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RESOCONTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VENERDI' 17 LUGLIO 2015

domenica 19 novembre 2017
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RESOCONTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VENERDI' 17 LUGLIO 2015
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18-07-2015 -

 

 

DEPOSITATA LA PROPOSTA DI BILANCIO DI PREVISIONE 2015-2017


In apertura di seduta è stata depositata in consiglio comunale la proposta di bilancio di previsione per l’esercizio 2015-2017, che verrà portata in approvazione nella prossima riunione dell’assise convocata per lunedì 27 luglio.



CONSIGLIO COMUNALE


Verrà discussa nella prossima seduta la mozione sulla ex Fcu firmata da tutti i capigruppo del consiglio comunale con l’obiettivo di assumere una posizione unitaria sulla situazione della ferrovia e chiedere gli interventi necessari alla garanzia della sua funzionalità. E’ quanto hanno concordato i consiglieri presenti alla seduta, dopo un confronto sulla necessità di portare in discussione la mozione in tempi celeri, vista l’esigenza di dare continuità al dibattito in commissione Programmazione e ottenere soluzioni il più possibile rapide ai disagi degli utenti.



 

 

APPROVATO L’ACCORDO PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEL CANILE


Con 16 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu, Idv e Patto Civico per Città di Castello e tre astensioni di Pdl, Polo Tifernate e Lega Nord, il consiglio comunale ha approvato l’accordo tra gli otto comuni dell’Alto Tevere umbro (Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino e Umbertide) e l’Asl Umbria 1 per la gestione associata del canile-rifugio comprensoriale di Mezzavia di Lerchi, nel comune di Città di Castello.

Dispositivo. Con la deliberazione, il consiglio comunale ha dato mandato al sindaco Luciano Bacchetta di stipulare come comune capofila l’accordo con le altre amministrazioni del comprensorio per la gestione in forma associata del canile-rifugio in località Mezzavia di Lerchi, nel comune di Città di Castello, così da dare continuità alla gestione del servizio dopo la cessazione da parte della Comunità Montana Alta Umbria della gestione stessa a partire dal 31 dicembre 2014 e l’assunzione transitoria da parte dell’amministrazione comunale tifernate della responsabilità di assicurare il funzionamento del servizio nelle more dell’approvazione di una nuova intesa tra gli enti altotiberini. Con l’accordo è stato stabilito anche che nell’anno 2016 verrà espletata una nuova procedura di gara per l’affidamento del canile comprensoriale al nuovo gestore.

