Comune di Città di Castello (PG)

CONSIGLIO COMUNALE DI LUNEDI' 8 GIUGNO 2015

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CONSIGLIO COMUNALE DI LUNEDI' 8 GIUGNO 2015
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10-06-2015 -

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI FABIO PELOSI


Su proposta del sindaco Luciano Bacchetta, il consiglio comunale ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Fabio Pelosi, il capo ufficio stampa del Comune scomparso nei giorni scorsi. “Prima che un dipendente di questo Comune, era un caro amico - ha sottolineato Bacchetta – una persona di grande qualità e valore intellettuale, con un carattere magari difficile ma anche molto sincero, grandi valori umani e anche politici”. “Mi ha accompagnato per tantissimi anni, sia nelle cose buone che in quelle meno buone – ha concluso il sindaco - a lui rivolgo un pensiero molto forte e un grande saluto, sperando di ritrovarlo da qualche parte”. Al ricordo del sindaco si sono uniti i pensieri dei consiglieri comunali Gaetano Zucchini (Pd) e Luca Cuccaroni (Fdu), che hanno rivolto le proprie condoglianze alla famiglia.

 




AUSPICI PER I NUOVI ELETTI IN CONSIGLIO REGIONALE


Il sindaco Luciano Bacchetta si è complimentato con i neo consiglieri regionali tifernati Fernanda Cecchini e Valerio Mancini, esprimendo rammarico per la mancata rielezione di Andrea Lignani Marchesani. “Era ed è necessaria una presenza cospicua del nostro territorio in consiglio regionale e oggi dobbiamo prendere atto che lo è meno, anche se si è ridotta la consistenza numerica stessa dell’assemblea”, ha detto Bacchetta, che ha formulato l’auspicio di stabilire una forte collaborazione con i rappresentanti locali per perseguire gli interessi del territorio. Anche il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha espresso soddisfazione per l’elezione del rappresentante del Centrodestra Mancini e dispiacere per Lignani Marchesani, manifestando la convinzione che il primo saprà rappresentare al meglio le posizioni dello schieramento, anche per sopperire alla penalizzazione per il territorio costituita dal venir meno del secondo. Analoghe espressioni augurali sono giunte dal capogruppo del Pd Gaetano Zucchini, che ha sottolineato la particolare soddisfazione per il secondo mandato di Cecchini e ricordato anche l’elezione di Marco Vinicio Guasticchi, come ulteriore riferimento per la città, formulando i propri auguri per il prosieguo dell’attività politica di Lignani Marchesani. Zucchini ha rivolto anche un appello a non trascurare il dato relativo all’astensionismo che è stato registrato in città, rimarcando l’importanza di “riportare la fiducia nella politica e nelle istituzioni”. Congratulazioni agli eletti sono giunte anche dal capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno.

 



CONFRONTO SULL’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI


“E’ opportuno che venga convocata una seduta della commissione preposta per approfondire le valutazioni sull’assegnazione delle case popolari, alla presenza dell’assessore competente e anche di chi materialmente stila le graduatorie, in maniera tale da chiarire ulteriormente criteri di assegnazione che esulano completamente dalla politica”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha accolto così l’istanza del capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini, che aveva chiesto un confronto in commissione sulla graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari appena pubblicata dal Comune. “Avevamo individuato meccanismi per poter dare alloggi ai soggetti che avevano una lunga permanenza nel territorio, così da dare agli autoctoni almeno una parità di possibilità di accedere a questa opportunità – aveva evidenziato l’esponente del Centrodestra – ma nella graduatoria che è stata pubblicata abbiamo trovato solo due residenti italiani nei primi 15 posti”. Di una questione che trascende i regolamenti comunali aveva parlato il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno, che aveva ribadito come il problema sia sostanzialmente di ordine giuridico. “Certo – aveva osservato - vedere una graduatoria che su 37 domande registra pochissimi italiani dà la percezione con che con taluni criteri i nostri connazionali siano penalizzati”. A condividere l’esigenza di un chiarimento in commissione era stato anche il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini, che aveva comunque espresso la massima fiducia nel lavoro dell’amministrazione, escludendo qualunque convenienza politica a favorire il risultato che si è determinato. A ricordare la discussione in commissione sui parametri temporali per fare domanda era stato il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni, che aveva anche puntualizzato come “la casa è un diritto che prescinde dalla nazionalità”.

