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COMMISSIONE SERVIZI. CONFRONTO SUL LEGATO MARIANI

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COMMISSIONE SERVIZI. CONFRONTO SUL LEGATO MARIANI
comune
29-10-2014 -

 

“Abbiamo attivato tutte le procedure necessarie a garantire la correttezza dell’azione amministrativa rispetto alla parcella pervenuta al Comune per il legato Mariani, senza comunque mettere in discussione gli aspetti formali dell’operato degli avvocati coinvolti nella vicenda”. E’ in sintesi quanto ha affermato il sindaco Luciano Bacchetta nella seduta di ieri sera della commissione consiliare permanente Servizi del Comune di Città di Castello, nel corso della quale è stata unanime l’approvazione da parte dei consiglieri comunali presenti dell’azione intrapresa finora dall’amministrazione comunale nella gestione della vicenda. La riunione, convocata dal presidente Cesare Sassolini per approfondire la questione del legato Mariani ed esaminare la situazione relativa agli onorari richiesti dagli avvocati che hanno rappresentato la municipalità tifernate e gli altri enti coinvolti (Comunità Montana Alta Umbria e Usl Umbria 1), ha permesso di esaminare tutti gli aspetti giuridici e politici connessi alla disposizione testamentaria, che ha visto il Comune di Città di Castello ricevere la somma di circa 3 milioni e 700 mila euro. Il sindaco Bacchetta ha preannunciato che il legato Mariani sarà oggetto di una conferenza stampa nella quale verranno illustrati gli aspetti principali della vicenda e saranno chiarite le questioni che hanno recentemente animato il confronto politico. Il primo cittadino ha anche anticipato che l’amministrazione comunale intraprenderà quanto prima le doverose iniziative pubbliche per onorare la generosità delle sorelle Mariani e procederà quanto prima alla stipula del protocollo d’intesa con l’Usl Umbria1 per la definizione degli interventi da attuare nello spirito della donazione ricevuta.

La vicenda giuridica. Dopo l’introduzione del presidente della commissione Servizi Cesare Sassolini (Polo Tifernate), a illustrare la vicenda giuridica trentennale del legato Mariani è stato il vice segretario generale del Comune di Città di Castello Giuseppe Rossi, che ha ricostruito la genesi della disposizione testamentaria nata dalla promessa reciproca delle sorelle tifernati Clara e Olga Mariani, in base alla quale l’ultima a morire avrebbe devoluto in beneficenza tutto il patrimonio di cui erano proprietarie. Dopo la scomparsa di Olga nel 1978, toccò così Clara, che morì nel 1984, affidare alle sue ultime volontà la destinazione dei beni di famiglia. La redazione di  due testamenti diversi, il 29 dicembre 1983 e il 7 luglio 1984, è stata alla base della vicenda giudiziaria che dal 1984 si è trascinata fino ai giorni nostri, perché l’esecutore testamentario si trovò all’epoca nella impossibilità di fare chiarezza tra le volontà espresse da Clara Mariani nei due documenti (anche se il secondo revocava espressamente il primo) e si rivolse al tribunale di Roma per dirimere la questione. Rossi ha spiegato che, mentre la destinazione di somme per 100 milioni di lire dell’epoca a cinque enti (Opera Sacro Cuore Casa di Riposo per donne anziane di Città di Castello; Ricovero San Salvi di Firenze; Associazione Istituto Santa Cecilia per bambini spastici; Pontificio Santuario della Madonna di Pompei opera Bartolo Longo per i figli di detenuti; Assistenza ed istruzione per non vedenti di Città di Castello) era presente in entrambi i testamenti, nel primo l’Opera Don Guanella figurava come destinataria di un appartamento di Roma del valore attuale di circa 4 milioni di euro, mentre nel secondo scompariva ogni indicazione in questo senso e si parlava della destinazione all’ospedale civile di Città di Castello di “eventuali eccedenze in contanti o titoli che dovessero risultare dopo le assegnazioni da cento milioni” agli enti designati. Con la propria istanza l’esecutore testamentario aveva richiesto che il tribunale di Roma dichiarasse che tutti i residui beni mobili, nonché un appartamento situato a Roma, fossero di spettanza delle cinque istituzioni designate nel testamento. Il coinvolgimento del Comune di Città di Castello e della Comunità Montana Alta Umbria deriva dal fatto che all’epoca dei fatti l’Usl, che si costituì come parte nel processo nominando un proprio avvocato di fiducia, era ancora priva di capacità giuridica e aveva per legge questi due enti territoriali come istituzioni di riferimento. Il Comune si costituì nel processo nominando in prima istanza lo stesso avvocato dell’Usl, cui successivamente affiancò un proprio avvocato di fiducia, mentre la Comunità Montana si fece rappresentare successivamente da uno studio legale cittadino. Gli avvocati nominati all’epoca hanno seguito l’intero iter giudiziario fino ad oggi. Dopo numerose vicissitudini processuali e ritardi, il tribunale di Roma emise la sentenza di primo grado nel 2004, con cui riconobbe quale legatario dei beni destinati all’ospedale il Comune di Città di Castello, ma il pronunciamento venne subito impugnato da alcune delle parti in causa e, dopo la sentenza del processo di appello nel 2008, per via di un ulteriore ricorso, l’ultima parola è venuta dalla sentenza della Corte di Cassazione del 2013, che ha rigettato il ricorso stesso e confermato il pronunciamento formalizzato in appello. In base a questa sentenza, l’esecutore testamentario, che nel frattempo aveva compiuto investimenti con i soldi disponibili facendo incrementare notevolmente il patrimonio iniziale, ha dato seguito a quanto stabilito dai giudici, assegnando i 100 milioni di lire, rivalutati in circa 100 mila euro, ai cinque enti indicati nel testamento, l’appartamento di Roma agli eredi legittimi e 3 milioni 706 mila 867,50 euro al Comune di Città di Castello, che ha introitato la somma e l’ha iscritta nel bilancio di previsione 2014-2016.

