Comune di Cittą di Castello (PG)

RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 21 SETTEMBRE 2015

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RESOCONTO CONSIGLIO COMUNALE 21 SETTEMBRE 2015
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22-09-2015 -

CONSIGLIO COMUNALE

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI PANNACCI E MARIUCCI


Su proposta del sindaco Luciano Bacchetta il consiglio comunale ha osservato un minuto di raccoglimento in segno di cordoglio per la scomparsa dell’ex sindaco Giuseppe Pannacci e di Ubaldo Mariucci, più noto con lo pseudonimo “Baldino”. “Sono due personaggi che fanno parte della storia della nostra Città”, ha affermato Bacchetta, che ha sottolineato come ai funerali di Pannacci l’amministrazione abbia partecipato, oltre che con il primo cittadino, anche con il gonfalone listato a lutto, tributando il dovuto riconoscimento alla figura dell’ex sindaco. A ricordare Pannacci sono stati il consigliere del Pd Gionata Gatticchi, che ha testimoniato di averlo conosciuto all’epoca in cui era segretario della Sinistra Giovanile. “Pino volle incontrarci e ci consigliò la predisposizione di una scuola di formazione politica”, ha raccontato il rappresentante della maggioranza. “La scuola la facemmo con la costituzione del Pd, fu la prima attività che noi giovani organizzammo e anche il figlio Gianfranco ci portò il suo contributo come dirigente del partito”, ha aggiunto Gatticchi, che ha sottolineato il messaggio politico di quella iniziativa. “Dietro all’invito si celava un importante monito secondo il quale il partito doveva dotarsi di capacità di dialogo con la città”. “Fui candidato con lui nell’88 - ha dichiarato il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno - devo riconoscere a Pino un’onestà e un impegno fuori dal comune, che hanno lasciato un senso profondo”. “Vorrei ricordare due principi per i quali lottò strenuamente: la difesa dell’autonomia delle realtà territoriali e la rotazione dei tecnici dell’amministrazione, per eliminare problemi eccessiva autorità”, ha evidenziato Alunno, che ha precisato: “per queste posizioni ha avuto problemi politici fino alla morte, ma lui in modo integerrimo le ha portate avanti e ha fatto sempre politica con passione e onestà per il bene della sua città”.  “La morte spegne le polemiche - ha detto nel suo intervento il capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti - e accende il ricordo e la considerazione delle persone”. “E’ stato un esempio anche, se da parti opposte dal punto di vista delle idee, di come fare politica”, ha aggiunto il consigliere, che ha ricordato: “affermava sempre il primato della cosa pubblica e alle volte mi ha manifestato la delusione per il comportamento di alcune persone della sua parte politica”. “Saluto l’amico Pannacci, sindaco in un momento storico e indimenticabile per questa città - ha detto il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini - quando mi sono dedicato alla politica Pino mi ha chiamato e mi ha voluto parlare,  a testimonianza della grandezza dell’uomo, che credeva fermamente nel dialogo ed ha cercato di farmi capire il suo pensiero sulla città”. “Pur avendo toccato con mano il potere, Pino non è diventato mai ricco”, ha osservato l’esponente del Centrodestra, che ha ricordato un rapporto politico mai interrotto al di là della distante militanza. “Pannacci mi ha insegnato la grandezza dell’uomo che, pur legato al suo pensiero politico, sapeva anche valutare le persone oltre agli schieramenti: un pensiero modernissimo”. “Con Pino in questo consiglio comunale siamo sempre stati opposti, era un animale politico, lo studio e l’approfondimento dei problemi lo appassionavano”, ha detto il consigliere del Pd Luciano Tavernelli. “Ci sono state delle battaglie epiche su molti temi, come discarica e inceneritore o sull’urbanistica e per me Pannacci è stato un fattore di crescita enorme dal punto di vista politico”. “Fu inoltre un innovatore: non solo fece il compromesso storico quando ancora in Italia non se ne parlava, ma fu il primo a creare le partecipate e a capo ci mise non uno del suo partito, ma un esperto della materia”, ha sottolineato Tavernelli, che ha ricordato anche che “Burri non sarebbe stato a Città di Castello se non ci fosse stato lui a convincerlo ad acquistare gli ex seccatoi del tabacco e concentrare lì le sue opere”. “Ci siamo sempre scontrati, ma se questa città è bella parte del merito è sua”, ha detto il consigliere. In conclusione, ha preso di nuovo la parola il sindaco Bacchetta, che ha espresso il proprio dispiacere per il fatto che al funerale “sono mancate tante persone e non mi riferisco a questo consiglio”, evidenziando che Pannacci “avrebbe meritato una partecipazione diversa”. “E’ la dimostrazione che la gloria della politica è transitoria, se si pensa al fatto che ha terminato il proprio mandato da sindaco nel 1991”. “La memoria delle persone evidentemente è molto labile e corta”, ha concluso Bacchetta. A ricordare Ubaldo Mariucci sono stati anche il consigliere Gatticchi, che ha parlato di “una figura di riferimento per il mondo artistico e la satira locali”, il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti, che ne ha ricordato “l’attaccamento alla città, l’interesse per la sua storia e il suo essere castellano verace”. “Città di Castello era il fulcro di tutto per lui”, ha sottolineato il consigliere. Pur non avendolo conosciuto personalmente, il consigliere Sassolini ha parlato di un rapporto originato dalle vignette che gli aveva dedicato, “alcune carine altre molto pesanti”, riconoscendone l’integrità dell’artista che fa satira. “I suoi disegni sono la realtà della città, che è il centro storico, la piazza, di cui lui era innamorato”, ha ricordato il consigliere Tavernelli.

