Comune di Cittą di Castello (PG)

CONSIGLIO COMUNALE LUNEDI' 31 MARZO 2015 RESOCONTO

domenica 19 novembre 2017
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CONSIGLIO COMUNALE LUNEDI' 31 MARZO 2015 RESOCONTO
Comune Palazzo
31-03-2015 -

 

E45: RIFLESSIONE SUL PROGETTO DI TRASFORMAZIONE IN AUTOSTRADA


In sede di comunicazioni, il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha sollecitato il consiglio comunale a una riflessione sul progetto di trasformazione della E45 in autostrada, “alla luce di quanto emerso dall’inchiesta denominata ‘Sistema’ – ha detto – che ci ha illuminato su dinamiche e genesi delle grandi opere calate dall’alto, come la Orte-Mestre”. Nel far presente che risulta indagato il promotore del progetto e citare altri retroscena sull’iter dell’intervento, l’esponente della minoranza ha invitato la maggioranza a valutare di presentare un ordine del giorno che dia modo al consiglio comunale di prendere atto della situazione ed esprimersi unitariamente sulla realizzazione di questa opera. Il consigliere del Pd Riccardo Celestini ha preso la parola per sottolineare come all’interno del Pd esistano opinioni diverse sul progetto. “La mia, come quella di altri – ha spiegato - è di essere fermamente contrari alla trasformazione, ma non posso dire nemmeno di essere favorevole a lasciare le cose così come sono”. “Sono contro i 10 miliardi previsti, penso che ci siano altre priorità, penso sia meglio un adeguamento come dicevamo nel 2005 come Ds”, ha sottolineato il rappresentante della maggioranza, che ha aggiunto: “credo che noi abbiamo gli anticorpi per arginare quelle che possono essere ingerenze presunte o tali, per gestire importanti opere”. Celestini ha, quindi, manifestato perplessità sulle modalità di impostazione della realizzazione delle grandi opere, ritenendo che il privato non sia una garanzia assoluta, e ha espresso la convinzione che debbano essere i cittadini a valutare l’intervento e trovare nei partiti di riferimento la voce che porti posizioni all’interno delle istituzioni e dei centri decisionali. “Nel mio partito cerco di tenere alto dibattito sulla questione”, ha concluso Celestini.



CONFRONTO SUL NUOVO PIANO REGIONALE DEI TRASPORTI


Il consigliere del Pd Gionata Gatticchi ha dato conto in aula della partecipazione all’ultima riunione del Consiglio delle Autonomie Locali, sottolineando in particolare come sulla proposta di Piano Regionale dei Trasporti per il periodo 2014-2024 siano emersi aspetti tali da richiedere l’attenzione dell’amministrazione comunale. “Per l’Alta Umbria c’è sostanzialmente una sorta di grande manutenzione dell’esistente – ha puntualizzato Gatticchi - non ci sono opere all’altezza della progettualità che viene spesa in altri territori”. Il consigliere ha riferito di aver preso posizione sulla questione e di giudicare non pertinente che per il comprensorio venga prevista nei prossimi dieci anni solo la E78, visto che difficilmente verrà ultimata in questo lasso di tempo. Gatticchi ha inoltre espresso perplessità sul fatto che in occasione del Centenario della nascita di Burri non siano stati previsti, nemmeno per i prossimi anni, progetti di mobilità più ambiziosi “per un territorio – ha detto - che può offrire tanto alla regione ed essere di riferimento su  scala internazionale”. A condividere la preoccupazione del consigliere è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, che ha auspicato che il sindaco “possa dare indicazioni e reagisca a una mancanza di attenzione endemica”.



INIZIATIVE PER IL CENTENARIO DI BURRI


Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha sollevato in sede di comunicazioni la questione del “convegno organizzato presso l’Università La Sapienza di Roma da tre rappresentanti della stessa istituzione in seno alla Fondazione Palazzo Albizzini”, parlando di un evento promosso in contestazione del programma ufficiale, senza invitare la Fondazione erede del patrimonio Burri e tanto meno il Comune di Città di Castello. “Mi chiedo se il sindaco non intenda chiarire la situazione, anche considerando che una contrapposizione simile non fa bene, che fratture così forti non sono una bella immagine nell’anno del Centenario”, ha affermato Busatti. Il sindaco Luciano Bacchetta ha preso la parola per chiarire che l’iniziativa sia stata promossa dall’associazione Amici di Burri, nata a Perugia ed espressione di personalità che non risiedono a Città di Castello, nei confronti della quale la Fondazione Palazzo Albizzini ha formalizzato una diffida a usare il nome del maestro tifernate. Il sindaco ha affermato che all’iniziativa, seppur annunciato, non abbia partecipato l’ex presidente della Fondazione Albizzini Maurizio Calvesi, e, pur ammettendo che sfuggano le finalità del sodalizio, ha invitato a essere tolleranti. “Ho chiesto alla Fondazione di non andare a scontri frontali – ha puntualizzato Bacchetta – nella convinzione che va tutto bene quello che nasce nel nome di Burri, purché rispetti la dignità dell’artista”. “Non bisogna avere paura di niente, le contaminazioni per me vanno bene, tutto può servire a contribuire alla crescita della conoscenza del maestro e alla promozione del suo nome nel mondo”, ha rimarcato il sindaco, che ha detto di non essere a conoscenza che l’iniziativa di Roma sia nata con intenti polemici, escludendo comunque che, anche in questa eventualità, questo possa destare motivi di preoccupazione per il programma del Centenario. Bacchetta ha riferito di aver ricevuto la richiesta di un incontro da parte dell’associazione Amici di Burri, cui ha dato la propria disponibilità. “Ritengo che il confronto, l’apertura, siano importanti – ha osservato Bacchetta – il peggior male della Fondazione nel passato è stato quello di vivere in un modo a se stante, rarefatto, una sorta di campana di vetro, mentre Burri deve diventare un grande patrimonio universale”. Bacchetta ha per questo evidenziato come sia stata una sua esplicita richiesta quella di favorire il più possibile una partecipazione popolare alla cerimonia del Centenario, attraverso la sollecitazione alla Fondazione di invitare i presidenti delle società rionali e delle pro loco, in un contesto nel quale ha riconosciuto, comunque, come la Fondazione stessa abbia mosso passi significativi verso la città, dimostrati anche dalla recente disponibilità data a far entrare gratuitamente la scolaresche locali, dividendo i costi con l’amministrazione. Il sindaco ha quindi preannunciato l’imminente inaugurazione dei lavori di restauro e completamento del Cretto di Gibellina, invitando una delegazione del consiglio comunale a partecipare all’evento. “E’ giusto – ha detto Bacchetta – che partecipi anche il consiglio comunale di Città di Castello, che ha dato un contributo importante al Centenario di Burri”.



