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L'ACCORDO SOGEPU-VUS IN COMMISSIONE PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

lunedì 20 novembre 2017
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L'ACCORDO SOGEPU-VUS IN COMMISSIONE PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Comune Palazzo
29-03-2017 -

 

“L’accordo raggiunto con la Vus, insieme a risultati gestionali eccellenti e agli investimenti importanti frutto di scelte condivise con l’amministrazione comunale, pongono Sogepu e il nostro territorio in una posizione di vantaggio in un contesto di settore che desta comunque preoccupazione e nel quale auspichiamo che la Regione, anche dopo la nascita dell’Auri, eserciti appieno la propria responsabilità di definire la politica dei rifiuti dell’Umbria”. E’ in sintesi la valutazione che il sindaco Luciano Bacchetta ha consegnato al dibattito in commissione “Programmazione Economica” nella seduta convocata dal presidente Massimo Minciotti per esaminare i contenuti dell’accordo tra Sogepu e Vus e compiere una ricognizione sulla situazione attuale della gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio di riferimento. Nella riunione, alla quale oltre al sindaco Bacchetta hanno partecipato gli assessori Massimo Massetti, Luca Secondi e Rossella Cestini, il presidente di Sogepu Cristian Goracci e il direttore Ennio Spazzoli hanno inquadrato l’accordo con la Vus come un passo strategico per Sogepu che, nel periodo transitorio necessario al completamento a Belladanza dell’impiantistica per 13 milioni di euro a utile a raggiungere una pressoché totale autonomia gestionale, consente di escludere il trasferimento fuori regione delle frazioni provenienti dal trattamento del rifiuto indifferenziato ed evitare l’aumento delle tariffe applicate agli utenti, cui invece sono costretti società e comuni dell’Ati 2 per le attuali difficoltà. Per effetto dell’intesa, il rifiuto indifferenziato che finora Sogepu conferiva a Ponte Rio (circa 10 mila tonnellate) verrà trattato nello stabilimento della Vus di Foligno a 95 euro a tonnellata, contro i 110 finora pagati a Gesenu e i 155 che l’azienda perugina ha proposto alla società tifernate fino alla fine del 2017 dopo gli ultimi accadimenti, e l’Ati 3 smaltirà parte dei propri sovvalli a Belladanza. Nel quadro della salvaguardia dell’interesse dei cittadini, con una Tari che non aumenterà e anzi, come nel caso di Città di Castello diminuirà del 3 per cento nel 2017, l’accordo tra Sogepu e Vus permetterà di ottimizzare i flussi dei rifiuti, migliorare l’attività degli impianti di competenza, garantire una razionalizzazione dei trasporti finalizzata alla riduzione della movimentazione dei materiali da trattare e smaltire, mettere in rete le rispettive potenzialità aziendali come valore aggiunto nel sistema regionale. “Questo accordo racconta il fatto che il pubblico può farcela, può produrre risultati, può fare bene per le amministrazioni e i cittadini e costruirsi un futuro interessante”, ha detto Goracci, che ha sottolineato come “l’azienda stia uscendo da una dipendenza storica da altri soggetti e da altri impianti, verso la prospettiva dell’autonomia impiantistica che significa gestire in proprio gran parte della filiera dei rifiuti”. Sogepu sta anche ragionando sulla realizzazione di un’impiantistica per il recupero dei rifiuti (in particolare plastica e carta), di cui oggi nessuna azienda umbra dispone, e nella prossima assemblea dei soci verrà chiesto un aggiornamento del piano industriale finalizzato a questa prospettiva.