 

 



CONSIGLIO COMUNALE

INTERROGAZIONE SULLA NOMADE ESPULSA


“La vicenda della nomade che viveva nell’area di piazzale Ferri ed è stata recentemente espulsa ha seguito un normale iter burocratico-amministrativo che, una volta accertato il venir meno dei requisiti per il permesso di soggiorno, ha portato al suoi allontanamento dal territorio nazionale, e  che, negli anni della sua permanenza in città in quanto cittadina residente nel nostro comune, ha determinato la fruizione degli ordinari interventi che il Comune attua in situazione di disagio sociale”. E’ in sintesi quanto ha risposto il sindaco Luciano Bacchetta all’interrogazione del capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini sulla situazione della nomade che ha vissuto nell’area di piazzale Ferri, prima di essere espulsa dal territorio nazionale nel giugno scorso. L’esponente della minoranza aveva chiesto conto della condizione della donna negli anni di insediamento in città  e di conoscere “le agevolazioni e le spese dettagliate connesse alla donna e al suo piccolo nucleo familiare”. Sassolini aveva inoltre chiesto di sapere se ci sia la possibilità che gli altri componenti della famiglia della donna “possano tornare e allestire nuovamente un campo nomadi” e se l’amministrazione comunale fosse a conoscenza di altri casi di clandestinità nel territorio. Nel ricordare che la competenza sul controllo della regolarità della presenza nel territorio nazionale di immigrati è affidata alla Polizia di Stato, il sindaco Bacchetta ha spiegato che “la situazione di irregolarità a carico della nomade si è venuta a creare solo in tempi recenti”. La signora, infatti, nel 1989 si era stabilita a Città di Castello, proveniente dal campo nomadi di Faenza, e nel 1991 aveva ottenuto dalle competenti autorità consolari un passaporto bosniaco, all’epoca del conflitto nella ex Jugoslavia. Nel 1992 era stata, quindi, iscritta come residente nel Comune di Città di Castello e dal 1993 al 2005 aveva usufruito di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il venir meno della situazione di emergenza umanitaria in Bosnia ha successivamente messo in discussione la permanenza della donna nel territorio nazionale, fino al venir meno dei requisiti per  ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno che si è determinato a fine 2013. Le procedure burocratiche riguardanti l’allontanamento del cittadino straniero non in possesso di regolare permesso di soggiorno si sono poi protratte fino all’epilogo del provvedimento di espulsione. Il sindaco ha spiegato che gli unici interventi di cui la signora ha beneficiato risalgono al 2013 (buoni economali e buoni spesa per 660 euro) e nel 2014 (buoni economali e buoni spesa per 470 euro). Il sindaco ha ricordato la vicenda dell’assegnazione di un alloggio popolare, per il quale la donna aveva avuto anche una sentenza favorevole del Tar e al quale rinunciò successivamente, e lo spostamento del 2013 alla Fontana del Boschetto, in occasione dell’inizio dei lavori di ampliamento del parcheggio Ferri, del quale il comune si fece carico per consentire l’esecuzione delle opere.  Bacchetta ha messo in evidenza come il Comune si sia fatto anche carico delle procedure doverose di allontanamento di sei minori dal luogo dove abitava la nomade (tre nel 2005 e tre tra il 2007 e il 2011), che hanno seguito percorsi di affido e adozione oggi quasi del tutto conclusi. “A Città di Castello non vi è alcun campo nomadi e non risultano residenti che possano essere annoverati tra la categoria dei nomadi – ha chiarito Bacchetta - la Polizia non ha effettuato nessun sgombero di campo nomadi, ma ha posto in esecuzione un ordine di espulsione di un cittadino straniero che non aveva regolare permesso di soggiorno e non sono stati allontanati altri soggetti in quanto non risultano residenti della stessa famiglia”. “Per quanto riguarda altri eventuali clandestini presenti nel territorio comunale, ovviamente, non posso che rimettermi alla puntuale ed efficiente azione della Polizia di Stato che svolge quotidianamente un intenso lavoro”, ha concluso il sindaco. In sede di replica, il consigliere Sassolini ha deplorato “il buonismo che è stato alla base dell’insediamento della nomade nel nostro territorio e che alla fine ha determinato per lei un trattamento certamente non degno di una persona anziana”. Sassolini ha messo in evidenza che il Comune ha concesso contributi nel momento in cui la nomade era formalmente clandestina e ha parlato di altri costi che hanno riguardato l’allestimento per la signora di un prefabbricato a uso abitazione e presunti danni connessi alla presenza della donna presso la Fontana del Boschetto, chiedendone conto all’amministrazione. Il sindaco Bacchetta ha replicato che i contributi sono stati concessi in un periodo nel quale lo stato di clandestinità della donna non si era ancora manifestato, altrimenti la stessa Polizia di Stato avrebbe provveduto all’esecuzione del provvedimento dovuto, e ha dato la disponibilità dell’amministrazione alla verifica delle altre questioni non oggetto dell’interrogazione e quindi della relativa risposta in aula.



