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VIA SAN FLORIDO, VIA MARCONI E PIAZZA DEL GARIGLIANO: "UN ALTRO TASSELLO DEL CENTRO STORICO CHE TORNA AL SUO POSTO"

venerdì 24 novembre 2017
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VIA SAN FLORIDO, VIA MARCONI E PIAZZA DEL GARIGLIANO: "UN ALTRO TASSELLO DEL CENTRO STORICO CHE TORNA AL SUO POSTO"
CAmpanili
12-11-2015 -

 

Con la simbolica restituzione alla città nel giorno del patrono San Florido, si sono conclusi a Città di Castello i lavori per il rifacimento delle pavimentazioni e dei sottoservizi di via San Florido, Piazza del Garigliano, Via Marconi: il progetto finanziato per un milione e 400 euro nell’ambito del Puc 2 della Regione dell’Umbria, “ha esteso il perimetro della rigenerazione urbana di Città di Castello che ormai abbraccia i quadranti di maggior pregio del centro storico tifernate” ha detto in occasione del taglio del nastro il sindaco Luciano Bacchetta, ricordando come “anche questo intervento, insieme agli altri che sono in corso, in programma o che abbiamo appena terminato come Piazza Gabriotti, ha l’obiettivo di mantenere il cuore della vita cittadina dentro il centro storico, potenziandone la funzione attrattiva, turistica e del terziario. Ma non dobbiamo dimenticare che il centro storico è in primo luogo il nostro habitat. Se riqualificarlo era compito delle istituzioni, mantenerne il decoro e la qualità architettonica è dovere di ognuno di noi. Oggi un altro tassello del centro storico torna al suo posto”.

La cerimonia ha preso il via a Porta Prato, nella parte iniziale di via San Florido: le autorità in corteo con i figuranti dei rioni Prato e Mattonata, la Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello e i Capitani dell’Arme antica hanno raggiunto Piazza del Garigliano dove sono intervenuti anche l’assessore regionale Fernanda Cecchini, il consigliere regionale Silvano Rometti ed il vescovo mons. Domenico Cancian, i presidenti delle società rionali Prato Alberto Marinelli e Mattonata Sauro Baldelli.

L’intervento su pavimentazioni e sottoservizi è stato suddiviso in cinque fasi per mantenere una mobilità minima a favore dei residenti. Eseguito dalla ditta Nanni Arnaldo e figli di Castel Ritaldi,  interessato nel primo stralcio corso Vittorio Emanuele fino a via dell'Ospizio; il secondo da via dell’Ospizio e via della Pendinella; il terzo da via dei Casceri a via della Volpe Vecchia; il quarto da via della Volpe vecchia a via San Caterina; e l’ultima da via Santa Caterina alla rotonda di Porta Prato. Con fondi comunali è stato inserito nel cantiere anche il tratto iniziale di via San Florido dalle cosiddette “Dogane” fino all’intersezione con la viabilità della rotonda per completare l’intera direttrice principale del quartiere. A ricordo dei lavori Amministrazione e società rionale hanno posto una targa a terra. La pavimentazione è stata realizzata in pietra arenaria, come le piazze già restaurate, con caratteristiche funzionali al diverso tasso di transito. In via Marconi è stata usata solo pietra arenaria mentre in via San Florido e Piazza del Garigliano si è ricorso anche a intarsi di porfido. “La rigenerazione urbana di Prato e Mattonata è inserita in un complesso piano di lavori a cui Regione Umbria e Amministrazione sono impegnate da tempo perché i lavori strutturali sono un prerequisito per il rilancio generale del centro storico” ha dichiarato l’assessore regionale Fernanda Cecchini. “Questo protagonismo positivo delle istituzioni ha riguardato sia la fase di progettazione che il reperimento delle risorse ed ha aiutato la Regione ad essere efficiente ed efficace nella ripartizione dei fondi comunitari. Il lavoro intrapreso non si arresta: continuerà con gli obiettivi ancora più avanzati di Agenda urbana”. “La nuova pavimentazione dei rioni Prato e Mattonata acquista valore” ha aggiunto il consigliere regionale Silvano Rometti “dalla partecipazione attiva dei residenti che hanno sostenuto Amministrazione e Regione in questo intervento impegnativo ma necessario. Alla riqualificazione deve seguire la rivitalizzazione, possibile solo con il contributo immateriale ma essenziale della società civile e delle forze vive della città. E a Città di Castello non mancano né le une né le altre”.

 


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