 



FUTURO DELLA PALLAVOLO


“L’amministrazione comunale non può investire risorse pubbliche per permettere la continuazione dell’attività di una società sportiva e quindi nemmeno quella dell’Altotevere Pallavolo, cui possiamo offrire comunque il nostro supporto logistico in uno scenario nel quale, con un sodalizio con matricola di San Giustino che deve iscriversi al campionato di B1 maschile e un sodalizio con matricola di Città di Castello che deve iscriversi al campionato di B2, la fusione tra queste due realtà sarebbe forse la soluzione più auspicabile”. E’ in sintesi quanto ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta intervenendo nel dibattito sul futuro dell’Altotevere Pallavolo aperto dal capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini, il quale ha chiesto di conoscere la posizione dell’amministrazione comunale sulle recenti vicende sportive della società, che non si iscriverà al campionato di serie A1 maschile. Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini, che ha condiviso come sia improponibile per l’ente di supportare economicamente l’Altotevere Pallavolo, pur nella vicinanza al sodalizio da parte della città che è stata sottolineata anche dall’abbinamento con il nome di Alberto Burri nell’anno del centenario della nascita. Dal canto suo, il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha messo in evidenza il “lavoro meritorio sui giovani” che sta portando avanti la società di pallavolo di Città di Castello e ha formulato l’auspicio che possa riportare in auge la pratica di questa disciplina in città.



OK ALL’ISTITUZIONE DEL GRUPPO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE


Con 16 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), Fdu e Patto Civico per Città di Castello e il voto contrario del Polo Tifernate, il consiglio comunale ha deliberato l’istituzione del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Città di Castello e ha approvato il regolamento che ne disciplinerà il funzionamento. Il Gruppo è costituito dal sindaco come legale rappresentante, con funzioni di presidente e responsabile unico, e sarà composto da cittadini volontari che collaboreranno con l’amministrazione comunale nell’esercizio della funzione di protezione civile.