Dibattito. L’assessore Luca Secondi ha illustrato i contenuti dell’accordo, “che – ha detto – è espressione della volontà degli otto comuni del comprensorio di tornare alla gestione associata del canile e individuare entro la fine dell’anno la procedura per la selezione del nuovo gestore della struttura”. L’assessore ha ricordato come la gestione sia affidata attualmente all’Enpa, titolare della precedente convenzione con la Comunità Montana Alta Umbria, sottolineando come in base alla precedente gara il conto economico del servizio sia stato quantificato in 170mila euro annui. “Una somma che – ha spiegato Secondi – era calcolata su una capienza del canile all’epoca di 200 animali e teneva conto che alcuni costi, come la depurazione e l’utenza elettrica, non fossero a carico del gestore, ma direttamente della Comunità Montana”. “Ecco perché – ha puntualizzato Secondi - andando a una nuova gestione il conto economico, che verrà suddiviso tra i comuni, comporterà un prevedibile incremento del 20-30 per cento dei costi, in considerazione dell’aumentata capienza della struttura a 300 animali e delle spese che dovranno essere sostenute ora direttamente dal gestore”. L’assessore ha sottolineato come sia stata condivisa dai comuni l’esigenza di arginare il fenomeno del randagismo, attualmente rilevante, e stimolare le adozioni dei cani, proprio nell’ottica di una riduzione dei costi della struttura di accoglienza degli animali. “Il canile è un esempio di civiltà – ha concluso Secondi – dobbiamo lavorare insieme per garantire un funzionamento efficace alla struttura e politiche virtuose di sostegno alla condizione degli animali”. Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha avanzato l’esigenza della convocazione delle commissioni consiliari deputate “per valutare compiutamente, anche con un sopralluogo che ci permetta di essere consapevoli della situazione, le questioni che riguardano la gestione del canile, che non funziona bene, magari anche coinvolgendo nel confronto le associazioni per la protezione degli animali”. “E’ importante controllare i costi, in considerazione che la somma di 170 mila euro è certamente notevole e pensare di aumentarla del 30 per cento, senza valutare di modificare alcuni elementi gestionali, non mi sembra corretto”. “E’ fondamentale, invece, avere la possibilità di dare indicazioni per contenere i costi”, ha aggiunto Sassolini. A condividere l’accordo e l’impostazione data alla questione dal Comune come capofila comprensoriale è stato il capogruppo del Pd Gionata Gatticchi, che ha ritenuto non pertinente al ruolo del consiglio comunale un sopralluogo al canile, “tanto più – ha osservato – che appare inutile andare a vedere come viene gestito oggi, in considerazione che verrà fatta una gara tra pochi mesi”. “Piuttosto mi sembra importante confrontarsi sui requisiti per la selezione del gestore in sede di gara – ha sostenuto l’esponente della maggioranza – e chiedo per questo se ci sia già un’idea e quali paletti si pensino eventualmente di mettere per garantire il funzionamento del servizio”. “La nostra preoccupazione è di contenere le spese”, ha affermato il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini, che ha espresso perplessità per il ventilato aumento dei costi del 30 per cento. “Dire già in questa fase che ci sarà un incremento delle spese è un messaggio che non ci piace, perché preferirei che si mantenesse e anzi si abbassasse l’attuale portata economica del servizio”, ha puntualizzato il rappresentante della minoranza, che ha invitato a valutare anche l’opportunità di coinvolgere soggetti privati che operano nel settore per ricercare le economie necessarie. “Trecento animali ospitati significa che ci sono altrettanti abbandoni – ha osservato Mancini – per cui bisogna anche  intervenire con una decisa azione di repressione di certi comportamenti, anche per incamerare soldi con le sanzioni che ci permettano di ridurre i costi”. Ad avanzare “dubbi e perplessità sull’accordo” è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, che ha evidenziato come “il canile funzioni molto bene, grazie alla dedizione totale delle persone che con grande cuore si impegnano nella gestione della struttura”. Il consigliere del Centrodestra ha quindi sollecitato il coinvolgimento nell’accordo quanto meno anche dell’ente di protezione animale che attualmente gestisce la struttura, “come terza parte indispensabile”. Busatti ha, quindi ribadito la necessità di un confronto in commissione sul servizio prima del voto sull’accordo, “in modo da valutare a fondo i reali costi, anche con chi ora ha la responsabilità del canile”. D’accordo sulla proposta di un confronto in commissione sulla convenzione si è detto anche il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni, che ha sostenuto l’esigenza di un’azione più incisiva contro l’abbandono degli animali e invitato a percorrere strade innovative, come avviene in altri comuni. “C’è la possibilità di emanare bandi per far adottare gli animali del canile, concedendo un