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BILANCIO PARTECIPATO ANCHE A CITTA' DI CASTELLO. LO PROPONE IN UN ODG MARCO GASPERI (M5S)

venerdì 17 novembre 2017
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BILANCIO PARTECIPATO ANCHE A CITTA' DI CASTELLO. LO PROPONE IN UN ODG MARCO GASPERI (M5S)
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25-07-2017 -

 

Nato in Brasile a Porto Alegre nel 1989, il bilancio partecipato,  che illustra in maniera non tecnica a che cosa sono stati destinati i soldi pubblici e i risultati che hanno ottenuto, è un obbligo di legge, sancito dal Trattato di Maastricht e dal Testo Unico, per le amministrazioni. A partire da questo, il capogruppo tifernate del Movimento Cinque Stelle, Marco Gasperi, chiede con un ordine del giorno “di introdurlo anche a Città di Castello, sulla scorta di altri comuni, grandi e piccoli, di darne pubblicità, e di recepire dentro la manovra economica le decisioni frutto delle consultazioni popolari”.  Sintetizzando la storia e le funzioni di questo strumento, Gasperi lo definisce “una forma di trasparenza ma soprattutto di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città ed è un procedimento attraverso il quale la popolazione partecipa alla ripartizione delle risorse, facilita scelte condivise, risponde alle necessità e promuove la cultura della partecipazione, favorendo lo sviluppo di una cittadinanza attiva”. “La partecipazione - argomenta l’esponente di opposizione - non serve soltanto a bloccare i processi decisionali quando contrari all'interesse pubblico ma nei casi virtuosi li favorisce, proponendo un modello di interazione fra politica e società civile cooperativo piuttosto che competitivo e a sviluppare la maturazione della coscienza di diritti e doveri insieme alla consapevolezza delle difficoltà di vario tipo, in cui si trova ad operare l’amministrazione comunale, ivi compresa quella difficoltà finanziaria derivante dalle scelte del governo centrale. Dove è stato realizzato, il bilancio partecipativo ha saputo motivare la partecipazione di cittadini e cittadine alle scelte del governo territoriale, migliorando notevolmente la stessa qualità della vita e radicando l’appartenenza al contesto urbano, perché in tal modo si vive la propria città non più come un organismo al di fuori di se stessi ma come parti importanti dello stesso. La condivisione delle scelte attiva quello che viene definito il welfare delle responsabilità perché produce processi di inclusione, inoltre per la collettività la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia della spesa pubblica è un diritto irrinunciabile”. Secondo Gasperi “i cittadini e gli altri portatori di interesse devono poter comprendere ogni aspetto economico-patrimoniale e finanziario della gestione, nonché avere la possibilità attraverso la pubblicazione online di visualizzare in dettaglio le informazioni riguardanti i principali aspetti relativi ai servizi offerti e ai costi sostenuti”.      

 
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