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COMUNE DI CITTÀ DI CASTELLO
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Informazioni generali

Agricoltura

Architettura

Arte

Artigianato

Geografia

Industria

Storia

Agricoltura
L’attività agricola, un tempo organizzata in unità poderali condotte a mezzadria, che caratterizzavano la vita contadina della zona, è ora incentrata principalmente sulla coltura del tabacco e sulla sua prima lavorazione (essiccazione). Viene coltivata la qualità Virginia Bright. La coltura e la prima lavorazione è organizzata da strutture associate sia di proprietari (Pro Agri, Cts) sia di coltivatori (Cooperativa tabacchicoltori) che hanno realizzato centri di servizio distribuiti nelle varie parti dell’alta valle del Tevere.


Architettura
Il profilo architettonico dominante del centro storico è rinascimentale ed è caratterizzato dai maestosi Palazzi Vitelli (alla Cannoniera, a Sant’Egidio, a San Giacomo, all’Abbondanza realizzati per la gran parte nel corso del Cinquecento) anche se non mancano testimonianze pregevoli delle epoche precedenti (Campanile rotondo del XII sec., Palazzo del Podestà e Palazzo del Comune del XIV sec.). Secondo Cesare Brandi, il Palazzo del Comune, dell’architetto Angelo da Orvieto, segna ed anticipa con le proprie linee architettoniche il passaggio tra Medioevo e Rinascimento


Arte
A Città di Castello si è emancipato da "allievo" a "maestro di bottega" Raffaello Sanzio che, tra l’altro, qui e per una famiglia della città realizzò lo "Sposalizio della Vergine", ora a Brera.
A Città di Castello lavorarono a lungo altri importanti artisti nel Quattrocento e nel Cinquecento, in particolare Luca Signorelli, i Della Robbia, il Gherardi, il Vasari, Cola dell’Amatrice dei quali la Pinacoteca comunale conserva numerose ed importanti opere.
Città di Castello è la patria del maestro Alberto Burri, indiscusso protagonista dell’arte del Novecento, e conserva la più completa e ricca collezione di sue opere, da lui stesso donate alla città e dislocate secondo un preciso progetto ("opera nell’opera") nei due musei della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri.


Artigianato
L’attività artigianale caratteristica è la costruzione di mobili in stile realizzati sia con legno antico proveniente da mobili o da infissi o travature sia con integrazioni di legno nuovo. Oltre al mobile e al legno, anche la ceramica e la tessitura a mano hanno una lunga e consolidata tradizione.


Geografia
Città di Castello si trova a 288 m slm. L'intero comune ha circa 40mila abitanti distribuiti su una superficie di 384 km2. È composto di una parte collinare (anche altocollinare) ed una parte valliva che si snoda lungo il fiume Tevere. Posta all’estremo nord dell’Umbria, Città di Castello si trova a due ore di auto da Roma e da Bologna, ad un’ora e mezza da Firenze e dalla riviera romagnola e marchigiana, ad un’ora da Urbino e quaranta minuti da Perugia e da Arezzo.


Industria
Nel settore piccolo e medio industriale sono tre i settori di rilievo. Quello meccanico, con particolare riferimento alla costruzione di macchine per l’agricoltura, quello delle confezioni, e quello tipografico.
In particolare, il settore tipografico si basa su una grande quantità di piccole aziende che nel loro insieme offrono un servizio completo dalla composizione (tradizionale o computerizzata), al trattamento dei testi e delle immagini, alla stampa e confezione di ogni tipo di pubblicazione.


Storia
Città di Castello è stata municipio romano con il nome di Tifernum Tiberinum (da questo nome risale l’appellativo degli abitanti di Città di Castello che si chiamano "tifernati"). In epoca più tarda il suo nome si trasformò in Castrum Felicitatis e quindi in Civitas Castelli da cui deriva in modo più diretto l’attuale denominazione. All’epoca romana risalgono anche le prime notizie sulle acque termali sulfuree di Fontecchio tuttora in esercizio.
Città di Castello è stata, tra le prime, libero comune e quindi potente signoria sotto la famiglia Vitelli, attivi e temuti condottieri alleati di Firenze. È stata territorio delle Stato della Chiesa di cui ha seguito le alterne vicende (presenza francese ed austriaca, ecc.) fino all’unificazione italiana (ingresso delle truppe piemontesi 11 settembre 1860).

 

 

 

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