APPROVATO PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE


Con i 16 voti favorevoli  della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu e Polo Tifernate, i due voti contrari di Lega Nord e Fratelli d’Italia e l’astensione dell’Idv, il consiglio comunale ha approvato il Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate, ai sensi dell’art.1, commi 611-612 della legge n.190/2014 (legge di stabilità 2015). Con il mandato ricevuto, il sindaco procederà alla sua sottoscrizione ed alla trasmissione alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e i competenti organi del Comune dovranno predisporre, entro il 31 marzo 2016, una relazione sui risultati conseguiti in rapporto al piano operativo approvato con la presente delibera, da trasmettere alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e da pubblicare sul sito internet istituzionale del Comune.

Dispositivo. Con la deliberazione, il consiglio comunale ha dato seguito alle disposizioni di legge in materia di razionalizzazione delle società partecipate, portando a compimento un percorso avviato nel dicembre 2010 con la ricognizione delle società partecipate direttamente o indirettamente dall’ente. A seguito della rilevazione effettuata all’epoca, il consiglio comunale aveva già proceduto alla dismissione delle partecipazioni societarie in Fintab S.p.A. e Webred S.p.A., mentre era stato transitoriamente autorizzato il mantenimento delle partecipazioni nelle restanti società, per sussistenza dei presupposti di legge. Mentre i tentativi di cessione delle partecipazioni, peraltro di non rilevante significato finanziario, possedute nelle società Fintab S.p.A. e Webred S.p.A sono risultati infruttuosi per assenza di acquirenti, sono stati avviati ulteriori processi di razionalizzazione che hanno portato:

1) alla trasformazione in fondazione della società Centro Studi e Formazione Villa Montesca, con la denominazione di Fondazione Hallgarten – Franchetti Centro Studi Villa Montesca;

2) alla fusione di WebRed spa per incorporazione in Centralcom spa, previo scioglimento del Consorzio S.I.R., e contestuale trasformazione in società consortile con la denominazione di “Umbria Digitale”;

3) alla comunicazione della cessazione del rapporto di partecipazione in Fintab S.p.A. ai sensi dell’art. 1, comma 569, della L. 147/2013.

A fronte di un quadro delle partecipazioni societarie comunali dirette che vede l’ente detenere il 91,06 per cento in So.Ge.Pu. S.p.A. il 100 per cento in Farmacie Tifernati S.r.l., il 100 per cento in Polisport S.r.l.,  il 67,89 per cento nel Consorzio Valtiberina Produce, il 3,13 per cento in Umbra Acque S.p.A., il 26,91 per cento in Tela Umbra, il 7,56 per cento in Ponti Engineering, lo 0,82 per cento in Fintab S.p.A., l’1,57 per cento in Fattoria Autonoma Tabacchi, lo 0,005 per cento in S.A.S.E. S.p.A. e il 2,23 per cento in Umbria Digitale, il consiglio comunale ha recepito il piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate, stabilendo quanto segue a proposito delle predette partecipazioni dirette e delle altre partecipazioni indirette dell’ente:

a) dismissione della partecipazione nel Consorzio Valtiberina Produce, attraverso la vendita della stessa con gara ad evidenza pubblica da esperire entro il 31 dicembre 2015, ovvero, in caso di esito infruttuoso, attraverso la richiesta di messa in liquidazione della società;

b) recessione dalla Fattoria Autonoma Tabacchi;

c) cessazione della partecipazione in Fintab S.p.A, a seguito del recepimento della comunicazione effettuata ai sensi di legge;

d) vendita delle quote di partecipazione in Ponti Engineering,  con procedura di evidenza pubblica entro il 31 dicembre 2015, nella considerazione che lo strumento della società non è ritenuto indispensabile, mentre si valuteranno forme alternative per promuovere il fine del sodalizio, ritenuto di interesse generale per la comunità locale;

e) mantenimento della partecipazione in S.A.S.E. S.p.A, in quanto funzionale all’esercizio del servizio di trasporto pubblico aereo;

f) mantenimento della partecipazione in So.Ge.Pu. S.p.A, per un presidio dall’interno della società per l’esecuzione dei servizi regolamentati finalizzato a perseguire meglio le condizioni del contratto di servizio, che, in caso di aggiudicazione della gara d’ambito dell’Ati 1 dell’Umbria, sarà sottoscritto con l’autorità di ambito;

g) mantenimento della partecipazione in Tela Umbra, in quanto relativa a servizi di interesse generale per il territorio amministrato;

h) mantenimento della partecipazione in Umbra Acque S.p.A.;

i) mantenimento della partecipazione in Farmacie Tifernati S.r.l.;

l) dismissione della partecipazione in Polisport, nella considerazione che la partecipazione diretta alla società che gestisce gli impianti sportivi non sia più il modello economicamente più conveniente e nella prospettiva di ricercare un concessionario privato con una procedura di gara, prevedibile entro il 31 dicembre 2015, che comporti un nuovo disciplinare di concessione della gestione degli impianti;  

m) mantenimento della partecipazione indiretta in Alta Umbria S.r.l., società costituita a metà dall’Associazione Alto Tevere Valle delle Genti e dal Gruppo di Azione Locale Eugubino-Gualdese-Zone limitrofe, con l’obbligo di concertare con gli altri soci la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione in ottemperanza alle disposizioni di legge.

Insieme alle disposizioni relative al mantenimento o alla dismissione delle partecipazioni, il consiglio comunale ha impartito con l’approvazione del Piano i seguenti indirizzi sulla governance delle società partecipate, con particolare riferimento alla disciplina delle incompatibilità e limiti ai compensi:

a) limitazione ai compensi: ai direttori o dirigenti o comunque figure apicali delle società appartenenti al Gruppo Comune di Città di Castello non potrà essere riconosciuto un compenso, omnicomprensivo lordo superiore a quello del dirigente del Comune di Città di Castello che raggiunge la soglia massima edittale di retribuzione. Con l’approvazione del Piano operativo di razionalizzazione della società partecipate del Comune di Città di Castello, ai soggetti menzionati verrà richiesto di aderire volontariamente a tali riduzioni dei compensi al fine di compartecipare all’economia generale del piano di razionalizzazione;

b) cause di incompatibilità: negli statuti delle società appartenenti al Comune di Città di Castello verranno stabilite le cause di inconferibilità ed incompatibilità previste dalla D.lgs 39/2013 nonché che il direttore, dirigente o figura apicale delle società con contratto di lavoro subordinato o assimilato, non può ricoprire le carica di componente dell’organo di amministrazione; che  gli atti di nomina, le competenze e l’entità delle retribuzioni degli esponenti aziendali sopra indicati saranno pubblicate sul sito della società come adempimento di trasparenza.

