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CONSIGLIO COMUNALE - IL COMUNE SI ATTIVERA' PER INTEGRARE I PROFUGHI

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CONSIGLIO COMUNALE - IL COMUNE SI ATTIVERA' PER INTEGRARE I PROFUGHI
CAmpanili
14-11-2015 -

L’amministrazione comunale di Città di Castello si attiverà per dare ai profughi attualmente ospitati in città la possibilità di avere un’occupazione, in attività di volontariato o in altre forme di prestazione di lavoro, che permetta loro di integrarsi nella realtà tifernate. “Crediamo sia giusto che queste persone abbiano l’opportunità di dare il proprio contributo alla comunità nella quale vivono e possano così integrarsi nella nostra realtà, ecco perché come Comune faremo la nostra parte per dare loro un’occupazione, raccogliendo la disponibilità in questo senso che ci hanno già dato”, ha affermato in consiglio comunale il sindaco Luciano Bacchetta, intervenendo nel dibattito sull’interpellanza presentata dal capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini per conoscere la situazione dei profughi presenti a Città di Castello. “Sono persone che devono vivere come tutti – ha puntualizzato il sindaco – se passano le giornate sulle panchine è perché non vengono date loro alternative e per giunta vengono anche concentrati in determinate zone, con il rischio di creare ghetti e generare allarme sociale”. “Mentre è doveroso chiedere più collaborazione alle autorità centrali e alla Prefettura, perché si confronti con i Comuni sulla dislocazione e la gestione di queste persone - ha chiarito Bacchetta – è altresì doveroso da parte nostra rimuovere l’alibi utilizzato da chi dice che non fanno nulla per alimentare diffidenza nei loro confronti, trovando loro una dignitosa opportunità di occupazione e facendo anche un’opera di conoscenza e informazione che permetta di non perdere di vista il fatto che vivono un dramma umano enorme”. L’assessore Massimo Massetti ha sottolineato che “queste persone per prime hanno dato disponibilità a offrire il proprio contributo alla comunità, attraverso forme di collaborazione con l’ente, attività di manovalanza e quant’altro permetta loro di non sentirsi additati come nullafacenti”. L’assessore ha riferito che alcuni profughi frequentano corsi di lingua italiana e stanno approcciando il mondo del lavoro, mentre grazie alla disponibilità della SSD Città di Castello Calcio hanno potuto fare sport nell’antistadio comunale, con le divise donate dal Cral dei dipendenti comunali. Il consigliere Sassolini aveva aperto il dibattito denunciando “la precarietà della situazione sanitaria dei profughi accolti nel centro storico” e sollecitando l’amministrazione “a eliminare alcune problematiche legate alla presenza di queste persone nel territorio”, trovando sponda nel capogruppo di Fratelli d’Italia Sandro Busatti, che aveva sollecitato il Comune a “individuare una modalità di accoglienza dei profughi che sia finalizzata all’integrazione, rimuovendo così la difficoltà con cui la popolazione locale percepisce che non facciano nulla, a fronte del contributo economico giornaliero che ricevono”. A invitare a non alimentare “l’isteria con cui l’Europa tratta il problema dei migranti e umilia lo spirito di accoglienza della nostra Costituzione” era stato il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo, al quale il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno si era unito per sottolineare che “a Città di Castello i profughi sono alloggiati in maniera dignitosa, a differenza di quanto accade altrove” e respingere l’idea che la loro presenza comporti problemi. Dai consiglieri del Pd Gionata Gatticchi e Riccardo Celestini era arrivato il monito a riflettere sul fatto che “l’indignazione di cui si parla troppe volte nasca da mistificazioni create ad arte, che alimentano un razzismo latente” e l’auspicio di un diverso approccio degli organismi nazionali e internazionali. “Noi non siamo i cattivi della situazione, di volontariato ne facciamo tanto, ma non possiamo non rilevare che le risorse che vengono spese per i profughi potrebbero essere utilizzate per le nostre famiglie disagiate”, aveva sostenuto il capogruppo della Lega Nord Marcello Rigucci.

 


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