semplice contributo annuo che ci permetterebbe di abbattere in modo consistente i costi del loro mantenimento”, ha proposto Cuccaroni, che ha chiesto una valutazione approfondita dei possibili scenari gestionali e delle politiche virtuose che potrebbero essere adottate. L’assessore Secondi ha preso di nuovo la parola per dare il proprio assenso alla convocazione di una commissione sulla questione, invitando comunque a non confondere la convenzione in oggetto con i criteri di gestione. “L’accordo che poniamo in votazione rimette insieme i comuni del comprensorio, poi sarà il capitolato di gara a stabilire i criteri e allora sarà importante passare in commissione, anche con le proposte avanzate stasera per alleggerire i costi”, ha chiarito l’assessore. Nel ribadire come l’atto in votazione fosse l’ufficializzazione dell’accordo tra i comuni per sopperire al venir meno della Comunità Montana e nel dirsi favorevole a un confronto in commissione necessariamente successivo all’approvazione della convenzione, il sindaco Luciano Bacchetta ha sostenuto che “i costi non sono eccessivi, perché si tratta di fare delle scelte”. “Per una comunità la tutela di tutti gli animali è un fatto di grande civiltà, che comporta azioni conseguenti”, ha spiegato il sindaco, che ha evidenziato come la gestione attuale del canile sia efficiente. “L’Enpa lavora bene, in maniera assolutamente ineccepibile ed è ingeneroso dire che il canile non funziona, anche se si confronta con un contesto difficile, dato dalle dimensioni del fenomeno dell’abbandono”, ha rimarcato Bacchetta, che ha individuato “la vera questione centrale nell’educazione al non abbandono e alla gestione corretta del rapporti con gli animali”. In sede di dichiarazioni di voto, il consigliere Mancini ha preannunciato la propria astensione in attesa del necessario approfondimento delle questioni gestionali, invitando a “una riflessione su alcuni costi eccessivi, come quello di 26 mila euro all’anno per lo smaltimento dei liquami, con prelievi ogni due giorni” e a lavorare ad un inasprimento delle sanzioni per l’abbandono dei cani fino al massimo consentito. Anche il consigliere Sassolini ha anticipato la propria astensione per l’esigenza di un confronto più approfondito, chiarendo di aver parlato di un canile che non funziona  bene a proposito del fatto che non è in grado di accogliere tutti i cani abbandonati, senza riferirsi in alcun modo agli addetti. A dirsi favorevole è stato il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno, che ha invitato a “prestare attenzione alle valutazioni economiche, che devono tenere conto della reale incidenza degli aspetti gestionali, come nel caso dello smaltimento dei liquami, il quale implica il trasporto complessivamente di alcune tonnellate all’anno”. “Condivido la proposta di inasprire le pene per chi abbandona i cani”, ha concluso l’esponente della maggioranza. D’accordo sulla convenzione si è detto anche il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini, che ha evidenziato la positività del coinvolgimento nella gestione del canile degli otto comuni del comprensorio, “perché – ha detto – c’è bisogno di azioni concertate per innalzare il livello di civiltà delle nostre comunità, aumentando il rispetto verso gli animali, la tutela di quelli lasciati dai padroni e garantendo anche la sicurezza pubblica, con la riduzione del fenomeno dell’abbandono”. “L’esperienza del canile è di grande civiltà è il fatto di continuare con la sinergia di otto comuni è importante per la ricaduta economica che viene suddivisa tra gli enti e per le azioni che ogni comune adotterà per contrastare il randagismo”, ha concluso Zucchini, che ha concordato sulla proposta di esaminare in commissione anche l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati che operano nel settore. Favorevoli all’atto anche il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti, che ha condiviso la necessità di approfondire in commissione la situazione dei costi, invitando a valutare anche soluzioni inedite, come il coinvolgimento delle strutture ricettive e della ristorazione per recuperare cibo da dare agli animali e abbattere così alcuni costi, e il consigliere Cuccaroni, convinto dall’impegno del sindaco e dell’assessore a convocare una commissione ad hoc. A concludere il dibattito è stato l’assessore Secondi, che ha puntualizzato come lo smaltimento dei liquami ogni due giorni sia un parametro che richiede l’Asl e che il trattamento di queste sostanze comporti procedure speciali, con i costi necessariamente conseguenti. L’assessore ha poi sottolineato che nel bando per il servizio mensa nelle scuole è stata inserita la previsione di recuperare il cibo di scarto per il canile, ma che  attualmente in Umbria il sistema sanitario regionale è contrario a questa possibilità, mentre in altre regioni viene concessa. Quanto al randagismo, Secondi ha dato la disponibilità a valutare la possibilità di inasprire le pene pecuniarie, ricordando comunque che l’abbandono degli animali è  un reato penale.