Dibattito. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha illustrato il Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate, sottolineando come le previsioni in esso contenute rispondano a obblighi di legge e alla scadenza precisa del 31 marzo 2015, ma segnino l’inizio di un percorso  che porterà al dimezzamento delle partecipazioni detenute dall’ente, passando da 14 (Sogepu, Polisport, Farmacie Comunali, Umbra Acque, Tela Umbra, Webred, Centralcom, Ponti Engineering, Consorzio Valtiberina Produce, Fintab, Fattoria Autonoma Tabacchi, Sase, Alta Umbria, Centro Studi Villa Montesca) a 7. L’assessore ha dato conto delle scelte effettuate in base alle disposizioni normative che dal primo gennaio 2015 hanno imposto agli enti pubblici un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, in modo da conseguire la riduzione delle stesse entro il 31 dicembre 2015, tenendo conto di indirizzi specifici quali: l’eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o cessione; la soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti; l’eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni; l’aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica; il contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali, nonché attraverso la riduzione delle relative remunerazioni. Alcherigi si è soffermato in particolare sulla strategicità del mantenimento della partecipazione in Sogepu, nel quadro dell’azione di rafforzamento della società finalizzata alla partecipazione alla gara d’ambito per la gestione dei rifiuti in Alta Umbria e comunque all’esercizio di un ruolo attivo nel mercato di settore, e sulla scelta di mettere sul mercato Polisport, in ragione della valutazione che la partecipazione diretta alla società che gestisce gli impianti sportivi non sia più il modello economicamente più conveniente, procedendo a una gara a doppio oggetto che preveda anche l’affidamento dei servizi per un certo numero di anni. “Oggi è un grande giorno, perché si chiude Polisport”, ha affermato il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini, che ha espresso la propria soddisfazione “per un provvedimento che certifica la vittoria di una battaglia portata avanti da anni, con lo smantellamento di un sistema che ha prodotto debiti e servizi non efficienti”. L’esponente della minoranza ha condiviso la scelta di potenziare Sogepu, “per darle un ruolo da protagonista sul mercato e poter partecipare alle gare, ma soprattutto per farla camminare con le proprie gambe”. “Ci sono però dubbi sul modo con cui procediamo – ha osservato Sassolini – perché se, da un lato, va benissimo chiudere certi carrozzoni, dall’altro, dal punto di vista sociale siamo preoccupati per le modalità di ricollocazione della forza lavoro”. “Inviterei pertanto l’assessore a non portare in votazione il Piano, ma a chiedere solo l’approvazione su un percorso che è da affrontare pacchetto per pacchetto, situazione per situazione, in commissione, per poi tornare in consiglio”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha preso la parola per chiarire che l’atto dell’approvazione del Piano è dovuto in base a quanto stabilisce per legge il governo. “Dobbiamo conformarci a un provvedimento dell’esecutivo Renzi che dispone la riduzione da 8 mila a mille delle società partecipate in Italia, con l’obbligo di azzeramento delle partecipate che non hanno dipendenti, come il Consorzio Valtiberina Produce ad esempio”. Il sindaco ha, quindi, spiegato che i tecnici comunali, con l’ausilio di un consulente in materia molto esperto, hanno individuato alcune società nelle quali la presenza dell’ente è doverosa, come ad esempio Tela Umbra, per la quale l’uscita del Comune dalla cooperativa avrebbe posto un problema concreto di sopravvivenza, e Sogepu, che quest’anno chiuderà ancora in utile il bilancio. “Il voto di oggi è una prima scrematura delle società dalle quali dobbiamo uscire per legge – ha puntualizzato Bacchetta - nel prosieguo dovremo fissare paletti non solo per la gestione di servizi di società come Polisport, ma anche per il futuro occupazionale stesso dei suoi dipendenti”. “Su ogni scelta decideremo insieme come consiglio comunale”, ha chiarito il sindaco, che ha ribadito: “verranno create tutte le condizioni a garanzia dei due aspetti fondamentali della partita di Polisport, ovvero la tutela dei 17 dipendenti e il mantenimento di servizi all’altezza della tradizione dello sport a Città di Castello”. “Siamo di fronte a una sfida ambiziosa e difficile, di cui l’atto di oggi è solo inizio – ha concluso Bacchetta – perché la definizione dei processi sarà successiva”. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha evidenziato che “insieme ai motivi per l’uscita sarebbe opportuno spiegare anche i motivi che in passato hanno determinato l’entrata in certe società”.  “Purtroppo le società partecipate sono sempre state la via di fuga per trovare posti e posticini, che hanno consentito di alimentare un bacino di voto per la maggioranza politica che governa la regione”, ha sostenuto Mancini, che ha apprezzato lo sforzo di garantire maggiore efficienza, ma ha anche espresso preoccupazione per la gestione occupazionale. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha espresso la propria contrarietà a mettere tutte le scelte in un unico provvedimento. “Sarebbe stato meglio votare singolarmente per ogni società, perché così non si riesce dare giudizi positivi o negativi su ogni scelta fatta”, ha osservato il consigliere, che ha rilevato come l’amministrazione abbia scelto essenzialmente in base al criterio degli utili. “la partecipazione in Farmacie Tifernati, che ha dipendenti come Polisport, viene non a caso mantenuta perché produce questi utili”, ha osservato Busatti, che ha deprecato il fatto che la privatizzazione di Polisport, “giunta a una situazione simile per politiche occupazionali e gestionali orientate da interessi politici”, venga proposta “senza un piano sull’occupazione e sulla salvaguardia dei dipendenti”. “Questo è inaccettabile – ha detto - bisognava preparare un piano e condividerlo, prima di andare a votare per la dismissione della partecipazione alla società”. “Così – ha concluso Busatti – ci troviamo a dare un mandato in bianco, quindi voterò contro”. A individuare il perno di tutto il piano nella dismissione di Polisport è stato il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni, che ha evidenziato la rilevanza della questione occupazionale, esprimendo comunque la convinzione che “l’amministrazione abbia a cuore il destino dei dipendenti”. “Mi chiedo piuttosto – ha osservato - se nelle pieghe della normativa non ci fosse stata la possibilità di creare una unica società, accorpando Sogepu e Polisport per creare un soggetto più efficiente”. “In futuro per Polisport – ha puntualizzato Cuccaroni – bisognerà fare in modo di tutelare i servizi e l’occupazione, senza più forme atipiche di lavoro e con valutazioni sulle performance, perché se un’azienda va male al 90 per cento la responsabilità è di chi la comanda”. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha ricordato a tutti come il consiglio comunale “debba prendersi la responsabilità di procedere, perché è la legge che lo impone”. “Stiamo valutando questo Piano di razionalizzazione dal 2010, quindi le considerazioni non sono occasionali, ma calate in un tessuto di riorganizzazione completa, al quale plaudo, perché ci dà l’opportunità di investire nella qualità dei servizi e nelle sfide che vanno affrontate nel rispetto dei nostri impegni amministrativi”, ha osservato l’esponente della maggioranza, che ha rimarcato come la legge imponga determinate scelte. Zucchini si è soffermato su Polisport, “che – ha detto - è la più importante tra le società oggetto di razionalizzazione e per la quale conto che l’amministrazione metta in campo le azioni finalizzate a mantenere i servizi e potenziarli, nel rispetto dei criteri di apertura al pubblico e delle agevolazioni per certe fasce”. “L’auspicio è che si possa perseguire la strada dell’azienda multi-utility, che ci sia cioè un soggetto che aggregandosi dia vita a questo tipo di percorso”, ha detto Zucchini, che ha sostenuto: “non credo che razionalizzare significhi mortificare i dipendenti, visto che la gestione e la garanzia del personale sarà uno degli obblighi con cui procederà l’amministrazione”. Il sindaco Bacchetta è intervenuto di nuovo per ribadire che “a decidere sarà il consiglio comunale”. “Il sindaco – ha detto - non può e non vuole decidere nulla, perché questa è la tipica materia politica, su cui deve decidere il consiglio comunale”. “Quando andremo a individuare soluzioni per ogni singola partecipata – ha aggiunto - si deciderà una per una, stasera dobbiamo deliberare un pacchetto che ci obbliga la legge”. In sede di replica, l’assessore Alcherigi  ha sottolineato che “il consiglio comunale è chiamato a pronunciarsi su un atto di indirizzo, che non è un atto di programma per ogni singola partecipata”. L’assessore ha riconosciuto che società come Farmacie Tifernati, che portano utili consistenti, non si possano mettere in discussione, mentre è stata doverosa la valutazione su Polisport, “che – ha detto - eroga servizi con uno dei più ampi orari di utilizzo nel settore, a circa 12 mila utenti, con tariffe vantaggiose per i cittadini, ma  sconta limitazioni sul fronte dei ricavi rappresentate dalla politica tariffaria agevolata che il Comune stesso impone”. “In nome di servizi rivolti alla più ampia utenza possibile a condizioni vantaggiose, l’ente stesso investe un milione di euro l’anno”, ha sottolineato Alcherigi, che ha spiegato come si rendano necessari modelli di gestione differenti, che ricerchino nel mercato maggiore efficienza economica. L’assessore ha chiarito che non fosse percorribile la strada della fusione con Sogepu, perché altrimenti l’uscita dalla gestione in house per far partecipare l’azienda stessa alle gare di appalto non sarebbe stata possibile. “Le scelte su Polisport sono quelle con l’impatto più delicato, perché coinvolgono servizi e dipendenti, ma proprio per questo avremo le doverose attenzioni”. Quanto a Sogepu, Alcherigi ha sottolineato come il Comune “dia continuità alla scelta di mettere tutto quello che era possibile mettere nell’azienda per farla camminare con le proprie gambe”. Il consigliere del Pd Luciano Tavernelli ha condiviso il fatto che il Piano imponga una riflessione sul futuro di Polisport, “che – ha detto - rappresenta un patrimonio da riconsiderare e sfruttare, con una maggiore qualità ed efficienza dei servizi”. L’esponente della maggioranza ha sostenuto che “l’amministrazione comunale in questi anni, dopo la scelta di scorporare la multi-utility inizialmente rappresentata da Sogepu con la creazione di Polisport, abbia fatto moltissimo per entrambe le società”. “Ora ci devono essere i risultati – ha puntualizzato – per Sogepu nella partita della gara per la gestione dei rifiuti in Alta Umbria e per Polisport in un percorso di alienazione dal quale abbiamo tutto da guadagnare, razionalizzando senza svendere”. “E’ importante – ha aggiunto – che con Polisport non si continui su una pratica sportiva datata, ma che la cittadella sportiva possa diventare un vero e proprio parco acquatico nel periodo estivo, con un bacino di 60-70 chilometri, esprimendo una progettualità realmente avanzata”.  Dal consigliere Sassolini è giunta la sollecitazione a un confronto in commissione Servizi per valutare i passaggi successivi all’approvazione del Piano di razionalizzazione, mentre il consigliere Mancini ha preannunciato il voto contrario “per la metodologia seguita, non per l’atto di indirizzo in sé”. “Avevamo 90 giorni per fare tutte le valutazioni, che invece sono state ridotte, almeno per la percezione di noi consiglieri non di maggioranza, agli ultimi dieci giorni”, ha detto Mancini, che ha aggiunto: “più che un piano di razionalizzazione, serviva buonsenso per evitare la situazione attuale, frutto di uno spacchettamento della gestione di servizi che si è rivelato un errore”.



