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RILANCIO DELLE TERME DI FONTECCHIO: APPROVATA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA. ASTENSIONE DELLE OPPOSIZIONI.

martedì 21 novembre 2017
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RILANCIO DELLE TERME DI FONTECCHIO: APPROVATA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA. ASTENSIONE DELLE OPPOSIZIONI.
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22-03-2017 -

 

Approvata la mozione per il rilancio delle Terme di Fontecchio con i 14 sì della maggioranza (Pd, Psi, La Sinistra) e le astensioni di Forza Italia, Lega Nord, Movimento Cinque Stelle, Castello Cambia e Tiferno Insieme. Fratelli d’Italia non ha partecipato al voto.

Il complesso è stato rilevato da una società, facente capo all’imprenditore e manager Francesco Milleri, che attualmente sta lavorando ad un piano di ristrutturazione e rilancio.

 

La mozione. “Il quadro è sconsolato” ha detto il capogruppo del PD Gaetano Zucchini, presentando il documento che impegna sindaco e Giunta “a favorire la riorganizzazione delle competenze in materia di turismo-termale, coinvolgendo i responsabili regionali del settore, a sostenere la validità scientifica del termalismo e l’elevazione degli standard qualitativi della struttura, promuovendo l’approccio alle terapie praticate; a favorire il potenziamento della stazione termale esistente favorendo la sua qualificazione a livello regionale e nazionale , ad avviare un marchio di qualità per le terme di Fontecchio, la certificazione, forme di cooperazione favorendo anche la costituzione di un  consorzio legato all’offerta termale locale, un programma interregionale per la formazione professionale e per l’eccellenza nelle professioni turistiche termali, con l’obiettivo di un nuovo patto programmatico tra  soggetti pubblici come il Comune di Città di Castello, l’Agenzia Forestale Umbra, la Regione dell’Umbria, gli assessorati al turismo e sanità e la proprietà”. Il documento termina con l’invito a “costituire, d’intesa con l’assessorato regionale competente, l’università di Perugia, le rappresentanze delle forze produttive e sociali, un programma interregionale per la formazione professionale e per l’eccellenza nelle professioni turistiche termali”. “Le terme sono anche una risorsa economica e sanitaria, in particolare le nostre per la qualità delle acque hanno impieghi molto estesi nelle terapie. Dobbiamo aiutare il rilancio con progettualità importanti, in presenza di un privato interessato a fare investimenti” ha concluso Zucchini.

Dibattito. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha detto: “Voi non dovete proprio fare niente e lasciare fare l’imprenditore. Non avete una lira e, quando l’Amministrazione è intervenuta, ha fatto solo disastri. La politica non deve metterci il cappello. Non è grazie a Zucchini o ad altri amministratori che l’imprenditore decide di investire a Città di Castello. Oggi si scopre che grazie a questa Amministrazione le terme ripartiranno. Invece il merito è solo dell’imprenditore. La dichiarazione di intenti è positiva ma dire che a rilanciare Fontecchio sia stato il PD, ce ne corre”. L’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti ha precisato che “non sarà merito dell’Amministrazione quando riapriranno ma non è stata colpa neanche quando hanno chiuso. Nella mozione c’è un auspicio e l’intenzione di collaborare. Ci sono stati incontri preparatori e valutato le possibilità finanziarie dell’Europa e in campo sismico per la zona alberghiera che necessità di importanti interventi. Nel 2011 il già incerottato complesso garantiva il 16 per cento delle presenze turistiche. Il potenziale è notevole. Non c’è appropriazione indebita da parte della politica ma un input perché le terme ripartano veramente a vantaggio di tutta la Regione”.