Dibattito. L’assessore alla Protezione Civile Andreina Ciubini ha espresso la propria soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo cui teneva particolarmente insieme al sindaco, “di cui – ha detto – il gruppo è diretta emanazione”, e alla giunta. “Finalmente anche Città di Castello avrà un gruppo comunale di volontari di protezione civile, al pari di tanti altri comuni della regione”, ha sottolineato Ciubini nell’esprimere, comunque, il proprio ringraziamento a tutte le associazioni di protezione civile, “che hanno lavorato in questi anni in modo lodevole”. Rimarcando il lavoro professionale compiuto dal dirigente competente Federico Calderini e dal responsabile del Servizio di Protezione Civile Francesco Nocchi, che è stato elogiato dai funzionari del Servizio Regionale di Protezione Civile della Regione dell’Umbria, l’assessore ha illustrato alcuni aspetti del regolamento, sottolineando le funzioni del sindaco, che dispone l’utilizzo del gruppo, nomina il coordinatore tecnico che avrà un mandato coincidente con quello del primo cittadino, è garante della continuità amministrativa e operativa del sodalizio, può proporne lo scioglimento ed è chiamato ad accettare le domande di adesione. Ciubini ha indicato nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso, superamento delle emergenze, formazione e addestramento l’ambito operativo del gruppo, al quale l’amministrazione comunale potrà richiedere collaborazione anche in occasione di manifestazioni, cerimonie e celebrazioni. L’accesso al gruppo sarà subordinato al possesso dei requisiti della maggiore età, dell’idoneità fisica per l’attività specifica, dell’assenza di condanne penali passate in giudicato per reati che comportino l’interdizione dai pubblici uffici, della non appartenenza ad altre organizzazioni di volontariato di protezione civile che possano essere attivate in parallelo al gruppo comunale. Ciubini ha spiegato che i volontari ammessi saranno direttamente inquadrati nel gruppo come Volontari operativi, in caso di possesso dell’attestato di frequenza del corso base di formazione di protezione civile riconosciuto dalla Regione dell’Umbria, mentre gli altri saranno inseriti come Volontari in addestramento, fintanto che non avranno superato il percorso formativo specifico. Nel gruppo potranno essere inseriti come Volontari Addetti ai Servizi anche soggetti in possesso di una idoneità fisica limitata e coloro che, prescindendo dalle modalità di reclutamento o dalla condizione di essere iscritti ad altre organizzazioni di volontariato di protezione civile come “operativi”, facciano istanza sulla base di un curriculum personale attestante il possesso di un’elevata e specifica professionalità ritenuta utile dal Servizio Comunale di Protezione Civile. L’attività del gruppo verrà garantita con uno o più capitoli di spesa nel bilancio comunale e sarà guidata dall’assemblea degli iscritti, dal consiglio direttivo e dal coordinatore tecnico. Il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti ha sottolineato che “con quest’ atto il Comune sta prendendo un’altra considerazione di se stesso e di ciò che è chiamato a fare, rafforzando la figura del sindaco, che è l’autorità chiamata a garantire a tutti i primi interventi e soccorsi”. L’esponente della minoranza ha espresso, pertanto, soddisfazione per “un passaggio che risponde all’esigenza di ogni città di riuscire a sostenersi nelle situazioni di emergenza”. “Sono contento come cittadino e come operatore di protezione civile – ha concluso – è una delle cose buone che vengono dall’Umbria, perché nelle altre regioni non accade così frequentemente che ci sia questa sensibilità per i temi di protezione civile”.  Nel sottolineare “il grande lavoro fatto dalle associazioni di protezione civile tifernati fino a oggi, con disponibilità, professionalità, grande senso di responsabilità e attaccamento al territorio”, il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha espresso la propria soddisfazione per il fatto che venga eliminata una carenza del Comune dal punto di vista della gestione della protezione civile e che venga costituito un gruppo operativo diretta emanazione dell’ente. “Un atto – ha detto - di grande attenzione da parte dell’amministrazione,  finalizzato a implementare un settore che deve essere assolutamente ben organizzato ed efficiente”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere del Pd Luciano Domenichini, che ha espresso l’aspettativa che l’atto permetta di “ridurre il frastagliamento di gruppi nel territorio e  la dispersione di materiale umano, di strumenti e mezzi finanziari”. “Creare un gruppo efficiente appoggiato da tutti i gruppi che gravitano nel territorio può rappresentare un esempio di coesione – ha concluso Domenichini – e l’auspicio è che lo stesso meccanismo di semplificazione vada avanti anche in materia sanitaria, con un unico soggetto che aggreghi le tante associazioni”. Di “una bella iniziativa, che cercherà di mettere un po’ d’ordine” ha parlato anche il consigliere del Pd Mauro Severini, che ha dato atto di un lavoro svolto dalle associazioni in questi anni “importante, di grande collaborazione, molto produttivo e con buone professionalità”. “Penso che l’iniziativa dia un respiro diverso a questo settore, anche se sono convinto che, come accade all’estero, la protezione civile dovrebbe essere affidata al corpo dei vigili del fuoco”, ha concluso Severini. Ad auspicare che l’atto favorisca “una razionalizzazione necessaria” è stato il consigliere del Pd Luciano Tavernelli, che ha rimarcato l’importanza che ci sia un unico punto di riferimento  