 

 

CONSIGLIO COMUNALE

APPROVATA DELIBERA SULL’OFFERTA SCOLASTICA 2016-2017


Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd,Psi, La Sinistra per Castello), di Fdu e Patto Civico per Città di Castello e l’astensione di Polo Tifernate e Fratelli d’Italia, il consiglio comunale ha approvato la delibera sulla programmazione della rete scolastica territoriale e dell’offerta formativa per l’anno 2016-2017, emendata dalla giunta comunale.

Dispositivo. Il documento approvato propone nel Piano provinciale di organizzazione della rete scolastica per l’anno 2016-2017 di mantenere a Città di Castello, in merito al dimensionamento,  l’attuale assetto organizzativo del 1° e 2° ciclo di istruzione e di istituire, sempre nel capoluogo tifernate, un Centro Provinciale di Istruzione per Adulti  dotato di autonomia organizzativa e didattica.

Dibattito. A illustrate la delibera è stato l’assessore alla Scuola Mauro Alcherigi, il quale ha dato conto in aula del percorso di coordinamento attivato a livello comprensoriale, che, a partire dalla riunione del 18 settembre scorso, alla quale hanno partecipato i dirigenti delle scuole  del territorio, l’amministrazione comunale tifernate e l’amministrazione comunale di Umbertide, ha portato alla presentazione da parte della giunta comunale di un emendamento alla originaria formulazione dell’atto condivisa nella commissione consiliare preposta. L’assessore ha spiegato che il confronto ha permesso di condividere posizioni comuni, a partire da una forte istanza di potenziamento della formazione e dell’educazione degli adulti, con l’istituzione a Città di Castello di un  Centro Provinciale di Istruzione per Adulti dotato di autonomia organizzativa e didattica,  che copra l’utenza proveniente dall’intero territorio dell’Alta Umbria. Il contrasto della duplicazione di indirizzi nei vari livelli territoriali e di area vasta, provinciale e regionali, anche in riferimento ai nuovi spazi di flessibilità curriculare per la scuola secondaria aperti dalla  legge 107/2015, è stato l’altro cardine di una discussione che ha permesso di condividere anche l’esigenza di attivare da subito, in vista delle iscrizioni per l’anno scolastico 2016/17, politiche di orientamento condivise ed integrate a livello di Alta Valle del Tevere. A questo proposito, Alcherigi ha anticipato che è stata convocata per il 28 settembre nella residenza municipale di Città di Castello una riunione tra tutti gli assessori competenti del comprensorio e tutti i dirigenti degli istituti territoriali per definire le modalità gestionali dell’orientamento rivolto alle scuole della vallata  e alla scelta dei corsi universitari. L’assessore ha poi sottolineato che il coordinamento sulle scelte formative verrà allargato anche alle valutazioni sulle politiche per favorire il diritto allo studio, a cominciare dall’attivazione da subito di iniziative condivise e integrate che diano soluzione al tema dei trasporti, alla luce dell’attuale criticità determinatasi per la rete ferroviaria. Entro il prossimo mese di ottobre verrà inoltre aperto un tavolo delle istituzioni scolastiche e dei Comuni dell’Alta Valle del Tevere che focalizzi e intercetti le nuove opportunità derivanti dalle risorse economiche messe a disposizione della scuola, non solo a livello nazionale, ma anche europeo. “Siamo di fronte a un atto di grande importanza – ha affermato il sindaco Luciano Bacchetta – che presuppone l’accordo complessivo dell’intero comprensorio per garantire un’offerta formativa di qualità, superando i campanilismi e gli steccati del passato, con l’unica finalità di valorizzare la rete scolastica del territorio e le opportunità di studio per ragazzi e adulti”.

 

 


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