 

 

COMPLETAMENTO DELLA NUOVA  BIBLIOTECA COMUNALE


“Per il completamento della biblioteca comunale di Palazzo Vitelli a San Giacomo è necessario ultimare le procedure burocratiche per l’appalto dei lavori per 100 mila euro di rifinitura dell’immobile, con risorse già previste a bilancio, che comporteranno un intervento di circa due mesi, ma l’apertura del servizio è vicina”. E’ in sintesi quanto hanno affermato il sindaco Luciano Bacchetta e il vice sindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli in merito all’interrogazione sulla nuova biblioteca comunale del capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini. Con il documento l’esponente della minoranza chiedeva di conoscere “i motivi che impediscono, ad oggi, l’apertura della nuova sede della biblioteca comunale in via Xl Settembre”, “l'attuale situazione sul contenzioso in atto con le maestranze che in quel luogo hanno lavorato” e se ci fossero, “in attesa dell'apertura della nuova sede della biblioteca, ipotesi alternative per permettere ai tifernati la consultazione di libri”. “Da un anno i tifernati non hanno più una biblioteca dove poter consultare libri, utilizzare computer o semplicemente studiare”, aveva osservato Sassolini, che aveva anche chiesto di conoscere dove sia stato collocato il personale in questo periodo e quali mansioni abbia svolto. L’assessore Bettarelli ha spiegato che il personale è stato ripartito all’interno della struttura comunale, senza mai comunque interrompere il lavoro propedeutico alla riapertura del servizio, in particolare la catalogazione degli oltre 40mila libri, che sono già stati trasportati in via XI Settembre, e l’acquisto dei nuovi volumi. Bettarelli ha ricordato come la situazione attuale sia stata determinata dal contenzioso insorto sulla consegna delle opere con l’impresa edile titolare dei lavori, puntualizzando che “il Comune ha assolto pienamente i propri doveri nei confronti della ditta, che è stata regolarmente pagata per i lavori effettuati”. “Abbiamo comunque proceduto alla risoluzione unilaterale del contratto e abbiamo quindi recuperato il pieno accesso all’immobile”, ha chiarito Bettarelli, che ha evidenziato come siano in atto le procedure per la definizione finale dei rapporti con l’impresa edile. “Restano da effettuare solamente lavori di finitura – ha sottolineato Bettarelli – per i quali ci sono già le risorse iscritte a bilancio e stiamo ultimando l’iter relativo all’appalto”. “Un disservizio c’è certamente stato a causa del contenzioso, ma va comunque ricordato che le operazioni di trasferimento dalla vecchia alla nuova sede della biblioteca avrebbero comunque comportato, in ogni caso, uno stop del servizio di sei-otto mesi”, ha precisato l’assessore, ringraziando i dipendenti per l’impegno profuso in questo periodo e dando conto di come l’amministrazione si sia già mossa per garantire ai cittadini la possibilità di usufruire delle prestazioni della biblioteca. “A settembre, con il nuovo anno scolastico, riprenderanno le attività di prestito e lettura della biblioteca di Città di Castello nelle sale del Palazzo del Podestà, dove sperimenteremo gli aspetti più interessanti dei nuovi servizi studiati per Palazzo Vitelli a San Giacomo”, ha affermato Bettarelli. “Questa amministrazione ha ricevuto due anni fa primo premio nazionale per la promozione della lettura e con questa soluzione andiamo a garantire di nuovo alla comunità un’opportunità che riteniamo fondamentale per la nostra città”. Il sindaco Bacchetta ha ringraziato Bettarelli “per l’impegno in una vicenda piuttosto complicata”, sottolineando come sia ormai davvero prossima l’apertura al pubblico della nuova biblioteca a San Giacomo. “Inaugureremo un autentico capolavoro, un luogo di assoluto  splendore”, ha rimarcato il primo cittadino, che ha espresso rammarico per il contenzioso che impedito alla città di fruire nei tempi previsti del nuovo servizio. “Purtroppo quando abbiamo annunciato la riapertura della biblioteca non potevamo immaginare che insorgesse questa problematica con l’impresa edile”, ha chiarito Bacchetta, che ha puntualizzato come la decisione di concedere alcuni locali della vecchia biblioteca comunale all’istituto Plinio il Giovane per accogliere i corsi del liceo scientifico abbia solo comportato l’anticipazione del periodo chiusura di sei-otto mesi della vecchia biblioteca, che comunque avrebbe dovuto essere osservato. “In attesa della riapertura della nuova biblioteca, per la quale i tempi sono abbastanza vicini, garantiremo da settembre un adeguato servizio ai cittadini, in una collocazione di Piazza Fanti che ritengo importante come punto di riferimento culturale della città”, ha concluso il sindaco che ha proposto di organizzare una visita guidata ai locali della nuova biblioteca di San Giacomo insieme ai consiglieri comunali, “in modo – ha detto – da permettere di constatare direttamente che la gran parte dei lavori è già stata terminata”. In sede di replica, il consigliere Sassolini si è detto insoddisfatto della risposta dell’amministrazione e ha contestato: “non c’è stata adeguata vigilanza sull’avanzamento dei lavori”. “La problematica poteva essere risolta prima, se ora si cerca una soluzione palliativa è evidente che ancora ci saranno diversi mesi per l’apertura della nuova biblioteca e la città continuerà a non avere un servizio adeguato”, ha concluso Sassolini, sollecitando la comunicazione di una tempistica certa per il completamento delle opere nella sede di San Giacomo.



