti delle mense da questo punto di vista è un investimento sul futuro, che abbiamo compiuto anche grazie alla sensibilità delle famiglie su questi temi”.  (Allegate foto)
 

 


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