UN’ESPOSIZIONE PER LA COLLEZIONE DI MACCHINE DA CUCIRE


“Siamo favorevoli come amministrazione a cercare soluzioni per la donazione della collezione privata di macchine da cucire per la quale è stata data disponibilità da parte del proprietario e siamo per questo pronti a promuovere un incontro per valutare le nostre opzioni, tra le quali il Centro delle tradizioni popolari di Garavelle sarebbe una possibilità da considerare seriamente”. L’assessore al Commercio Riccardo Carletti ha risposto così all’interrogazione del consigliere del Psi Luigi Bartolini sulla possibilità di esporre la collezione di 140 macchine da cucire prodotte tra il 1850 e il 1930 appartenente a un privato, che ha espresso la volontà di lasciarle al Comune. “Si tratta di una collezione unica in Italia e forse in Europa”, aveva sottolineato l’esponente della maggioranza, segnalando l’esigenza di recepire la volontà del proprietario anche per evitare che la collezione possa essere sottratta da altri comuni che avrebbero manifestato il proprio interesse. “Chiedo che la collezione possa far parte dell’offerta museale che l’amministrazione mette a disposizione dei cittadini e dei turisti”, aveva sollecitato Bartolini, che, in sede di replica, si è detto soddisfatto dell’impegno assunto dall’assessore.



MODIFICATO LO STATUTO DI SOGEPU


Con i 17 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), Fdu e Polo Tifernate, il voto contrario della Lega Nord e l’astensione dell’Idv, il consiglio comunale ha approvato alcune determinazioni che modificano lo statuto di Sogepu con riferimento alla partecipazione del Comune alla società.

