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ALL'OSPEDALE GRUPPO ELETTROGENO DI EMERGENZA IN TILT.

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ALL'OSPEDALE GRUPPO ELETTROGENO DI EMERGENZA IN TILT.
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02-05-2017 -

 

“Quali sono state le cause del mancato funzionamento dei gruppi elettrogeni di emergenza dell’ospedale di Città di Castello il 17 gennaio scorso?”. E’ l’interrogativo che i consiglieri della Lega Nord Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini hanno posto al sindaco nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Città di Castello. 

Il capogruppo della Lega Marchetti, ha chiesto attraverso un’interpellanza, di conoscere “le azioni che si intendono adottare o che si sono già adottate per scongiurare il ripetersi in futuro di tali evenienze”. Nel ricordare l’episodio, che vide “l’interruzione dell’erogazione di energia elettrica nel nosocomio tifernate all’incirca dalle ore 11.30 alle ore 12.15”, Marchetti ha chiesto se risulta il mancato funzionamento dei gruppi elettrogeni di emergenza. Secondo le informazioni acquisite dai pazienti presenti nel nosocomio durante il black-out si sarebbero verificati gravi disservizi nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, compresi, a quanto pare, il posticipo o l’annullamento delle sedute operatorie anche nel giorno successivo”. 

“Se è mancata la luce all’ospedale non si può dare la colpa al Comune” ha detto il sindaco Luciano Bacchetta, nel leggere la relazione della Asl Umbria 1, in base alla quale “l’interruzione è avvenuta in concomitanza con altre zone della città ed ha interessato anche i gruppi elettrogeni. Per tutte le zone critiche, è stata garantita la continuità assistenziale, tutti gli operatori hanno assicurato l’attività e le prestazioni con carattere di emergenza ed urgenza sono stati assicurati. Solo gli interventi programmati duranti il guasto sono stati sospesi. Purtroppo anche la terza linea elettrica, per un problema pregresso, non ha funzionato. Le squadre sono entrate subito in azione e dopo 30 minuti sono stati riattivati i gruppi elettrogeni e si è proceduto a verifichare il problema, probabilmente dovuto ai forti sbalzi di tensione. In quella occasione sono state ripristinate le funzionalità di tutti gli impianti, sia ordinari che di emergenza. Sono situazioni molto delicate che spero non si ripetano. “L’ospedale è un’eccellenza regionale, che verrà potenziata con la copertura dei primariati” ha ripreso il sindaco “Le problematiche sono più esterne che interne. Siamo uno dei nodi di emergenza-urgenza di confine. La riduzione delle Asl non è stata una buona idea. Sarebbe opportuno fare un consiglio comunale monotematico sulla sanità”. 

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia,  ha dichiarato che “l’interpellanza era sull’emergenza ingenerata dalla mancanza di luce. Bene il consiglio comunale aperto”. Per Valerio Mancini, consigliere della Lega Nord, “il sindaco ha ampliato il tema nel senso della collaborazione. A Foligno ho rilevato criticità non difformi da quelle di Città di Castello. Non abbiamo mai messo in discussione la qualità professionale dell’ospedale ma la stabilità strutturale. Ha 17 anni, ne dimostra 170. Il black out non è stata sfortuna ma insufficienza di manutenzione. C’è un report dei test fatti sui gruppi elettrogeni? Chi ha voluto che la Asl 1 andasse a Perugia? Il Pd”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, citando l’episodio di un possibile incendio, sventato grazie al Movimento che ha chiesto l’adeguamento delle porte di sicurezza e di quelle per disabili, ha detto che “prima di guardare le api (“Comune amico delle api”, odg discusso  poco prima, ndr) guardiamo le persone. Perché i gruppi elettrogeni non sono partiti? Perché nella relazione non c’è traccia dei controlli fatti? E’ possibile che, come le porte, anche i gruppi non fossero a posto?”. Nella replica Marchetti ha detto “di voler difendere il territorio non criticarlo. I cittadini si lamentano di molte cose. Non è successo il peggio durante il black out perché ci sono professionalità che si sono date da fare. Chi ha controllato? Chi ha sbagliato ha avuto qualche sanzione?”. Il sindaco ha ribadito che “non si tratta di campanilismo, la struttura ha eccellenze notevole, l’assistenza media è dignitosa, ci sono punti di criticità come il pronto soccorso. Io non condivido la riforma ma  parlare di Pd nella sanità è specioso, perché il più grande sostenitore dell’ospedale di Pantalla, ad esempio, è stato un sindaco di Centrodestra. Dobbiamo parlare del futuro: il nostro ospedale è un’anomalia perché ha la testa a Perugia. Abbiamo la fortuna che l’attuale direttore è molto presente e capace. Non dobbiamo denigrare quello che di buono c’è e speriamo che la Lega ci sostenga nelle risorse economiche che la Regione deve mettere per l’ex ospedale”. 

 


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