Per Riccardo Augusto Marchetti, capogruppo della Lega: “Nessuno contesta il merito della mozione ma è paradossalmente che venga dalla maggioranza, dato che il rilancio delle Terme si deve all’imprenditore che ha risanato il debito di un complesso che l’amministrazione pubblica, anche con l’intervento di Svilummbria, non riuscita a riportare in auge. Assistiamo al palese tentativo di accaparrarsi un merito che la maggioranza non ha e i cittadini sapranno smascherarlo. Noi ci asterremo”. “Abbiamo fatto questa mozione dopo aver appreso del progetto di investimento da parte degli imprenditori” ha detto Vittorio Morani, capogruppo del Psi, “vogliamo che sia propedeutica alla riapertura perché ritorni all’antico splendore. L’investitore ha messo al lavoro un pool di tecnici per cominciare in tempi rapidi alla ristrutturazione di tutti i settori. Il privato sta facendo la sua parte, ora spetta al pubblico. E noi come Amministrazione comunale siano pronti. Una volta terminato il rilancio, vorrei integrare le insegne della città con la scritta Città di Castello, comune termale”. “Tanto di cappello all’investitore” ha detto Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, “Ma non sappiamo cosa vuole fare. Invito sindaco e maggioranza ad un confronto con l’imprenditore in commissione per capire come potremmo essere utili”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha annunciato di non votare la mozione perché “stantia. Se c’è un suggerimento che darò all’imprenditore sarà di starsene alla larga da politici, amministratori, consiglieri comunali. C’è una guerra politica dentro la maggioranza: il Psi ha paura che il Pd gli tolga il controllo sulle terme. Ogni anno c’era la politica che presentava la lista di chi doveva fare il bagnino, l’infermiera e con questa mozione voi volete riguadagnare questo potere. Gli altri impianti sono convenzionati con il sistema nazionale regionale, che a Fontecchio non è mai successo. Chi ha detto no a Città di Castello e sì al Prosperius di Umbertide, perché ha soci privati a cui non si poteva dire di no? Il primo investimento sulle Terme è stato deficitario: l’apertura estiva per piscina e pizzeria, senza prestazioni sanitarie e del benessere, senza hotel non funziona. La politica ha imposto alle Terme il carrozzone di Sviluppumbria e stendiamo un velo pietoso sui soci privati. Che benefici ha avuto Città di Castello dal presidente tifernate di Sviluppumbria?”. Giovanni Procelli, capogruppo di Gruppo Misto La Sinistra, ha ricordato come “Le terme abbiano attraversato la storia della città, con alti e bassi. Hanno risentito della mancanza di infrastrutture ma hanno provocato effetti su tutta l’economia. La famiglia Pasqui ha fatto raggiungere alle Terme un livello importante grazie alle convenzioni con la mutua. Sono un patrimonio comune”. Ursula Masciarri, consigliere del Psi, si è associata a quando detto: “gli investitori investono ma il contributo della politica non può essere strumentalizzato. Evidenzio l’importante ricaduta in termini occupazionali, del benessere e della salute che la minoranza non ha valutato in modo sterile e fine a se stesso. Dove c’è un progetto che rafforza il sistema economico, deve essere sostenuto in modo trasversale”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha auspicato che “il confronto sia ancora possibile. Le terme non sono della politica ma una risorsa naturale. Forse questa mozione vi ha scavalcati sulle proposte. Ci deve essere una attenzione maggiore e specifica da parte della Regione Umbria con la convenzione al sistema sanitario regionale. Se l’assessore regionale fa una riunione alle Terme di Fontecchio è per dire che sono al centro dell’interesse della Regione. La mia solidarietà va al presidente di Sviluppumbria, Gabrio Renzacci, che non c’entra niente con le Terme”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle ha protestato “Le opposizioni per ogni proposta devono andare in commissione ma voi sulle Terme avete già incontrato imprenditori, assessori, categorie e ci presentate il pacchetto già confezionato. Dei documenti delle minoranze guardiamo le virgole ma oggi dobbiamo passare sopra a un incerto storico come la citazione di Plinio il giovane. Abbiamo guardato indietro ma davanti quando ci guardiamo? Proponete un consorzio, nuove sinergie con Regione, Agenzia Forestale, Regione e per ultimo la proprietà. Abbiamo una piastra logistica costata milioni di euro, che potevate investire nelle terme se, come dite oggi, erano così importanti. Volete fare un altro carrozzone. Possiamo allargare lo sguardo oltre i quattro anni di legislatura?”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha chiarito: “I migliori auguri all’imprenditore perché il suo successo sarebbe anche della città. Ma le Terme sono diventate una telenovela. Questa è l’ennesima proposta di rilancio da parte della maggioranza. Il sindaco ha sempre detto che essendo una proprietà privata il pubblico non poteva fare niente ma ho assistito a circostanze in cui l’intervento pubblico era profuso a piene mani: c’è una photo opportunity a suggellare l’intesa con l’attuale sindaco, allora prosindaco, per il progetto capitanato da Sviluppumbria, che veniva definito una partnership pubblico-privato. Quindi il pubblico c’era entrato ma è si è risolto in un fallimento. Un’altra puntata riguarda, più indietro nel tempo, la variante 22. La commissione Urbanistica analizzandola decise di autorizzare solo un ampliamento della cubatura, delle molte richieste fatte dalla proprietà delle Terme . Alcuni consiglieri della maggioranza per dire sì chiesero il piano industriale ed allora si fece una convenzione tra proprietà e comune per la realizzazione del parcheggio entro un anno ed entro il 2013 del nuovo complesso alberghiero. Poi sappiamo come è andata. Stasera va in onda una puntata che abbiamo già visto. Mi piacerebbe sapere in quale passo Plinio il Giovane cita Fontecchio? Non mi metto in posa in un’altra photo opportunity”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha precisato che “Calpurnia, la moglie di Plinio il giovane, si dice che soggiornò a lungo a Fontecchio. Le Terme sono un soggetto privato, il comune può provare una moral suasion ma non intervenire. La nuova proprietà ha acquistato le terme sulla base del progetto autorizzato con la variante 22. La vicenda del 2010 non ha avuto alcun costo pubblico: i funzionari di Sviluppumbria erano già pagati per fare il loro lavoro. La presenza del pubblico era di supporto, non è mai entrato nella società. Anche questo progetto era ambizioso e aveva un respiro interessante. Quello che è accaduto, dato che ne sono un dipendente, lo so ed è stato il frutto di contrasti privati. Oggi l’azienda è acquisita da una proprietà economicamente molto solida. Se avrà successo, non dipenderà da noi ma dobbiamo dare un segnale di attenzione, un’apertura di credito. Senza prendere né meriti né colpe. Questo è il senso della mozione”.