Dispositivo. Con la deliberazione il consiglio comunale ha stabilito il superamento del modello in house providing, configurando Sogepu S.p.a. quale società soggetta alla disciplina del codice civile in materia di società di capitali ai sensi dell’art. 4, comma 13 del d.l. n. 95/2012, e ha approvato, in conseguenza, il nuovo statuto di Sogepu S.p.a.. Con le determinazioni assunte il consiglio ha dato atto che Sogepu S.p.a. rimane obbligata alla prosecuzione delle attività attualmente svolte fino al nuovo affidamento che sarà disposto dall’Ati 1 dell’Umbria, relativamente al servizio di gestione integrata dei rifiuti, e dai Comuni, ciascuno per la rispettiva competenza, in relazione agli ulteriori servizi pubblici resi dalla società, riguardanti, in particolare, per il Comune di Città di Castello, i servizi di accertamento e riscossione dell’imposta sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni, del servizio materiale di affissione e della gestione di Teatro degli Illuminati, Auditorium S. Antonio e strutture di supporto alle manifestazioni. Con l’atto viene stabilito che i patti parasociali sottoscritti dagli enti locali soci di Sogepu S.p.a. non sono più vigenti, né sussistono pendenze tra le parti o residui impegni verso terzi, ai sensi dell’Art. 6 punto 6.1 dei patti parasociali sottoscritti. Il sindaco o un suo delegato parteciperanno all’Assemblea straordinaria di Sogepu S.p.a. che dovrà approvare il nuovo statuto societario, il quale potrà essere approvato allorché avranno deliberato tanti consigli comunali quanti quelli che rappresentano la percentuale del capitale sociale bastevole al raggiungimento del quorum assembleare richiesto dal vigente statuto di Sogepu S.p.a..

Dibattito. L’assessore all’Ambiente Luca Secondi ha dato il senso di un passaggio formale che segna lo spartiacque tra un percorso che si conclude e uno che si apre, “entrambi fondamentali per il futuro di Sogepu”. “Emerge la figura di un’azienda rafforzata dall’amministrazione comunale attraverso gli indirizzi dati dal consiglio comunale, che l’hanno messa nelle condizioni economico-finanziarie e logistiche necessarie per affrontare il mercato”, ha sostenuto Secondi, che ha dato atto del “buon lavoro fatto da tutti i soggetti coinvolti, grazie al quale centriamo la  scommessa fatta a inizio legislatura”. L’assessore ha evidenziato che “con il cambiamento della natura giuridica, l’azienda potrà operare nel mercato, con un cambiamento completo della filosofia del management”. “Oggi prendiamo atto dell’esito positivo della scelta politica che ha permesso a una società di proprietà pubblica di attrezzarsi per operare nel mercato, di partecipare a qualsiasi gara, con un cambio di logica nel quale la politica ha trovato una separazione dalla gestione, dettando indirizzi che l’azienda deve essere ora capace di perseguire”, ha affermato Secondi. Dal capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini è giunto il plauso alla scelta del cambiamento di natura giuridica, “grazie al quale – ha detto – Sogepu esce definitivamente dall’immaginario collettivo di essere un carrozzone”. “Oggi non si può più permettere questo perché deve stare sul mercato e produrre servizi efficienti per la popolazione”, ha rimarcato il consigliere, che ha messo in evidenza le positive ricadute per il territorio derivanti dalla possibile aggiudicazione di gare nel settore dell’igiene ambientale. “E’ un momento importante, perché la politica si mette da parte nella gestione di Sogepu, che per stare sul mercato dovrà avere modalità completamente diverse di azione, con le scelte gestionali e relative al personale che saranno esclusivamente in mano alla società”, ha puntualizzato Sassolini, nell’esprimere l’auspicio che in futuro questo possa significare una diminuzione del costo dei servizi e la produzione di utili. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha annunciato il proprio voto contrario, sostenendo che “se è vero che gli affidamenti dei servizi nella maniera in cui si è fatto finora abbiano prodotto costi consistenti, non è detto che l’uscita dal sistema in house comporti maggiori vantaggi”. “Contano gli obiettivi”, ha precisato l’esponente della minoranza, che ha ammonito: “possiamo conquistare, ma anche essere conquistati a causa di scelte non opportune”. “Sono ancora per il pubblico, convinto che più servizi rimangono in mano all’ amministrazione meglio è”, ha concluso Mancini. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha preso la parola per sostenere che “come consiglio comunale abbiamo il dovere di riconoscere che il consiglio di amministrazione di Sogepu ha rispettato gli indirizzi dettati da questa assemblea e ha portato la società a una fase di maturazione che ora va portata avanti”.  “Se non proviamo ad andare avanti non abbiamo fatto niente”, ha ammonito Zucchini, che ha evidenziato come “il superamento del sistema in house per consentire all’azienda di partecipare alla gara dell’Ati 1 dell’Umbria è coerente con le scelte fatte finora”. “Non sono d’accordo che questo atto non porti un reale vantaggio alla comunità – ha eccepito il consigliere di maggioranza – qualora venisse premiato questo virtuosismo dell’azienda ci sarebbero, infatti, positive ricedute sui cittadini in termini di benefici economici e di tariffa”. In sede di replica, l’assessore Secondi ha ribadito che “Sogepu è un patrimonio pubblico e rimane tale”. “Questo patrimonio, però, è ora capace di confrontarsi con il mercato e il servizio che verrà garantito in futuro ai cittadini sarà frutto proprio di questo confronto, che non ci sarebbe potuto essere con il mantenimento del sistema in house”.



ADESIONE A UMBRIA DIGITALE


Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e Fdu, i due voti contrari di Idv e Lega Nord, il consiglio comunale ha approvato le determinazioni inerenti la fusione di Webred Spa in Centralcom Spa e la trasformazione in società consortile a responsabilità limitata denominata Umbria Digitale.

Dispositivo. Con la deliberazione, il consiglio comunale prende atto dell’attuazione del percorso di riordino della filiera regionale dell’Ict intrapreso dalla Regione dell’Umbria con la L.R. 9/2014 e per l’effetto di aderire alla fusione per incorporazione di Webred Spa in Centralcom Spa, con la trasformazione della medesima in società consortile a responsabilità limitata denominata Umbria Digitale. Per effetto di tale operazione al Comune di Città di Castello sono assegnate 89 mila 329,42 quote di partecipazione in Umbria Digitale Scarl, per una percentuale del 2,23 per cento del capitale sociale, senza necessità di previsione di ulteriori conferimenti. Il contributo al fondo consortile che sarà versato per l’anno 2015 è stabilito in misura pari alla quota versata al consorzio nel 2014, ovvero in 3 mila 603,99 euro.