Le parcelle. Il vice segretario generale Rossi ha spiegato che, una volta concluso l’iter giudiziario con il versamento della somma oggetto del legato, l’amministrazione comunale ha chiesto all’avvocato di fiducia che ha rappresentato l’ente di presentare la propria parcella. L’onorario è stato suddiviso dall’avvocato in quattro parti, relative, rispettivamente, al giudizio di primo grado, al giudizio di secondo grado, al giudizio in Cassazione e alla volontaria giurisdizione, per un totale di circa 246 mila euro lordi, pari a circa 206 mila euro al netto della ritenuta d’acconto. Una somma analoga è stata richiesta dallo studio legale di fiducia della Comunità Montana Alta Umbria, che però, in nome della disponibilità data negli anni scorsi dall’allora direttore generale dell’Asl 1 di farsi carico dei costi dell’ente, sarà sostenuta dall’azienda sanitaria, la quale deve anche provvedere all’onorario del proprio avvocato di fiducia, quantificato in 34 mila euro. Il sindaco Bacchetta  ha spiegato che proprio il divario tra le richieste degli avvocati ha indotto a una doverosa valutazione sulla legittimità della somma presentata dal proprio legale. In conseguenza di ciò il Comune ha chiesto all’Ordine degli Avvocati di Perugia un parere  sulla congruità della parcella.

Dibattito. Nel dibattito, al quale ha assistito anche l’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi, hanno preso la parola i consiglieri Gaetano Zucchini e Gionata Gatticchi (Pd), Luca Cuccaroni (Fdu), Alessandro Alunno (La Sinistra per Castello), Luigi Bartolini (Psi), Valerio Mancini (Lega Nord) e Roberto Colombo (Idv). I componenti della commissione hanno richiesto chiarimenti tecnici  sulla vicenda, giudicando corretta l’azione di verifica sulla congruità delle parcelle avviata dell’amministrazione comunale. Sono stati esaminati anche gli aspetti oggetto di polemica politica a seguito della presa di posizione pubblica del sindaco Bacchetta sulla questione degli onorari degli avvocati ed è stato espresso l’auspicio che vengano superate, e non si ripetano, le contrapposizioni registrate. Tutti i consiglieri hanno dato pieno mandato al primo cittaduno a continuare nell’azione di tutela del legato Mariani. Il sindaco Bacchetta ha ribadito che l’amministrazione perseguirà le iniziative che permettano di garantire la regolarità formale della sua azione anche rispetto agli organi di controllo dello Stato. (Allegate foto Commissione)

 

 


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