nella protezione civile tifernate. “Ai vigili del fuoco demanderei anche la gestione del 118”, ha osservato Tavernelli, che ha espresso l’auspicio che il Comune di Città di Castello, attraverso questo passaggio, possa “porsi come capofila per future razionalizzazioni in ambiti così strategici”. Nell’esprimere il proprio favore per l’iniziativa, il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti ha sottolineato come sia  “normalissimo che in una città, come accade anche altrove in Umbria, operino più gruppi di protezione civile”, definendo “utopica la prospettiva di una loro unione, ma fondamentale il fatto che possano collaborare”. Nel sottolineare il proprio ruolo di responsabile del Gruppo Comunale di Protezione Civile costituito a Città di Castello nel 1994, Busatti ha fatto presente di non voler rinunciare alla denominazione dell’associazione e ha chiesto all’amministrazione di cambiare nome al nuovo soggetto espressione dell’ente. Il consigliere ha richiamato, quindi, l’attenzione sugli aspetti economici, evidenziando come l’ente “metterà a disposizione del proprio gruppo la dotazione di mezzi e i rifornimenti di carburante e pagherà inoltre le utenze, mentre tutte le altre associazioni di protezione civile le pagano in proprio”. “Per non fare figli legittimi e illegittimi credo sarebbe giusto che l’amministrazione facesse lo sforzo per parificare questo volontariato che ha dato tanto alla città, sostenendo queste spese che condizionano l’operatività dei soggetti del settore”, ha concluso Busatti, che ha invitato il sindaco a “venire a rassicurare nostri volontari nella prossima assemblea”. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare  Sassolini ha deplorato la scelta dell’amministrazione di “investire decine e decine di migliaia di euro dei contribuenti, in un momento non facile come quello attuale, per un gruppo che opererà in un ambito nel quale la città ha dimostrato di avere già risorse efficaci”. “Temo sia un modo per creare un nuovo piccolo carrozzone, che poi alimenterà grossi problemi e grossi costi”, ha sostenuto l’esponente della minoranza, che ha chiesto di sospendere l’atto per favorire un nuovo approfondimento in commissione degli aspetti economici del regolamento”. “Era giusto far nascere un gruppo di volontari comunale”, ha ribadito l’assessore Ciubini, evidenziando come il Gruppo Comunale di Protezione Civile di cui è responsabile il consigliere Busatti sia nato “prima che la normativa, come invece avviene ora, distinguesse tra associazioni e gruppi, indicando in questi ultimi organizzazioni che sono emanazione del sindaco”. “Per questo motivo il nostro gruppo non può che chiamarsi così e si chiamerà così”, ha puntualizzato l’assessore, che ha evidenziato come i mezzi e le strumentazioni verranno reperiti attraverso la partecipazione a bandi, progetti regionali e donazioni, alla stregua delle altre associazioni, e non acquistati dall’ente. Nel respingere la proposta di un ulteriore approfondimento, “visto – ha detto - che il regolamento nella commissione deputata è stato approvato all’unanimità”, Ciubini ha chiarito: “è nostra intenzione non togliere niente a nessuno, come dimostra il fatto che abbiamo dato sedi adeguate a tutte le associazioni di protezione civile che ne hanno fatto richiesta”. “Da tempo non concediamo più contributi alle associazioni, cui diamo solo piccoli rimborsi per servizi sociali, con tanto di fatture”, ha concluso Ciubini che ha escluso costi consistenti, come quelli lamentati, per il nuovo gruppo comunale. Nel sottolineare il prezioso lavoro dell’assessore Ciubini e del suo staff, il sindaco Luciano Bacchetta  ha affermato di aver “raccomandato fin dall’inizio del lavoro preparatorio del regolamento di non dare vita a nessun tipo di operazione che potesse essere letta come punitiva verso le altre associazioni”. “Il volontariato è una grande risorsa da valorizzare, che nel campo della protezione civile ha dato finora risposte eccellenti”, ha evidenziato Bacchetta, puntualizzando:  “tuttavia nella gestione anche delle recenti emergenze è emersa la necessità, che anche io ho constatato, di dare vita a una forma di coordinamento e la costituzione del Gruppo Comunale risponde a questa esigenza”. Il sindaco ha, quindi, evidenziato come non ci siano eguali in Umbria per la cittadella dell’emergenza tifernate, rimarcando come gli spazi concessi alle associazioni, a differenza che altrove, non siano soggetti ad affitto. “Le risorse che ha Città di Castello nel volontariato sono importanti e sarebbe un fallimento pensare di  non valorizzarle – ha chiarito Bacchetta – ecco perché il Gruppo Comunale, che non avrà condizioni particolari di privilegio, svolgerà una funzione di collegamento, per la quale auspico una sinergia intensa”. Il primo cittadino ha,  infine, garantito la presenza dell’amministrazione all’assemblea dell’associazione rappresentata dal consigliere Busatti. In sede di dichiarazioni di voto, lo stesso Busatti ha, comunque, preannunciato la propria uscita dall’emiciclo al momento del voto, giudicando non esaustive le rassicurazioni sugli aspetti economici dell’operazione.  “Il nuovo gruppo non avrà costi che per noi in un anno assommano, invece, a 12-13 mila euro – ha chiarito Busatti – bisogna trovare una forma contributiva annuale sulla base della presentazione delle fatture per le utenze, che darebbe la possibilità a tutte le altre associazioni di confrontarsi alla pari con il nuovo gruppo”. A preannunciare il proprio voto contrario è stato il consigliere Sassolini, che ha ribadito come “le spese per il Comune saranno notevoli”.



