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ANGELO ZAMPINI: PETIZIONE A MATTARELLA PER L'EROE SENZA MEDAGLIA

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ANGELO ZAMPINI: PETIZIONE A MATTARELLA PER L'EROE SENZA MEDAGLIA
mappa storica cdc
07-11-2015 -

 

 

Anno XXXIII  n. 49 Sabato 7 Novembre 2015

 

 

 

 

 

Oltre alla medaglia simbolica che il Comune tifernate ha consegnato alla famiglia, Angelo Zampini potrebbe avere presto un’onorificenza vera e propria: la decisione è nella mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui Città di Castello e Maiano hanno chiesto di riconoscere a cento anni di distanza il gesto eroico del giovane sergente mitragliere, morto a Farla nel Friuli il 30 ottobre 1917 cercando di frenare l’avanzata dell’esercito austroungarico dopo la disfatta di Caporetto.

La notizia è stata data dal sindaco tifernate Luciano Bacchetta e dal sindaco di Maiano Raffaella Paladin durante la cerimonia che si è svolta nella Sala del Consiglio comunale di Città di Castello, alla presenza dei molti nipoti e pronipoti che ancora Zampini conserva a Lerchi, frazione di cui era originario, cittadini, associazioni combattentistiche e scuole. Agli studenti il sindaco Bacchetta si è rivolto nel suo intervento per attualizzare la figura di questo “giovane, per il quale la patria era un valore supremo. Lui e tanti suoi coetanei, furono inviati al fronte spesso senza conoscere le motivazioni per cui veniva loro chiesto di uccidere. Se possiamo dubitare del senso patriottico delle gerarchie militari di allora, non possiamo avere tentennamenti sull’eroismo dei tanti ragazzi che morirono al fronte o in trincea in nome della libertà e del proprio Paese”. “Siamo fiduciosi nella possibilità che il presidente della Repubblica dia il giusto riconoscimento ad Angelo Zampini anche se per noi la medaglia sul petto già ce l’ha” ha detto il sindaco Paladin “Ricambio volentieri la visita della delegazione tifernate a Maiano. Essere per la prima volta a Città di Castello è emozionante perché Angelo Zampini ha continuato a vivere nel ricordo delle nostre due comunità”. Chi era e come morì lo ha spiegato Alvaro Tacchini, storico e presidente dell’Istituto di storia politica e sociale “V. Gabriotti”: “pur avendo solo 23 anni, pur essendo un contadino dell’Umbria profonda, Angelo Zampini aveva un valore non solo morale: in poco tempo era diventato sergente e nei momenti tragici della ritirata dell’esercito italiano dopo Caporetto, resistendo aggrappato alla sua mitragliatrice diede il tempo di fuggire alle duecento persone che abitavano Farla e che sarebbero state travolte dalle schiere straniere. Questo gesto Farla non lo dimenticò anche se nessuno poté testimoniare il suo coraggio dato che era stato dato l’ordine della ritirata e tutti, anche i suoi superiori, avevano eseguito. Nella rosa dei 53 decorati tifernati della Prima Guerra mondiale manca il suo nome”.

 

 

“A quanto pare la città che gli ha dato la nascita e la città che lo ha visto morire da eroe non sono le uniche a voler compensare l’ingiustizia” ha sottolineato il presidente del Consiglio Stefano Nardoni “il calendario realizzato dall’Esercito nell’anniversario dei cento anni dalla Grande Guerra ha dedicato l’ultima pagina ad Angelo Zampini e il prossimo 18 novembre saremo al Ministero della Difesa per perorare la sua causa ed ottenere quella medaglia che si è meritato sul campo . E’ una battaglia di tutto il consiglio comunale che si è pronunciato più volte su questo tema”. Tra i promotori dell’iniziativa infatti anche la commissione consiliare Affari istituzionali rappresentata dal presidente Vincenzo Tofanelli, per il quale “l’obiettivo dell’onorificenza deve essere perseguito con determinazione perché rimediare ad un vulnus storico e burocratico”. Anche l’onorevole Anna Ascani ha partecipato alla cerimonia, che si è aperta sulle note della Canzone del Piave eseguita dalla Corale Marietta Alboni del maestro Marcello Marini e che si è chiusa con la consegna da parte del sindaco della medaglia con i sigilli del comune ai parenti di Angelo Zampini, “a testimonianza di come per la città sia sempre stato un eroe” ha concluso Nardoni. A riceverla per la famiglia, Ottorino Zampini, nipote diretto di Angelo, e Bruna Spapperi pronipote, che ha ricordato quando il nonno, fratello di Angelo, raccontava “di questo giovane fiero di poter difendere l’Italia. Città di Castello grazie al suo sacrificio, è legata a Maiano in modo indissolubile: gli abitanti di Farla già nel 1933 gli alzarono un monumento, ristrutturato di recente con un aquila forgiata dal Centro G.O. Bufalini e corredato anche dello stemma del nostro comune. Anche senza medaglia l’esempio di Angelo Zampini continua a produrre frutti”.

 

 

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