Dibattito. L’assessore all’Innovazione Digitale Riccardo Carletti ha illustrato l’atto, sottolineando l’importanza dell’adesione al nuovo consorzio, “che – ha detto – sarà strategico per intercettare i finanziamenti europei in materia e promuovere l’innovazione”. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha parlato del ripetersi della storia della “creazione di carrozzoni”. “Abbiamo visto che Webred non è stata una società che ha fatto utili e ha offerto servizi a basso costo – ha rilevato il consigliere – ma noi continuiamo a perpetuare una logica di sostegno a queste realtà che consentono a qualcuno di gestire il potere nella nostra regione”. “Noi dovremmo dismettere queste esperienze e dissociarci – ha sostenuto – voterò pertanto contro l’atto”. “In precedenza abbiamo fatto di tutto per smantellare le società partecipate, ma ora ce ne prendiamo un’altra appena nata, ha contestato il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini, che ha espresso dubbi sul tornaconto derivante dalla partecipazione a questa società. “Centralcom ha sistemato una marea di fibre ottiche lungo la dorsale Fcu, anche di alta qualità, ma che non hanno snodi presso le realtà produttive”, ha rilevato il consigliere che ha chiesto: “quanto si è speso per produrre niente? Quanto è il fatturato di Centralcom  e quale sarà quello di Umbria Digitale?”. Il consigliere del Pd Mauro Severini ha annunciato il proprio voto favorevole, nonostante le perplessità espresse in passato circa il ruolo di Centralcom in Umbria. “Centralcom era nata con ambizioni diverse che la normativa nazionale ha distorto, ma ha insistito negli anni a svolgere ruolo che non è servito un granché”, ha sostenuto Severini, che ha riconosciuto come “gli ingenti investimenti in fibra ottica siano di fatto senza frutto”. “Credo che per il futuro la politica di questo nuovo consorzio dovrà seguire la forte spinta del governo nazionale per lo sviluppo della banda larga, esercitando il ruolo proprio di una società pubblica, ovvero di sviluppare servizi per la pubblica amministrazione e la collettività”.  “Va bene la conferma dell’adesione – ha concluso Severini – ma cerchiamo di farle svolgere un ruolo utile per il territorio”. A condividere le riflessioni del consigliere è stato anche Luciano Tavernelli (Pd), che ha rilevato: “ci troviamo a semplificare la vita di due partecipate creando un consorzio che ha pochissime prospettive”. “Piuttosto che vendere servizi per la collettività, queste infrastrutture potrebbero essere messe sul mercato per essere acquisite da operatori e Umbria Digitale potrebbe sviluppare software per la gestione di questi apparati”, ha proposto Tavernelli, che ha indicato nella sanità un ambito ideale di sviluppo di servizi. “Sarebbe opportuno che le società pubbliche facessero contratti con Umbria Digitale e che la Regione sostenesse i costi dei servizi dove non c’è economicità, ovvero nelle zone più isolate dove non esiste un operatore privato”. “Non intravedo però ancora un buon progetto per queste necessità”, ha evidenziato Tavernelli.



APPROVATO ODG PER LA LOTTA A BULLISMO E CYBERBULLISMO


Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno del consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli per la lotta a ogni forma di bullismo e cyberbullismo.

Dispositivo. Con l’ordine del giorno approvato, il consiglio comunale ha disposto di procedere a “un approfondimento in commissione, con gli organi competenti, su quali misure adottare per portare un contributo fattivo al contrasto di bullismo e cyberbullismo, invitando i dirigenti di istituto delle scuole presenti nel territorio, i rappresentanti delle forze dell’ordine, le associazioni dei genitori, gli studenti, il Garante per l’infanzia e l’Adolescenza, l’Azienda Sanitaria Locale”.

Dibattito. Il consigliere del Pd Vincenzo Tofanelli ha illustrato l’ordine del giorno segnalando i fatti di cronaca che sempre più evidenziano episodi violenti che hanno per protagonisti i giovani di entrambi i sessi, richiamando l’attenzione sull’“indifferenza con cui altri giovani assistono a certi fatti, senza nessuna reazione, ma con assuefazione a comportamenti di prepotenza e di pura crudeltà”. Citando i numeri del fenomeno emersi da alcuni studi, l’esponente della maggioranza ha tratteggiato i contorni di un preoccupante incremento degli episodi, che rende necessaria anche nella nostra realtà una indagine conoscitiva e l’avvio di un progetto di sensibilizzazione con la denominazione “Stop bullismo”.  “Sarebbe importante dare vita a interventi personalizzati per insegnanti, genitori e studenti che permettano di rafforzare le conoscenze e le tecniche utili per prevenire il bullismo e promuovere il benessere, in particolare della vita scolastica”, ha sostenuto Tofanelli, che ha per questo proposto un confronto in commissione con addetti ai lavori ed esperti e la sensibilizzazione anche dei parlamentari locali, in considerazione della mancanza nell’ordinamento normativo nazionale di disposizioni di legge che disciplinino il fenomeno. Di “un problema molto sentito e molto importante” ha parlato l’assessore al Sociale Andreina Ciubini, che ha sottolineato “le ferite emotive, psicologiche e fisiche causate dal bullismo, che sono tali da segnare le vittime per il resto della vita”. L’assessore ha dato conto di un’intensa attività svolta sul tema dalla Fondazione Villa Montesca, in adesione a progetti europei, con numerosi interventi di formazione e informazione. “Soprattutto nelle scuole abbiamo portato avanti una costante attività di sensibilizzazione, che si è tradotta, tra le altre iniziative, anche nella realizzazione di un manuale per prevenire gli atti di bullismo, accompagnata da una campagna che ha interessato anche i luoghi e gli ambienti fuori dalla scuola frequentati dai giovani”, ha affermato Ciubini, che ha richiamato l’esperienza della Comunità Educante dell’Altotevere, che opera sul versante della prevenzione a contatto con scuola, associazioni e istituzioni, e la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri per gli incontri con gli studenti. “Nel mese di aprile cureremo una specifica attività di informazione nella scuola secondaria di primo grado con i Carabinieri e a fine maggio terremo un convegno per informare genitori, insegnanti ed educatori, con la contestuale realizzazione di uno spot da diffondere in tutti gli istituti”, ha preannunciato Ciubini, che ha rimarcato l’importanza di trasmettere i valori basilari della convivenza. Favorevole all’ordine del giorno si è dichiarato il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini, che si è detto d’accordo anche sulla sensibilizzazione del Parlamento perché regolamenti le responsabilità connesse a certi fenomeni. “Se c’è un aumento del bullismo bisogna tenere conto anche della necessità di affrontare la crisi delle famiglie”, ha evidenziato l’esponente del Centrodestra, che ha per questo sostenuto l’esigenza di coinvolgere le scuole, ma anche i nuclei familiari, dando un segnale forte proprio dall’assise comunale. “E’ giusto mettere in atto azioni di  sensibilizzazione, ma bisogna risalire alle ragioni del fenomeno”, ha affermato il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti, che ha ammonito: “dobbiamo dire con più forza stop al virtuale, che è la base di tutto questo, perché ciò che manca oggi sono i punti di aggregazione di una volta per i ragazzi, come dimostra la piazza centrale della città vuota”. “Una volta non era così, la piazza era luogo di confronto e crescita, oggi invece c’è solitudine, anche se virtualmente siamo tutti uniti”, ha osservato Braganti, che ha sollevato l’esigenza di “ridare personalità ai giovani, facendo riscoprire le nostre tradizioni, i punti di riferimento sociali”. “Convochiamo un consiglio comunale aperto ai giovani, facciamoli intervenire”, ha proposto Braganti. D’accordo sull’approfondimento in commissione si è detto il consigliere del Pd Riccardo Celestini, che ha rilevato come “il problema sia così vasto da meritare maggiore consapevolezza”. “E’ importante attivare meccanismi che ci consentano di vivere in modo diverso questo disagio e comprenderlo, dando priorità alla prevenzione rispetto alla repressione”, ha puntualizzato il rappresentante della maggioranza. In sede di replica, il consigliere Tofanelli ha accolto le sollecitazioni del dibattito e ha ribadito che l’approfondimento delle conoscenze è fondamentale per arginare il fenomeno.