INTERVENTI SULLA STRADA PROVINCIALE 105


“A oggi non abbiamo ancora ricevuto una risposta dalla Provincia alla lettera scritta nel marzo scorso per chiedere interventi di ripristino del manto stradale lungo la provinciale 104, torno pertanto a invitare la conferenza dei capigruppo a valutare l’opportunità di redigere un documento unitario da approvare in consiglio comunale per sollecitare l’ente responsabile ad effettuare i lavori necessari lungo le arterie che interessano il nostro territorio”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Massetti a proposito dell’interrogazione con cui il consigliere del Polo Tifernate Manuel Maraghelli sollecitava il Comune a chiedere alla Provincia di investire risorse per gli interventi di sistemazione degli asfalti inerenti la rete stradale del territorio tifernate e controllare adeguatamente le opere eseguite prima di rilasciare il certificato di fine lavori. L’esponente della minoranza aveva segnalato in particolare le “condizioni pessime” del tratto tra Fabbrecce e Trestina della provinciale 105. In sede di replica il consigliere Maraghelli si è detto “basito dalla mancanza di rispetto da parte della Provincia”, concordando sulla necessità di formalizzare all’ente una richiesta da parte di tutto il consiglio comunale.

 



DEGRADO AL CENTRO LE GRAZIE


“Siamo al corrente delle situazioni di degrado che caratterizzano il Centro Le Grazie, rispetto alle quali più volte interveniamo, e nei prossimi giorni convocheremo a questo proposito una riunione con le associazioni di volontariato che hanno la propria sede nel complesso per chiedere loro di collaborare con noi al fine di arginare il fenomeno e tenere più in ordine questo luogo”. E’ l’impegno assunto dall’assessore al Patrimonio Andreina Ciubini in replica all’interrogazione del capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti, che denunciava la presenza di rifiuti nei pressi degli uffici comunali al Centro Le Grazie e una situazione di generale degrado dell’area, chiedendo quali azioni intendesse intraprendere l’amministrazione comunale. “Mi è stato riferito che si tratta di una situazione consolidata, sicuramente ascrivibile al malcostume dei cittadini – aveva chiarito Braganti – che però non credo possa essere accettata, specie dove c’è la presenza di uffici pubblici e tanto meno di servizi rivolti ai bambini”. L’assessore Ciubini ha dato conto degli interventi di tinteggiatura e di manutenzione effettuati, evidenziando come l’amministrazione comunale sia determinata ad affrontare la situazione, magari anche con l’installazione di un impianto di videosorveglianza. In sede di replica, il consigliere Braganti ha condiviso l’idea di coinvolgere le associazioni ed espresso fiducia nell’impegno dell’amministrazione.