 

 

DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI SUL BILANCIO 2013


Con 12 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e di Fdu e le astensioni di Patto Civico per Città di Castello, Lega Nord e Pdl, il consiglio comunale ha preso atto della deliberazione n.81/2015/Prno della sezione regionale di controllo per l’Umbria della Corte dei Conti sulla relazione al rendiconto di bilancio 2013, con la quale, come ha spiegato l’assessore competente Mauro Alcherigi, l’organo di controllo ha deliberato di non dar luogo ad alcuna segnalazione. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha dato atto all’amministrazione comunale della positiva considerazione che c’è in Umbria per il lavoro sul bilancio che viene fatto a Città di Castello, invitando comunque a lavorare ancora per ridurre la tassazione.



 

 

VARIAZIONI DI BILANCIO


Con undici voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Castello) e le astensioni di Lega Nord, Pdl, Patto Civico per Città di Castello e Fdu, il consiglio comunale ha approvato la variazione al bilancio 2015 in esercizio provvisorio n.120/2015 del 22 giugno. Con l’atto è stato iscritto a bilancio il contributo di 204 mila 712 euro per il potenziamento di arredi e attrezzature nel centro storico e per la realizzazione del sistema di videosorveglianza cittadino, con fondi Por-Fesr derivanti dalle economie registrate in sede di attuazione del Puc2, e l’ulteriore contributo di 15 mila 176,17 euro concesso dalla stessa Regione a valere sull’annualità 2015. In proposito, il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha sottolineato come l’amministrazione dia seguito al progetto di videosorveglianza dopo aver rigettato la proposta in questo senso che era stata avanzata proprio dallo stesso gruppo consiliare. “Sarebbe interessante a questo punto capire come mai sono cambiate le valutazioni”, ha osservato Mancini, rilevando come ci sia stato un approccio solamente ideologico alla questione da parte della maggioranza. Il consiglio comunale ha preso atto anche della delibera della giunta comunale n.118/2015, con cui sono stati applicati al bilancio 2015 in esercizio provvisorio l’avanzo di amministrazione vincolato relativo al 2014 per 720 mila 758,71 euro, nella parte in conto capitale riguardante gli investimenti, e la variazione di bilancio, in pareggio contabile, di 196 mila 500 euro nella parte riguardante la spesa corrente.



RINVIATI PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO


Per l’assenza dei consiglieri proponenti al momento della discussione in aula, è stata rinviata la discussione dei punti all’ordine del giorno relativi alla postazione fissa dell’autoambulanza presso la sede Asl di Trestina, il degrado dei lotti non edificati e la promozione dell’equità pensionistica.

 

 

 

 

 


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