TOLTI I PIANI PER DISTRIBUZIONE, ESTETISTI, ACCONCIATORI E GIORNALI


Con il voto favorevole di Pd e Psi e di Fdu, il voto contrario di Polo Tifernate, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Patto Civico per Città di Castello e Idv e l’astensione de La Sinistra per Città di Castello, il consiglio comunale ha abrogato il Piano gestionale ed attuativo della rete distributiva per le medie strutture di vendita, il Regolamento per l’attività di estetista e salone di bellezza, il regolamento per la disciplina delle attività di acconciatore e salone di bellezza, il Piano di localizzazione dei punti ottimali di vendita esclusivi della stampa quotidiana e periodica, con i criteri per l’insediamento dei punti vendita non esclusivi.

Dibattito. L’assessore al Commercio Riccardo Carletti ha spiegato che i provvedimenti di abrogazione si sono resi necessari perché ormai i regolamenti in questione sono privi di applicabilità, essendo stati superati dalla legislazione europea in materia di liberalizzazioni, così come anche segnalato dalla Corte dei Conti. Il capogruppo del Patto Civico Cristian Braganti ha fatto notare che per quanto riguarda la distribuzione si parla di strutture che possono anche essere di notevoli dimensioni e che in considerazione delle difficoltà indotte dall’adeguamento alla normativa europea, molti comuni in Italia hanno scelto di regolamentare di nuovo le materie, piuttosto che abrogare completamente i regolamenti. A far notare che le normative europee hanno “spesso prodotto danni al nostro tessuto produttivo” è stato il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini, che ha concordato sulla necessità di abrogare normative ormai superate, ma ha sollecitato a definire regolamenti che tutelino la realtà locale. “Nel maggio del 2014 ho invitato a fare un tavolo con tutte le associazioni di categoria del commercio di cui a distanza di un anno non vedo traccia, come non vedo reazione nell’attività amministrativa del Comune e dello Stato a normative che mettono in difficoltà le piccole attività”, ha sostenuto Mancini, che ha sollevato la necessità di “lavorare in sinergia con le associazioni di categoria locali e non subire supinamente ciò che viene da Bruxelles”. L’assessore Carletti ha preso di nuovo la parola per ribadire che “l’amministrazione non può far altro che recepire le normative in materia di liberalizzazioni, anche se possiamo non essere d’accordo”. “Sono favorevole a un tavolo con le associazioni di categoria”, ha detto Carletti, che ha invitato il presidente della commissione deputata o il presidente del consiglio comunale a procedere. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha invitato a lavorare in commissione per poi tornare in consiglio comunale con un regolamento che permetta di dettare una disciplina locale ispirata alla normativa europea. “Non si può lasciare un simile deserto regolamentare, perché rischiamo il caos”, ha detto Sassolini. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha chiarito di essere “contrario a un siffatto sistema neoliberista che ci vuole insegnare il nord Europa”. Dopo il voto, il sindaco Luciano Bacchetta ha espresso amarezza per l’abrogazione di regolamenti importanti per la realtà locale, tra l’altro elaborati all’epoca in cui aveva la delega al Commercio. “Votare contro queste abrogazioni è però la dimostrazione plastica che decidiamo di essere fuori dal mondo”, ha detto il primo cittadino, che ha sostenuto: “se vogliamo dare dignità e valore al consiglio comunale, dobbiamo fare in modo che riesca a distinguere le battaglie che può fare da quelle che non può fare”. “Purtroppo in passato non c’è stata consapevolezza politica a Destra e Sinistra quando sono state proposte norme come la direttiva Bolkestein – ha osservato Bacchetta – ma non ci si libera la coscienza votando contro”. Il consigliere Mancini ha replicato che “il voto negativo risponde alla necessità di affermare che quanto è stato fatto, ed è peraltro riconducibile alla commissione europea presieduta Prodi, è stato sbagliato”.



OK A VARIAZIONE DI BILANCIO PER IL PARCO DI RIGNALDELLO


Con 17 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e Fdu, i due voti contrari di Polo Tifernate e Fratelli d’Italia, tre astensioni di Idv, Patto Civico per Città di Castello e Lega Nord, il consiglio comunale ha confermato la delibera di giunta comunale 34/2015 per la realizzazione di un centro servizi nell’area naturale del parco di Rignaldello in zona SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ha confermato la relativa variazione di bilancio. Con l’atto la giunta comunale aveva approvato il progetto esecutivo dell’investimento “Centro servizi in area naturale. Realizzazione di un centro servizi nel parco di Rignaldello in Zona S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario). P.S.R. Regione Umbria 2007-2013” e contestualmente aveva assunto una variazione al bilancio in esercizio provvisorio 2015 per l’iscrizione delle poste contabili connesse all’investimento in questione, finanziato per l’intero importo dal Gruppo Animazione Locale Alta Umbria S.r.l. a valere su fondi di provenienza europea, con esclusione tuttavia della quota dell’Iva, per un totale di 144.519,39 euro, di cui 13.923,17 euro per Iva cofinanziati dal Comune.