CORSI UNIVERSITARI A VILLA MONTESCA


“Incontreremo il nuovo rettore dell’Università di Perugia, professor Franco Moriconi, il 23 giugno prossimo in occasione dell’inaugurazione della biblioteca dei Baroni Franchetti e contiamo di gettare le basi di un confronto sul ritorno dei corsi universitari a Villa Montesca con un interlocutore che ci appare ragionevole e aperto alla territorialità”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha preannunciato così l’iniziativa che il Comune di Città di Castello intraprenderà nei confronti dell’ateneo perugino per verificare la percorribilità del ripristino di percorsi di studio accademici nel capoluogo tifernate, intervenendo nel dibattito originato dall’interpellanza del capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno. L’esponente della maggioranza chiedeva che il primo cittadino incontrasse il rettore al fine di ripristinare la sede distaccata dell’Università a Città di Castello, “dopo una chiusura giustificata dalla spending review – aveva detto - che però ha colpito solo il nostro polo tra quelli delocalizzati in Umbria”. “Anche se con l’imbarazzo derivante dal fatto che la  nostra è stata l’unica sede soppressa e siamo stati, quindi, gli unici penalizzati, ho letto con interesse le dichiarazioni del rettore circa l’orientamento a potenziare le sedi universitarie distaccate rimaste – ha affermato Alunno – e credo che ci siano margini per ripristinare i corsi a Villa Montesca”. Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha espresso la propria condivisione per l’iniziativa, rimarcando come la città sia stata penalizzata. “Il nuovo rettore ha preso una strada di forte dissociazione dal predecessore e ha ribadito che non gli piace una visione esclusivamente economicistica della gestione dell’università”, ha rilevato l’esponente della maggioranza, che ha comunque evidenziato come al momento si parli unicamente delle sedi distaccate rimaste. “Chiedo al sindaco di farsi portavoce di questa esigenza che il consiglio comunale propone – ha sostenuto Zucchini – perché credo che Città di Castello abbia tutte le caratteristiche per ospitare di nuovo i corsi universitari e ritengo, quindi, assolutamente doveroso un passaggio con il rettore per favorire questa soluzione”. Nel sottolineare come “avere una sede universitaria in città rappresenterebbe un notevole cambio di prospettiva per chi ha figli da avviare a questi studi”, il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha invitato a riflettere sull’esigenza che “ci sia una effettiva ricaduta economica sulla città che in passato non c’è stata, perché Villa Montesca per la sua collocazione non ha generato questo meccanismo virtuoso”. “Credo che la Regione avrebbe nell’ex ospedale una location perfetta, che permetterebbe di fare dei corsi il fulcro dell’economia della città e valorizzare il nostro centro storico”, ha sostenuto l’esponente della minoranza. Nel ricordare l’ordine del giorno presentato nel 2011, il consigliere del Pd Gionata Gatticchi ha giudicato inspiegabile che i tagli imposti dalla spending review all’Università di Perugia abbiano riguardato unicamente la sede di Città di Castello. “Con il cambio che c’è stato al vertice dell’ateneo – ha osservato il consigliere -  possiamo tornare a dire la nostra e credo per questo che il sindaco, insieme ai nostri rappresentanti regionali, debba farsi carico di sostenere le legittime aspettative della città”. A chiedere spiegazioni dell’accaduto è stato il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo, che ha ricordato come “alla sollecitazione fatta all’epoca di protestare energicamente contro l’ipotesi della chiusura venne risposto dal sindaco che non era la strategia giusta, anche perché c’era stato un incontro con il rettore che lasciava presagire una conclusione diversa”. “Così non è stato e vorremmo capire il perché”, ha concluso Colombo. Il sindaco Bacchetta ha ricordato la vocazione della città, in particolare per quel corso di scienze infermieristiche che nacque storicamente proprio nel territorio tifernate ben prima dell’istituzione della sede distaccata alla Montesca. Nel giudicare “affascinante” la soluzione dell’ex ospedale, il primo cittadino ha sottolineato come “Villa Montesca sia una struttura già funzionante, che sarebbe ancora una volta perfetta per il ritorno dei corsi universitari”. “Credo che dovremo puntare a corsi che diano prospettive professionali interessanti e siano collegabili al nostro territorio”, ha sostenuto Bacchetta, che ha collocato il ritorno della sede distaccata dell’Università a Villa Montesca nel quadro di un’azione di valorizzazione del parco alla quale sta lavorando ultimamente anche la Regione e di una nuova riappropriazione da parte dei tifernati di un patrimonio che è collettivo. L’assessore alla Formazione Mauro Alcherigi ha ricordato le tappe che hanno portato nel 2013 alla soppressione dei corsi e ha rinnovato l’amarezza per un confronto con il precedente rettore che ha avuto una conclusione non rispondente alle premesse.  “L’ipotesi di un ritorno dei corsi a Città di Castello – ha spiegato Alcherigi - trae le sue ragioni dai riscontri numerici eccezionali ottenuti dalla giornata di orientamento promossa dall’Università a Città di Castello la scorsa estate, che ha riscosso il maggior successo tra tutte quelle organizzate nella regione e si è tradotta in numero di iscrizioni importante, tale da dare una nuova dimensione al peso del nostro territorio rispetto a Perugia”. Dietro a questo risultato, Alcherigi ha anticipato che l’Università ha già preannunciato l’intenzione di iniziare a luglio dal capoluogo tifernate la prossima serie di giornate di orientamento, sottolineando come “se i numeri della nostra città verso l’università tornano a essere importanti, il ruolo che possiamo giocare è strategico nelle scelte dell’ateneo, anche per la posizione di frontiera regionale che abbiamo”. “Avere corsi importanti per l’inserimento lavorativo, che permettano alle nostre famiglie di non sopportare una spesa eccessiva per gli studi sarebbe fondamentale”, ha rimarcato l’assessore, che ha affermato: “facciamo partire il percorso politico, questo territorio non può essere solo terreno di conquista per i numeri e non per la valorizzazione delle sue strutture e delle sue potenzialità”. In sede di replica, il consigliere Alunno ha manifestato la fiducia che l’iniziativa dell’amministrazione possa conseguire il risultato di far cambiare strategia all’Università.



