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QUARANTA ANNI DOPO L'INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA PRESSO IL RIONE PRATO - CESTINI E MASSETTI :"SIMBOLO E PUNTO DI RIFERIMENTO PER TUTTI" - VERINI:"EVENTI E MO-NUMENTI CHE SERVONO A RINFRESCARE LA MEMORIA"

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QUARANTA ANNI DOPO L'INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA PRESSO IL RIONE PRATO - CESTINI E MASSETTI :"SIMBOLO E PUNTO DI RIFERIMENTO PER TUTTI" - VERINI:"EVENTI E MO-NUMENTI CHE SERVONO A RINFRESCARE LA MEMORIA"
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01-07-2017 -

Dalle immagini in bianco e nero di quaranta anni fa a quelle a colori di oggi per non dimenticare e ricordare i caduti della Resistenza. “Oggi è uno di quei giorni in cui la vita, anche ai noi che ricopriamo ruoli di responsabilità a livello istituzionale, ci consegna ricorrenze importanti e simboliche come quella che abbiamo celebrato. A distanza di quaranta anni da quel 26 giugno del 1977, ci ritroviamo qui, alle porte del Rione Prato, a ricordare e ringraziare in particolare chi ha ideato, realizzato questa opera, il monumento alla memoria di tutti i martiri della Resistenza, prataioli ma tutti tifernati che hanno sacrificato la propria vita per ideali di libertà e democrazia. Mi riferisco al compianto presidente di allora della società rionale, noto imprenditore dal grande cuore come il commendator Giorgio Gaburri, che assieme a tutto il consiglio e con il contributo di tanti residenti del rione, di professionisti, tecnici e artigiani della città ha realizzato questo monumento che oggi è stato riportato all’antico splendore. Come ha già ricordato il sindaco Luciano Bacchetta a nome dell’amministrazione comunale, “la memoria, il ricordo e la riconoscenza di una comunità verso coloro che hanno lottato spesso fino alla morte per la conquista e difesa di ideali di libertà e democrazia, passa anche per la cura e la manutenzione di monumenti, targhe o pietre che a distanza di decenni e talvolta di secoli trasmettono oggi, in particolare alle giovani generazioni il senso di appartenenza e la condivisione di valori che non si cancelleranno mai.” E’ quanto dichiarato dall’assessore, Rossella Cestini, intervenuta questa mattina alla cerimonia commemorativa presso il monumento ai “Martiri della Resistenza” ai giardini di Porta Prato, in programma, su iniziativa della società rionale Parto e del suo presidente Gaspare Pierangeli, della sezione Anpi tifernate con il patrocinio del comune. Nel ripercorrere la storia che quaranta anni fa, su iniziativa e volontà del presidente della Società Rionale Prato, Giorgio Gaburri portò alla realizzazione del monumento in pietra e acciaio ai caduti della Resistenza (che porta la firma del professor Alessandro Vinci e dei geometri, Italo Cesarotti e Francesco Bernicchi, della scuola Operaia Bufalini e della Godioli e Bellanti), l’attuale presidente della società rionale, Gaspare Pierangeli ha parlato di “giornata memorabile per il rione, la comunità tifernate e le famiglie di tanti caduti che hanno dato la propria vita per la libertà e la democrazia, ringraziando, attraverso i parenti presenti alla cerimonia la figura di assoluto rilievo nel panorama locale e non solo del compianto commendator Giorgio Gaburri, artefice di questo evento che ancora oggi celebriamo con orgoglio.” “Oggi, quei personaggi che sono raffigurati alle nostre spalle in bianco e nero che non ci sono piu’ e che a vari livelli, nelle istituzioni, nella società rionale e nella vita di tutti i giorni, grazie alla straordinaria umanità e buon cuore di un grande presidente come Giorgio Gaburri, ci hanno aiutato con questo monumento ai caduti della Resistenza e con la sua rivisitazione, che non è semplice e ordinaria manutenzione, a rinfrescare la memoria e tenere vivi ricordi e valori che i nostri padri e i nostri nonni ci hanno trasmesso in molti casi sacrificando anche la propria vita”, ha precisato, il deputato Walter Verini, il cui padre Vinicio, tra l’altro è stato partigiano assieme ad altri settanta tifernati, della Divisione Cremona. “Questi sono monumenti che parlano e con la loro presenza trasmettono a tutti ed in particolare alle giovani generazioni, ideali, valori, sentimenti e gratitudine verso chi si è sacificato e ha combattutto per l’affernazione della libertà e della democrazia”, ha dichiarato Anna Maria Pacciarini, presidente della sezione Anpi tifernate e figlia dell’avvocato Aldo Pacciarini che il 26 luglio 1977 inaugurò il monumento accanto al sindaco Venanzio Nocchi, al vice-sindaco, Dino Calagreti, all’assessore Giuseppe Morbidelli, al presidente della società rionale Prato e a tanti prataioli e cittadini di allora. L’assessore, Massimo Massetti, affiancato dai consiglieri comunali Benedetta Calagreti (nipote dell’allora vice-sindaco Dino Calagreti, padre Umbro e Fabio, presente all’iniziativa), Ursula Masciarri e all’assessore, Luca Secondi, nel riconoscere alla cerimonia un valore di assoluto rilievo storico e rievocativo, ha ricordato la figura del commendator Giorgio Gaburri e di due amministratori pubblici e dirigenti di primissimo piano del Partito Socialista come Dino Calagreti e Giuseppe Morbidelli che assieme al sindaco Nocchi e soprattutto a tanti cittadini e residenti del rione Prato vollero fortemente questo monumento che oggi torna bello e significativo più che mai grazie agli attuali rappresentanti del rione, il presidente Pierangeli in testa”. Il senatore Venanzio Nocchi, sindaco nel 1977 quando si inaugurò il monumento ha collocato il ricordo di quei momenti significativi per tutta la comunità nell’ambito di un intervento complessivo di riqualificazione dell’area alle porte del rione Prato che proprio con il monumento ai caduti della Resistenza fu completata. Prima delle foto di rito, la benedezione del monumento da parte di monsigmor Giancarlo Lepri e la lettura della preghiera dei caduti del presidente Pierino Monaldi,  presidente della sezione dell'Associazione Caduti e dispersi in guerra, affiancato dai rappresentanti di tutte le associazioni combattentustiche, dall’Anpi e dai rappresentanti delle forze dell’ordine e di tanti cittadini. Il monumento è un’opera di forma composita cosituita da due piattaforme in cemento armato poligonali a cui fa da contrasto un masso di pietra calcarea (della montagna del Furlo, grazie all’intervento dell’artigiano Gino Marini) su cui sono poste tre lamine in acciaio corten, realizzate dall’azienda Godioli e Bellanti in collaborazione con la Scuola Operaia “G.O.Bufalini”. Su ogni elemento poligonale c’è una targa con una citazione di Dante e un’altra con una scritta commemorativa i martiri della resistenza. Un’opera che è stata catalogata ed inserita nel progetto nazionale “Pietre della Memoria”.

 


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