Dibattito. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha spiegato che la variazione di bilancio si è resa necessaria per il finanziamento europeo ricevuto dopo la redazione del bilancio, nel quale non era stato inserito il progetto in questione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti si è detto contrario, sostenendo che laddove siano interessati aspetti che modificano la città, gli interventi devono essere programmati e non portati all’ultimo momento nel bilancio, con le relative variazioni. “Piuttosto che investire in certi interventi, sarebbe stato meglio destinare le risorse alle scuole”, ha sostenuto il rappresentante del Centrodestra. L’assessore Alcherigi ha replicato che le risorse sono vincolate a progetti europei e non possono essere destinate in maniera difforme, tanto meno alle scuole dove il Comune investirà 5 milioni e mezzo di euro. Il sindaco Luciano Bacchetta ha puntualizzato che “non c’è alternativa alle variazioni di bilancio quando arrivano risorse aggiuntive che non c’erano e che accogliamo volentieri”. “Non mi pare il caso di rifiutare risorse”, ha concluso il primo cittadino. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha eccepito che “i fondi arrivano a condizione che il Comune spenda, per cui si potrebbe anche valutare di non prendere dei soldi se certi settori non richiedono investimenti con risorse anche dell’amministrazione, che potrebbe piuttosto investire altrove”. “Avremmo preferito rinunciare alla sistemazione del laghetto e ai soldi previsti, perché il denaro del cofinanziamento il Comune avrebbe potuto stanziarlo per altro”. Il sindaco Bacchetta allora ha replicato che i soldi arrivati si aggiungono ad altri già stanziati. “Come si fa a dire che sono soldi che non vanno bene quando vanno per la riqualificazione dell’area del Tevere?”. “Stiamo investendo 5 milioni e mezzo di euro per le scuole e difficilmente si può fare di più – ha puntualizzato il sindaco – mentre per le strade abbiamo programmato una gara che da luglio ci darà modo di investire circa un milione di euro”. Il consigliere Luciano Tavernelli ha definito “stravagante” il fatto di criticare interventi simili. “E’ utile e doveroso portare avanti la riqualificazione dei percorsi verdi e delle aree naturalistiche del Tevere – ha concluso Tavernelli – mentre è ingiusto dire che non ci sono interventi sulle priorità della città”.



CONFERMATA VARIAZIONE DI BILANCIO PER IL PROGETTO “COSMOPOLIS”


Con i 18 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), Patto Civico per Città di Castello, Idv e Fdu e le tre astensioni di Lega Nord, Polo Tifernate e Fratelli d’Italia, il consiglio comunale ha confermato la delibera di giunta n.48/2015 relativa al progetto “Cosmopolis”, finanziato dal fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi e finalizzato all’integrazione scolastica e all’inclusione sociale dei giovani stranieri, autorizzando la relativa variazione di bilancio. Con la delibera la giunta comunale aveva preso atto del progetto, della relativa convenzione con il Ministero dell’Interno, del connesso finanziamento e aveva approvato il Protocollo di Rete, procedendo contestualmente ad assumere la variazione al bilancio in esercizio provvisorio 2015 per un totale di 106.465 euro, di cui  15.018 euro come contributo del soggetto partner Comune di Città di Castello.

Dibattito. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha spiegato che il finanziamento del progetto è stato concesso al Comune di Città di Castello come  capofila comprensoriale dell’intervento di cui è soggetto attuatore la Fondazione Villa Montesca, evidenziando come ai 91 mila euro di contributo europeo l’amministrazione abbia aggiunto 15 mila euro per l’utilizzo del personale. “Si tratta di un importante progetto che riguarda l’integrazione in una comunità dove l’11-12 per cento di bambini nelle scuole è extracomunitario”, ha puntualizzato Alcherigi. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha sottolineato come “integrazione equivalga a sicurezza”, sollevando l’unica perplessità per il fatto di dover spendere 100 mila euro entro giugno, mentre tempi più lunghi avrebbero portato più benefici. “Quando si parla di integrazione vera noi siamo un partito serio e  l’integrazione a scuola è fondamentale, soprattutto per favorire meccanismi di inserimento sociale”, ha sostenuto il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini, che ha espresso riserve sulla possibilità di trarre risultati dall’investire 91 mila euro in tre mesi e sullo stanziamento di 15 mila euro per il personale. “Bisogna capire come Villa Montesca pensa di rendere produttive queste ingenti risorse”, ha eccepito Mancini. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha preannunciato la propria astensione, pur giudicando positiva l’azione finalizzata all’integrazione. “Tempistica e modalità non mi convincono”, ha sostenuto il rappresentante della minoranza, il quale ha osservato che “tre mesi non sono sofficienti ad investire in modo adeguato questi soldi”. Il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha osservato come sia importante che le politiche di integrazione formino anche gli italiani, non solo gli stranieri. “Dovremmo trarre il meglio da queste persone, come tali, non come stranieri”, ha puntualizzato Cuccaroni, che ha espresso l’auspicio che i soldi per il progetto “Cosmopolis” vengano destinati anche all’educazione della nostra comunità ai valori degli altri. “Chiedo di capire come saranno spesi questi soldi, non vorrei che ci sia dietro una operazione commerciale,  che una quota andasse a chi cura e realizza il progetto e il resto venisse utilizzato per attuare il progetto stesso”, è intervenuto il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, che ha chiesto una rendicontazione a posteriori delle spese. L’assessore Alcherigi ha preso di nuovo la parola per sottolineare che “l’importo messo a bilancio vale per tutto il comprensorio” e che i 15 mila euro vanno per il personale che i Comuni mettono a disposizione. “Sarà comunque nostra cura rendicontare”, ha chiarito Alcherigi, che ha spiegato come le azioni finanziate andranno a incentivare servizi già in atto. Il sindaco Luciano Bacchetta ha precisato che “non si parla di soldi per finanziare un progetto che parte ora e dura due mesi, ma di risorse che si vanno ad aggiungere a fondi già stanziati per questi  interventi e irrobustiscono le azioni”. “E’ importante fare in modo di trovare tutti gli strumenti per favorire l’inserimento dei bambini stranieri e la loro inclusione sociale”, ha sottolineato Bacchetta, che ha osservato: “spesso come enti siamo soli di fronte a queste emergenze, per cui sono risorse importanti”.



OK A VARIAZIONE DI BILANCIO IN ESERCIZIO PROVVISORIO


Con i 16 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e di Fdu, i tre voti contrari di Lega Nord, Fratelli d’Italia e Polo Tifernate e le due astensioni di Patto Civico per Città di Castello e Idv, il consiglio comunale ha deliberato di procedere alla variazione n.4 al bilancio di previsione 2015-2017 in esercizio provvisorio. L’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi ha illustrato l’atto, spiegando che si è trattato di iscrivere a bilancio 10 mila euro per la manutenzione degli impianti elettrici per il collegamento a fibre ottiche nell’immobile del Palazzo del Podestà, 160 mila euro come previsione di entrate e correlate spese per le elezioni amministrative a carico della Regione, 60 mila euro di entrate già riscosse dalla Regione finalizzate al rimborso a privati di spese sostenute a seguito del sisma del 1997.



RINVIATI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO


Per l’impossibilità a partecipare alla seduta dei consiglieri proponenti e dell’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Massetti, sono stati rinviati al prossimo consiglio comunale i punti relativi alla strada provinciale 105, a via del Popolo e alla strada provinciale 104 a Morra.

 

 


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