PRESA D’ATTO E RATIFICA PER IL GIACIMENTO DI CAVA A SAN SECONDO


Il consiglio comunale ha preso atto all’unanimità del verbale della conferenza di copianificazione per l’accertamento del giacimento di cava in ampliamento, ai sensi della legge regionale 2/2000, richiesto dalla ditta Piselli Cave in località San Secondo e ha ratificato l’adesione all’accordo manifestata dal rappresentante del Comune in sede di conferenza finale di copianificazione. L’atto di ratifica costituisce per l’area interessata dal giacimento di cava l’approvazione della variante urbanistica alla Parte Strutturale del Prg adottato e controdedotto con delibera di consiglio comunale n.29 del 21 maggio scorso e le conseguenti modifiche dovranno essere recepite negli elaborati grafici del relativo Prg.



DEBITI FUORI BILANCIO


Con 13 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd,Psi,La Sinistra per Castello) e due voti contrari di Fratelli d’Italia e Polo Tifernate, il consiglio comunale ha deliberato il riconoscimento della legittimità di due debiti fuori bilancio determinati da altrettante sentenze giudiziarie. Il primo riguarda la sentenza della Corte di Appello di Perugia n.238/2014 che il 17 aprile 2014 ha definito il giudizio promosso dai proprietari di alcuni terreni tra i quartieri Graticole e Riosecco espropriati dal Comune nel 2007 per la variante Apecchiese per un valore di 33 mila euro. La sentenza ha stabilito che la parte spettante a chi ha promosso il giudizio ammonta a 130 mila 780,64 euro, oltre agli interessi a tasso legale alla data della domanda, per un totale di 144 mila 852,52 euro. Detratti i 33 mila euro già pagati, il consiglio comunale con la delibera approvata ha autorizzato al pagamento della somma restante di 111 mila 354,01 euro. Il secondo debito fuori bilancio deriva dalla sentenza del tribunale di Perugia n.2853/2014 relativa al giudizio promosso nel 2004 dal Comune contro un geologo per responsabilità professionale relativa al cedimento del ponte sul Nestoro situato nel vocabolo Ghirozzo. La sentenza ha stabilito che la composizione della lite deve essere definita da una procedura di arbitrato e ha giudicato inammissibile la domanda avanzata dal Comune, condannando l’ente al pagamento delle spese processuali di 34 mila 894,48 euro. Entrambi i provvedimenti sono stati inviati alla Corte dei Conti per valutare le eventuali responsabilità degli autori degli atti amministrativi.

 


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