Replica e dichiarazione di voto. Nelle replica Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha dichiarato “Anche stasera si sta cercando di delegittimare idee corrette. Noi dobbiamo respingere questo atteggiamento. Su questi banchi non ci sono servi sciocchi. Non abbiamo presunzioni di avere ricette magiche né conosciamo i piani industriali. Sarebbe offendere l’attuale proprietario che ha capacità di progettazione e manageriali tali da non avere bisogno della politica né di altro. Nelle dichiarazioni di voto Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia: “Nessuno è contrario alle Terme di Fontecchio. La politica farà la sua parte non mettendo il proprio cappello su chi fa e non dia consigli a chi rischia in proprio. Io mi asterrò”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque stelle: “La politica non deve intervenire, l’ha detto anche il sindaco, ma nel documento la fa da padrona, ci sono citati tutti gli enti. Non dobbiamo decidere ma abbiamo già deciso di fare il consorzio e un patto programmatico. Chiedete contributi ma non si danno nelle segrete stanze, si danno in commissione. Mi asterrò”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia: “Mi auguro che l’imprenditore si proporrà in una logica di sviluppo. Ma qual sia la sua idea non lo sappiamo. Io non sarò mai contro un progetto di rilancio delle terme. Per rispetto all’imprenditore, mi asterrò. La mozione è irricevibile in termini di metodo e di merito”.

 

 


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