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COSTI DELLA POLITICA: AGLI AMMINISTRATORI DI CITTA' DI CASTELLO SOLO 22 CENTESIMI DEI 36 EURO PAGATI DAGLI UMBRI
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04.09.2015 -

 

“Dei 36 euro che gli Umbri pagano per la politica, appena 22 centesimi vanno ai politici di Città di Castello”: il sindaco tifernate Luciano Bacchetta e l’assessore al Bilancio Mauro Alcherigi intervengono nel dibattito sui costi degli amministratori umbri per chiarire che “anche sommando i rimborsi e le spese di rappresentanza, a Città di Castello arriviamo a mala pena allo 0.6 per cento. Le responsabilità di quei 32,1 milioni di euro, una cifra importante da dividere per appena 900mila persone, non sono ugualmente ripartite. Anche se può sembrare indelicato mettere i puntini sugli i, la politica quando va in tasca ai cittadini ha il dovere di non nascondersi dietro le verità parziali della statistica. Questa ci dice che l’Umbria è una pecora nera perché i suoi politici costano quasi 36 euro ad abitante contro i 12,8 e 12,9 euro ad abitante di Lazio e Lombardia, regioni che da mesi la stampa ci descrive come collettori di inchieste e scandali ma che in questo caso diventano esempi da seguire nel contenimento della spesa pubblica. L’indagine premia le Regioni con più alta densità demografica e in base a questo parametro l’Umbria e Val d’Aosta sono relegate nella parte bassa della classifica”. Scendendo nel dettaglio dei dati relativi a Città di Castello, sindaco ed assessore precisano che nel 2014, anno di riferimento dei dati, il costo di tutta la politica tifernate è pari a 204mila euro. All’appello mancano ben altri costi che non dovremmo liquidare con ipotesi di fantageografia o chiamate di correo ma responsabilmente assumerli come un punto di partenza per rivedere la gestione finanziaria di chi contribuisce in maniera sostanziale a quei 36 euro così da allinearla su standard meno onerosi per i propri concittadini. I comuni non sono la pecora nera dei costi della politica ma sempre più spesso l’agnello sacrificale dei tagli in nome dell’equilibrio del bilancio statale”.

 


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