Dibattito. Il sindaco Bacchetta ha definito l’accordo con la Vus “un fatto di grande rilievo, che ufficializza il raggiungimento da parte di Sogepu di una compiuta autonomia economica, amministrativa e politica rispetto a un contesto umbro divenuto difficile, nel quale l’azienda si presenta ora con le carte in regola di un bilancio in salute, che permetterà un nuovo abbassamento delle tariffe, e di una pressoché completa autosufficienza impiantistica”. Il primo cittadino non ha nascosto come, pur in un contesto complesso e da valutare, la situazione attuale ponga inevitabilmente Sogepu e la funzionalità della discarica di Belladanza come una possibile risorsa per le problematiche regionali, in un quadro nel quale l’importante passaggio della gara d’ambito per i rifiuti dell’Alta Umbria verrà gestito dall’Auri. A chiedere chiarezza sui flussi di rifiuti che scaturiranno dall’accordo con la Vus, “con particolare riferimento a una capacità della discarica di Belladanza aumentata per durare fino al 2032 che verrà certamente ridotta qualora l’impianto diventasse punto di riferimento per i conferimenti degli altri territori della regione”, è stato Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia), che ha posto la necessità di capire come l’entrata in scena dell’Auri possa cambiare modalità e tempistiche dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti in Alta Umbria. Nel giudicare molto ridotto il taglio del 3 per cento delle tariffe in presenza degli effetti descritti dell’accordo con la Vus, specie al cospetto di riduzioni più consistenti annunciati da altri comuni della regione, Vincenzo Bucci (Castello Cambia) ha paventato il rischio che, in presenza delle attuali difficoltà delle altre discariche, gli investimenti messi in campo a Belladanza per il raggiungimento dell’autosufficienza gestionale possano essere vanificati dalle decisioni della Regione sulla gestione del sistema umbro. Il consigliere ha anche richiamato l’attenzione sui potenziali pericoli di inquinamento per l’impianto derivanti dai recenti lavori di potenziamento e ha chiesto di conoscere quali nuovi impianti sono previsti nel sito, oltre a quelli individuati dalla programmazione dell’Ati 1. Nel chiedere “come l’accordo con la Vus cambierà tempi di riempimento discarica programmati”,  Nicola Morini (Tiferno Insieme) ha espresso l’esigenza di conoscere in modo più approfondito quale sarà la reale vita di Belladanza, in presenza dei mutati flussi di rifiuti derivanti anche dalla situazione di crisi degli impianti regionali, e di comprendere quali benefici ci saranno per le tariffe dalla chiusura del ciclo dei rifiuti grazie agli investimenti in atto. Nell’esprimere soddisfazione per i risultati di Sogepu, “che per la prima volta parla di dividendi”, Gaetano Zucchini (Pd) ha ricordato il contributo del consiglio comunale “a dare gambe più potenti dal punto di vista economico e finanziario all’azienda e a sostenere la progettualità impiantistica”. “Non dobbiamo aver paura di riconoscere i nostri risultati e portarli al tavolo regionale con forza”, ha detto Zucchini, guardando al nuovo scenario che si apre con l’Auri e alle sfide di una gestione umbra di difficile lettura, anche per le incertezze sull’esito della gara dell’Alta Umbria, prima di concludere chiedendo a Sogepu di aggiornare la situazione ambientale della discarica, “per rassicurare quanti continuano ad avanzare preoccupazioni”. Sulle prospettive di centrare l’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata posto dalla Regione per il 2017 è intervenuto Minciotti (Pd), che ha chiesto “quali azioni verranno intraprese per tagliare questo traguardo” e per “diminuire le tariffe e i rifiuti in discarica, allungando la vita del nuovo impianto”, mentre Giovanni Procelli (gruppo misto La Sinistra), a fronte delle soglie non ancora raggiunte sulla raccolta differenziata, ha ravvisato l’esigenza di una campagna di sensibilizzazione ed educazione che permetta di informare adeguatamente i cittadini sull’opportunità di ridurre la produzione rifiuti e sul consumo appropriato dei materiali. Infine Marco Gasperi (M5S) ha evidenziato come il quadro regionale non offra al momento molte certezze per Sogepu e per i possibili utilizzi della sua impiantistica, nonostante i risultati raggiunti, e ha proposto un tavolo di lavoro aperto all’azienda e quanti intendano dare il proprio contributo per sostenere una progettualità volta a favorire l’insediamento a Belladanza anche di un’impiantistica per il recupero di carta e plastica.

Repliche. A rassicurare sulla determinazione a “fare assolutamente la gara per i rifiuti dell’Alta Umbria” è stato il sindaco Bacchetta, che ha ribadito come “l’autonomia gestionale che stiamo costruendo con un’impiantistica pienamente efficiente sia una conquista fondamentale, pur in un contesto di emergenza regionale che non possiamo ignorare”. “Ci aspettiamo che l’Auri faccia una ricognizione dello stato di fatto, dalla quale dovrà emergere cosa è cambiato rispetto alla vecchia programmazione e come fare la nuova pianificazione regionale”, ha aggiunto Goracci. Per la discarica di Belladanza il direttore Spazzoli ha chiarito che la pianificazione d’ambito ipotizza 35 mila tonnellate all’anno di rifiuti con la raccolta differenziata a quota 65 per cento, per cui, alle condizioni previste dopo il potenziamento, il completamento della discarica avverrà nel 2028-2029, tenendo conto di un 2016 in cui sono state smaltite 16 mila tonnellate e di un 2017 dove la quota si innalzerà a 65-70 mila tonnellate per la restituzione all’Ati 2 dei sovvalli già smaltiti dall’Ati 1 negli ultimi anni a Borgogiglione e dell’accordo con la Vus. L’impiantistica in via di realizzazione per il trattamento del rifiuto indifferenziato e della frazione organica umida garantirà un’autosufficienza nella gestione dei rifiuti del 90 per cento, perchè resterà fuori la Forsu (frazione umida sporca) dalla quale si ricava combustibile solido secondario (Css) da incenerimento. A questo proposito Goracci non ha escluso un ragionamento che permetta di valorizzare fuori regione anche questa frazione del rifiuto. In merito alla situazione ambientale della discarica, Spazzoli ha dato conto della realizzazione nel luglio scorso, con un investimento di 411 mila euro, di un impianto di depurazione per la messa in sicurezza operativa delle acque di falda sulle quali dal 2010 sono stati rinvenuti con Arpa componenti inquinanti dovuti alla vecchia discarica utilizzata negli anni ‘80, rimarcando che “la situazione non costituisce alcun pericolo per la popolazione”. Il presidente Goracci ha affrontato la questione tariffaria, sottolineando come l’azienda “sia pienamente in linea con l’obiettivo di ridurre del 15 per cento la Tari posto nel proprio piano industriale, avendo già raggiunto tra 2016 e 2017 l’11 per cento, grazie ai risparmi sui costi dei servizi per 750 mila euro”. “Con 700 mila euro di investimento nei comuni serviti, che non sono ricaduti in nessun modo sugli utenti in termini di aggravio di tariffe – ha aggiunto il presidente di Sogepu - abbiamo dato un importante impulso alla raccolta differenziata che ha portato a Città di Castello al raggiungimento del 58 per cento a febbraio 2017, con un incremento del 7-8 per cento che ci rende fiduciosi per l’obiettivo del 65 per cento a fine anno, al quale lavoreremo migliorando i servizi e attuando i necessari controlli”. L’assessore Massetti ha annunciato una nuova campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata nelle scuole di ogni ordine e grado, mentre ha espresso l’esigenza di contrastare con i controlli, che vengono già effettuati dai vigili urbani e dal personale di Sogepu, cattive abitudini come la migrazione dei rifiuti, l’abbandono dei materiali e la mancata adesione alle procedure di separazione previste.

 


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